#FESCAAAL29 – Per una visione aperta

È una visione di insieme quella che la 29^ edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (FESCAAAL) di Milano, vuole offrire al suo pubblico, quella visione aperta altrove negata, in cui un ruolo fondamentale gioca l’impreparazione ai cambiamenti. Una visione che scruti il presente per ritrovare le assonanze reciproche, per comprenderne le tendenze, i movimenti e i flussi.


L’esperienza del cinema e del Festival si presenta, ancora una volta come un momento unico per raggiungere questo sguardo complessivo su quella parte del nostro mondo che ancora ci è ignota, quasi o del tutto e che ci accorgiamo esista solo al momento in cui con l’immigrazione viene a contatto con la nostra civiltà.
Anche quest’anno il Festival di Milano si assume questo compito e per assolverlo il suo pubblico assisterà ad una selezione delle produzioni più recenti di cinema di qualità proveniente da Africa, Asia, America Latina e Italia. Una scelta che i selezionatori hanno operato su circa 700 film ricevuti.
Complessivamente questa edizione del Festival proporrà 60 film, tra cui 22 prime italiane, 1 prima europea, 2 prime internazionali e 3 prime mondiali. Il film che inaugurerà questa 29a edizione domenica 24 marzo, ore 20.30, all’Auditorium San Fedele è Fiore gemello di Laura Luchetti. Il film, previsto in uscita in sala per Fandango, è un’opera che è stata sostenuta sin dalla sua fase di scrittura e realizzazione. La prima mondiale del film è stata al Toronto International Film Festival 2018 e numerosi sono stati fino ad ora i riconoscimenti ricevuti: Menzione d’Onore Fipresci a Toronto International Film Festival 2018 e Antigone d’Oro per il Miglior Film al Cinemed Festival Montpellier 2018. Il film affronta con giusta misura il tema dei migranti. L’originalità dell’operazione sta nell’avere lasciato sullo sfondo il tema ponendo, invece, l’accento sulla storia di amicizia e d’amore possibile tra Anna e Bassim. È il tema contingente del restare “umani” quindi a interessare l’autrice e i due attori esordienti e non professionisti, l’ivoriano Kallil Koné e Anastasyia Bogach, contribuiscono con l’efficacia della loro interpretazione al magistrale lavoro dalla regista.
Il Concorso Lungometraggi Finestre sul mondo vede dieci concorrenti Bulbul Can Sing della regista indiana Rima Das alla sua seconda prova, Divine Wind è il nuovo film del maestro del cinema algerino Merzak Allouache, già vincitore ex-aequo dell’edizione 2016 di questa Festival Madame Courage. Il film racconta la follia, i dubbi e la psicologia di una coppia di terroristi dell’Isis prima di un attentato. Dall’Afghanistan arriva invece il documentario Kabul, City in the Wind di Aboozar Amini. La vita di un conducente d’autobus e di due fratellini nella città afghana segnata dalla guerra e dal terrore talebano. L’apertura del Panorama della Berlinale 2019 era stata affidata a Flatland di Jenna Bass che è qui in concorso. Il film sudafricano racconta la fuga di due donne che ricordano le esemplari Thelma and Louise. Siamo nelle pianure del selvaggio Karoo per un viaggio alla scoperta di sé stesse. Freedom Fields di Naziha Arebi è il primo lungometraggio girato da una donna libica. La storia è quella di una squadra di calcio femminile libica che è costretta a fare i conti con il fondamentalismo islamico. Era già a Cannes 2018 Los Silencios pluripremiata opera della brasiliana Beatriz Seigner. Una storia ambientata al confine tra la vita e la morte durante la guerra civile in Colombia.
Il Concorso dei cortometraggi africani è una delle sezioni storiche e imprescindibili del Festival che scopre con queste piccole, ma quasi sempre, dense opere nuovi talenti africani. Dieci titoli compongono il palinsesto della Sezione e tra questi il pluripremiato Brotherwood della scrittrice e regista tunisino-americana Meryam Joobeur; Tangente di Julie Jouve e Rida Belghiat; Les Coursiers de la République di Badredine Haouari; dall’Egitto Tamer Ashry, torna al cortometraggio con Eyebrows; dalla serie di corti Tunisia Factory già a Cannes 2018, due titoli: Omertà di Mariam Al Ferjani e Mehdi Hamnane e Best Day Ever di Anissa Daoud e Aboozar Amini.
Come accade ormai da qualche anno il Concorso Extr’a dedica l’attenzione del Festival ai film di registi italiani a confronto con altre culture. I 22 titoli denunciano l’attenzione degli autori sui temi del rapporto tra culture e. al tempo stesso, l’attenzione del Festival al loro lavoro. Tra i titoli Soyalism di Stefano Liberti e Enrico Parenti, Le Vietnam sera libre, della ultranovantenne Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli. Anche Tommaso Cotronei torna al Festival con Kibera in prima mondiale. Anche altri due film di questo concorso sono per la prima volta in assoluto presentati ad un pubblico, si tratta di Un barbiere davvero speciale di Giulia Ciniselli e di Fashion Victims di Alessandro Brasile.
Torna anche quest’anno la sezione Flash che ospita le anteprime di rilievo di registi affermati. Tra i titoli, Ancora un giorno di Raul de la Fuente e Damian Nenow previsto in aprile per la sua uscita in sala con I Wonder; in prima italiana Sew the Winter to My Skin, di Jahmil X.T. Qubeka; The Day I Lost my Shadow della regista siriana Soudade Kaadan; il film egiziano, opera prima, Yomeddine di Abu Bakr Shawky; l’ultimo film di Hong Sang-soo, Hotel by the River. In prima internazionale la coproduzione italo-marocchina La Guérisseuse di Mohammed Zineddaine, regista marocchino naturalizzato italiano. Il film di chiusura del festival sarà Burning, del regista coreano Lee Chang-dong già autore di Poetry.
Completano il ricco programma le Sezioni E tutti ridono… dedicata alle commedie provenienti dai 3 continenti e Hidden Dragons che compie un veloce panorama sulla produzione del cinema cinese per consolidare i rapporti del Festival con l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano. Quest’anno questa sezione si arricchisce della collaborazione di Marco Müller e per l’occasione verranno presentati 3 film di registi cinesi dell’ultima generazione in anteprima nazionale selezionati dallo stesso Marco Müller che sarà presente al Festival. I film in programma sono Baby di Liu Jie, Winter After Winter della giovane promessa Xing Jian e Don’t Walk Away della regista Cici Li (Li Jiaxi).
Altri eventi e incontri quotidiani con gli autori, arricchiscono il già nutrito programma di un Festival che allunga le proprie radici diventando punto di riferimento per un pubblico che sa farsi affascinare dal cinema.