Giorni felici, di Simone Petralia

Il racconto della sofferenza per una malattia improvvisa diventa il ritratto di un amore ritrovato a volte ripetitivo a livello di sceneggiatura ma sorretto dalle prove di Franco Nero e Anna Galiena.

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BANDO BORSE DI STUDIO IN CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING

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Come una decina di anni fa aveva fatto Michael Haneke con il suo Amour, anche Simone Petralia,  al suo secondo lungometraggio Giorni felici, utilizza la senilità e la malattia per mettere in scena una dolce storia d’amore. Sotto una superficie che sembra quindi raccontare l’inesorabile avvicinarsi della morte, assistiamo alla rappresentazione del sentimento che più di tutti rappresenta al contrario la vita.

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I protagonisti sono Margherita, attrice di grande successo, e Antonio, regista in declino, interpretati da Anna Galiena e Franco Nero (insieme per la terza volta dopo le esperienze sul set di Guardiani delle nuvole e Amore e libertà – Masaniello), ex moglie e marito divorziati ormai da tanti anni. Quando però Margherita scopre di essere affetta da una forma fulminante di SLA, sarà proprio Antonio a prendersi cura di lei, risvegliando in loro quel sentimento forse mai del tutto cancellato e permettendogli di viverlo nuovamente.

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Petralia è allora molto abile a creare la condizione di partenza del film, mostrando dapprima un flashback in cui i due, ancora giovani, si conoscono e s’innamorano, e poi Margherita che vive la propria quotidianità in una casa ricca di fotografie, che la ritraggono da sola o con il figlio Enea, senza nessun altro uomo. Con poche immagini si percepisce quindi già chiaramente la voragine tra i due protagonisti, un tempo così vicini, ma oggi apparentemente troppo lontani. Tale distanza si colma con il passare del film grazie alle interpretazioni di Franco Nero e Anna Galiena, tanto in sintonia da essere capaci di comunicare con semplici sguardi, rendendo anche lo spettatore partecipe della passione che ancora, latente, resiste in entrambi. Proprio le due prove attoriali riescono a sorreggere da sole il secondo atto, che in termini di sceneggiatura, risulta un po’ troppo ripetitivo, appesantito da parole superflue che poco aggiungono alle immagini sullo schermo. Quando nel finale le parole vengono meno e la componente visiva torna ad essere il centro della narrazione, il film riacquisisce la propria potenza, in una montagna russa di emozioni (complice un’efficace colonna sonora, ad opera di Ginevra Nervi) capace di portare dalle lacrime ai sorrisi in pochi istanti. Da apprezzare anche la grande precisione con cui Petralia descrive il decorso della malattia, riuscendo a non limitarla a semplice cliché melodrammatico, ma rendendola presente, tangibile.

Giorni felici è quindi un’opera che riesce a fare tesoro delle poche risorse messe sul campo (pochi attori che si muovono in una sola location), raggiungendo l’obiettivo di essere allo stesso tempo l’accurato racconto di una sofferenza, ma anche il commovente ritratto di un amore ritrovato.

 

Regia: Simone Petralia
Interpreti: Franco Nero, Anna Galiena, Marco Rossetti, Antonella Ponziani, Marcello Mazzarella, Bianca Nappi, Maria de Medeiros
Distribuzione: Europictures
Durata: 88′
Origine: Italia, 2023

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
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Il voto dei lettori
4.29 (7 voti)
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