Il cardellino, di John Crowley

Sopravvissuto a un attacco terroristico al Metropolitan Museum di New York, Theodore Decker (Ansel Elgort) si ritrova orfano di madre, rimasta vittima dell’attentato. Solo al mondo (il padre è scomparso già da anni prima), viene messo a dura prova dalle circostanze della vita e deve imparare sin da subito come reagire. Prima di scappare dal museo Theo riuscirà a portar via il cardellino, famoso quadro firmato Carel Fabritius, allievo di Rembrandt, filo conduttore di tutta la vicenda. La tragedia irromperà nella sua vita in modo devastante, sconvolgendolo nel profondo e segnandolo fino all’età adulta.

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Le cinque fasi del lutto vengono mostrate attraverso delle peculiari location in cui naviga il film: l’impenetrabilità di New York è la negazione, l’aridità del deserto di Las Vegas la rabbia, la lontana Londra il patteggiamento, la criminalità di Amsterdam la depressione e nuovamente New York che, con il negozio di antiquariato diventa una casa sicura, per l’accettazione finale.

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Il cardellino è tratto dal romanzo Premio Pulitzer per la letteratura nel 2014 di Donna Tartt, diventando così il terzo film del regista John Crowley a essere tratto da un romanzo, dopo Boy A e Brooklyn, l’ultimo dei quali era stato nominato agli Oscar lo scorso anno come miglior film. L’opera riesce a portare sullo schermo la discontinuità del romanzo, facendo diventare questa incognita come sua caratterizzazione. Il film passa dall’essere un racconto di formazione a un dramma a un giallo; le differenze narrative presenti vengono talmente enfatizzate che corre il rischio di lasciare lo spettatore confuso e attonito, convincendolo di star vedendo un film privo di nessi logici o di una struttura per gran parte della sua durata.
La narrazione unisce le varie diapositive composte da flashback che compongono il film, aprendosi con il protagonista che rivive a ritroso la sua adolescenza, a partire dal trauma che gli ha segnato la vita. Il finale agisce da deus ex machina che riporta tutti gli scomparti al loro punto iniziale.

Non è facile gestire così tanti contenuti che in genere non riescono a coesistere nello stesso film, ma Il cardellino ci riesce, sopravvivendo alle oltre settecento pagine del romanzo a cui si ispira e riducendone le parole a due ore e ventotto minuti di immagini. Questo anche grazie anche alla fotografia di Roger Deakins
Va apprezzato soprattutto il coraggio del regista nel suo cercare di far coincidere così tante visioni e aspetti differenti in un unico film. Sono tanti gli elementi drammatici, anche stereotipati, presenti nella storia: il superamento del lutto, i padri cattivi e alcolizzati, le madri pure e generose, il senso di colpa, la dipendenza da sostanze allucinogene come unica evasione e la società decadente. Si tratta però di un dilemma interiore, di un racconto intimo e personale, cosa difficile da rappresentare. E anche Il cardellino sia un ibrido che racconta una storia già vista più volte sullo schermo lo fa dignitosamente.

 

Titolo originale: The Goldfinch
Regia: John Crowley
Interpreti: Ansel Egort, Nicole Kidman, Jeffrey Wright, Finn Wolfhard, Ashleigh Cummings, Sarah Paulson
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 149′
Origine: USA, 2019

 

 

 

Il film uscirà in esclusiva digitale per l’acquisto e il noleggio dal 6 dicembre sulle seguenti piattaforme: Apple TV App, Itunes, Google Play, Youtube, Infinity, Sky Primafila, Chili, Rakuten TV, TIMvision, Playstation Store e Microsoft Film&TV.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.25 (4 voti)