Body And Souls. Il corpo nero, #BlackLivesMatter e il cinema afrosurrealista

In Body And Souls Lapo Gresleri affronta la questione del linguaggio nel black cinema contemporaneo analizzando ‘elemento afrosurrealista nel cinema di Jordan Peele e Boots Riley. Per Bietti

Body And Souls. Il corpo nero, #BlackLivesMatter e il cinema afrosurrealista, il saggio di Lapo Gresleri uscito per Bietti Editore, analizza le derive del cinema black contemporaneo e, in particolare, il modo in cui, attraverso di esso, è stata raccontata l’America del #BlackLivesMatter, nel tentativo. Il saggio, annota l’autore nella prefazione, è anche il tentativo di portare l’attenzione su un cinema accolto spesso con superficialità ma sfaccettato e ricco di sfumature “di crescente rilievo, che per essere còlte e comprese necessitano di conoscenze non solo cinematografiche, ma anche storiche, culturali, sociali, relative alla questione afro-americana, dove il trait d’union segna proprio la congiunzione tra la cultura di matrice africana e quella europea bianca”.

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Body And Souls è il settimo volume della collana fotogrammi, brevi saggi che studiano elementi o momenti specifici della storia del cinema o della musica con un approccio spiccatamente divulgativo e non stupisce dunque notare quanto Body And Souls scorra in modo agile nelle sue circa sessanta pagine che provano a fare il punto sulla cornice di studio.

L’autore, in particolare, riflette su tre recenti opere del black cinema: Get Out e Us di Jordan Peele e Sorry To Bother You, del rapper e attivista Boots Riley.

Colpisce quanto un’indagine così asciutta e diretta nei confronti dell’argomento di studio nasconda in realtà un’evidente ambizione analitica e una profonda densità di piani di lettura e di analisi del problema.

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Gresleri muove il suo studio sul black cinema non perdendo in realtà mai di vista quel problema linguistico che ha caratterizzato l’orizzonte di studio fin dalla sua nascita e che è tornato a porsi con evidenza anche nei suoi sviluppi recenti.

L’autore si chiede, in filigrana, se esista una forma linguistica unificata, fatta di segni, simboli, elementi ricorrenti, che possa costituire una cornice sintattica efficace a cui possano far riferimento gli autori del black cinema di oggi alla maniera in cui registi come Mario Van Peebles e John Singleton hanno fatto con il cinema di Spike Lee negli anni ’90. Gresleri indaga l’eventuale presenza di questo linguaggio a partire dall’afrosurrealismo di D. Scot Miller e Amiri Baraka, centrale nella poetica degli autori da lui analizzati.

Body And Souls

Gresleri è cosciente, infatti, che solo la rilettura dell’afro-surrealismo operata da Peele e da Riley in un cinema che si concentra sul presente e lo ripensa attraverso atmosfere grottesche e oniriche, può raccontare la reale condizione socioculturale dell’afroamericano all’inizio degli anni ’10 in maniera lucida, senza vittimismi e senza perdere la forza contestataria e l’approccio pedagogico che caratterizza i prodotti di certa arte black.

Gresleri studia dunque il cinema dei due autori ma soprattutto il modo in cui i protagonisti delle pellicole vengono raccontati attraverso i loro corpi e i loro atteggiamenti sulla scena per risalire ad una ideologia del cinema afroamericano contemporaneo, quasi a ritrovare quella forma mentis primordiale che ha guidato il rapporto di Peele e Riley con la materia dei loro progetti.

E dunque senz’altro ammirevole è la volontà del saggio di attraversare i film studiati per ricollegare agli eventi sulla scena quegli spunti provenienti dalla teoria culturale che quelle sequenze le hanno influenzate se non generate. Body And Souls è a questo proposito anche e soprattutto un archivio di storia del pensiero black, che parte dalle riflessioni sulla Black Aestethic di Baraka ma che ritrova, nello storytelling di Riley e Peele, anche spunti provenienti dal pensiero di filosofi o critici come William Du Bois, Ta-Nehisi Coates, Toni Morrison e Malcolm X, muovendosi agilmente tra The Souls Of The Black Folk e Between The World And Me.

Sottotraccia, l’elemento che più colpisce del libro di Gresleri, al di là dell’ambizione, è l’istantaneità, la capacità di catturare con lucidità il momento presente, l’hic et nunc del contesto socioculturale afroamericano oltreché di riassumere la storia del Black Cinema recente dai suoi animatori più personali alle riemersioni e riletture del movimento Black Lives Matter nell’ultimo Spike Lee di BlackKKlansman e Da 5 Bloods.

Giocoforza l’istantaneità è anche, forse, il limite “concettuale” del saggio. Il contesto da cui muove il black cinema è in effetti estremamente mutante e profondamente legato al momento, impossibile da riassumere in tre istantanee senza accettare il rischio di perderne le infinitesimali sfumature, sebbene questi non siano gli intenti precisi dello studio e della collana. Impossibile, tuttavia, non considerare il saggio di Gresleri l’inizio di qualcosa di importante, di uno sguardo sul Black Cinema fresco e consapevole che può essere un ottimo apporto alla nuova vena di analisi critica dedicata al contesto.

Body And Souls. Il corpo nero, #BlackLivesMatter e il cinema afrosurrealista

 

di Lapo Gresleri
66 pp
Bietti

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