Il fareaStream omaggia Kim Ki-duk

Sulla piattaforma dedicata al cinema asiatico approda, insieme a 4 nuovi film, Il prigioniero coreano, terz’ultimo film del regista coreano scomparso l’11 dicembre scorso.

Il fareaStream omaggia Kim Ki-duk. Sulla piattaforma streaming, legata al Far East Film Festival di Udine, è disponibile Il prigioniero coreano, terz’ultimo film del regista scomparso inaspettatamente l’11 dicembre scorso a Riga, in Lettonia. Presentato a Venezia nel 2016, dove il regista ha vinto nel 2012 il Leone d’Oro per Pietà, narra le vicende di un pescatore povero che, a causa di un guasto alla sua piccola barca, viene trascinato dalla corrente fino alle sponde della Corea del Sud. Lì, le autorità lo scambiano per una spia del regime del Nord. Il suo desiderio di ritornare dalla sua famiglia lo farà resistere fino al ritorno in patria, dove però il suo destino non sarà migliore.

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Tra i nuovi arrivi della piattaforma streaming c’è ancora Venezia, con A Simple Life di Ann Hui, regista di Hong Kong premiata quest’anno con il Leone d’Oro alla carriera. Questo dramma poetico del 2011 racconta di una donna di servizio, interpretata da Deanie Ip, premiata con la Coppa Volpi, che dopo cinquant’anni è costretta a trasferirsi in una casa di cura e abbandonare la famiglia per la quale ha sempre prestato servizio.

Altri due film provenienti da Hong Kong approdano su fareaStream. C’è, infatti, il noir Fire of Conscience di Dante Lam, in cui un poliziotto in lutto per la moglie e il suo collega dovranno indagare sulla morte di un a prostituta, indagando anche sul proprio lato oscuro. Si prosegue con Connected di Benny Chan, remake dello statunitense Cellular in cui un funzionario dovrà cercare di soccorrere una ragazza riuscita a mandare miracolosamente un SOS dal suo telefono.

Chiude la cinquina dei nuovi arrivi su fareaStream Fiori di equinozio, primo film a colori del maestro giapponese Yasujiro Ozu. Questo melodramma familiare ruota attorno al professor Hirayama che a parole si professa vicino ai giovani del dopoguerra, non più disposti ad accettare i matrimoni combinati. Quando, però, sua figlia sceglierà da sola con chi sposarsi, l’ipocrisia di Hirayama verrà a galla.

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