“Rock of Ages”, di Adam Shankman

La notazione più facile da fare sul nuovo film di Shankman è che sarebbe stato di gran lunga più divertente e meglio riuscito se avesse fatto a meno della vicenda principale che racconta, quella dei due adolescenti in cerca di fortuna ad Hollywood. Chiaramente avremmo preferito tutti goderci un'ora e mezza di strampalata commedia grottesca con punte demenziali (scrivono non a caso Justin Theroux e Allan Loeb) con gli esilaranti battibecchi tra Alec Baldwin e Russell Aldous Snow Brand, e Tom Cruise a briglie sciolte nei panni ultra-autobiografici della megastar galattica viziata e perennemente sedata che soffre la solitudine e l'isolamento dal mondo – quando canta Wanted Dear or Alive di Bon Jovi il film raggiunge il suo apice di commistione tra la parodia del vistoso hair rock anni '80 e la complice buffonata-di-divo-che-si-prende-in-giro-con-ironia.

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E invece ci toccano oltre due ore di battibecchi amorosi tradotti in sdolcinati vocalizzi liofilizzati da due idoli teen d'oltreoceano, Diego Boneta (che almeno all'inizio, e in maniera forse del tutto irrazionale, ci ricorda Sly nell'incipit di Nick lo Scatenato di Bob Clark) e Julianne Hough, quest'ultima in mini-replica della parabola di Christina Aguilera in quella sorta di musical imploso che era Burlesque.
E' chiaro che anche Shankman, che è uno a cui piace mettere le parrucche ai suoi attori, e gli autori (Theroux in qualche modo continua qui il lavoro di destabilizzazione dello stardom iniziato con Tropic Thunder e presumibilmente continuato col venturo Zoolander 2, che dovrebbe anche dirigere), sono più legati alle scenette surreal-kitsch che alla tiritera adolescenziale che in teoria dovrebbe portare avanti la traiettoria della vicenda – però, e a rischio di impopolarità, siamo così sicuri che la trita love story (la quale, altrettanto irrazionalmente, riporta forse ad un altro Sly, quello solo regista del trionfo Eighties di Stayin' Alive…) tra Drew e Sherrie sia alla fin fine meno sincera di tutta l'impalcatura i-love-rock-n-roll che tanto ha conquistato la nostra complicità?

In fin dei conti, di rock'n'roll Rock of Ages non ha davvero nulla, al di là di una ricostruzione storica decisamente confusa che sbaglia clamorosamente i riferimenti e le indicazioni (ma questo, com'è ovvio, poco importa): le stesse hit dell'epoca, in realtà provenienti più dal territorio del pop-rock che da quell'hard malato e lascivo che il personaggio di Catherine Zeta-Jones vorrebbe messo al bando, sono pesantemente alterate dagli interventi e dal mix con la nuova partitura di Chris D'Arienzo, e ridotte spesso al solo, riconoscibile, ritornello.
E allora forse è più giusto così, che il film sia il veicolo per la popolarità internazionale di due voci bianchissime e pulitissime, totalmente prive di qualunque personalità, come quelle dei due protagonisti. Sia i due giovani interpreti che il coetaneo pubblico che hanno come target non hanno probabilmente bisogno di guardare al passato per scoprire da dove viene quella canzone che hanno sentito così tante volte nelle puntate di Glee. E per gli adolescenti con un po' di curiosità in più, il consiglio è di seguire Vanessa Hudgens, che ha una voce di pochissimo più interessante, nel suo Bandslam, che era un film che aveva almeno la lucidità di farsi una capatina al CBGB's.

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Titolo originale: id.
Regia: Adam Shankman
Interpreti: Julianne Hough, Diego Boneta, Bryan Cranston, Catherine Zeta-Jones, Alec Baldwin, Russell Brand, Tom Cruise, Mary J. Blige, Paul Giamatti
Origine: USA, 2012
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 123'