Valeria Bruni Tedeschi vince al Tribeca

Non varrà, magari, quanto un Oscar. Ma un altro importante riconoscimento internazionale ha toccato il cinema italiano. E, in particolare, una delle sue attrici – e autrici – più interessanti del nostro cinema. Valeria Bruni Tedeschi è stata premiata come migliore attrice al Tribeca Film Festival di New York, come protagonista de Il capitale umano di Paolo Virzì. Interpreta la moglie di Fabrizio Gifuni, squalo della finanza spregiudicata, elegante e volgare. Lei cerca di usare i soldi di lui per ristrutturare un teatro in rovina. Il sogno della cultura, dell’arte, il sogno di creare un luogo dove la gente si possa incontrare. E la realtà, contro cui sbatte la testa, e le ali.

Si legge, nella motivazione della giuria: “Nella sua elegante descrizione di una moglie e madre profondamente in conflitto quest’attrice è stata in grado di portare avanti una complessa performance di una donna che combatte tra amore, famiglia e obblighi. Unisce forza e fragilità senza imbarazzo, con il coraggio di esercitare delicatezza e controllo insieme”.

Non potevano dire meglio. La complessità – l’equilibrio – della sua interpretazione è qualcosa di raro nel cinema. Valeria Bruni Tedeschi sembra sempre sul punto di lacerarsi in una crisi di nervi senza ritorno, di gettarsi in un abisso. E sempre mantiene un filo di controllo, un atomo di forza, una bava di ragno che la tiene legata al mondo.

Gran film – che racconta il lato più oscuro e disumano del nostro paese, oggi. Grande regia di Paolo Virzì, che per la prima volta osa scomporre il suo racconto, raccontando la storia da vari punti di vista, come in un Rashomon contemporaneo. Ma soprattutto grande interpretazione di Valeria Bruni Tedeschi. Occhi azzurro intenso, pelle diafana, voce elegante e tesa, Valeria – che è la sorella di Carla Bruni – ha una lunga storia d’amore col cinema. Italiano e francese. Ha vinto il David di Donatello nel 1996 per La seconda volta e nel 1998 per La parola amore esiste, entrambi di Mimmo Calopresti. Ha vinto un César, l’Oscar francese, nel 1993 per Le persone normali non hanno niente di eccezionale di Laurence Barbosa. E’ anche regista di tre film: E’ più facile per un cammello…, con cui fu già premiata al Tribeca – come regista – , Attrici e Un castello in Italia, presentato all’ultimo festival di Cannes.

Intanto Il capitale umano ha raccolto critiche molto positive nella stampa americana. E ad oggi è stato venduto all’estero in trenta paesi, tra cui gli stessi Stati Uniti, Giappone, India e gran parte dell’Europa.