Un dollaro d’onore, di Howard Hawks

Il western perfetto dove c’è tutto il cinema di Hawks. Un film complessissimo ma che fa apparire semplicissimi ogni scena e ogni movimento di macchina.

Il western perfetto. Da camera, che fa avvertire la presenza delle linee del set anche nella folgorante sparatoria finale. Che si gioca tutto su quell’attesa, sui tempi morti, dilatati rispetto a quelli di Mezzogiorno di fuoco, film che non a caso Howard Hawks e John Wayne non amavano e ne volevano, neanche troppo inconsciamente, non tanto farne un remake ma una versione che cancellasse quella precedente. Si tratta, al tempo stesso, forse del primo western puro del regista, che non si contamina con il cinema d’avventura en plein-air come era accaduto con Il fiume rosso (1948) e Il grande cielo (1952)

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Uno sceriffo Chance (John Wayne), il suo vice Dude (Dean Martin) uscito da una sbronza di due anni, il vecchio sciancato Stumpy (Walter Brennan), il giovane pistolero Colorado (Ricky Nelson) e l’affascinante avventuriera e giocatrice d’azzardo Feathers (Angie Dickinson) devono fronteggiare un gruppo di banditi capeggiati da Nathan Burnette, un ricco latifondista, soprattutto dopo l’arresto di suo fratello Joe per omicidio.

un dollaro d'onore john wayne ricky nelson angie dickinson

Nei personaggi di Un dollaro d’onore – ispirato a un racconto di B.H. McCampbell –  c’è tutto il cinema di Hawks: il cameratismo, l’integrità morale, la ricerca di riscatto, la lotta tra i sessi, la seduzione, dove le gambe di Angie Dickinson potrebbero aver fatto girare la testa a Truffaut. Al tempo stesso la straordinaria e apparente ‘invisibilità’ del suo stile (quella rimarcata dai Cahiers du cinéma nella loro politica degli autori con la mdp a livello di sguardo’) rendono ipnotico un film di circa 135 minuti che vola e si immortala nella mente, con la musica di Dimitri Tiomkin e il celebre motivo del Deguello (quello che anticipa il massacro) e soprattutto uno dei frammenti immortali. Quasi uno squarcio da autentico film-concerto, quello che Hawks avrebbe potuto fare negli anni ’70 e ’80: Dean Martin steso con cappello e sigaretta, Walter Brennan alla fisarmonica e del celebre cantante Ricky Nelson allora agli inizi della carriera che si esibiscono con il brano My Rifle, My Pony and Me sotto lo sguardo divertito di John Wayne.

un dollaro d'onore dean martin walter brennan john wayneContemporaneamente, il film s’intreccia con squarci comici, tra squardi ed equivoci, con lo stesso effetto di Susanna! ed Ero uno sposo di guerra. Ciò è evidente nella scena del primo incontro tra Angie Dickinson e John Wayne mentre Chance sta vedendo un paio di mutandoni rossi femminili che il proprietario dell’hotel vuole regalare alla moglie.

Un dollaro d’onore resta però esemplare proprio per la rigorosa geometricità e l’efficacia delle scene d’azione, da quella in cui Chance riesce a liberarsi dai banditi che gli puntano il fucile dopo che Feathers li ha distratti lanciando il vaso dalla finestra allo scambio degli ostaggi nel finale. Un cinema complessissimo ma che fa apparire ogni scena, ogni movimento di macchina, di una semplicità totale e di una naturalezza disarmante. Ci sono film che è impossibile farli meglio di così. E Un dollaro d’onore è uno di questi.

Resta un modello immortale. Su cui il regista ci ritorna in El Dorado (1967) e nel suo ultimo film, Rio Lobo (1970) e che Carpenter rilegge alla grande in Distretto 13: le brigate della morte (1976).

Titolo originale: Rio Bravo
Regia: Howard Hawks
Interpreti: John Wayne, Dean Martin, Walter Brennan, Angie Dickinson, Ricky Nelson
Durata: 141′
Origine: Usa 1959
Genere: western

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
5 (4 voti)
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