Una relazione, di Stefano Sardo

Dal romanzo scritto dallo stesso regista insieme a Valentina Gaia, un film ben recitato ma molto spesso evanescente che vuole dimostrare in modo invasivo il suo bisogno di aprirsi e confessarsi.

Non ci sono gli interni di Scene da un matrimonio, ma il modo di affrontare la crisi dei sentimenti in Una relazione richiama istintivamente la miniserie HBO presentata fuori concorso alla 78° Mostra di Venezia. Dall’abitazione di Oscar Isaac e Jessica Chastain si passa alle strade di Roma con passaggi anche verso bar e locali di Testaccio e Trastevere come se il cinema italiano/romanocentrico dovesse subito definire le geografie dell’ambientazione. Ma è sempre una casa e il loro rapporto con i due protagonisti ad essere al centro dell’esordio al lungometraggio di finzione di Stefano Sardo, che ha già firmato come regista il documentario Slow Food Story, ha creato e scritto le popolari serie Sky 1992, 1993 e 1994 ed è stato sceneggiatore, tra gli altri, di La doppia ora, Il ragazzo invisibile e Il divin codino.

Una relazione, tratto dal romanzo scritto dallo stesso regista insieme a Valentina Gaia (anche sceneggiatori), vede protagonisti Tommaso (Guido Caprino) e Alice (Elena Radonicich). Lui è musicista e lei attrice. Stanno insieme da 15 anni, non sono sposati e non hanno figli. Una sera, durante una cena con gli amici, annunciano che hanno deciso di lasciarsi. Devono però vendere la loro casa dove a volte ancora convivono. In più scelgono di non rompere in modo netto ma di mantenere la loro amicizia. Ci riusciranno?

Please Don’t Go. La cover del celebre brano del 1979 di KC & The Sunshine Band cantata da Valentina Gaia, è probabilmente il desiderio nascosto di Tommaso e Alice. Nell’arco di 45 giorni, quelli che trascorrono dal momento in cui viene messa in vendita l’abitazione della coppia, Una relazione segue i due protagonisti che non sono più in grado di stare insieme ma non sono neanche capaci di lasciarsi. Tra avventure extraconiugali, rapporti con le loro famiglie, amici in crisi, il film è un termometro generazionale over 30 a tratti efficace e molto più spesso evanescente. Sorretto dall’interpretazione di Guido Caprino, Elena Radonicich e soprattutto di Libero De Rienzo (qui all’ultimo film prima della sua scomparsa), che potrebbe essere l’ideale voce-off, riesce a mostrare per frammenti la precaria condizione esistenziale, prima che economica, di Tommaso, Alice e il loro gruppo di amici. C’è sempre comunque l’ombra della presenza dei genitori che presta i soldi. C’è anche il pensiero dei figli. Desiderio oppure ostacolo? Viene da pensare a Figli. Una relazione è lo stato della vita precedente.

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Al tempo stesso è un film che ha bisogno di molti, troppi dialoghi per spiegare il malessere che i due protagonisti stanno vivendo. Spesso si parla addosso, a volte con le musiche sopra che coprono le frasi e vuole dimostrare in modo invasivo il suo bisogno di aprirsi e confessarsi come nella scena in cui Alice si presenta durante un provino, rivela che si sta lasciando con il suo compagno. In realtà non ne avrebbe nessun bisogno. Una storia privata come quella dei due personaggi poteva andare avanti da sola, compresi il desiderio di abbracciarsi o di scappare, e non c’era bisogno di insistite sottolineature. Il lavoro in sottrazione più spontaneo, per motivi diversi, era quello di Un amore di Tavarelli e Dieci inverni di Mieli. Una relazione a volte ce li ricorda ma, oggi, se ne avverte ancora di più la distanza. È un cinema che avrebbe bisogno maggiormente di urlare. Ma lo fa alla fine e c’è il sospetto che in questo grido liberatorio non ci sia la necessaria autenticità.

 

Regia: Stefano Sardo
Interpreti: Guido Caprino, Elena Radonicich, Libero De Rienzo, Thony, Francesca Chillemi, Isabella Aldovini, Alessandro Giallocosta, Jalil Lespert, Enrica Bonaccorti, Tommaso Ragno, Luigi Diberti
Distribuzione: Ascent Film
Durata: 110′
Origine: Italia, Francia 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.4 (5 voti)
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