Barbara Albert al 36° Bergamo Film Meeting

Il Bergamo Film Meeting, giunto alla sua 36esima edizione, che si svolgerà tra il 10 e 18 marzo prossimi, annuncia tra i suoi ospiti un’altra figura d’eccezione del panorama cinematografico europeo, che viene ad aggiungersi, per la medesima sezione Europe, Now!, ai registi Adrian Sitaru (Romania), Stéphane Brizé (Francia) e, per il focus sull’animazione, Špela Čadež (Slovenia), ai quali verranno dedicate altrettante personali complete. Si tratta, anche stavolta, di una donna, la cineasta austriaca Barbara Albert, classe 1970, viennese doc, figura di notevole spicco del nuovo cinema austriaco, sia in veste di regista, ma anche di sceneggiatrice e produttrice cinematografica. Albert si è imposta come astro nascente della sua patria, senza dimenticare anche i notevoli riscontri ricevuti in Italia e nel resto del mondo, a partire dal film Nordrand (1999), nel quale ritrae il difficile spaccato di realtà di un gruppo di giovani migranti dell’Est, residenti (di passaggio) a Vienna nel 1995, letteralmente stranieri in una terra straniera, in cerca di un disperato conforto per combattere il senso di perdita e di solitudine della propria (comune) condizione. La ricordiamo anche per il successivo Falling (2006), in concorso alla 63esima Mostra del Cinema di Venezia, con il quale traccia un lucido quadro generazionale (tutto al femminile) allo sbando, per sogni e amori irrimediabilmente perduti e mai esorcizzati, dove è necessario imparare a fare i conti con la realtà presente al di là di ogni utopia. Ma Albert è stata presente anche alla scorsa Festa del Cinema di Roma, con il suo ultimo Mademoiselle Paradis (2017), ispirato alla storia vera della diciottenne Maria Theresia “Resi” Paradis, non vedente ma con un grande talento nell’arte del pianoforte, con il quale la regista ha riconfermato tutto il suo interesse per lo scandaglio della psicologia femminile e, al contempo, delle differenze di classe delle svariate società interrogate nei suoi plot.

Barbara Albert è oggi riconosciuta come una delle personalità più interessanti del cinema d’Austria, grazie a opere che vogliono indagare e incarnare tutta la problematicità del presente sondato, in particolare, in quella frattura così delicata che è lo smarrimento della gioventù europea cresciuta alla fine dei due blocchi, impegnandosi nel contempo a dare voce (e immagine) al côté opposto a quello del mondo piccolo-borghese, prosperato a partire dal dopoguerra.

Il BFM dedicherà alla cineasta una personale completa; Albert sarà, inoltre, ospite del Festival dal 15 al 17 marzo.