Me Contro Te. Persi nel tempo, di Gianluca Leuzzi

Al terzo capitolo, la saga di Sofì e Luì, pare cercare l’affondo da grande cinema pop ma in realtà è ancora tutto freddo, inerte, senz’anima. Stavolta, però, manca anche un vero cattivo

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A poco più di cinque mesi dal film precedente, tornano in sala, i Me Contro Te, che con Persi nel tempo si confermano idoli dei più piccoli, ma soprattutto sempre più protesi verso un ripensamento del cinema per l’infanzia fatto a misura del loro immaginario. Dopo i toni fantasy dei film precedenti, per Sofia Scalia, Luigi Calagna e il regista Gianluca Leuzi è il momento di confrontarsi con le potenzialità della fantascienza. Stavolta il Signor S e la sua assistente Perfidia rubano degli oggetti magici custoditi dai protagonisti. Tra di essi, anche una clessidra, che nello scontro si rompe e conduce i personaggi in due epoche differenti, il futuro e l’antico Egitto.

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Per certi versi, la caccia agli strumenti magici scorre in parallelo al tentativo di riconquistare un’idea di cinema per bambini che sia non soltanto coinvolgente ma anche vitale, agli antipodi rispetto alla dimensione artefatta dei due capitoli precedenti. Ma Leuzi continua a ragionare in superficie e, malgrado le evidenti ambizioni, l’approccio è comunque freddo, cervellotico.

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Persi Nel Tempo

Si respira un’atmosfera da blockbuster, in Me contro Te – Persi nel tempo, ma l’aria è viziata. Il citazionismo (da Endgame a Indiana Jones) si riduce a un gioco di rimandi e la continua ricerca del sense of wonder passa più attraverso il lavoro sugli spazi che su un ragionato sviluppo del racconto. Persi nel tempo sembra tentare in tutti i modi di destabilizzare il quadro, inserendo Luì e Sofì in spazi inusuali, talmente fuori misura che sembrano fagocitare i due protagonisti, ma è solo apparenza. Quel palazzo Egizio, quella città Cyberpunk, continuano a essere giganteschi set privi di vita, evidente segnale di quanto il setup dei Me Contro Te non riesca a ripensarsi per un medium diverso dal web.

Non c’è azione, in Persi nel tempo, tutto si regge su un racconto labilissimo che gira a vuoto, impantanato in una serie di quadri, che quando non esorbitano nel dinamismo del musical sono il pretesto per tornare ai ritmi del web, alle gag tipiche del duo, vere e proprie parentesi stranianti, che rallentano, dilatano a dismisura il flusso del racconto, una volta a contatto con gli spazi del lungometraggio.

Forse è più efficace come didascalico apologo sull’unicità di ognuno di noi, Persi Nel Tempo, a patto che si accetti di confrontarsi con un contesto inquietante, che riabilita a forza i due cattivi storici e rende quasi impalpabile il villain del film. Perché i più piccoli vanno protetti a tutti i costi, anche se questo vuol dire eliminare il conflitto, il motore del racconto, dell’intrattenimento e dunque del divertimento.

 

Regia: Gianluca Leuzzi
Interpreti: Sofia Scalia, Luigi Calagna, Michele Savoia, Antonella Carone
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 60′
Origine: Italia, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1
Sending
Il voto dei lettori
1.33 (3 voti)
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