6 Underground di Michael Bay da oggi su Netflix

Da oggi approda su Netflix 6 Underground, mega-produzione in stile hollywoodiano da 150 milioni di dollari (Skydance Media in associazione con Bay Films), diretta da Michael Bay e basata sulla sceneggiatura di Rhett Reese e Paul Wernick (Benvenuti a Zombieland, Deadpool).

A interpretare le peripezie dei sei multimiliardari che compongono segretamente una squadra di spietati vigilantes provenienti da tutto il mondo, guidati da un enigmatico leader, ci sono molti volti noti, a partire da Ryan Reynolds (Lanterna Verde, Deadpool), Mélanie Laurent (Bastardi senza gloria, Il concerto), Manuel Garcia-Rulfo (I magnifici 7, Soldado), Adria Arjona (Pacific Rim – La rivolta, Wasp Network), Corey Hawkins (Straight Outta Compton, BlacKkKlansman), Ben Hardy (Bohemian Rhapsody), Dave Franco (The Disaster Artist). L’unica cosa che apparentemente accomuna gli abili protagonisti è la volontà di cancellare il proprio passato, di “sparire”; perciò si fingono morti e operano in incognito per combattere il Male nel mondo.

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«Il bello della morte è la libertà», afferma il boss One (Reynolds) nel trailer del film. Una libertà quasi totale che il regista assume anche nella ricostruzione dei contesti, giocando con la decostruzione e risemantizzazione delle ambientazioni, lanciando un esperto di parkour giù per la cupola del Duomo di Firenze.

Le location di questo adrenalinico thriller d’azione, proiettato a doppia velocità (o a rallenty) e ricco di scene mozzafiato grazie ai numerosi effetti speciali, spaziano da Los Angeles, agli Emirati Arabi, all’Italia. Quattro sono state le principali città italiane teatro delle riprese realizzate nell’estate 2018: Roma, Taranto, Siena e Firenze. Proprio nei luoghi simbolo del capoluogo toscano – tra Santa Croce, Piazza Santissima Annunziata, il Duomo, gli Uffizi, i Lungarni – grazie alla collaborazione del Comune e al Patrocinio della Toscana Film Commission, sono state girate diverse sequenze di inseguimenti, esplosioni, sparatorie (qui l’ultimo trailer ufficiale, quasi interamente dedicato alle ambientazioni fiorentine).

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«Abbiamo cercato di rispettare la città, di trattarla bene. Le persone qui sono state molto ospitali», precisa Bay in un’intervista. «Abbiamo realizzato una vera impresa: questa città non ha mai ospitato una grande scena di inseguimento automobilistico; anche per le riprese dall’elicottero sul Duomo è stato fatto un lavoro enorme e innovativo».

Il regista di The Rock (1996), di Armageddon – Giudizio finale (1998), di Pearl Harbor (2001) e della saga di Transformers (2007 – 2017) di nuovo si cimenta in quello che si preannuncia un lavoro imperniato sulla velocità, sull’iperattività, sulla spettacolarità, modulato dalla suspance e dai toni comici. L’ambientazione stavolta sembra molto più “terrena” e vicina, nella mescolanza sempre più impercettibile tra realtà e finzione.

In un divertente siparietto a scopo promozionale, Ryan Reynolds lo definisce «the most Michael Bay movie in the history of Michael Bay».

 

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