Vent’anni di Wikipedia: internet, la libertà e l’universo-Wiki

Un viaggio tra le Wiki più rappresentative di Wikipedia, nel tentativo di ripensare, a 20 anni dal lancio, l’enciclopedia di Sanger e Wales, a partire dal modo in cui si rapporta ai suoi utenti

Mentre questo pezzo viene scritto, all’interno di Wikipedia ci sono circa cinquantadue milioni di pagine, di cui sei milioni solo in inglese, curate da circa un migliaio di admin. Eppure il rischio è credere che la prima enciclopedia libera di internet si regga solo sulla mole di dati movimentati ogni giorno. Celebrare il ventennale di Wikipedia, che andò online il 15 Gennaio 2001, vuol dire invece analizzare l’enciclopedia in quanto fenomeno culturale, accettando, per questo, di aprirsi a percorsi imprevisti. È chiaro, ad esempio, quanto Wikipedia negli anni abbia ripensato costantemente le modalità attraverso cui si è rapportata con gli utenti e col Reale che trovava spazio tra le sue pagine.

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Wikipedia era nata per offrire agli utenti una sorta di zona sicura ideologica, in cui tutti potevano approfondire ciò che volevano, venendo al contempo tutelati da informazioni false o troppo orientate, un’utopia di internet che in breve si è però trasformata in qualcos’altro.

In primo luogo, con il tempo la creatura di Larry Wales e Jimmy Sanger è diventata il simbolo dell’azione del digitale sulla realtà. Il reale, in Wikipedia, viene scomposto infatti in migliaia di entità correlate, aggregate in un corpus che rinuncia da subito all’ambizione di ordinare la conoscenza universale. Da un differente punto di vista non stupisce quanto Wikipedia sia stata posta alla base di interi immaginari narrativi. Il sito ha infatti assecondato, negli anni, il doppio ruolo dello spettatore/utente, capace di trarre dal digitale spunti per arricchire e riposizionare costantemente i film o le serie tv che sta vedendo, tra continuo fact checking e necessità di ritrovare il punto di una complessa narrazione multistrand.

La vera rivoluzione Wikipedia l’ha però offerta attraverso il suo modello operativo. A partire dalla sua struttura sono nate infatti tante enciclopedie libere, spesso legate ai prodotti della cultura di massa. Ognuna di esse è una piccola entità nata dalla necessità di controllare interi universi di segni, caratterizzata però da un approccio unico nei confronti di ciò che intende studiare.

Pensiamo alla Wiki dedicata all’opera di Stephen King che, da sola, ha portato alla luce il Kingverse, l’universo narrativo in cui l’autore americano ha ambientato le sue storie ma che ha raramente esplicitato nella sua complessità. Scorrendo i singoli articoli, a colpire è sopratutto il desiderio di svelamento di un sistema che l’utenza porta alla luce con cura maniacale, puntando ad “aprire” il sistema narrativo di King come si farebbe con un programma da hackerare.

Wikipedia

Si possono però incontrare anche Wiki apparentemente superflue, come quelle dedicate a sitcom come Friends o How I Met Your Mother, che tuttavia testimoniano la pervasività del meccanismo della continuity narrativa anche in contesti apparentemente stabili e la conseguente necessità, da parte degli utenti, di organizzare e fare il punto su ciò che stanno vedendo.

Ancor più interessanti sono le Wiki dedicate alle serie tv anni ’70 e ’80, come quelle legate a Miami Vice o a La Signora In Giallo, che nascono, prevedibilmente in ossequio alla Retromania, alla fascinazione per il passato e per i suoi prodotti cult. Non è casuale, forse, che la pagina più consultata della wiki di Miami Vice sia quella dedicata all’utilizzo nella serie del brano In The Air Tonight di Phil Collins, canzone che, da sola, raccoglie come poche altre cose l’essenza profonda degli anni ’80.

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Particolarmente curioso è il caso di Genius, una wiki che raccoglie spiegazioni di canzoni curate dai singoli utenti ma anche dagli artisti che quei brani li hanno composti. Genius rappresenta la risposta digitale alle qualità generative derivate dall’acquisto di un disco fisico, con l’infosfera che raccoglie i testi annotati, le interviste agli artisti, i contenuti multimediali che di solito trovano posto solo sul supporto fisico o su un file premium.

Paradigmatico è anche il caso della Wiki dedicata ai romanzi di James Ellroy, uno spazio in realtà perfettamente solidale nei confronti di un universo narrativo che davvero lambisce la vertigine della dispersione digitale, tale è l’importanza riservata da Ellroy ai dati, alle connessioni tra i personaggi, alle informazioni, perfino al montaggio ipercinetico delle sequenza, che quasi spezzetta l’azioni in tanti singoli bit che si ricompongono costantemente.

In ultimo, un caso limite: Tv Tropes è una Wiki che analizza elementi ricorrenti ed espedienti narrativi dei prodotti della cultura di massa, una Pop Culture Wiki che si propone l’arduo compito di rompere le regole del gioco, catalogando non solo interi universi narrativi ma anche i sistemi di significato che li reggono. Alla base di Tv Tropes c’è il malcelato desiderio di capire perché alcuni racconti funzionano ed altri no, un proposito forse ancora più ambizioso di quello da cui muove Wikipedia e il cui esito è, vuoi anche a causa della complessa dimensione emotiva che intercetta, ancora più incerto.

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