LACENO D’ORO 2018 – I vincitori

Per la sezione lunghi vince il Laceno d’oro 43 il titolo libanese Erased,_Ascent of the invisible di Ghassan Halwani. Il film, che si aggiudica il premio di 3.000 €, ragiona sulle migliaia di persone scomparse durante la Guerra Civile in Libano. Anche se le persone scomparse sono state cancellate e molti corpi non sono mai stati trovati, la loro assenza è ancora presente nella città e nelle vite dei loro cari. Il regista, al suo primo lungometraggio, raschia via attraverso le immagini gli strati del tempo e dell’oblio. Menzione speciale all’italiano Pierino di Luca Ferri. I lavori sono stati scelti dal presidente di giuria, il regista brasiliano Júlio Bressane e dai registi Luca Bellino e Martina Parenti.
Il Premio del Pubblico, invece, è stato assegnato a Butterfly di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman.

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Per la sezione doc vince Monte Amiata di Tommaso Donati a cui va un premio di 1.500 €. Il Monte Amiata è un complesso residenziale nel quartiere Galleratese di Milano, progettato dagli architetti Carlo Aymonino e Aldo Rossi alla fine degli anni sessanta. È stato concepito con l’idea di rappresentare un microcosmo parallelo, una sorta di microcittà utopica e futuristica all’interno di Milano. È soprannominato dai suoi abitanti il “Dinosauro Rosso”, per via del colore dei suoi edifici e la stranezza della loro forma. Due menzioni speciali a 3 stolen cameras di RåFILM & Equipe Media, dalla Svezia, e ’Ndunetta di Fiorenzo Brancaccio. In giuria il regista Filippo Ticozzi (presidente), il direttore artistico del PerSo Film Festival Giacomo Caldarelli e il regista argentino Martín Solá.

Il vincitore dei cortometraggi è il francese Là est la maison di Lo Thivolle e Victor de la Heras: da fuori non si riesce a vedere, ma dall’interno si sente tutto. Lontano, le strade si interrompono, quando sono più vicine all’universo del possibile. Menzione speciale a Cinema di Isabella Mari della factory napoletana di Antonella Di Nocera, ArciMovie/Filmup. Il vincitore dei corti, a cui va il premio di 1.500 € è scelto da una giuria composta dal critico cinematografico Enrico Azzano, e dalle registe Silvia Luzi (presidente) e Joana De Freitas Ginori.