Vernon God Little, Werner Herzog in Texas tra Holden Caulfield e Columbine

Werner Herzog, un film dal romanzo Vernon God Little

 

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All'orizzonte un nuovo progetto molto allettante per Werner Herzog, che dopo Into The Abyss e Death Row resta nel profondo Texas: dirigerà l'adattamento cinematografico di Vernon God Little, romanzo d'esordio, vincitore del Booker Prize, dello scrittore Peter Warren Finlay, nato in Australia ma grande viaggiatore. Lui, con lo pseudonimo DBC Pierre (Dirty But Clean), si descrivre così: "uno studente fallito, un uomo sbagliato, un tossico di latte al cioccolato e alla fragola".

Vernon God Little, di DBC Pierre. Benvenuti in TexasIl "fotoracconto" sul suo sito ufficiale è già un'ottima sinossi: abbiamo il Texas, con il suo classico teschio di bufalo, e una  cittadina dall'eloquente nome di Martirio, un'immagine dell'autore a due anni, vestito da piccolo cowboy con una bandiera americana in mano, casette con giardino, una inquietante pompa decorata con una mantide, e un tipico paesaggio on the road messicano.

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Non siamo tanto lontani dall'humor nero di Killer Joe, dall'immaginario grottesco dove abbondano i trailer park, gli sfasciacarrozze, le armi spianate e i redneck che si ingozzano di televisione e invocano vendetta, e neppure dal contesto tristemente reale della vicenda dei West Memphis Three.

C'è anche una percezione cinematografica che continua a fare i conti con le stragi studentesche (profondamente americana – Bowling for Columbine, Elephant ma non solo americana, vedi Polytechnique di Denis Villeneuve), particolarmente interessante se si pensa che Herzog sta riflettendo intensamente sulla questione della violenza e della pena di morte, sia nei suoi progetti appena realizzati, sia in quelli ancora in cantiere.

Definito dalla critica un incrocio brillante tra l'Holden di Salinger e l'Huckleberry Finn di Mark Twain (ma è stato fatto anche il nome di John Kennedy Toole per il brillante umorismo) salutato dal grande Jonathan Lethem come "un libro molto pericoloso", scritto da una "Flannery O'Connor in overdose di anfetamine e tv via cavo", il romanzo è stato pubblicato anche da noi, per Einaudi, nel 2002 (leggi alcuni estratti) ed è già stato adattato per il teatro nel 2003 e nel 2007, nelle pièce dirette rispettivamente da Kenny Miller e Tanya Ronder.

Vernon God Little, il protagonista nella versione teatrale americanaQuando il suo miglior amico Jesus Navarro, perseguitato dai bulli, si suicida dopo aver massacrato 16 compagni di classe, i sospetti cadono sul quindicenne Vernon, ritenuto complice, che fugge verso il Messico. Perfino sua madre è convinta della sua colpevolezza. La sua goffa innocenza e la sua misantropia da teenager ne faranno il perfetto capro espiatorio in più in una società "pronta a fargli un processo in diretta su tutte le reti televisive, e magari poi un Grande Fratello in prigione, tra i condannati a morte" dove "tutti, ma proprio tutti, sono pronti a venderti per un pezzetto di celebrità".

Dello script di Vernon God Little si occuperà il britannico Andrew Birkin (regista de Il giardino di cemento, tratto dal romanzo omonimo di Ian McEwan, e sceneggiatore di Giovanna d'Arco e Profumo).

La produzione è curata da Katja Eichinger (che ha raccolto il progetto dal marito Bernd, scomparso a gennaio, produttore veterano, da Christiane F. a La banda Baader Meinhof) e Stefan Arndt (produttore di tutti i film di Tom Tykwer, compreso l'ultimo Cloud Atlas, e al lavoro anche con Michael Haneke – Il nastro bianco, Amour).

Non è ancora chiaro se questo progetto precederà Queen of the desert, l'annunciato biopic di Gertrude Bell con Naomi Watts e Robert Pattinson.

Tra gli altri impegni del regista tedesco, reduce da collaborazioni di vario tipo – tra cui un minidocumentario e la regia del live per i The Killers, una mostra alla Whitney Biennial e perfino una partecipazione, come attore nel ruolo del villain, a Jack Reacher – ci sono la nuova serie Hate in America, dedicata a vari criminali, tra cui l'"Unabomber" Ted Kaczynski e una casalinga dei sobborghi trasformatasi in killer di messicani, e, annunciati in precedenza, ma per ora ancora in stand-by, un documentario dedicato al celebre fotografo Helmut Newton e un documentario IMAX sui vulcani.