Remake? No, grazie! – Il segreto dei suoi occhi, di Billy Ray

Ray (Chiwetel Ejiofor), Jess (Julia Roberts) e Claire (Nicole Kidman) fanno parte di un team dell’FBI che ogni giorno lotta contro il terrorismo. Quando scoprono che la figlia di Jess è stata brutalmente uccisa, le loro certezze crollano e il percorso costruito insieme, privato e professionale, si divide. Dopo tredici anni passati a esaminare foto di indiziati, Ray identifica il possibile colpevole e torna a Los Angeles per riaprire il caso e risolverlo definitivamente.
Di fronte a un remake, la prima domanda che sorge spontanea riguarda la natura di tale operazione; soprattutto se il film ispiratore ha avuto particolare successo. E di conseguenza scatta l’inevitabile duello tra i due, che nella maggior parte dei casi termina con la sconfitta da parte del nuovo sfidante. Billy Ray, sostenuto dal produttore Mark Johnson (premio Oscar per Rain Man), ha deciso di rivisitare l’argentino Il segreto dei suoi occhi – vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 2010 – per farne una versione americana. Una scelta, questa, che comportava diversi rischi.

La pellicola di Juan Campanella ha infatti il pregio di essere un noir dalle tinte esistenziali in cui l’amore e la giustizia sono i punti cardine intorno ai quali gravita la solitudine dei protagonisti. Solitudine che cercano di soffocare con metodi a volte poco convenzionali ma che alla fine emerge dall’unico specchio rivelatore: il loro sguardo. Gli occhi assumono inoltre un valore metaforico, diventando l’asse ideale di raccordo tra il tempo oggettivo della narrazione e il tempo soggettivo dei personaggi: l’agente Esposito (Ricardo Darín), che tenta di scrivere un romanzo per riempire le sue giornate, è bloccato in un flusso indistkidmaninto di ricordi; la sua collega, il cancelliere Menendez-Hastings, è proiettata verso il futuro (la carriera, i figli); Morales, che ha perso la moglie, è condannato a vivere in un eterno presente.

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Ray, che nasce come sceneggiatore e approda successivamente alla regia, apporta poche modifiche alla storia, scegliendo un’ambientazione post 11 settembre e riversando il dramma direttamente sui tre protagonisti (in sostanza viene eliminata la figura del marito). Se da un lato si tratta di cambiamenti interessanti e in linea con la Storia recente degli Stati Uniti, dall’altro essi snaturano la bellezza dell’opera di Campanella che oltrepassava i meccanismi di genere mettendo in scena la complessa e traballante architettura umana. Qui invece, l’ossessione del detective Ray, dovuta al clima generale di insicurezza, restringe il campo di interesse al tema della giustizia – pubblica e personale – spostando in secondo piano la componente mélo. Il segreto dei suoi occhi rientra così nei ferrei binari del thriller piegandosi a qualche leggera svolta sentimentale che mal si adatta all’algido volto della Kidman. A cosa serve allora un remake che ricalca addirittura intere sequenze (l’inseguimento allo stadio), se il risultato è un pallido riflesso dell’originale? Certi film, come certe opere, andrebbero rimaneggiati con cura oppure semplicemente osservati: l’ammirazione che si prova potrebbe trasformarsi in una cieca ossessione.

 

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Titolo originale: Secret in Their Eyes
Regia: Billy Ray

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Interpreti: Julia Roberts, Chiwetel Ejiofor, Nicole Kidman, Michael Kelly, Dean Norris
Distribuzione: Good Films
Durata: 108’
Origine: Usa 2015