Il socio, di Sydney Pollack

Dal romanzo di John Grisham, un solido legal thriller che però è anche carico di tensione e in cui il cineasta sviluppa con grande intelligenza molti dei ruoli di contorno. Oggi, ore 14.30, La7

In gran parte della filmografia di Sydney Pollack si rincorrono il tema dell’innocente incastrato in un meccanismo superiore e gli effetti deleteri del Tempo su convinzioni, giuramenti e sentimenti. Tra gli scrittori statunitensi, John Grisham è quello che per contenuti e toni sembra avvicinarsi allo stile del regista di Lafayette, con il tema della difficoltà di una scelta morale messa a dura prova da una realtà contingente che va in direzione contraria.

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Il 1993 è l’anno che vede ben due opere di Grisham trasposte per la prima volta sul grande schermo: Il socio e Il rapporto Pelican, pubblicati rispettivamente nel 1991 e nel 1992.

Mitch McDeere (Tom Cruise) è un brillante avvocato neolaureato ad Harvard che dopo un solenne giuramento di fedeltà alla Legge accetta la sostanziosa offerta di ingaggio di uno studio legale di Memphis in odore di mafia. Dopo alcuni strani avvenimenti come la misteriosa morte di due associati dello studio, Mitch e la moglie Abby (Jeanne Tripplehorn, già apprezzata in Basic Instinct) si troveranno incastrati fra due fuochi: quello dell’FBI rappresentata dall’agente Wayne Terrance (Ed Harris) e quello degli squali dello studio Bendini, Lambert & Locke con in testa Oliver Lambert (Hal Hobrook) e l’anziano capo della sicurezza William Devasher (Terry Kinney).

Pollack costruisce un meccanismo ad imbuto che si chiude come un cappio sulla coppia di giovani sposini abbagliati dai simboli del benessere: la Mercedes, il residence in una zona esclusiva, la disponibilità economica, i viaggi alle Isole Cayman. Nella prima parte si respira un forte clima di paranoia sul modello de I tre giorni del Condor: lo studio legale viola continuamente la privacy dei suoi associati con intercettazioni e pedinamenti. Mitch ed Abby si rendono conto che dietro la patina bigotta dell’unità familiare imposta dalle regole dello Studio si nascondono il ricatto e la vendetta.

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Sydney Pollack sviluppa con grande intelligenza molti dei ruoli di contorno creando figure portentose: il mentore Avery Tolar (Gene Hackman) è una figura malvagia che ha una grandezza tragica ed un punto debole nell’innamoramento per Abby (la sua frase al funerale “ognuno soffre a modo suo” è più di un indizio). La scena del tentativo di seduzione trasformata in onorevole sconfitta dona a Gene Hackman un’aura romantica e sviluppa il tema degli effetti devastanti del Tempo sulla propria moralità. E ancora le figure dell’investigatore Eddie Lomax (il Gary Busey di Un mercoledì da leoni e Point Break) e dell’amante segretaria Tammy (Holly Hunter) regalano all’opera un tono grottesco: il primo viene coinvolto in un duello western pulp con due sicari mafiosi; la seconda, con perenne chewing-gum in bocca e con un marito che si traveste da Elvis Presley, si trasformerà da spettatrice innocente a insostituibile braccio destro di Mitch. Completano il quadro Ed Harris nei panni  dell’agente dell’ FBI sedotto e stordito dalla intelligenza di Mitch e David Strathairn che impersona con grande bravura Ray, il fratello di Mitch in prigione per omicidio, soggetto fondamentale nella trattativa e fonte di rimorso e rimpianto.

In un continuo cambio di sede (Boston, Memphis, Philadelphia, i Caraibi) si susseguono i colpi di scena ed il montaggio alternato amplifica la tensione di eventi che si volgono contemporaneamente a chilometri di distanza. Dal clima paranoico della prima parte si passa all’action-movie della seconda con Tom Cruise impegnato in una fuga perenne dall’FBI e dalla mafia. Impreziosito dalle musiche di Dave Grusin e dalla fotografia di John Seale, Il socio è un legal thriller che svela i suoi intenti etici fuori dalle aule dei tribunali e si innesta perfettamente nella produzione noir dei primi anni ’90, mescolando classico e moderno.

Sydney Pollack pur tenendo d’occhio il puro intrattenimento riesce ancora una volta a imbastire un discorso autoriale sulla avidità di una America che non esita a vendere l’anima al diavolo pur di effettuare più rapidamente la scalata sociale. Mitch ed Abby ridanno indietro la Mercedes e ritornano sulla loro Toyota Supra degli anni ’80 per una seconda possibilità. Una mediazione morale tra vita agra e dolce vita, prima che il Tempo metta in moto un irreversibile processo autodistruttivo.

 

Titolo originale: The Firm
Regia: Sydney Pollack
Interpreti: Tom Cruise, Gene Hackman, Jeanne Tripplehorn, Holly Hunter, Hal Holbrook, Gary Busey, Ed Harris, Terry Kinney, David Strathairn
Durata: 154′
Origine: USA, 1993

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2 (1 voto)
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