Le sorelle Macaluso, di Emma Dante

Sono prima di tutto i luoghi a disegnare la geografia sentimentale dei due film che ha diretto Emma Dante. Se in Via Castellana Bandiera la protagonista nascosta era una strada stretta tra il mare e la montagna, in Le sorelle Macaluso è invece l’appartamento all’ultimo piano di una palazzina alla periferia di Palermo. La casa porta i segni della memoria e del tempo. Anzi, è una specie di cinema familiare, sulle cui pareti prima ricche e dense e poi alla fine spoglie si proietta idealmente il film della vita della famiglia.

Maria, Pinuccia, Lia, Katia e Antonella vivono lì, senza genitori. Ci sono nate e cresciute dall’infanzia, all’età adulta e poi alla vecchiaia. Un tragico evento, in una giornata dove erano andate tutte al mare, ha segnato per sempre le loro vite.

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L’appartamento è il centro di gravità permanente. Non viene abbandonato neanche quando il marito di una di loro spinge per venderlo. Per Emma Dante diventa il luogo della memoria. Ma anche il suo palcoscenico/set dove ogni fase della vita delle protagoniste è preparata come un atto. Da lì si assiste anche al trucco, quasi una specie di backstage, prima di andare in scena

Se Via Castellana Bandiera era tratto dal romanzo della stessa Emma Dante, Le sorelle Macaluso si basa sul suo omonimo lavoro teatrale del 2014 che ha vinto il Premio UBU per la regia e per il miglior spettacolo. La sua origine si sente in maniera netta ed Emma Dante non fa nulla per nasconderla. Al contrario cerca un’ideale continuità tra teatro e cinema, dimostrando come Le sorelle Macaluso possa essere un testo in grado di infrangere le barriere, proprio a livello di struttura, tra teatro e cinema.

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È un film discontinuo ma sicuramente affascinante. E in più, è qualcosa di anomalo nel cinema italiano. Non ha quell’impeto abbagliante dell’opera di Mario Martone, ma è un testo dove ogni scena viene rivissuta mentre è filmata dalla stessa Emma Dante. Scritto dalla regista con Giorgio Vasta ed Elena Stancanelli è un che vede protagoniste cinque donne. Parla di desiderio, di morte, di conflitti e, forse, di perdono. Tutta la parte iniziale, fino alla tragedia, è quella più riuscita. C’è una scena in un cinema all’aperto che appare forse la danza più autentica di Maria, un balletto di passione dove la ragazza sembra volare da terra. Poi si carica di simbolismi fin troppo scoperti come nel caso dei colombi che tornano a casa e che indicano il tentativo e l’impossibilità di lasciare quel luogo e il buco sul muro, per evidenziare ancora una volta il legame tra la storia e la città dove tutti i rumori di Palermo sono quelli di un corpo che continua a respirare.

Le sorelle Macaluso ha però il merito di non esasperare la claustrofobia della scena. Diventa sorprendente proprio quando si libera all’aperto e si mantiene sempre sul filo di un’illusione che progressivamente si spegne. Forse è insistito l’uso di Meravigliosa creatura di Gianna Nannini, mentre sono decisamente più azzeccati quelli di Inverno nell’omaggio che Franco Battiato ha fatto a Fabrizio De André e soprattutto Sognare sognare di Gerardina Trovato. Il momento in cui c’è la necessità di catturare quel momento di felicità, quella giornata al mare. Prima del rumore dell’arrivo dell’ambulanza. “Vivere adesso e non domani/come gli zingari sul prato/bere la piggia dalle mani…”.

 

Regia: Emma Dante
Interpreti: Viola Pusateri, Eleonora De Luca, Simona Malato, Susanna Piraino, Serena Barone, Maria Rosaria Alati, Anita Pomario, Donatella Finocchiaro, Ileana Rigano, Alissa Maria Orlando, Laura Giordani, Rosalba Bologna
Distribuzione: Teodora Film
Durata: 89′
Origine: Italia, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.33 (6 voti)

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