"La furia dei Titani", di Jonathan Liebesman

L'arrivo di Jonathan Liebesman ha contribuito a svecchiare la saga di Perseo e dei Titani. Il regista sudafricano ha limitato le influenze shakespeariane che avevano appesantito Scontro tra Titani e si è concentrato nell'umanizzare Giove, Ade e Poseidone. La furia dei Titani segue lo stesso programma di World Invasion: il peplum si sposta sul terreno del war-movie, aumenta il ritmo e distrugge l'unica certezza della mitologia: l'immortalità degli dei, che scendono in campo e combattono in prima persona per la loro sopravvivenza

La furia dei Titani è più leggero del film che lo aveva preceduto. Scontro tra Titani era uscito nella primavera del 2010, quando Hollywood celebrava il trionfo internazionale di Avatar e di Alice in Wonderland, che avevano illuso tutti sulle potenzialità a lungo termine del 3D. Il film di Louis Leterrier era stato distribuito dopo essere stato gonfiato per la stereoscopia ma non si era liberato di un rapporto problematico con l'omonimo originale inglese del 1981. Il compromesso aveva prodotto un film che pagava l'incertezza tra le nuove esigenze spettacolari e l'austerità shakespeariana che animava i conflitti e le lotte di potere dell'Olimpo. Se avesse avuto una maggiore ispirazione visiva, avrebbe potuto competere con l'intelligente commistione di Thor, che appiattiva la nobiltà asgaardiana e la faceva scontrare con la contemporaneità di in una sonnolenta cittadina del New Mexico. Purtroppo, Scontro tra Titani si dimostrava come un film del futuro che era ancora impantanato verso una messa in scena volutamente vintage e ad una mentalità sorpassata.

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La furia dei Titani ha la buona volontà di chi ha imparato dagli errori passati: la sua realizzazione è già una sorpresa, se si considera la limitata resa commerciale del marchio. Tuttavia, l'impresa è stata ripensata sin dall'inizio: la Warner ha cambiato il regista e ha dato fiducia a dei nuovi sceneggiatori. La scelta di Jonathan Liebesman è stata particolarmente vincente: il cineasta sudafricano ha messo la firma sul discreto World Invasion e ha dimostrato come il successo del suo war-movie di fantascienza non fosse casuale. Lì si impegnava ad umanizzare l'eroico Aaron Eckhart e il suo plotone di marines che cercavano di arginare l'invasione aliena di Los Angeles; qui si dedica a smontare l'unica certezza della mitologia, nel tentativo di incitare l'empatia verso gli dei. Zeus, Poseidone e Ade sono sempre in lotta tra di loro, ma la sceneggiatura de La furia dei Titani sfata il mito della loro immortalità: tra gli ex-onnipotenti e il protagonista Perseo non c'è più lo scarto dell'indifferenza verso la morte. I tre fratelli abbandonano i loro templi ormai in decadenza e sprofondano nel più affascinante ambiente infernale del Tartaro, fino a sporcarsi le mani in battaglia insieme all'esercito di Andromeda, con lo scopo di garantire la loro sopravvivenza e quella degli uomini. Perseo conserva il ruolo di tramite tra i due mondi ma serve anche come veicolo di un punto di vista vulnerabile all'interno delle frammentarie ed avvincenti sequenze dei combattimenti.

I movimenti e la fisicità terrestre di Sam Worthington permettono alle inquadrature un dinamismo e una percezione fluida degli eventi, condizionata dalla camera a mano e limitata ad un campo visivo sempre parziale e legato all'apparente casualità del momento.
E' un terreno in cui Jonathan Liebesman si trova molto a suo agio e che la sceneggiatura cerca di rafforzare: i passaggi come quello della lunga discesa nel Tartaro segnano l'avanzamento interiore dei personaggi ma non hanno lo stesso ritmo e rischiano di dissipare l'attenzione. Il copione conserva la struttura delle relazioni e dei conflitti tra i personaggi, ma non prova a mettersi sulla strada dell'approfondimento: le contrapposizioni sono sempre manichee e si risolvono in modo prevedibile.
La furia dei Titani
rifiuta la tentazione di dire quello che non gli compete: abbandona le sfumature della tragedia e sposa quelle di una linearità di facile lettura. Se il film non può essere veramente complesso, ha il buon senso di avvicinare la storia allo spettatore, invece di chiedergli lo sforzo contrario. Se non può essere premiato per l'originalità, l'approccio a livello-uomo di Jonathan Liebesman deve essere segnalato come una sua costanza stilistica.

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Titolo originale: Wrath of the Titans

Regia: Jonathan Liebesman
Interpreti: Sam Worthington, Liam Neeson, Ralph Fiennes, Danny Huston, Bill Nighy, Rosamund Pike, Edgar Ramirez, Tobby Kebbell
Origine: Usa, 2012
Distribuzione: Warner bros.
Durata: 117'

 

 

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