Teen Spirit – A un passo dal sogno, di Max Minghella

Look finto anni ’80, niente adrenalina nella competizione e soprattutto con il crimine maggiore di sprecare Elle Fanning. Questa variazione di ‘a star is born’ spegne ogni entusiasmo

Il look è un finto anni ’80. Con quelle luci blu videoclip nella costruzione di un sogno che potrebbero riciclare l’estetica di Adrian Lyne di Flashdance. Poi però, dall’isola di Wight a Londra cambia la marcia. Con la tensione di X-Factor, con la camminata della protagonista nel corridoio del backstage. L’unico momento, forse, dove la paura, la tensione e l’emozioni sono veri. Perché il principale crimine di Teen Spirit è sprecare proprio Elle Fanning. Volto spesso imbronciato, la tristezza come Metodo, l’ambizione stato d’animo per il plot.

Violet è una ragazza di origine polacca che vive con la madre nell’isola di Wight. Lavora come cameriera in un locale. Ha una bella voce ma le sue esibizioni non le ascolta quasi nessuno, tranne Vladimir, un ex-cantante lirico di successo che non vede da anni la figlia ed è spesso ubriaco. Lui l’accompagna come tutor al provino del talent-show Teen Spirit e, dopo che Violet ha superato le selezioni, diventa il suo manager. Dopo essersi trasferiti a Londra per il programma, alla ragazza si presentano tentazioni che potrebbero cambiarle la vita.

Il progetto di Max Minghella, figlio del regista Anthony e qui al suo esordio, risale al 2009. E il film si sarebbe dovuto ambientare interamente in Polonia. Ma la sua variazione di un’altra ‘a star is born’ riesce a spegnere ogni entusiasmo. Prevedibile nelle scene sul palco e completamente ininfluente e impermeabile su quello che accade fuori. La figura della madre è solo appena tratteggiata. Ma soprattutto riesce a rendere ingombrante e incolore il personaggio di Vladimir, interpretato da Zlatko Buric, il boss della droga della saga di Pusher. Lo sguardo dall’ascensore verso Violet e la spietata discografica interpretata da Rebecca Hall spegne quasi definitivamente una figura che poteva offrire diverse strade narrative. A cominciare dalle foto del suo passato e del suo rapporto con la figlia. Quest’ultimo diventa però solo un altro banale pretesto narrativa. Padre senza figlia e figlia senza padre che s’incrociano. E poi una strada sicura. Senza neanche l’adrenalina della competizione. Scorre in controcampo invece quella degli ottimi Voices. Lì Becca, interpretata da Anna Kendrick, cresce insieme al film. E si assiste alla sua mutazione. Qui Violet, resta sempre uguale. Alle camminate nei campi e un cavallo per amico. Si, anche quell’immagine residuo anni ’80. Proprio per tenere sempre sotto controllo Elle Fanning. Che si sveglia nell’esibizione finale. Forse l’unico vero atto di ribellione nei confronti di un film che non l’ha mai amata.

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SCENEGGIATURA: Tutti i corsi in arrivo della Scuola di Cinema Sentieri selvaggi


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Titolo originale: Teen Spirit
Regia: Max Minghella
Interpreti: Elle Fanning, Zlatko Buric, Agnieszka Grochowska, Rebecca Hall, Clara Rugaard
Distribuzione: Notorius Pictures
Durata: 92′
Origine: USA, 2018

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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