Italian Politics for Dummies, di Davide Parenti e Claudio Canepari

Palermo, elezioni comunali del 2017. Oltre agli esponenti di centro-destra, centro-sinistra e Movimento 5 Stelle, a presentare la propria candidatura a sindaco c’è anche un giovane giornalista siciliano, fattosi le ossa tra una tv locale e l’altra prima di approdare a Mediaset come inviato de Le Iene.
Il suo nome è Ismaele La Vardera e dal giorno di quella candidatura la sua vita è irrimediabilmente cambiata. Le urne però furono meschine per il giovane venticinquenne e non nell’accezione siciliana del termine, per cui il «meschino» è «poveretto», «infelice», ma proprio per via di risultati più che deludenti. Forse a giocare un brutto scherzo alla lista civica La Vardera fu l’appoggio politico arrivato dal nemico giurato di tutto il Sud Italia, quella Lega Nord di Salvini e Giorgetti che già cambiava pelle per adulare una fetta d’elettorato da sempre schifato.
La liaison con i patrioti di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni poi sanciva la definitiva rottura nei confronti di certe visioni progressiste e pro-immigrazione che in un battibaleno avevano trasformato l’innocente La Vardera in un mini-Trump alla ricerca di voti tra le vie di Palermo in apetta e ciuffo rosso.

Allora arriva il guizzo da iena. Perché non filmare di nascosto gli incontri con gli esponenti d’ogni colore e provare a sbugiardarli facendoci un film d’inchiesta?
Il risultato è Italian Politics for Dummies, film evento distribuito da Medusa e giustamente sponsorizzato dagli amici di Mediaset.
L’idea di fare della politica una scatola vuota è un’operazione interessante, ma ai tempi dei populismi dilaganti forse nemmeno troppo. Perché se il modello narrativo preso a riferimento da La Vardera è palesemente quello del conterraneo Pif, gli effetti sul lungometraggio sono da gara dell’ovvio.
La tesi di fondo infatti è che «i politici italiani sono imbroglioni e trasformisti», fatto arcinoto anche ai Simpson ed antico almeno quanto il giolittismo.
Allora quella che poteva diventare un’inchiesta da Pulitzer si tramuta ben presto in un servizio esteso de Le Iene, in cui lo sbalordimento è invocato più a voce che dall’effettiva realtà documentata ed i cui rimedi politici sfiorano per l’essere una variante al quadrato dell’utopia della democrazia diretta.Italian Politics for Dummies

Ma se gli scoop filmati non brillano di esclusività, Italian Politics for Dummies ha di certo il merito di raccontare tutto quel retroterra da cui è partita la carica giallo-verde della Terza Repubblica post 4 marzo.
La Lista Civica di La Vardera, ritrovatasi a fare i conti con il fango della politica, ed improvvisamente così lontana dall’aulicità delle idee, suggerirebbe quindi di fare una non troppo azzardata analogia con l’attuale situazione nazionale, in cui il Movimento 5 Stelle è sempre più schiacciato dalla carica di Matteo Salvini.

Il segretario della Lega è presentato sin da subito come figura cristologica, come il vero volto nuovo della politica italiana che tanto piace all’elettorato più conservatore del nostro Paese. Una carica mai vista, raccontata da chili di gigabyte per le dirette streaming.
Ci sarebbe allora da chiedersi se in una anticipazione così esatta dell’attuale compagine di governo non sia un caso che certe ombre politiche vengano nominate di sfuggita, restino appese al 61 a 0 di un Ponte che non vedrà mai luce.

Quello di La Vardera resta comunque un racconto coraggioso (la famiglia in questi giorni è sotto scorta preventiva),  che di certo avrebbe avuto un ottimo share per la seconda serata di Italia 1, magari dopo una bella maratona natalizia di vecchie puntate dei Simpson.
Se poi i dummies del titolo sono gli italiani che tanto cercano il tesoro dell’onestà, allora forse era meglio intitolarlo Italian Politics for Goonies.

Regia: Davide Parenti, Claudio Canepari
Distribuzione: Medusa
Durata: 80′
Origine: Italia, 2018

 

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