Murina, di Antoneta Alamat Kusijanovic

Sogni e speranze si infrangono come onde nel mare azzurro di Croazia in questo racconto di formazione vincitore della Camera d’or a Cannes 2021. In concorso a Sguardi Altrove Film Festival

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Un coming of age ambientato in una rocciosa isola della Croazia, una ragazza intraprendente intrappolata in una vita oppressa dalla figura paterna, un week end di tensioni pronto a scuotere le dinamiche famigliari. Murina, il brillante esordio alla regia di Antoneta Alamat Kusijanovic, già vincitore del premio Camera d’or al  festival di Cannes 2021, è in concorso allo Sguardi Altrove Film festival.

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15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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Julija (Gracija Filipovic) è un’adolescente croata che vive in un’isola del mediterraneo con l’oppressivo padre Ante (Leon Lucev) e la madre Nela (Danica Curcic), una donna giovane e bellissima, ma completamente sottomessa al volere del padre padrone, incapace di reagire. L’arrivo sull’isola di un vecchio amico di Ante, Javier (Cliff Curtis) scombussolerà le vite della famiglia. Ricco imprenditore, innamorato di Nela, Javier diventa per la ragazza una possibilità di fuga dalla prigionia azzurra di quel paradiso marittimo.

È interessante notare come sull’isola che Ante sta tentando di vendere a Javier siano morti, bruciati vivi, sette ragazzi, sette pompieri inviati li per spegnere il fuoco. Kusijanovic, attraverso Murina, ricorda un tragico evento realmente accaduto, una tragedia nazionale croata in cui persero la vita dodici pompieri

Tensioni sessuali e sogni infranti si mischiano nell’azzurro della fotografia di Hélène Louvart (La figlia oscura, Lazzaro Felice). Il mare della Croazia diventa una barriera, un rifugio per la bella Julija, che sembra sentirsi veramente libera soltanto quando può immergersi in acqua e nuotare. È però una barriera anche nel senso di limitazione spaziale dal mondo esterno, impossibilitata a lasciare l’isola, alla ragazza non è permesso sognare un futuro che sia diverso da quello desiderato dall’oppressivo padre, un futuro che sembra preannunciato dalla vita della madre, una donna insoddisfatta, abbandonata dall’uomo che amava e costretta ad una vita di sacrifici e rinunce.

Ante e Javier, due facce della stessa medaglia, due estremi di una società patriarcale che la ragazza impara a riconoscere solo ora che si sta affacciando alla vita adulta. Uno è frutto di una mascolinità fragile, che si sente minacciata sia dall’intraprendenza e dalle capacità della figlia, sia dalla presenza di un altro “maschio alfa”, più ricco, più affascinante e che esercita un palese fascino sia sulla moglie che su Julija, minacciando la sua autorità sull’isola. L’altro è un affabulatore che si riempie la bocca di promesse e belle parole, che convince la teenager della possibilità di “diventare qualsiasi cosa si voglia”, ma che nel momento del bisogno si tira indietro, dimostrando il vuoto delle sue affermazioni.

Murina è uno sconsolante racconto di formazione dove le speranze sembrano naufragare alla deriva, senza nessuna meta.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
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Il voto dei lettori
1 (1 voto)
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