Il piccolo yeti dell’animazione DreamWorks

Una buona dose di intraprendenza, amicizia in abbondanza, speranza quanto basta nelle situazioni più rischiose e un pizzico di magia: ecco la ricetta perfetta per il nuovo film d’animazione targato DreamWorks. Il piccolo yeti è uscito nelle sale italiane giovedì 3 ottobre 2019, dopo esser stato presentato al Toronto International Film Festival lo scorso 7 settembre. Già apprezzato dal pubblico americano (e mondiale), in una settimana ha incassato quasi 3,5 milioni di dollari, poco meno della metà del budget di realizzazione.

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Everest, protagonista a quattro zampe che dava il nome al titolo originale (poi modificato in Abominable, probabilmente per le sue sembianze atipiche), è lo yeti che l’adolescente Yi incontra sul tetto del suo palazzo a Shangai. Insieme all’aiuto dei suoi piccoli amici Jim e Peng, la ragazzina decide di intraprendere un’avventura per ricongiungere l’amico peloso con la propria famiglia, sino al più alto della Terra. Riusciranno a sfuggire alle grinfie del perfido Burnish, ricco arrivista che vuole mettere le mani sulla creatura dai poteri magici, e della sua alleata, la dottoressa Zara?

La DreamWorks torna ad affrontare le tematiche dell’amicizia e della diversità (già al centro della trilogia di Dragon Trainer), dell’abbandono o del ricongiungimento familiare (Megamind), della necessità di accogliere l’altro e di non fermarsi alle apparenze, della concezione del “bello”, che non può essere mai oggettivo (Shrek). Insegnamenti importanti e mai scontati che si celano spesso dietro alle narrazioni destinate a un pubblico giovanissimo (ma non solo). 

Se la componente animale è praticamente onnipresente nella produzione dello studio cinematografico fondato da Steven Spielberg (basti pensare ai celebri Madagascar, Kung Fu Panda, Il gatto con gli stivali), non risulta tale l’elemento femminile, centrale in questa nuova opera quanto nelle precedenti (ad esempio, nella serie animata She-Ra e le principesse guerriere, distribuita da Netflix e reebot dell’omonima serie tv degli anni ’80). Il quinto film DreamWorks con protagoniste femminili (dopo Galline in fuga, Mostri contro alieni, I Croods, Trolls) è diretto da Todd Wilderman e Jill Culton (non a caso, anche autrice della sceneggiatura). Dopo le pellicole sull’animale mitologico o su presunti suoi lontani avi (Bigfoot Junior, Smallfoot: Il mio amico delle nevi, Missing Link), i protagonisti si trovano nuovamente a dover affrontare una dura missione: riportare a casa il bizzarro amico appartenente a un’altra specie (si pensi al ribaltamento di prospettiva ne L’era glaciale), al quale, nonostante le differenze e l’iniziale diffidenza, è impossibile non affezionarsi.

 

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