Riapertura sale e eventi dal vivo: tra polemiche e proposte

Il dibattito questi giorni è stato alimentato dalla scelta del Governo di permettere spettatori all’interno dell’Olimpico in occasione dei prossimi Europei. Ecco le richieste dell’AGIS e delle Regioni

“È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?” Queste le dure parole con cui Enzo Mazza, Ceo della Fimi (Federazione dell’Industria Musicale Italiana) ha definito la scelta del governo Draghi di autorizzare l’apertura dello stadio romano al 25% per gli Europei 2021. Il ministro della cultura Dario Franceschini ha richiesto che lo stesso protocollo venga allora seguito anche per l’ambito artistico, sottolineando in questi giorni quanto per lo spettacolo la situazione non sia più sostenibile e quanto questo settore, al pari di quello della scuola, debba essere considerato essenziale per la vita dei cittadini”.

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La situazione si dimostra evidentemente confusa e priva di certezze. Si parla di maggio come del “mese di riapertura”, ma di fatto non sono ancora chiare le modalità. La maggior parte dei cantanti ha comunque deciso di rimandare le esibizioni live direttamente al 2022 e in questi giorni i teatri italiani da Nord a Sud vengono occupati proprio in segno di protesta. A questo proposito l’AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, ha indirizzato una lettera proprio ai vertici del Ministero della Cultura esprimendo la propria posizione al riguardo, parlando delle questioni capienza, tamponi e mascherine FFP2. Riguardo a quest’ultime “l’AGIS concorda con la possibilità del loro utilizzo e distribuzione, ma a patto che questa ulteriore restrizione sia funzionale ad un aumento della capienza delle sale, restando fermo che sarà necessario un sostegno economico che possa contenere l’eventuale aggravio di costo per i gestori, qualora dovessero essere loro a fornirle”.

Decisamente contraria la posizione sul tampone, che andrebbe effettuato entro le 48 ore dall’evento, definito “un elemento di discriminazione sociale, oltre che un ulteriore disincentivo alla partecipazione.” L’AGIS ha sottolineato come le riaperture che si sono prolungate dallo scorso giugno fino ad ottobre abbiano di fatto dimostrato “come la gestione del pubblico negli eventi di spettacolo non abbia creato particolari criticità”.

Di questa mattina inoltre la proposta delle regioni al Governo e al CTS riguardante la riapertura generale di attrezzature sportive, bar e ristoranti. Tra queste ovviamente delle specifiche richieste per cinema, teatri e spettacoli dal vivo, inclusi quelli di danza. Tra le misure restrittive proposte, oltre alla già nota misurazione della temperatura e l’ingresso su prenotazione con controllo delle presenze, si stabilisce un numero massimo di 200 spettatori al chiuso e 1500 all’aperto, garantendo in ogni caso distanziamenti e sanificazioni. Nella richiesta che Franceschini nei giorni scorsi ai tecnici del Comitato prevede invece di aumentare la capienza dei luoghi dello spettacolo dall’attuale 25 al 50 per cento con un massimo di 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto.

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