Le cose belle: riconoscimenti in tour

Locandina Le cose belle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le Cose Belle, Silvana da grande

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il documentario, Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, presentato in anteprima mondiale nella sezione Giornate degli autori, a Venezia 69, continua il suo tour itinerante per i festival italiani, riscontrando attenzione ed interesse da parte del pubblico e delle giurie. Trionfa al DOC/IT Professional Award come miglior documentario italiano del 2013 ottenendo il primo premio della giuria offerto da Doc/it, Associazione Documentaristi Italiani, aggiudicandosi anche gli altri premi disponibili: il premio del pubblico italiano conferito dall’associazione Cento Autori, rappresentata dallo sceneggiatore-regista Francesco Bruni, e assegnato dagli spettatori di Roma, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Nola, Nuoro, Palermo, Torino e il premio del pubblico internazionale che testimonia il successo del film anche con gli spettatori di Barcellona, Berlino, Londra, Parigi, dove pare che le sale coinvolte abbiano fatto registrare il tutto esaurito. Unanimità di consensi tra circa diecimila spettatori partecipanti tra Italia ed altri Paesi europei. Alla sesta edizione del Visioni Fuori dal Raccordo Film Festival i registi conseguono la Menzione Speciale della Giuria: «per esser riusciti a raccontare la periferia di Napoli attraverso gli sguardi di alcuni adolescenti sposando le loro “disperate vitalità”: sogni, illusioni, amarezze. Vivendo di un’euforia stilistica e narrativa, il documentario si fa specchio lucido e malinconico di un’intera generazione scissa tra le ansie del passato e la voglia di futuro». Nell'aprile scorso Le Cose Belle ha vinto come Miglior Opera Prima  al Festival del Mediterraneo di Tétouan ed è stato premiato durante la IX edizione del Festival Popoli e Religioni di Terni come Miglior Documentario

 

"Quattro vite a confronto nella Napoli piena di speranza del 1999 ed in quella paralizzata di oggi. La fatica di diventare adulti attraverso gli occhi di quattro ragazzi napoletani: Fabio ed Enzo, due maschietti dodicenni ancora bambini, e Adele e Silvana, due signorinelle quattordicenni. Quattro sguardi pieni di bellezza, tristezza, ironia, ingenuità, cinismo. E soprattutto radiosi di Le Cose Belle di Agostino Ferrante e Giovanni Pipernoquella luce speciale che solo a quell´età possiede chi ancora sogna le cose belle. 

 

Ma già allora, nel ´99, quando girammo Intervista a mia madre un documentario per la televisione che voleva raccontare dei frammenti di adolescenza a Napoli, i quattro protagonisti ostentavano scaramantico disincanto: perché la catastrofe, sempre in agguato nella loro città, è una minaccia nonché un alibi che rende le vite dei napoletani immobili, e loro lo sapevano, per istinto e per educazione. 

 

Dieci anni e tre sindaci dopo, passando dal "rinascimento culturale" che attirava artisti da tutto il mondo, alla Gomorra raccontata da Saviano, siamo tornati a filmarli, inseguendoli per un arco di tre anni: nel 2012, alle cose belle, i nostri ragazzi non credono più: forse sono già passate. O forse le cose belle non vanno cercate né nel futuro e né nel passato, ma in quel presente vissuto con la straziante bellezza dell´attesa, dell´incerto vivere alla giornata, della lotta per una esistenza dignitosa: nuotando talvolta controcorrente e talvolta lasciandosi trasportare" – sostengono Agostino Ferrente e Giovanni Piperno. Ma chi sono i due registi?".

 

 

Le Cose Belle, Adele da grande

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agostino Ferrente, classe 1971 produce e dirige i corti Poco più della metà di zero (1993) e Opinioni di un pirla (1994). Nel 1997 con Giovanni Piperno realizza Intervista a mia madre (1999) e Il film di Mario (1999-2001). Nel 2001 fonda a Roma il gruppo "Apolloundici" con il quale crea L'Orchestra di Piazza Vittorio, protagonista nel 2006 del documentario omonimo premiato in numerosi festival. Con Mariangela Barbanente è ideatore del progetto OPV i Diari del ritorno, i cui primi due episodi pilota sono diretti da Alessandro Rossetto e Leonardo Di Costanzo. Con Andrea Satta e i Têtes de Bois realizza il videoclip di Alfonsina e la bici (Premio Speciale P.I.V.I.) con la partecipazione di Margherita Hack.

Giovanni Piperno, classe 1974 dopo le collaborazioni con Terry Gilliam, Martin Scorsese, Nanni Moretti, Giuseppe Rotunno, Dante Spinotti, Giuseppe Lanci, John Seale, Janusz Kaminski, Roger Deakins, come assistente operatore, dirige numerosi documentari tra i quali Intervista a mia madre, Il film di Mario e L´esplosione, vincitore del Torino Film Festival 2003. CIMAP! Cento italiani matti a Pechino, partecipa al Festival di Locarno nel 2008 e l'anno seguente vince il premio Libero Bizzarri. Nel 2010 Il pezzo mancante, ottiene il premio Cinema Doc al Festival di Torino.

Sarà possibile votare online per i documentari italiani, attraverso la piattaforma Italian Docs Online fino al 9 marzo, qui