IL DOPPIO CINEMA – "Super 8", di J.J. Abrams

In principio era e sarà il (doppio) Cinema, sembra volerci dire J.J. Abrams in Super 8. Al suo terzo film da regista, l’autore di Lost (con Steven Spielberg produttore) si cimenta in uno sci-fi che recupera quasi filologicamente suggestioni letterarie, fumettistiche e cinematografiche rintracciabili in gran parte dell’immaginario collettivo dal Dopoguerra a oggi. In ambito cinematografico sono molteplici gli omaggi al grande cinema fantastico americano degli anni Settanta e Ottanta, non soltanto gli spielberghiani Incontri ravvicinati ed E.T. ma anche I Goonies di Richard Donner e il semidimenticato Explorers di Joe Dante tanto per citarne alcuni. Un gruppo di teenager con la passione per il cinema, sta girando un cortometraggio da presentare a un festival cinematografico per esordienti, tra questi ci sono Joe , figlio del vicesceriffo Jackson Lamb, e l’aspirante regista Charles. Si tratta di una storia di zombie in cui il personaggio femminile è la bella Alice. Una notte, mentre stanno girando una scena di dialogo, i ragazzi diventano testimoni di uno spettacolare incidente ferroviario che coinvolge un treno merci e l’automobile di un loro professore. Quando sul luogo dell’incidente accorrono truppe dell’esercito, il sospetto che dietro la collisione si celi qualcosa di oscuro e misterioso comincia a insinuarsi nella mente di Joe. Anche perché nei giorni seguenti strani incidenti si verificano in città e la situazione comincia a degenerare.
La portata teorica di Super 8 è notevole. È nel pieno della magia del set arrangiato alla stazione ferroviaria che le battute dette da Alice in primo piano di fronte alla cinepresa diventano illuminazioni “hollywoodiane”  che scatenano l’innamoramento di Joe. Frammenti di un cinema classico in soggettiva, quasi una specie di melodramma mentale rielaborato dai giovani protagonisti, che la “realtà” delle riprese in super 8 nega di fatto. E sono sempre le immagini a creare emozione psicologica nella sequenza in cui attraverso i filmati amatoriali Joe ricorda la compianta madre in uno dei momenti più commoventi del film. La cinepresa abbandonata sul luogo dell’incidente rivela, per parte sua, l’esistenza aliena in un aperto riferimento a un altro lavoro firmato Abrams, quel Cloverfield di Matt Reeves nel quale la ripresa amatoriale diventava documentazione in diretta di una rappresentazione fantastica maggiormente orrorifica e legata allo stereotipo dell’extraterrestre malvagio. Il Cinema quindi. È attraverso di esso e il mezzo tecnologico di riproduzione visiva che l’Altro viene rivelato. In tal senso la lunga sequenza delle riprese della scena alla stazione diventa una sorta di allestimento liturgico al vero Evento drammatico della sequenza, non la scena del film nel film bensì lo spettacolare incidente che la troupe si trova casualmente a filmare.

Del resto in Super 8 ci sono due idee di cinema tra loro differenti che solo apparentemente paiono fondersi. Il film di Spielberg-Abrams da una parte, erede di una tradizione cinematografica spettacolare che soprattutto nella seconda parte esplode definitivamente con la battaglia aperta tra l'extraterrestre e l'esercito americano, il film nel film girato in economia (il super 8 appunto) dai ragazzini, che ha per modello i b movie cinquanteschi e gli esperimenti low budget dei cinefili esordienti. Super 8 ha l’ambizione di mettere insieme questi due modelli cinematografici, non tanto per compenetrarli in una sintesi equilibrata quanto per metterli in comunicazione tra loro all’interno del film stesso, creando in tal senso un dibattito estetico e culturale tra i due modelli tutto interno all’opera, che a sua volta trova rispecchiamento immediato nell’incontro-scontro tra l’alieno e gli umani che il film drammaturgicamente racconta. Un dialogo che non si risolve in un abbraccio definitivo e comunitario, ma in una nuova consapevolezza “a distanza”, quasi una ammirazione estatica che non porta alla contaminazione ma al rispetto delle parti.

Titolo originale: id.

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Regia: J.J. Abrams
Interpreti: Interpreti: Joel Courtney, Elle Fanning, Riley Griffiths, Zach Mills, Gabriel Basso, Ryan Lee, Kyle Chandler, Ron Eldard, Jessica Tuck
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 112'
Origine: USA, 2011

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