Pierre Clémenti: gli inediti. I film-diario di un visionario (1967-1978)

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 Home Movies – Archivio aperto 2011 – Gli inediti di Pierre Clémenti: i film-diario di un visionario (1967-1978)

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Pierre Clémenti - inediti – the unreleased reels Un cine-concerto dedicato a Pierre Clémenti, in una ex chiesa dall'acustica maestosa: sono stati presentati per la prima volta a Bologna tre inediti di Pierre Clémenti: La Deuxième femme, Souvenir Souvenir… e Positano, immagini di abbagliante bellezza in 16mm girate e montate tra il 1967 e il 1978 dall'attore di Garrel, Buñuel, Pasolini, Makavejev, Rocha. Un flusso di coscienza spudoratamente affamato e vorace, un viaggio alchemico che svela l'occhio di un cineasta irregimentato, anarchico, seminale, profondamente influenzato dal surrealismo e dal linguaggio di Ionesco e Beckett, ma allo stesso tempo intensamente personale, così intimo da fare male fisicamente.

 
 
I volti che vediamo, i corpi che ci ipnotizzano dallo schermo, molti dei quali oggi scomparsi – tanto più vivi, perfino, delle nostre miserabili icone contemporanee – questi fantasmi degli anni 70 che affiorano con violenza dalla marea del tempo appartengono tutti al percorso esistenziale di Clémenti, che si fonde con quello cinematografico e culturale quasi a cancellare ogni elemento divisorio tra vita vissuta e arte, dove il lirismo sopraggiunge inaspettato, quasi involontariamente, e colpisce come un pugno in pieno volto. Un “cinema come arte della sopravvivenza” che è anche un folgorante documento generazionale, il canto di libertà e di adrenalinica illusione proprio di un'epoca in cui la lotta politica non poteva prescindere dalla creazione artistica. Era il momento che che vedevai tumulti del maggio francese, in cui bruciavano e esplodevano il teatro underground di Marc'O (Les Idoles è del 66, la versione cinematografica risale a due anni dopo) Le lit de la vierge e La Cicatrice Intérieure di Garrel, l'era di un cinema esperienziale, mistico, in cui i registi, gli attori, le comparse e tutte le persone che dormivano nei loro letti e condividevano il loro cibo incarnavano insieme la stessa volontà radicale di afferrare la vita per la giugulare e morderla al collo.
 
 
Pierre Clémenti - inediti – the unreleased reels Il materiale, rimasto inedito per oltre 22 anni, nel complesso oltre venti ore di girato, è stato ritrovato da Balthazar Clémenti – primo figlio di Pierre, ritratto bambino nei filmati del padre, presente alla proiezione – nel seminterrato del Centre Pompidou, in una sala di montaggio che all'epoca veniva prestata ad alcuni artisti per lavorare alle loro opere.
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Da una ulteriore selezione nascono i tre film, ancora incompleti, tre bobine in 16mm in condizioni non ottimali, che presentavano un altissimo numero di giunte hanno resto indispensabile un un lavoro di restauro lungo e accurato, rispettoso delle caratteristiche originarie.
La ex chiesa di S. Isaia ha ospitato la proiezione di La Deuxième Femme (1967-78, 48 minuti) Souvenir, souvenir... (1967-78, 27 minuti) e Positano (1968, 28 minuti) per un totale di 103 minuti, sonorizzati dal vivo da tre musicisti: Francesco “Fuzz” Brasini, Paolo Iocca e Francesco Serra, che hanno scelto tre approcci diversi, dalla mistica cavalcata di tastiere a un'elettroacustica sognante: la diversità dei suoni non fa altro che sottolineare quanto sia ampio lo spettro dell'immaginario di Clémenti, la nuda potenza del suo viaggio interiore, prestato alla pellicola: anche mute, le immagini non perdono forza.
 
 
Pierre Clémenti: gli inediti. I film-diario di un visionario (1967-1978)

Tutto ciò è stato reso possibile dall'interessamento di Mirco Santi, fondatore di Home Movies, promotore dell'’Archivio Nazionale del Film di Famiglia e regista di filmati in super8 (che ha organizzato la proiezione bolognese in collaborazione con Alliance Française) e di due filmaker: la belga Catherine Libert (Les Champs Brulant) e il francese Antoine Barraud (Song, i documentari su Oguri e Wakamatsu, il documentario su Kenneth Anger River of Anger).

È proprio la House on Fire, società fondata dallo stesso Barraud, dal produttore di di Tsai Ming Liang Vincent Wang e da Philippe Dijon de Monteton, direttore del Lucca Film Festival (da sempre particolarmente attento al cinema sperimentale, di ricerca e d'avanguardia – proprio quest'anno è stato costretto a ridurre il programma per assenza di finanziamenti) a distribuire Pierre Clémenti: The Unreleased Reels, un journal – un diario di viaggio insieme quotidiano e eccezionale, un album di famiglia decostruito in cui le immagini scavalcano continuamente i significati e restituiscono la ricerca di una spiritualità che passa attraverso la liberazione dei corpi, il percorso dell' allargamento della coscienza propria dell'esperienza psichedelica, grazie a un approccio visionario che non allude alle sostanze psicotrope ma in qualche modo le incarna in un gioco di rimandi teoricamente infinito, senza filtri, senza mediazione.
 

 
Pierre Clémenti - inediti – the unreleased reels Come Rimbaud con le sue Vocali, Clémenti cuce sciamanico sovrapposizioni futuriste di volti in primo piano a città in movimento, in soluzioni di montaggio audacissime e con un uso spericolato del colore, mutando i sorrisi timidi, maliziosi o sfrontati di bellissime muse che sanno di essere inquadrate in litanie horror di avvicinamenti improvvisi e soprassalti, mescola gli animali domestici, i cuccioli umani e animali alle fiere, la camminata di una tigre e l'evanescente presenza di un orso polare alla danza di alcune comparse in costume settecentesco, che sollevano sulle teste un corpo nudo e si muovono al rallentatore, come baccanti, come un esercito demilitarizzato in trance – si intravedono una giovane bellisima Catherine Deneuve, Michel Piccoli, è il set di Benjamin ou le mémoires d'un puceau, del 1967, di Michel Deville, in cui Pierre era presente come attore (ed è proprio con il compenso di questo film che Clémenti acquista la sua prima cinepresa 16mm Beaulieu).
E ancora, Patti Smith, corpi nudi che si toccano, orchi, streghe, appartamenti, spezzoni di vecchi film in televisione,  i Velvet Underground, il leggendario musicista di strada cieco Moondog, troni, vulcani, fiamme tremolanti di candele, e i visi associati alle fiamme, icone sacre, la sensualità esotica della prima moglie Margareth ripresa fin dentro le labbra, nei denti, negli occhi, in ogni minimo sussulto; Bob Marley, Philippe Garrel che si aggira con la sua chioma scomposta, Nico lontana, sempre sfuggente, ripresa in controluce, Pierre e la seconda moglie Nadine distesi al sole, lo stesso Pierre si riprende saturo, i corpi scolpiti da un bianco abbacinante, lo stesso bianco desertico de La lit de la vierge e de La Cicatrice intérieure, cimiteri, foreste, una croce che ritorna, il danzatore Maurice Béjart, e il piccolo  Pierre Clémenti - inediti – the unreleased reels Balthazar che si muove su un tetto associato alle immagini di belve feroci o vicinissimo, si muove su un tetto come se fosse lui stesso un animale: l'innocenza e la spregiudicata bellezza di chi non è stato ancora serrato agli angoli dalle regole sociali (Balthazar che si arrampica completamente nudo su un albero, felice, imprendibile).
 
 
Clémenti si riprende e riprende tra i set e i gesti quotidiani la sua famiglia allargata, quasi integralmente presente nel suo film più conosciuto, Visa de censure n°X del 1967: Margareth Clémenti – attrice per Fellini – Il Casanova, Pasolini – Il fiore delle mille e una notte e Medea – compare anche in Le lit de la vierge, come pure la cantante e attrice Valérie Lagrange (Il piacere e l'amore di Vadim, Le mie notti sono più belle dei vostri giorni di Zulawski) e il pittore Frédéric Pardo (Le berceau de cristal di Garrel, a sua volta filmaker: nel '68 girò Home Movie, autour du Lit de la Vierge, documentario di 40 minuti, sul set di Garrel con Tina Aumont (lei pure in Le lit de la vierge, lavorò nei film di genere di Sampieri e Sergio Martino ma anche con Fellini e Rossellini); e ancora l'attrice americana e musa di Andy Warhol Viva, la veterana Bulle Ogier, che da Les Idoles in poi girerà con i più grandi, da Fassbinder a Buñuel, da Ruiz a De Oliveira; e Jean-Pierre Kalfon, conosciuto ai tempi di Les Idoles (poi in L'Amour fou di Rivette, Week-end di Godard, Vivement dimanche! di Truffaut, fino ai più recenti La Question humaine, La Répétition e Parc).
 
 
La révolution n'est qu'un debut. Continuons le combat (1968) di Pierre ClémentiDelle tre bobine, La Dexieume femme è forse la visione più sorprendente – anche se viene il dubbio che a renderlo tale sia la maggiore durata, perchè perfino mute, queste immagini hanno una tale qualità ipnotica che sprigionano il desiderio di continuare a esserne avvolti all'infinito.
Anche se i suoi lavori si possono leggere nel contesto delle opere di Jonas Mekas, Kenneth Anger e Andy Warhol, c'è qualcosa di più nella visione di Pierre Clémenti, come spiega Barraud nella bella presentazione di Unreleased Reels: il suo cinema “non è solo una testimonianza della vita, è la ragione per viverla, essendo la poesia la sua radice e il suo esito finale.
La dichiarazione programmatica di Truffaut – preferire il cinema alla vita reale – perde totalmente significato di fronte al cinema di Clémenti, osserva Barraud: che è “la riconciliazione di entrambi, di un'evidenza mai presa in considerazione, mai teorizzata, mai forzosa. La poesia, gli amici, le donne, i bambini, le mani, i seni, i piedi, qui e altrove, la vita-cinema, sì, più che mai”.
 
 
Lontanissima da pose fasulle e capricci bohemienne, la coerente ricerca (umana e artistica) di Pierre Clémenti gli costò parecchio. In queste pellicole si avverte intensamente la sua fame di libertà, stretta ai fianchi da un apparato repressivo, solo apparentemente invisibile, anzi tanto più evocato perchè invisibile (nel bel mezzo di questo viaggio colorato e incandescente tra il il Marocco, la Bretagna, le spiagge, le rocce e le cascate, i nudi, le sigarette, il vino, i set e i vagabondaggi nei boschi, l'Italia – Positano e Roma, irrompono per un attimo le immagini girate da una finestra, realistiche, spiazzanti, di un uomo a torso nudo che viene fermato dalla polizia) un sistema che di lì a poco avrebbe trovato tanto scomodo Clémenti – vicino agli ambienti romani dell'estrema sinistra e della contestazione – da fargli scontare 18 mesi di prigione con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti: Philippe Garrel e Tina Aumont  in Visa de censure n°X, di Pierre Clémentiil figlio Balthazar, presente nell'appartamento, ricorda ancora qualcuno che nasconde la cocaina sotto il suo letto e gli dice di fare silenzio. Pierre sarà rilasciato per insufficienza di prove, ma sarà costretto a lasciare Roma come "persona non desiderata" e "minaccia all'ordine pubblico" e dovrà a lungo metabolizzare questa assurda reclusione (ne scriverà in Quelques messages personnels, dedicato a Louis Aragon, pubblicato nel '73 da Gallimard e tradotto in italiano come Pensieri dal carcere, Il Sirente, 2007).
 
 
Citando ancora Barraud: “L'aspetto da filmino di famiglia (e anche la sua dimensione sovversiva) è particolarmente toccante, soprattutto quando Clémenti sovrappone le immagini di suo figlio Balthazar alle riprese di orsi e tigri o quando riprende Nadine, la sua ultima moglie, nuda, una conchiglia che le copre il sesso.
Ciò che è assolutamente commovente e fondamentale nel lavoro di  Clémenti è il punto di vista politico e filosofico di un uomo che scelse di vivere per la libertà, lontano dalla cupidigia e dal conformismo della borghesia, vicino ai bisognosi e agli emarginati. Si tratta di
un cinema di amore e di anarchia che celebra prima di tutto la bellezza di una vita senza compromessi.”

 

Questi Unreleased Reels, già proiettati al Lucca Film Festival 2008, nella sezione AvantGarde al 48° New York Film Festival, al Zagreb Filmmutations 2010 e al Cinéma du Réel 2011, sono soltanto una parte del lavoro di cineasta di Clémenti, che tra gli anni tra il '67 e l'88 ha diretto molti film, Pierre Clémenti in Sweet Movie (Dušan Makavejev, 1974)tra cui i cinque completi (ma diverse immagini si ripropongono di film in film): Visa de censure n°X (1967, sonorizzato nel '75) La révolution n'est qu'un debut. Continuons le combat (1968), New Old (1979, con Klaus Kinski), A l'ombre de la canaille bleue (1985) e Soleil (1988), tutti in vendita in un cofanetto che contiene due dischi, Pierre Clémenti cineaste, l'intégrale.
 
 
Come attore, oltre ai suoi film più rappresentativi – il già citato Les Idoles, Le lit de la vierge, La cicatrice intérieure, Le Berceau de cristal di Philippe Garrel, Bella di giorno e La via lattea di Luis Buñuel, Porcile di Pier Paolo Pasolini, il clamoroso Sweet Movie di Dušan Makavejev – Clémenti recitò in moltissime altre pellicole, spesso infiammandole con la sua presenza enigmatica, di impossibile bellezza e straripante fragilità, senza mai scendere a compromessi e scegliendo consapevolmente solo i progetti in cui credeva completamente. Fu diretto anche da Glauber Rocha (Cabezas Cortadas) Costa-Gavras (Sobra un hombre) Peter Emmanuel Goldman (Wheel of Ashes) Rivette (Le Pont du Nord) Fleischer (Zoo zéro) Miklós Jancsó (La pacifista) Franco Brocani (Necropolis) Liliana Cavani (I cannibali) Bernardo Bertolucci (Partner, Il conformista) Monteiro (Le Bassin de J. W.) Visconti (Il Gattopardo – Alain Delon inginocchiato ad ammirare le sue “mani da principe”). Recitò fino alla fine della sua vita: morirà di cancro al fegato nel 1999.