“La madre”, di Andrés Muschietti

la madreEsordio al lungometraggio horror di Andrés Muschietti, regista argentino molto apprezzato in vari festival per i suoi cortometraggi. Ha lasciato senza fiato anche Guillermo Del Toro, tra i produttori, avendo amato in precedenza il cortometraggio Mama, dal quale la pellicola prende spunto. Jeffrey (Nikolaj Coster-Waldau), dopo aver ucciso la moglie, scappa di casa e rapisce le sue due bambine, Victoria di tre anni e Lilly di uno. Fuori nevica, mentre fugge con la macchina, sconvolto, va fuori strada e finisce in un burrone, contro un albero. Scampato miracolosamente all'incidente, trova una casa nel bosco disabitata. L'uomo è intenzionato ad uccidere anche le figlie, per qualche mistero indecifrabile, ma viene fermato da una presenza mostruosa che lo assale in difesa delle bambine. Salto temporale: cinque anni dopo, Lucas (Nikolaj Coster-Waldau), fratello gemello dell'uomo, cerca ancora disperatamente Jeffrey e le sue nipotine, sparite nel nulla. Lui convive con la fidanzata Annabel (Jessica Chastain), una donna di ferro, musicista in una band. Per un caso fortuito, finalmente, le bambine vengono ritrovate, ma sono totalmente cambiate. Hanno vissuto per anni nel bosco, cibandosi di ciliegie e il loro stato fisico e mentale è molto provato. L'unica persona con cui sembra abbiano avuto contatti è qualcuno chiamato dalle stesse bambine Madre. Lo psichiatra, al quale verrà affidato il caso, si convince trattasi di una figura immaginaria… la riabilitazione in casa dello zio e di Annabel, per le bambine sarà carica di tormenti, conflitti e presenze.
 
Un fantasma è come l’essenza di una persona. Se lasci una personalità piena ad essiccare al sole, ciò che ne resta sono le spoglie di un’emozione(Guillermo Del Toro). La madre di Andrés Muschietti è concepita proprio come un quadro di Modigliani putrefatto e Jessica Chastain, con una parrucca a caschetto nera e piena di tatuaggi, finalmente si è potuta cimentare nella sua passione cinematografica: appunto, l’horror. Lo ha fatto ispirandosi nel look ad Alice Glass dei Crystal Castles e ascoltando Lou Reed e i Misfits, per calarsi nella parte. Al di là di alcuni evidenti richiami del passato, Andreas Muschietti sembra sconfinare con estrema disinvoltura in una sorta di surrealismo pop (soprattutto nelle scene conclusive), in uno stile “lowbrow” che rievoca un grande degli effetti speciali (Hellboy, The ring, Il pianeta delle scimmie…), Chet Zar. L’autore si nutre di atmosfere dell’immaginario dark, aprendo il sipario all’immaginazione più sfrenata, contaminando diversi linguaggi visivi mescolati tra loro: il fumetto, i tatuaggi, la science fiction, il rock, il cinema… Non è certo un horror di basso profilo, in cui si ritrovano l’immaginario fiabesco e cultura popolare urbana, immagini angeliche e macabre allo stesso tempo. Ma c’è qualcosa che non convince appieno, in fondo alla storia: La madre sembra tutt’altro che un lavoro di bizzarra artigianalità, come un’autentica opera pop surrealista. L’impressione finale è quella di un cinema tecnologicamente avanzato che vive in uno spericolato sogno adolescenziale, patinato da colori rassicuranti e “texture” seducenti.
 
C’è qualcosa che ci tiene distanti dalla mostruosità: non si sentono le agognate vibrazioni tattili-sensoriali a ripercorrere le vie periferiche del corpo in tensione. Le stesse ataviche paure, per una presenza che ha viaggiato nel tempo, stentano a risvegliare istinti primordiali che fagocitino la materia organica svuotata di sangue e budella. Il mutante assemblaggio di parti strappate e metabolizzate in uno spazio di realismo "sconfinato", proietta lo sguardo sui primi Hooper e Craven, ma stavolta il sovrannaturale "esitante" trama nell'orrore mesto della quotidianità.   
 
Titolo originale: Mama
Regia: Andrés Muschietti
Interpreti: Jessica Chastain, Nikolaj Coster-Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse, Javier Botet
Origine: Spagna/Canada, 2013
Distribuzione: Universal Pictures International Italy
Durata: 100'