BERLINALE 60

BERLINALE 60 / ONDE SELVAGGE - Berlinale Coverage Report 2010 (del 01/03/2010)


Anche quest'anno, la Berlinale passa dalle frequenze di Radio Popolare Roma: eccovi le corrispondenze giornaliere con Onde Selvagge e Il Canto della Balena tenute da Annarita Guidi e Sergio Sozzo collegati in diretta da Potsdamer Platz. AUDIO - ASCOLTA GLI INTERVENTI

BERLINALE 60 - Immagini rubate (7) (di Annarita Guidi, del 23/02/2010)


Il maestro giapponese Yoji Yamada, ottant'anni di celluloide, presenta al pubblico del Cubix, per la sezione Forum, Kyoto story, girato insieme a Tsutomu Abe e agli studenti di cinema dell´universita´di Kyoto

BERLINALE 60 - "The killer inside me", di Michael Winterbottom (Concorso) (di Sergio Sozzo, del 22/02/2010)


Resta ben poco del fascino disperato di uno dei più grandi costruttori di devastanti parabole noir come Jim Thompson, in mano al freddo meccanismo di uno degli sguardi più sprezzanti e presuntuosi del cinema anglosassone: e il film diventa ben presto la snervante e tediosa sequela delle azioni spregevoli e delittuose del protagonista, ogni tanto rivitalizzate senza successo da raffazzonate sequenze oniriche e flashback 'licenziosi'

BERLINALE 60 - "Father of Invention", di Trent Cooper (Panorama Special) (di Emanuele Di Porto, del 21/02/2010)


La cosa che più stupisce di Father of Invention è il modo in cui il film di Trent Cooper abbia scelto di sposare un messaggio jeffersoniano che lo allontana dall'umore di altre commedie contemporanee. Gli Stati Uniti non danno una sola chance per essere ricchi e felici: ne concedono addirittura due. Il revival è talmente studiato, furbo e involontariamente passee che finisce addirittura per essere gradevole.

BERLINALE 60: Immagini rubate (6) (di Annarita Guidi, del 20/02/2010)


Il regista Jefferson De ha parlato del suo Bróder! (nella foto, i due protagonisti) al pubblico del Cinemaxx. Nella zona sud di San Paolo sono morte nell'ultimo anno 19.000 persone sotto i ventiquattro anni. GALLERIA FOTOGRAFICA

BERLINO 60 - "Otouto / About Her Brother" di Yoji Yamada (Fuori Concorso) (di Massimo Causo, del 20/02/2010)

Ispirato all’omonimo film di Kon Ichikawa, questo dramma familiare raacconta il rapporto non facile tra una sorella e il fratello minore, pecora nera della famiglia. Con la sua solita quieta malinconia, l’ottantenne maestro giapponese tratteggia l’evoluzione del tempo quotidiano, scrivendo sul destino dei suoi personaggi marginali.

BERLINALE 60 - "Na putu" (On the path), di Jasmila Zbanic (Concorso) (di Annarita Guidi, del 20/02/2010)

Il punto di vista della protagonista, cui si sembra sovrapporsi quello della Zbanic, e’ rappresentato dalla sua piccola ossessione per la videocamera del suo cellulare: Luna guarda la sua vicenda personale come attraverso un’immagine. Impietosa e precisa da un lato, irrimediabilmente un filtro dall’altro

BERLINALE 60 - "Mammuth", di Gustave De Kervern e Benoît Delépine (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 20/02/2010)


Depardieu parte con il suo personaggio in moto, per un viaggio esistenziale alla ricerca dei suoi vecchi datori di lavoro, colpevoli di non avergli versato i contributi necessari alla pensione. I registi di Louise-Michel sembrano sempre più interessati ad uno stile tendenzialmente anarchico, o se vogliamo di tipo sperimentale, con la sgranatura del quadro, la ricerca del dettaglio, la sensazione di liberare l'improvvisazione e la voglia di inseguire immagini in corsa

BERLINALE 60: Immagini rubate (5) (di Annarita Guidi, del 19/02/2010)


Per la settima giornata del festival, Berlino ha regalato ai cinefili un incredibile cielo terso. Eccolo visto dal Cubix, ad Alexanderplatz, dopo la proiezione di Welcome to the Rileys di Jake Scott. GALLERIA FOTOGRAFICA

BERLINALE 60: Immagini rubate (4) (di Annarita Guidi, del 19/02/2010)

 

"Abbiamo avuto qualche problema con la polizia. E' successo che a volte non ci hanno concesso i permessi. Ma abbiamo girato lo stesso". Sharunas Bartas, a voce bassa e con poche parole, elegantissimo, come fosse capitato lì per caso, racconta il making of del suo folgorante Indigène d'Eurasie

BERLINALE 60 - "Exit through the gift shop", di Banksy (Fuori Concorso) (di Sergio Sozzo, del 19/02/2010)


Lo street artist Banksy esordisce nel documentario con una sfida a distanza con l'amico/nemico Thierry Guetta, videoamatore prima e artista pop anch'egli poi, con lo pseudonimo di Mr Brainwash. Come in Dig! di Ondi Timoner su Anton Newcombie dei Brian Jonestown Massacre, da questi 90 minuti ultra-amatoriali in forma anonima quello che viene fuori è soprattutto lo scontro disastroso e devastante tra due gigantesche megalomanie

BERLINALE 60 - "En familie", di Pernille Fischer Christensen (Concorso) (di Simone Emiliani, del 19/02/2010)

Specie di 'dinasty' danese, quasi una puntata televisiva di un film non televisivo ma solo dramma da camera d'impostazione teatrale che poteva essere un'esplorazione di un dolore collettivo, ma la cineasta non sembra avere ne' i toni ne' la necessaria discrezione. Accentua gli elementi simbolici in modo grossolano e sottolinea inutilmente una gestualita' imponente

BERLINALE 60 - "Howl" di Robert Epstein e Jeffrey Friedman (Concorso) (di Massimo Causo, del 19/02/2010)


Gli autori di The Celluloid Closet e Paragraph 175 raccontano il più celebre poema della controcultura e il processo per oscenità che subì nel 1957: Allen Ginsberg interpretato da James Franco si muove tra testi originali e il cartoon di Eric Drooker che anima i suoi versi. Un’opera in fuga dai codici prestabilidi di qualsiasi biopic o documentario. Produce (anche) Gus Van Sant

BERLINALE 60 - "Judd Süss - Film Ohne Gewissen" (Judd Süss - Rise and Fall), di Oskar Roehler (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 19/02/2010)


Tratto da una storia vera in cui l’attore Ferdinand Marian e' chiamato da Goebbels nel 1940 ad interpretare il ruolo da protagonista nel film di propaganda Judd Suff (Suff l’Ebreo). Roehler sembra aver fatto un passo indietro dopo i convincenti Hanna Flanders  e Le particelle elementari. In entrambi i casi ci si trovava dinanzi ad atmosfere piu’ rarefatte, ad un immaginario visivo piu’ ispirato e libero di muoversi

BERLINALE 60 - "Kyoto Story" di Yoji Yamada e Tsutomu Abe (Forum) (di Massimo Causo, del 19/02/2010)

Primo dei due film dell’ottantenne maestro nipponico presenti quest’anno a Berlino, il film è una commedia sentimentale che connette passato e presente sull’onda lunga degli storici studios di Kyoto. Una storia d’amore tra una giovane bibliotecaria, un aspirante attore comico e un giovane professore di Tokyo

BERLINALE 60: Immagini rubate (3) (di Annarita Guidi, del 18/02/2010)


"Cosi' si parla dei nativi!" commenta qualcuno dopo la proiezione di Red Hill. Ecco il regista Patrick Hughes mentre parla del film al pubblico: un esordio straordinario che ribolle di vita. GALLERIA FOTOGRAFICA 

BERLINALE 60 - "Shekarchi (The Hunter)", di Rafi Pitts (Concorso) (di Francesca Bea, del 18/02/2010)


La cattività che Rafi Pitts racconta nel suo ruvido e rarefatto atto di denuncia è uno stato permanente ed espropriante che non risparmia nessuno. Non solo la sconfitta di Ali, anche i due poliziotti che lo hanno arrestato sono entrambi perduti all’interno di un sistema imploso, dove a dominare è solo la legge della prevaricazione che oppone l’uomo a l’uomo, in un labirinto di morte che non ha vie d’uscita

BERLINALE 60 - "Shahada", di Burhan Qurbani (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 18/02/2010)


Shahada è la condicio sine qua non, la formula religiosa musulmana per eccellenza, che va recitata al patto della confessione di fede. Attraverso la storia di tre giovani musulmani che vivono a Berlino, Qurbani indaga la sempre difficile accettazione delle proprie radici religiose, all’interno di un Paese occidentale

BERLINALE 60 - "The Kids Are Alright", di Lisa Cholodenko (Concorso) (di Emanuele Di Porto, del 18/02/2010)

The Kids Are Alright ha il coraggio di negare il trionfo alle tipiche situazioni da Sundance Film Festival: il mito della unconventional family è costretto a subire una battuta d’arresto. Lisa Cholodenko riesce a cambiare felicemente la prospettiva sulla storia, a mimetizzarsi nello sguardo dei suoi protagonisti. Julianne Moore e Annette Bening sono lesbiche da accedemia: salvano il focolare, ma cedono la scena a Mark Ruffalo

 

BERLINALE 60 - "Da bing xiao jiang (Little Big Soldier)", di Ding Sheng (Berlinale Special) (di Sergio Sozzo, del 18/02/2010)


Chan, anche autore del soggetto, si muove in territori più volte attraversati nell'arco della sua fluviale filmografia – il precedente più blasonato è il suo capolavoro da regista, Project A – Operazione Pirati, del 1983. Pur delegando gran parte delle sequenze d'azione (comunque puntualmente coreografate di persona) ai valenti comprimari, l'attore non perde l'occasione per ribadire la danza trasognata e galleggiante del suo cinema, la sua forza elementare, geometrica e travolgente

BERLINALE 60 - Immagini rubate (2) (di Annarita Guidi, del 17/02/2010)


Applausi ed entusiasmo tra il pubblico del Friedrichstadtpalast per Cosa voglio di piu', visto insieme al regista e ai protagonisti Favino, Battiston, Rohrwacher, Saponangelo. GALLERIA FOTOGRAFICA

BERLINALE 60: Immagini rubate (3) (di Annarita Guidi, del 17/02/2010)


"Cosi' si parla dei nativi!" commenta qualcuno dopo la proiezione di Red Hill. Ecco il regista Patrick Hughes mentre parla del film al pubblico: un esordio straordinario che ribolle di vita. GALLERIA FOTOGRAFICA 

BERLINALE 60 - Immagini rubate (2) (di Annarita Guidi, del 17/02/2010)


Applausi ed entusiasmo tra il pubblico del Friedrichstadtpalast per Cosa voglio di piu', visto insieme al regista e ai protagonisti Favino, Battiston, Rohrwacher, Saponangelo. GALLERIA FOTOGRAFICA

BERLINALE 60: Immagini rubate (di Annarita Guidi, del 17/02/2010)

Ecco la mia attrice tedesca!" cosi' Silvio Soldini ha presentato al pubblico della Berlinale Alba Rohrwacher, protagonista di Cosa voglio di piu'.

BERLINALE 60 - "The Illusionist", di Sylvain Chomet (Berlinale Special) (di Simone Emiliani, del 17/02/2010)

Da un progetto mai realizzato di Jacques Tati e dal regista di Appuntamento a Belleville, un grandioso saggio sull'arte e sulla fine irreversibile di un epoca. Il comico francese di Mon oncle è la presenza/ombra dell'illusionista versione cartoon, una provvisoria reincarnazione di Calvero di Luci della ribalta, protagonista di un gioco magico, ipnotico e funereo, di straziante bellezza e tristezza

BERLINALE 60 - "Revolución" (Berlinale Special) (di Annarita Guidi, del 17/02/2010)


Da Rodrigo Pla' a Gerardo Naranjo, da Diego Luna a Gael Garcia Bernal: dieci registi offrono al Messico e al pubblico internazionale sguardi strazianti, comici, saturi sui cento anni della rivoluzione

BERLINALE 60 - "Cosa voglio di più", di Silvio Soldini (Berlinale Special) (di Annarita Guidi, del 17/02/2010)


Dove va il film di Soldini? Difficile dire perche' si resta coinvolti in queste due ore abbondanti di registrazione della realta'. Quello che passa sullo schermo e' fin troppo vicino a quello che la vita ci racconta ogni giorno, ma il talento del regista scava in una indecidibilita' che assume quasi i contorni di uno spartiacque generazionale 

BERLINALE 60 - "Please Give", di Nicole Holofcener (Concorso) (di Emanuele Di Porto, del 17/02/2010)


Con Please Give - il quarto film di Nicole Holofcener, che si è dedicata soprattutto a Sex and the City - la crisi economica entra definitivamente nella commedia americana. Quello che fino ad ora era rimasto uno stato d'animo, diventa il leit-motiv delle storie che si intrecciano sulla Fifth Avenue. La Holofcener è onesta e sa entrare nell'emotività delle protagoniste, ma spesso ammicca all'autoassoluzione della superficialità.

BERLINALE 60 - "Red Hill", di Patrick Hughes (Panorama) (di Sergio Sozzo, del 17/02/2010)


Western di frontiera dei giorni nostri in ambientazione australiana, Red Hill è la storia di una notte infinita di sanguinosa vendetta. Un film traboccante di cinema, di quello che ritrovi subito familiare. Jimmy Conway, silente pistolero aborigeno dal volto mezzo sfigurato, è, sin dal primo fotogramma in cui si palesa, un personaggio memorabile, che trasporta le atmosfere del film verso lande orrorifiche e quasi slasher

BERLINALE 60 - "Bal" (Honey), di Semih Kaplanoglu (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 17/02/2010)


Yusuf a sei anni ha da poco cominciato la scuola. Suo padre Yakup è apicultore. È sicuramente il più riuscito dei tre film che compongono la trilogia, iniziata dal regista turco nel 2007. Sa estrarre l’essenziale dal pullulare delle sensazioni, sa appassionare tenendo le distanze. È la sua grazia. Guardare con l’incanto e col disinganno della nostalgia

BERLINALE 60 - "Indigène d'Eurasie", di Sharunas Bartas (Forum) (di Leonardo Lardieri, del 16/02/2010)


Bartas è forse una meteora o prabilmente sogno liquido di vita pulsante e poeticamente desolante. Attraverso un mirabile noir, tra Parigi, Vilnius, Mosca, è “macchinoso” e quindi ancora puramente cinematografico, calato al centro dello spazio, operatore e attore allo stesso tempo, distaccato e, contemporaneamente, invischiato nella materia trattata. Vorrebbe magari vivere e lavorare nel suo mondo/cinema “brado” e chiedere una casa/laboratorio dove poter ripensare alla verifica (mai) certa del suo sguardo

BERLINALE 60 - "Caterpillar", di Koji Wakamatsu (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 16/02/2010)


Ancora una straziante, devastante e infernale parabola della guerra, di quel tronco ormai bruciato rimasto senza rami. Come in un magico realismo s’indagano le relazioni tra la parte bassa del corpo umano e la parte bassa della struttura sociale, su cui si sostiene la realtà. Il torbido dell’esistenza, creature fragilissime come carta di riso, o inesorabilmente spietate, descritte al limite tra il documentario e la più visionaria follia. Wakamatsu è sempre più solo...   

BERLINALE 60 - "Plein Sud", di Sébastien Lifshitz (Panorama) (di Massimo Causo, del 16/02/2010)

Altri “corpi aperti” per il cinema ad alta sensibilità di questo regista francese. Un “eroe solitario” attraversa la Francia diretto verso le coste spagnole per fare i conti con i ricordi d’infanzia, il suicidio del padre e l’abbandono della madre. Lo accompagnano due ragazzi e una ragazza, figure in fuga come lui

BERLINALE 60 - "Submarino", di Thomas Vinterberg (Concorso) (di Simone Emiliani, del 16/02/2010)

Il regista danese non riesce mai a concretizzare l'esasperato realismo del romanzo omonimo di Jonas T. Bengtsson da cui il film è tratto e si caratterizza per uno sguardo invadente, che trasforma anche i momenti più intimi in autentiche esplosioni melodrammatiche e che da l'idea di spiare sempre, più che essere complice, dei due fratelli protagonisti

BERLINALE 60 - "You yi tian (One Day)", di Hou Chi-Jan (Forum) (di Francesca Bea, del 16/02/2010)

Sotto l’ala protettiva di Hou Hsiao Hsien, produttore esecutivo di One Day, Hou Chi-Jan riesce a spingersi in un regno nascosto, segreto e dolente, dove il cuore, intrappolato senza respiro in una giostra di emozioni, rabbia, rimpianti e di parole che non sono mai state dette, si nutre disperatamente di ogni ricordo per non lasciare andare il passato e continua ad attraversare mondi lontani, alla ricerca di un contatto con ciò che è ormai perduto

BERLINALE 60 - "En Ganske Snill Mann" (A Somewhat Gentle Man), di Hans Petter Moland (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 16/02/2010)


Un uomo esce di prigione, dopo dodici anni per aver ammazzato l’amante di sua moglie. Ulrik ancora una volta dovrà fare i conti con la sua istintiva “disponibilità” e il suo passato burrascoso, che lo riporterà ad un passo dal baratro. Il regista Moland passa alla commedia nera, lontano dalle atmosfere rarefatte tipiche del cinema nordico, ma carico comunque di humour, caustico sarcasmo e principi stranianti

BERLINALE 60 - "Der Rauber", di Benjamin Heisenberg (Concorso) (di Emanuele Di Porto, del 15/02/2010)

Der Rauber è il secondo film di Benjamin Heisenberg. La vera storia di un rapinatore austriaco viene mostrata più che spiegata, con lo sguardo del cronachista. L'attenzione si focalizza sul suo rapporto con la società, segnato da un irresistibile desiderio di fuga: al centro c'è solo l'uomo che corre senza sosta . L'assenza premeditata di elementi drammatici tradizionali appesantisce il ritmo di un noir anomalo

BERLINALE 60 - "Greenberg", di Noah Baumbach (Concorso) (di Emanuele Di Porto, del 15/02/2010)

Greenberg - il ritorno alla regia di Noah Baumbach, fidato collaboratore di Wes Anderson, vanta una straordinaria performance di Ben Stiller, perfettamente calato nel ruolo di un uomo di quarant'anni paralizzato tra ansie e rimpianti. Dopo quella di Adam Sandler in Funny People di Judd Apatow, è un'altra potente interpretazione/confessione, sorretta da una scrittura scaltra e consapevole.

BERLINALE 60 - "Mine vaganti", di Ferzan Ozpetek (Panorama) (di Leonardo Lardieri, del 15/02/2010)


Tra i migliori film di Ferzan Ozpetek, probabilmente al pari con La Finestra di fronte. Il cinema di Ozpetek è lo specchio del nostro Paese: spesso carico fino all’orlo ma nello stesso tempo indulgente, che non dà il dovuto ma si lascia a volte insolentire. Ozpetek si è scorporato forse per sempre del misticismo di forma, che lo ha accompagnato in passato, per appropriarsi di spazi e stanze arredanti l’anima, di corpi desiderosi di un luogo, di una dimensione in cui (r)esistere

BERLINALE 60 - "A Woman, a Gun and a Noodle Shop", di Zhang Yimou (Concorso) (di Simone Emiliani, del 15/02/2010)

In questo remake di Blood Simple, il regista cinese punta più su un'elegante raffinatezza formale piuttosto che su quella sete di denaro che aveva caratterizzato il film dei Coen. Bisogna ora però chiedersi se questo film rappresenta la necessità di sperimentare nuove strade, una pausa di riflessione, oppure un'operazione di programmata furbizia tanto appariscente quanto inutile

BERLINALE 60 - "Shutter Island", di Martin Scorsese (Fuori concorso) (di Sergio Sozzo, del 14/02/2010)


Assolo a schizofrenia progressiva messo in mano ad un Leonardo Di Caprio di abbacinante consapevolezza e in crescente delirio paranoico, fatto interagire a turno con i pezzi di bravura dell'eccellente cast di contorno, Shutter island conferma il movimento dell'ultimo Scorsese verso la concezione di una archeologica camera-Storia-Cinema, personal journey lungo le stanze di una Storia in cui il passato può essere appunto solo il Cinema

BERLINALE 60 - "Eu Cand Vreau sa Fluier, Fluier" (If I want to Whistle, I Whistle), di Florin Serban (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 13/02/2010)

Disagio giovanile e la difficile esistenza di un diciottenne rumeno, rinchiuso in centro di detenzione. Primo lungometraggio fiction per il regista di Bucarest che prova ad amalgamare nel suo stile freddo e calcolato, l'incalzare della macchina a spalla e la staticità dello sguardo perso nel vuoto, nella desolazione 

BERLINALE 60 - "Apart Together", di Wang Quan'an (Concorso) (di Giulia Pieretti, del 12/02/2010)

Vicenda di attese e disillusioni con cui il cineasta cinese (Orso d'Oro a Berlino nel 2007 per Il matrimonio di Tuya) dipinge con delicatezza e poesia una storia d’amore che tenta di resistere al passare del tempo, ai cambiamenti ineluttabili della Cina contemporanea e all’egoismo umano.

BERLINALE 60 - Dai lastroni di ghiaccio, tre iceberg: Herzog, Scorsese, Polanski... (di Leonardo Lardieri, del 10/02/2010)


Sessantesima edizione in uno degli inverni più freddi che la capitale tedesca abbia conosciuto negli ultimi anni. Werner Herzog è il presidente di Giuria e ci sono due nomi che rendono ancora più speciale la manifestazione: Martin Scorsese e Roman Polanski in Concorso. Nessun italiano concorre per l'Orso d'Oro, ma nelle sezioni collaterali da segnalare due registi nostrani importanti: Ferzan Ozpetek e Silvio Soldini. Una cosa sembra evidente: sulla carta potrebbe essere tra le edizioni più belle degli ultimi anni. Dall'11 al 21 febbraio

BERLINO 60 - Anteprime - "Plein sud", di Sébastien Lifshitz (Panorama) (di Margherita Palazzo, del 09/02/2010)


Tra i titoli più attesi della sezione Panorama alla Berlinale 2010 (11-21 Febbraio 2010) che vengono annunciati in questi giorni, Plein Sud, scritto e diretto da Sébastien Lifshitz, regista ancora troppo poco conosciuto di Quasi niente (2000) e dello splendido Wild Side (già alla 54° Berlinale nel 2004).

BERLINALE 60 - Anteprime - Shutter Island. Scorsese e Lehane (di Margherita Palazzo, del 09/02/2010)


Una duplice suggestione attraversa Shutter Island, nuovo film di Martin Scorsese, in uscita il 5 marzo, e in Concorso alla 60esima Berlinale: il male che "una città in guerra con se stessa", la Boston dei romanzi di Dennis Lehane, sembra amplificare, e la materia densa e cupa dei film noir di Tourner, Preminger, Welles, Ray

BERLINALE 60 - Anteprime - "Indigène d'Eurasie", di Šarūnas Bartas (Forum) (di Margherita Palazzo, del 09/02/2010)

Indigène d’Eurasie (Neither Before Nor After - Nè prima nè dopo) del lituano Šarūnas Bartas - Koridorius (1995), The House (1997) Trys dienos (1991) Few of Us (1996) Freedom (2000) Seven Invisible Men (2005) - sarà in anteprima mondiale alla 60° Berlinale, nella sezione più audace e sperimentale della rassegna, The International Forum of New Cinema

 

BERLINALE 60 - Anteprime - "Caterpillar" di Kojii Wakamatsu (di Margherita Palazzo, del 09/02/2010)

il prolifico maestro giapponese Kojii Wakamatsu, a 73 anni, sta realizzando un nuovo film, che sarà pronto per il 2010 – il montaggio è completato, al via la ricerca di distributore - tratto da Caterpillar, racconto breve del 1929 dello scrittore nipponico Edogawa Rampo

 

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