Cinema Trevi di Roma

L'altro Visconti



 


Varsavia e Roma, cine-topografia di due città


La capitale polacca in 12 film


 


Hai visto mai?……


I tesori della Cineteca


 


Ai confini di Hollywood


Nuovo cinema canadese


 


Napoli tra passato e presente


 


Antonio Valente, l'architetto


 


A., P., C.


A come amatoriale, P come politico, C come cinema


 


La factory sul Tevere


Morrissey e Dallessandro: dalla Pop Art a Cinecittà


 


Sesterzio d'argento


Roma negli anni Cinquanta


 


4 giugno


 


L'altro Visconti


Dopo la rassegna L'estetica dello sguardo. L'arte di Luchino Visconti non poteva mancare un breve ma sentito omaggio all'opera del nipote Eriprando. Ingiustamente dimenticato, i suoi film rappresentano una zona di equilibrio tra il cinema d'autore e quello di genere. Dallo zio apprese l'arte e l'eleganza della messa in scena. Discendente di una grande famiglia (i Visconti di Modrone, ma anche Carlo Erba, il fondatore della prima ditta farmaceutica italiana, suo bisnonno), non ancora ventenne si trasferisce da Milano a Roma per lavorare nel cinema. È assistente al montaggio di Mario Serandrei, attore in Terza liceo di Emmer e in Senso dello zio Luchino. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta è assistente alla regia per Antonioni e Visconti. Scrive il soggetto del film Gli sbandati insieme con Francesco Maselli e collabora a Il brigante di Castellani. Lavora molto per il teatro e la televisione ma la sua "magnifica ossessione" è la regia cinematografica. «Io giro in modo molto tradizionale. Punto l'obiettivo sui visi degli attori. Cerco di catturare a poco a poco la storia dei personaggi che interpretano. Se mi trovo davanti un buon attore sono tentato di girare delle lunghe scene senza stacchi. Io voglio raccontare con la macchina da presa, raccontare delle storie al pubblico e non annoiarlo con delle soluzioni tecniche raffinate e sconcertanti. Sono diventato regista per un atto di volontà, perché avevo qualcosa da dire» (Eriprando Visconti, in «Cinéma», n. 71, 1962, p. 41).


 


domenica 4


ore 17.00


Una storia milanese (1962)


Regia: Eriprando Visconti; soggetto e sceneggiatura: E. Visconti, Renzo Rosso, Vittorio Sermonti; interpreti: Daniéle Gaubert, Enrico Thibault, Romolo Valli, Lucilla Morlacchi, Ermanno Olmi; origine: Italia/Francia; durata: 95'


Una storia milanese racconta la storia d'amore di due giovani belli e ricchi (Giampiero e Valeria). Sullo sfondo di un inverno milanese i due s'innamorano forse per noia o per convenzione e si lasciano quando la ragazza rimane incinta. Magnifica opera d'esordio di Visconti che oltre ai consensi di critica ottiene una serie di premi, fra i quali la segnalazione di merito della giuria internazionale al festival di Venezia e il Nastro d'argento 1962 a Romolo Valli quale miglior attore non protagonista.


 


ore 19.00


La orca (1976)


Regia: Eriprando Visconti; soggetto e sceneggiatura: E. Visconti, Lisa Morpurgo; interpreti: Rena Niehaus, Michele Placido, Flavio Bucci, Vittorio Mezzogiorno, Bruno Corazzari; origine: Italia; durata: 105'


Interessante analisi sul sequestro di persona e sui risvolti psicologici, La orca generò un certo clamore nella seconda metà degli anni Settanta a causa dell'attualità del tema e per l'audacia di certe scene (il film ebbe gravi problemi censori tra cui anche un sequestro). Alice è una giovane figlia di un industriale che viene rapita e rinchiusa in un casolare. Ma uno dei malviventi viene a poco a poco sedotto dalla ragazza. Con un seguito deludente: Oedipus orca (1977).


 


ore 21.00


Una spirale di nebbia (1977)


Regia: Eriprando Visconti; soggetto: dal romanzo omonimo di Michele Prisco; sceneggiatura: Luciano Lucignani, Fabio Mauri, Roseline Sesboue, Lisa Morpurgo, E. Visconti; interpreti: Martine Brochard, Marc Porel, Claude Jade, Stefano Satta Flores, Eleonora Giorgi, Flavio Bucci; origine: Italia/Francia; durata: 107'


«Una spirale di nebbia è il film cardine di Eriprando Visconti, il più personale […] e summa di tutto il suo percorso tecnico/stilistico e contenutistico. Parte come un giallo, con la morte di Valeria assassinata forse dal marito e l'indagine del giudice Marinoni, ma si trasforma subito in qualcosa di diverso. Un'indagine che non è più poliziesca ma antropologica. […] Una spirale di nebbia è un film che mette a nudo il mal di vivere dell'uomo, soprattutto all'interno della vita di coppia» (Manlio Gomarasca, «Nocturno dossier», n. 19, 2006, p. 20).


 


lunedì 5


chiuso


 


6-14 giugno


 


Varsavia e Roma, cine-topografia di due città                      


La capitale polacca in 12 film


 


Approda a Roma una rassegna ideata da Lorenzo Pompeo e realizzata in collaborazione con la Filmoteka Narodowa, l'Instytut Adama Mickiewicza di Varsavia, il Cinit (cineforum italiano) e l'Istituto Polacco di Roma. Il tema della rassegna è l'immagine delle due capitali nelle rispettive cinematografie (a Varsavia dal 20 al 30 aprile si è svolta la rassegna su Roma nel cinema italiano). Seguendo la strada aperta dal neorealismo italiano, grazie all'opera di grandi registi (Wajda, Zanussi, Munk e Kieslowski), nel cinema polacco lo schermo è diventato lo specchio di una città, delle sue tragedie storiche legate alla seconda guerra mondiale, ma anche delle speranze del dopoguerra, dell'effimero benessere degli anni '60 e della crisi dei '70 (che si aggravò fino a raggiungere l'apice nei noti fatti del 1980) e, infine, della nuova caotica trasformazione (ancora in corso) seguente al crollo del regime comunista. La rassegna, alla quale interverranno i registi Krzysztof Zanussi (che presenterà Galoppo del 1996) e Dariusz Gajewski (che presenterà Warszawa del 2003), rappresenta un'occasione unica per conoscere il cinema polacco e, nello stesso tempo, una capitale europea probabilmente meno nota, ma forse proprio per questo molto interessante.


 


martedì 6


ore 17.00


Mocny człowiek (L'uomo forte, 1929)


Regia: Henryk Szaro; soggetto: dal romanzo L'uomo forte di Stanisław Przybyszewski; sceneggiatura: Jerzy Braun, H. Szaro; interpreti: Grigorij Chmara, Agnes Kuck, Julian Krzewiński, Maria Majdrowiczówna, Artur Socha, Stanisława Wysocka; origine: Polonia; durata: 80'


È la storia di un plagio. Il protagonista ruba ad uno scrittore eroinomane agonizzante il manoscritto di un libro per poi pubblicarlo a proprio nome. Questa preziosa pellicola, una delle più antiche conservate dalla Filmoteka Narodowa (la seconda guerra mondiale ha spazzato via sia la capitale polacca che il patrimonio culturale nazionale, cimeli cinematografici compresi), è stata ritrovata solo recentemente in Belgio e consegnata alle autorità polacche.  


Proiezione in dvd (film muto con accompagnamento musicale)


 


ore 18.30


Przygoda na Mariensztacie (Avventura a Mariensztat, 1954)


Regia: Leonard Buczkowski; sceneggiatura: Ludwik Starski; interpreti: Lidia Korsakówna, Tadeusz Schmidt, Adam Mikołajewski, Tadeusz Kondrat, Barbara Bieńkowska, Wanda Bojarska; origine: Polonia; durata: 93'


Mariensztat è un quartiere di Varsavia, si trova accanto al centro storico ricostruito dopo la guerra e anche se non è una ricostruzione fedele dell'urbanistica preesistente, la richiama nelle scelte architettoniche. Primo film polacco a colori. La storia racconta gli inizi della vicenda amorosa di Hanka, solista di un gruppo musicale di provincia, e Janek, muratore di Varsavia. L'entusiasmo dei varsaviani nella ricostruzione della città è il vero protagonista di questo film, che in Polonia ha valore di documento storico.


 


ore 20.30


Giuseppe w warszawie (Giuseppe a Varsavia, 1964)


Regia: Stanisław Lenartowicz; sceneggiatura: Jacek Wejroch; interpreti: Alina Borkowski, Krystyna Borowicz, Antonio Cifariello, Zbigniew Cybulski, Elżbieta Czyżewska, Aleksander Fogiel; origine: Polonia; durata: 99'


Seconda guerra mondiale. L'italiano Giuseppe Santucci è sulla via di ritorno dal fronte per una licenza. Su territorio polacco il treno militare viene fermato dai partigiani polacchi. Giuseppe terrorizzato scappa. Decide di arrivare a Varsavia e lì cercare compagni d'armi. Nel tragitto qualcuno gli ruba l'arma. Santucci sospetta del furto una ragazza conosciuta in treno. A Varsavia la segue fino al suo appartamento. Decide di rimanervi fino al recupero dell'arma…

mercoledì 7


ore 17.15


Giuseppe w warszawie (replica)


 


ore 19.00


Mocny człowiek (replica)


Proiezione in dvd (film muto con accompagnamento musicale)


 


ore 21.00


Ósmy dzień tygodnia (L'ottavo giorno della settimana, 1958)


Regia: Aleksander Ford; soggetto: dall'omonimo racconto di Marek Hłasko; sceneggiatura: M. Hłasko, A. Ford; interpreti: Barbara Połomska, Jan Świderski, Bum Krüger, Zbigniew Wójcik, Mieczysław Czechowicz, Władysław Dewoyno; origine: Polonia/Germania Est; durata: 89'


Siamo nella Varsavia di fine anni Cinquanta. Piotr e Agnieszka sono due giovani innamorati alla ricerca di un posto dove stare un po' da soli. Entrambi non hanno una casa propria e le condizioni in cui vivono non permettono loro neanche molta intimità. Il film è stato presentato al Festival di Venezia nel 1958. Nella Germania dell'Est, che ha co-prodotto la pellicola, il film ha avuto grandi consensi di critica. In Polonia la censura ha deciso di non proiettare l'opera a causa dell'eccessivo realismo con cui vi è descritta la realtà polacca di quel periodo. Nelle sale polacche è stato possibile vederlo solo a partire dal 1983.


 


giovedì 8


ore 17.30


Przygoda na Mariensztacie (replica)


 


ore 19.15


Ósmy dzień tygodnia (replica)


 


ore 21.00


Gangsterzy i filantropi (Gangster e filantropi, 1963)


Regia: Jerzy Hoffman, Edward Skórzewski; sceneggiatura: E. Skórzewski, J. Hoffman; interpreti: Wiesław Michnikowski, Kazimierz Opaliński, Zbigniew Oksza, Mieczysław Pawlikowski, Bogdan Krzywicki, Zdzisław Tobiasz; origine: Polonia; durata: 85'


Primo episodio. Un malvivente col nome d'arte di "Professore" organizza un assalto al furgone che porta i soldi di una banca. Secondo episodio. Anastazy Kowalski, un chimico particolarmente sfortunato, viene licenziato. Nella disperazione decide di affogare l'amarezza in un bar. Distrattamente infila un alcolometro nel bicchierino di vodka. Viene preso per un ispettore e riceve immediatamente una mazzetta. Da quel momento visita quotidianamente i ristoranti di Varsavia e si arricchisce rapidamente. Nel finale le due storie si intrecciano.


 


venerdì 9


ore 17.15


Gangsterzy i filantropi (replica)


 


ore 19.00


Nie lubię poniedziałku (Odio il lunedì, 1971)


Regia: Tadeusz Chmielewski; sceneggiatura: T. Chmielewski; interpreti: Kazimierz Witkiewicz, Zygmunt Apostoł, Bogusz Bilewski, Mieczysław Czechowicz, Andrzej Gawroński, Andrzej Herder; origine: Polonia; durata: 98'


Divertentissima commedia satirica. La storia descrive le assurde ventiquattro ore di un imprenditore italiano in un'assurda Varsavia. L'imprenditore si trova in Polonia per affari, deve incontrare un importante direttore polacco. Quest'ultimo però rimane intrappolato nell'ascensore e non può andare a prenderlo all'aeroporto. L'italiano viene comunque accolto in pompa magna da un gruppo di polacchi che lo credono un'altra persona…


 


ore 21.00


Krótki film o zabijaniu (Breve film sull'uccidere, 1987)


Regia: Krzysztof Kieślowski; sceneggiatura: K. Kieślowski, Krzysztof Piesiewicz; interpreti: Mirosław Baka, Krzysztof Globisz, Jan Tesarz, Zbigniew Zapasiewicz, Barbara Dziekan-Wajda, Aleksandr Bednarz; origine: Polonia; durata: 85'


Un giovane sbandato uccide un tassista in modo atroce e senza un apparente motivo. È condannato a morte e impiccato. La costruzione narrativa segue parallelamente i percorsi di tre personaggi (il ragazzo, il tassista e il giovane avvocato difensore). Versione più lunga destinata alle sale del Decalogo 5. Pur osteggiato all'epoca in patria, permise a Kieślowski (che vinse il Premio Speciale della Giuria a Cannes) di farsi conoscere a livello internazionale.


 


sabato 10


ore 17.00


Nie lubię poniedziałku (replica)


 


ore 19.00


Krótki film o zabijaniu (replica)


 


ore 20.30


Incontro con Dariusz Gajewski


 


a seguire


Warszawa (Varsavia, 2003)


Regia: Dariusz Gajewski; sceneggiatura: D. Gajewski, Mateusz Bednarkiewicz; interpreti: Lech Mackiewicz, Dominika Ostałowska, Łukasz Garlicki, Sławomir Orzechowski, Witold Wieliński, Katarzyna Bujakiewicz; origine: Polonia; durata: 104'


Uno dei film che meglio descrive la condizione della generazione cresciuta dopo la fine del regime. Racconta di una giornata a Varsavia di alcuni personaggi e dei loro percorsi che si incrociano: Klara viene a Varsavia per trasferirsi dal suo ragazzo, Paweł cerca lavoro, Wiktoria incontra uno sconosciuto che la coinvolge e la trascina in alcune sue "faccende sporche", un padre cerca la figlia che era andata a studiare a Varsavia e della quale non ha più alcuna notizia da tre mesi.


 


domenica 11


ore 17.00


Warszawa (replica)


 


ore 19.00


Incontro con Krzysztof Zanussi


 


a seguire


Cwał (Galoppo, 1996)


Regia: Krzysztof Zanussi; sceneggiatura: K. Zanussi; interpreti: Maja Komorowska, Bartosz Obuchowicz, Karolina Wajda, Piotr Adamczyk, Piotr Szwedes, Andrzej Szenajch; origine: Polonia; durata: 103'


In questa commedia ambientata nella Varsavia dei primi anni Cinquanta, il protagonista, Hubert, all'età di dieci anni viene mandato dalla madre, che abita in una cittadina di provincia, dalla zia Idalia nella capitale. Questa si rivela un personaggio singolare: lavora alle poste, ma la sua passione, che vuole trasmettere a ogni costo al nipote, è l'ippica, concepita come una sorta di dichiarazione di anticomunismo.


 


ore 22.00


Dziewczyny do wzięcia (Ragazze da marito, 1972)


Regia: Janusz Kondratiuk; sceneggiatura: J. Kondratiuk; interpreti: Ewa Szykulska, Ewa Pielach, Regina Regulska, Jan Stawarz, Jan Mateusz Nowakowski; origine: Polonia; durata: 45'


È la storia di tre giovani ragazze che vanno a Varsavia per trovare qualche distrazione dalla monotonia della campagna. Nella metropoli non cercano solo divertimenti, ma anche quella passione d'amore che potrebbe cambiare la loro vita. Conoscono due ragazzi che provano in tutti i modi a intrattenerle. E proprio nel momento in cui, a causa della mancanza di idee, la promettente conoscenza sembra giunta al termine, l'onore maschile viene salvato da un loro conoscente, un cameriere e uomo di mondo che aveva messo a disposizione il suo appartamento.


 


lunedì 12


chiuso


 


martedì 13


ore 18.00


Dziewczyny do wzięcia (replica)


 


ore 19.00


Niewinni czarodzieje (Ingenui e perversi, 1960)


Regia: Andrzej Wajda; sceneggiatura: Jerzy Andrzejewski, Jerzy Skolimowski; interpreti: Tadeusz Łomnicki, Krystyna Stypułkowska, Wanda Koczweska, Kalina Jędrusik-Dygatowa, Teresa Szmigielówna, Andrzej Nowakowski; origine: Polonia; durata: 87'


Un giovane soffia la ragazza a un amico. Passano una notte insieme senza portare fino in fondo i loro propositi erotici nonostante una partita di strip-poker. All'alba, chiamato dagli amici, lui scende in strada e quando torna la ragazza è scomparsa. Quest'ironica, amara e autocritica commedia offre un quadro originale della gioventù polacca della generazione successiva a quella che aveva fatto la guerra. Brevi apparizioni di Cybulski, Polański, Skolimowski e del compositore Krzysztof Komeda.


 


ore 21.00


Kanał (I dannati di Varsavia, 1957)


Regia: Andrzej Wajda; sceneggiatura: Jerzy Stawiński sulla base del proprio racconto La fogna; interpreti: Wieńczysław Gliński, Teresa Iżewska, Tadeusz Janczar, Emil Karewicz, Władysław Sheybal, Stanisław Mikulski; origine: Polonia; durata 97'.


Film fondamentale di uno dei più grandi registi polacchi, premio Oscar e fresco Orso d'oro alla carriera a Berlino, che narra la tragica traversata della cloaca cittadina da parte dei partigiani polacchi durante l'insurrezione di Varsavia. In fuga dalla Wehrmacht, i soldati dell'Armia Krajowa (formazione partigiana legata al governo in esilio) impersonano una patria intera alla ricerca disperata di se stessa, il tutto narrato con toni antieroici e lontani dalla retorica patriottica. Motivo per cui all'epoca dell'uscita, sebbene si fosse in uno dei momenti di parziale liberalizzazione dai dogmi stalinisti, il film fu accolto con freddezza.


 


mercoledì 14


ore 17.00


Kanał (replica)


 


ore 19.00


Niewinni czarodzieje (replica)


 


ore 21.00


Cwał (replica)

15 giugno


 


Hai visto mai?……


I tesori della Cineteca


 


Inizia, con questo, una nuova serie di appuntamenti fissi mensili dedicati alla scoperta e alla presentazione dei "tesori" della Cineteca Nazionale: film rari, film non identificati, film perduti e restaurati, frammenti… Si parlerà dei temi della conservazione e del restauro e, soprattutto, si cercherà di intrecciare storie, conoscenze ed emozioni. Il primo appuntamento ripropone la struttura antica dello spettacolo cinematografico: un cortometraggio documentario, dedicato al doppiaggio dei film stranieri in Italia, e un grande classico inglese in versione italiana che offrirà al pubblico del Trevi l'emozione di apprezzare sul grande schermo un autentico Technicolor d'epoca. Tra i due, un inedito, breve brano di censura da un film inglese degli anni Sessanta.


Programma a cura di Mario Musumeci e Franca Farina


 


giovedì 15 giugno


ore 20.30


Presentazione di Mario Musumeci (Cineteca Nazionale) del programma odierno, dedicata in particolare a illustrare le caratteristiche del Technicolor e i temi e problemi della conservazione e del restauro.


 


ore 21.00


Dieci minuti con i doppiatori (1947)


Origine: Italia; produzione; Scalera; durata: 10'


Un singolare cortometraggio che illustra con ironia il lavoro di doppiaggio dei film stranieri in Italia. Nel finale vediamo Alberto Sordi e Gero Zambuto intenti a doppiare Oliver Hardy e Stan Laurel. La copia originaria, infiammabile (quindi certamente anteriore al 1950), era inclusa in un eterogeneo blocco di materiali abbandonati in un magazzino doganale e acquisiti dalla Cineteca alla fine degli anni Cinquanta. In assenza di titoli e di credits (salvo il titolo principale) e di documentazione, la data e la casa di produzione sono state ipotizzate considerando che fra i film di cui si mostra il doppiaggio è incluso La bella e la bestia di Jean Cocteau, prodotto in Francia dalla Scalera e distribuito in Italia nel 1947. 


 


a seguire


2 tagli di censura di Peeping Tom (L'occhio che uccide, 1960)


Regia: Michael Powell, colore: Eastmancolor; durata: 40"


Nove anni dopo I racconti di Hoffmann, Michael Powell, stavolta senza il "gemello" Emeric Pressburger, torna a dirigere Moira Shearer (che non appare purtroppo in questo frammento) nel classico L'occhio che uccide. Controverso già in patria all'epoca della sua uscita, in Italia il film incontrò l'ostilità della critica più conservatrice. Vengono qui mostrati due brevi ma intriganti tagli imposti dalla censura ministeriale, ora conservati negli archivi della Cineteca. I brani testimoniano un altro, più tecnico aspetto delle vicissitudini di questa come di altre opere: realizzato e stampato col nuovo sistema di colore monopack sottrattivo Eastman, che dagli anni Cinquanta andava progressivamente rimpiazzando il più costoso Technicolor, il film è incorso nel dramma del fading, la perdita progressiva del colore, evidente nei positivi mostrati.


 


a seguire


The tales of Hoffmann (I racconti di Hoffmann, 1951)


Regia: Michael Powell e Emeric Pressburger; soggetto e sceneggiatura: M. Powell, E. Pressburger, Dennis Arundell; interpreti: Moira Shearer, Ludmilla Tchérina, Anne Ayars, Pamela Brown, Léonide Massine, Robert Helpmann; colore: Technicolor; origine: Gran Bretagna; durata: 90'


Uno dei film più celebri del duo inglese Powell e Pressburger, giustamente elogiato da sempre per la bellezza e la visionaria spettacolarità del colore. Realizzato col classico, complicato e costoso sistema Technicolor, il film se ne è giovato anche per la stabilità e la durata del colore: la copia che viene mostrata è una di quelle stampate all'epoca per la distribuzione in Italia (1952), acquisita anch'essa dalla Cineteca, nei primi anni Sessanta, quale parte di un blocco di materiali caduti in abbandono alle Dogane, e di qualità estetica ancora oggi straordinaria. Un'esperienza unica offerta al pubblico del Cinema Trevi, che potrà riscoprire e apprezzare sul grande schermo un sistema di colore ormai da quasi quarant'anni, purtroppo, in disuso.


 


 


16-18 giugno


 


Ai confini di Hollywood


Nuovo cinema canadese


 


Che fine ha fatto il cinema canadese? Chi sono i giovani registi? A questi quesiti il Film Circuit – Toronto International Film Festival e l'Ambasciata Canadese a Roma in collaborazione con la Cineteca Nazionale hanno idealmente risposto proponendo una piccola ma importante retrospettiva: sei film di giovani registi (alcuni esordienti) che riflettono, alla luce di maestri canadesi come Cronenberg, Arcand e Egoyan, con un linguaggio cinematografico non banale e innovativo su tematiche attuali come conflitti familiari, incomunicabilità, fede e diversità. Mai come in questi ultimi anni il Canada, grazie alla risonanza di festival come quelli di Montreal e di Toronto, ha avuto un rilievo così importante a livello internazionale, testimoniato dal successo mondiale del film Le invasioni barbariche. Non solo: di recente il Canada è divenuto set ideale per molti film hollywoodiani di successo grazie a importanti accordi produttivi, che danno la misura della grande vitalità di questa cinematografia. Una terra di confine al centro del cinema mondiale, a un passo da Hollywood, ma con una vocazione autoriale, frutto dell'incontro fra la cultura francofona e la cultura anglosassone.


 


venerdì 16


ore 17.00


Lie with Me (2005)


Regia: Clément Virgo; soggetto: da un romanzo di Tamara Berger; sceneggiatura: T. Berger, C. Virgo; interpreti: Laurent Lee Smith, Eric Balfour, Polly Shannon, Mayko Nguyen, Michael Facciolo, Kate Lynch; origine: Canada; durata: 92'


Un ipermoderno Ultimo tango a Toronto del talentuoso Clément Virgo (originario della Giamaica), che mostra le nuove frontiere del sesso in un'estate particolarmente rovente. La ritualità e la fredda meccanica dei corpi, il sesso anonimo, senza identità, senza partecipazione emotiva, sono a poco a poco scalfiti dall'affiorare di un sentimento e dall'incedere del tempo che riporta a galla frammenti di vita familiare.


 


ore 18.45


A Simple Curve (2005)


Regia: Aubrey Nealon; soggetto e sceneggiatura: A. Nealon; interpreti: Kris Lemche; Michael Hogan, Matt Craven, Pascale Hutton, Sarah Lind, Kett Turton; origine: Canada; durata: 92'


Caleb (Kris Lemche) dirige insieme con il padre Jim (Michael Hogan) un piccolo negozio di carpenteria. I due sono molte legati, ma serpeggiano tensioni per il diverso modo di intendere la vita e il lavoro. Il padre è un idealista che svolge lavorazioni del legno con estremo perfezionismo, perfettamente immerso nello splendido scenario naturale di Kootenay. Il figlio si preoccupa per la loro situazione finanziaria e cerca una via d'uscita insieme all'amico Matthew. Opera prima di Aubrey Nealon.


 


ore 20.30


Incontro con Bernard Émond


 


a seguire


La Neuvaine (2005)


Regia: Bernard Émond; soggetto e sceneggiatura: B. Émond; interpreti: Elise Guilbault, Patrick Drolet, Lise Castonguay, Pierre Collin, Benoît Dagenais, Stéphane Demers; origine: Canada; durata: 97' 


Che cosa evoca la parola "fede"? La Neuvaine tesse insieme le storia di Jeanne (Élise Guilbault) e di François (Patrick Drolet), due sconosciuti riuniti per caso dalla comune esperienza di fede. Jeanne, un medico di Montreal, ha sempre creduto nella sua capacità di aiutare e guarire le persone bisognose, ma l'incontro con una donna che ha subito violenze fa crollare le sue certezze. Si reca al santuario di Sainte-Anne-de-Beaupré, dove medita di gettarsi nel fiume Saint-Laurent, ma viene dissuasa dal giovane François, che è giunto da un vicino villaggio per recitare una novena per la nonna malata. Nel suo terzo film Bernard Émond si interroga sul modo in cui la fede orienta la vita e le azioni dell'uomo.


 


sabato 17


ore 17.00


La Neuvaine (replica)


 


ore 18.45


Lie with Me (replica)


 


ore 20.30


Incontro con Daniel Roby


 


a seguire


La Peau Blanche (2004)


Regia: Daniel Roby; soggetto: da un romanzo di Joël Champetier; sceneggiatura: J. Champetier, D. Roby; interpreti: Marc Paquet, Marianne Farley, Frédéric Pierre, Jessica Malka, Julie LeBreton, Lise Roy; origine: Canada; durata: 92'


Henri (Frédéric Pierre) è un haitiano del Québec che vive con il suo compagno di camera Thierry (Marc Paquet). Spendono il loro tempo libero camminando per le vie di Montreal. Thierry si innamora di una bizzarra ragazza dai capelli rossi, Claire (Marianne Farley), nei confronti della quale Henri è sospettoso. Esordio ambiziosissimo di Roby, che strizza l'occhio a Cronenberg e Polanski mettendo a nudo, con ironia, la paura della diversità in tutte le sue forme.


 


domenica 18


ore 16.30


Gaz Bar Blues (2003)


Regia: Louis Bélanger; soggetto e sceneggiatura: L. Bélanger; interpreti: Serge Thériault, Gilles Renaud, Sébastien Delorme, Danny Gilmore, Maxime Dumontier, Fanny Mallette; origine: Canada: durata: 115'


Come nel film d'esordio Post mortem, Louis Bélanger racconta il mondo della classe operaia e dei diseredati. Il sig. Brochu (Serge Thériault), conosciuto come "Il capo", fa funzionare la stazione di benzina di Champlain da quindici anni, malgrado la perdita della moglie, i furti e gli arresti continui e l'incedere del Parkinson. I figli hanno altre ambizioni. La lotta per la sopravvivenza di una famiglia non comune.


 


ore 18.45


La Peau Blanche (replica)


 


ore 20.30


Incontro con Sean Garrity


 


a seguire


Lucid (2005)


Regia: Sean Garrity; soggetto e sceneggiatura: Jonas Chernick, S. Garrity; interpreti: J. Chernick, Lindy Booth, Kristen Harris, James Janssens, Ross McMillan, Michelle Nolden; origine: Canada; durata: 89'


Dopo il convincente esordio con Inertia, Sean Garrity si conferma come uno dei più promettenti registi canadesi. Joel Rothman (Jonas Chernick), un giovane psichiatra, soffre di insonnia dopo la separazione dalla moglie (Kristen Harris). Il lavoro con i pazienti lo espone a ulteriori traumi e la linea di demarcazione che lo separa da loro tende a svanire. Joel deve ricostruire il puzzle che si annida nella sua mente.


 


lunedì 19


chiuso

20 giugno


Napoli tra passato e presente


 


Napoli e le sue zone limitrofe. Entrambi carichi di Storia, di miti arcaici che si confondono e si uniscono davanti alla macchina da presa o nel buio magico e misterioso di una sala cinematografica. Vulcano di visionaria e caotica creatività, film che sembra arrivare dall'era pre-televisiva grazie ad immagini, volti, luoghi (in primis Pozzuoli) così inediti e potenti (Giro di lune tra terra e mare di Giuseppe Gaudino). Oppure Napoli come terra fertile di progetti rivoluzionari utopici perché troppo prematuri e dunque profetici ma anche di grandi passioni amorose che insieme danno vita a un curioso quanto coraggioso film italiano, Fuoco su di me di Lamberto Lambertini. Uomo eclettico, pittore, grafico al Teatro Stabile di Roma, nel 1982 fonda una compagnia teatrale insieme a Peppe e Concetta Barra e dirige numerosi spettacoli in Italia e all'estero (a New York e a Bombay). Ma Lambertini è anche autore e regista radiofonico, scrive e dirige alcuni documentari per la Rai e nel 1995 realizza il suo primo lungometraggio Vrindavan Film Studios girato in India, dove ha avuto un grande successo di pubblico e di critica.


 


martedì 20


ore 17.00


Giro di lune tra terra e mare (1997)


Regia: Giuseppe M. Gaudino; soggetto: G. M. Gaudino; sceneggiatura: G. M. Gaudino, Isabella Sandri, Heidrun Schleff; interpreti: Olimpia Carlisi, Tina Femiano, Salvatore Grasso, Aldo Bufi Landi, Vincenza Modica, Angelica Ippolito; origine: Italia; durata: 125'


Pozzuoli, anni '70: una famiglia di pescatori di cozze è costretta a traslocare a causa di un lento ma inesorabile bradisismo. Dalle crepe emergono figure storiche e leggendarie che si mescolano ai personaggi del presente. Sceneggiato in campano e in latino (con sottotitoli), Giro di lune tra terra e mare è «un melodramma intenso, arcaico, sperimentale sulla dissoluzione e la riappropriazione di un'identità culturale ed emotiva» (Mereghetti).


 


ore 19.30


Incontro con il regista Lamberto Lambertini, l'attore Massimiliano Varrese, il produttore Sergio Scapagnini, il critico Mario Dal Bello


 


ore 20.30


Fuoco su di me (2005)


Regia: Lamberto Lambertini; soggetto: L. Lambertini, Sergio Scapagnini; sceneggiatura: L. Lambertini; interpreti: Omar Sharif, Massimiliano Varrese, Sonali Kulkarni, Zoltan Ratoti; origine: Italia; durata: 100'


Napoli, 1815, ultimi mesi del regno di Gioacchino Murat. Un re che seppe infiammare i napoletani per un grande sogno, forse prematuro, di un'Italia unita. Secondo lungometraggio del regista Lamberto Lambertini, Fuoco su di me, insignito del Premio Cinema e Cultura del Dialogo della Regione Veneto all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, si avvale, oltre che di un'accurata ricostruzione storica, di un cast di attori eterogeneo e curioso, da Omar Sharif a Sonali Kulkarni, una delle star più amate di Bollywood, la capitale del cinema indiano di Bombay.


 


21 giugno


Antonio Valente, l'architetto


 


Trentuno anni fa, press'a poco in questi giorni (il 30 giugno 1975), scompariva all'età di 81 anni Antonio Valente, personalità cui molte discipline dello spettacolo, dell'arte e delle scienze, in special modo il teatro e il cinema, sono debitrici. Formatosi dapprima a Roma, quindi a Parigi nell'ambiente delle avanguardie artistiche e letterarie, Valente torna in Italia nel 1923, si laurea in architettura e si dedica alle sue poliedriche attività di scenografo, costumista, scenotecnico, illuminotecnico e soprattutto architetto. Noi lo vogliamo ricordare qui oggi in particolare sotto questa veste, di progettista e costruttore, nella seconda metà degli anni Trenta, della sede del Centro Sperimentale di Cinematografia sulla via Tuscolana, a Roma. In questo complesso ancora oggi piacevole e funzionale – con i suoi raccolti cortili a vetrate, gli ampi corridoi, la razionale disposizione degli spazi – Valente ha anche insegnato per venticinque anni la sua materia, scenotecnica, a generazioni di studenti di cinema, molti dei quali (citiamo, tra i tanti, Mario Garbuglia, Beni Montresor, Gianni Polidori, Luigi Scaccianoce) hanno fatto tesoro del suo magistero. Ad Antonio Valente il Centro deve molto e, purtroppo, non molto ha fatto per ricordarlo degnamente. L'omaggio che oggi gli dedichiamo vuole essere solo un primo, minimo, risarcimento.


 


mercoledì 21


ore 17.00


La vedova (1939)


Regia: Goffredo Alessandrini; soggetto: dalla commedia omonima (1902) di Renato Simoni; sceneggiatura: Tommaso Fabri; scenografia: Antonio Valente; interpreti: Emma Gramatica, Isa Pola, Ruggero Ruggeri, Leonardo Cortese, Osvaldo Valenti; origine: Italia; durata: 91'


Una trasposizione cinematografica indecisa tra teatro e cinema. Sono infatti di chiara matrice teatrale la riduzione del testo, l'ambientazione e la recitazione, per non parlare dei principali interpreti, la Gramatica e Ruggeri, mostri sacri degli italici palcoscenici della prima metà del secolo scorso. Cavalcano decisamente il cinema, al contrario, un palpitante Leonardo Cortese e un apprezzabilmente trattenuto Osvaldo Valenti, mentre Isa Pola è combattuta tra i due mondi interpretativi.


 


ore 19.00


Tavola rotonda con Alfredo Baldi, Lucia Cardone, Lorenzo Cuccu, Giovanni Isgrò, Bruna Niccoli, Mario Verdone, Maddalena Del Favero Valente. Presentazione del volume Antonio Valente – Il cinema e la costruzione dell'artificio, a cura di Lucia Cardone e Lorenzo Cuccu (ETS, Pisa, 2005), e del fascicolo n. 553/2005 di «Bianco e Nero», con contributi su Valente di Alfredo Baldi e Lucia Cardone.


 


ore 21.00


Una scuola per il cinema (1954)


Regia: Giuseppe Sala; origine: Italia; durata: 12'.


Breve documento sulla scuola del Centro Sperimentale di Cinematografia, realizzato internamente al Centro, ma a livello professionale, con la collaborazione di docenti e allievi. Sfilano volti noti (tra gli insegnanti) e meno noti (tra gli studenti), nella cornice dei razionali, suggestivi e raccolti ambienti disegnati da Antonio Valente.


 


a seguire


Il re d'Inghilterra non paga (1941)


Regia: Giovacchino Forzano; soggetto e sceneggiatura: G. Forzano; scene e costumi: Antonio Valente; interpreti: Andrea Checchi, Maria Labia, Silvana Jachino, Osvaldo Valenti, Mino Doro, Aldo Silvani, Vinicio Sofia; origine: Italia; durata: 89'


Le famiglie di banchieri fiorentini dei Bardi, dei Peruzzi e degli Antellesi si alleano a scapito dei Buondelmonti per concedere un grosso prestito in fiorini d'oro al re d'Inghilterra. Inopinatamente alla scadenza "il re d'Inghilterra non paga", provocando il fallimento delle tre casate, lo scatenarsi di lotte fratricide tra costoro e i Buondelmonti e la miseria di gran parte dei cittadini. Ma l'amore tra la giovane Bardi e il figlio del Buondelmonti riporterà, in extremis, la pace tra le famiglie e la perduta prosperità. Film ovviamente propagandistico (siamo in guerra con l'Inghilterra), teatralmente realizzato, al quale le scene e i costumi – di appropriata essenzialità, ma lontani dal nostro gusto – conferiscono un'atmosfera fascinosamente demodé.


 


22-24 giugno


 


A., P., C.


A come amatoriale, P come politico, C come cinema

 


Il Gruppo Amatoriale dopo aver pubblicato la Lettera ad un amatore organizza tre giorni di incontro, proiezioni di film, discussione sul concetto del politico nel cineamatore. La terza giornata, a cura dell'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, è articolata con alcuni film e con una tavola rotonda sulla diffusione, visibilità e costituzione di vere reti di confronto, scambio, diffusione.


Organizzano il Gruppo Amatoriale e l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico in collaborazione con l'Associazione Terzo Cinema, «Alias», «Il Manifesto».


 


giovedì 22


ore 17.00


Le variazioni del signor Quodlibet – Film-studio in III variazioni (2006)


Regia: F. F.; testi: F. Ferraro, Aldo Maria Pennacchini, Jean Eustache; interpreti: A. M. Pennacchini, Marco Teti, gente di strada; origine: Italia; durata: 56'


Il signor Fabio Quodlibet vuole girare un film, durante le sue giornate ragiona su come, perché, con chi realizzare un film.


 


Hugo (2006)


Regia: Giovanna Boursier; origine: Italia; durata: 20'


Hugo è uno zingaro tedesco sopravissuto ad Auschwitz. A nove anni arriva nello zigeuner lager di Birkenau con tutta la sua famiglia. La notte in cui la gestapo li arresta Hugo chiede a suo padre: «Che cosa abbiamo fatto? Perché siamo qui?», il padre risponde: «Siamo sinti». Il documentario racconta frammenti della sua storia che è anche quella, troppo spesso dimenticata, dei Sinti e dei Rom, vittime del nazifascismo.


 


ore 18.30


Relazioni introduttive di Paolo Benvenuti su Cinema, storia, politica. Immagine e documento, e di Guido Lombardi e Anna Lajolo su Il cineamatore, un percorso politico.


 


ore 20.30


Non diversi giorni si pensa splendessero alle origini del nascente mondo o che avessero temperatura diversa (1969)


Regia: Anna Lajolo e Guido Lombardi; testi: Virgilio, Peter Schneider; interpreti: Sebastiano Bernardello, Sandra D'Olif, Karl Baumgartner; origine: Italia; durata: 40'


La campagna, gli alberi, l'uomo e la donna, quasi un eden fuori del tempo. Il vecchio contadino, coltivatore di pesche, recita frammenti delle Georgiche. Con passione, nostalgia e rammarico racconta della vita, dell'agricoltura, della natura, del suo profondo amore per la terra. Il film è percorso fin dall'inizio dalla forza dell'immaginazione con un crescendo di immagini fantastiche che irrompono, tagliano, imprevedibili come un sogno di libertà, tutta la vicenda.


 


ore 21.30


Confortorio (1992)

Regia: Paolo Benvenuti; sceneggiatura: P. Benvenuti con la collaborazione di Simona Foà; interpreti: Emidio Simini, Franco Pistoni, Emanuele Carucci Viterbi; origine: 1992; durata: 85'


Storia vera di due ragazzi ebrei, condannati a morte per furto nella Roma del 1736, sotto il Pontificato di Clemente XII. Secondo la consuetudine, la notte prima dell'esecuzione, i condannati devono ricevere l'assistenza spirituale dei padri confessori dell'Arciconfraternita di San Giovanni Decollato. Poiché i due ragazzi sono di religione ebraica, gli ecclesiastici tentano in ogni modo di convertirli e di far sì che rinneghino la loro fede, abbracciando, almeno in punto di morte, il cristianesimo. I due, popolani, analfabeti e ladri, lottano per morire come sono vissuti…


 


venerdì 23


ore 17.00


Détruire, dit-elle (1969)

Regia: Marguerite Duras; soggetto e sceneggiatura: M. Duras; interpreti: Henry Garcin, Daniel Gèlin, Nicole Hiss, Michael Lonsdale, Catherine Sellers; origine: Francia; durata: 99'; v.o. sott. it.


I pensionanti di un albergo si scambiano, raccontandole, le proprie storie e intrecciano tra loro una serie di rapporti.


 


ore 18.45


Incontro su L'amatoriale, il politico, il cinema.


Partecipano: Paolo Benvenuti, Fernando Birri, Giovanna Boursier, Marco Bertozzi, Pulika Calzini, Fabrizio Ferraro, Ansano Giannarelli, Alberto Grifi, Wilma Labate, Anna Lajolo, Guido Lombardi, Mauro Morbidelli, Ivelise Perniola.


 


ore 20.30


Il ritorno del figlio prodigo – Umiliati (2003)

Regia: Danièle Huillet e Jean-Marie Straub; soggetto: dal romanzo Le donne di Messina di Elio Vittorini; sceneggiatura: D. Huillet, J. M. Straub; interpreti: Enrico Achilli, Andrea Calducci, Dolando Bernardini, Giampaolo Cassarino, Federico Ciaramella, Rosalba Curatola, Giacinto Di Pascoli; origine: Francia/Italia/Germania; durata: 64'


Un gruppo di uomini e donne, provenienti da vari parti d'Italia, si ritrova insieme all'indomani della fine della seconda guerra mondiale. Riuniti in una specie di comunità primitiva, tentano di dimenticare non soltanto i dolori della guerra, ma di dare una risposta al problema della fame, della paura, della miseria e di proteggersi dalla violenza.


 


ore 22.00


Segreti di Stato (2003)

Regia: Paolo Benvenuti; soggetto e sceneggiatura: P. Benvenuti, Paola Baroni, Mario J. Cereghino; interpreti: Antonio Catania, David Coco, Sergio Graziani, Aldo Puglisi, Francesco Guzzo; origine: Italia; durata: 85'


Nel corso del processo alla banda di Salvatore Giuliano per la strage di Portella della Ginestra, che si svolge nel 1951 a Viterbo, un avvocato, non del tutto convinto dei risultati dell'inchiesta, decide di condurre segretamente delle indagini.


 


sabato 24


ore 16.30


Since you've been gone (2005)

Regia: Mohammed Bakri; origine: Palestina; durata: 58'


Mohammed Bakri visita la tomba del suo maestro, Emil Habib, uno scrittore politico palestinese, per raccontargli cosa è successo dal giorno della sua morte. Due eventi cambiano il corso della sua vita: l'attacco a Meron, per il quale due dei suoi nipoti vengono accusati e condannati per aver aiutato gli attentatori, e la produzione e censura del suo film Jenin, Jenin.


 


ore 17.30


Cinegiornale libero ZA (2002)


Regia: Ansano Giannarelli; origine: Italia; durata: 30'


In occasione del centenario della nascita di Zavattini è stato prodotto dall'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico un cinegiornale libero tutto dedicato a lui, come una breve monografia sulla sua vita.


 


ore 18.15


Tavola rotonda curata dall'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico su Diffusione, distribuzione, visibilità.


Partecipano: Giuseppe Bertolucci, Mimmo Calopresti, Giovanni Cesareo, Marco Bertozzi, Giovanna Boursier, Pulika Calzini, Fabrizio Ferraro, Ansano Giannarelli, Giuliano Montaldo, Mauro Morbidelli, Gianfranco Pannone, Gabriele Polo, Marco Revelli, Paola Scarnati, Ermanno Taviani, Arturo Zavattini, rappresentanti di Apollo 11, Docume, Ring, tekfestival.


 


ore 20.30


Newark di Newsreel (1969)

Regia: Clarance Eastman, Robert Kramer, Allan Siegel, Shawn Walzer; origine: Usa; durata: 11'

Sciopero di operai a Richmond nel 1969.


 


Leninskaia Kino – Pravda, Kinopoema o Lenine (1925)


Regia: Dziga Vertov; origine Urss; durata: 22'


Il numero 21 del cinegiornale Cineverità, ideato e diretto da Dziga Vertov.


 


Videolettera da Buenos Aires #1 (2006)

Regia: Pulika Calzini; origine: Italia; durata 15'


Sorta di documentario che evoca le videolettere di Robert Kramer e racconta il rapporto a distanza tra Buenos Aires e l'Italia da un punto di vista socio-politico.


 


ore 21.30


Los Inundados (1961)

Regia: Fernando Birri; sceneggiatura: F. Birri, Jorge Alberto Ferrando; origine: Argentina; durata: 87'


Los Inundados, film realizzato con gli stessi alluvionati, ricostruisce gli avvenimenti reali di una piccola comunità colpita da un alluvione. Una delle prime basi del cinema popolare in Argentina.

25 giugno


 


La factory sul Tevere


Morrissey e Dallessandro: dalla Pop Art a Cinecittà


 


Flesh for Frankestein, noto all'estero anche con il titolo di Andy Warhol's Frankestein e in Italia come Il mostro è in tavola… Barone Frankestein, e Blood for Dracula (o Andy Warhol's Dracula, liberamente tradotto in italiano Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!) chiudono la collaborazione tra Paul Morrissey e Andy Warhol. Entrambi sono girati in Italia, a Cinecittà e a Velletri per alcuni esterni, grazie a una coproduzione che vede coinvolti Carlo Ponti, Jean-Pierre Rassam, Andrew Braunsberg (produttore di Polanski) e lo stesso Warhol. Fra i collaboratori appare il nome di Antonio Margheriti, maestro del gotico all'italiana, e non a caso a lui viene affidata la supervisione degli effetti speciali. La Factory, abituata a lavorare con minuscoli budgets e pochissimi giorni a disposizione, assicura tempi rapidi e costi contenuti tanto che la prima ripresa di Dracula fu realizzata tre ore dopo l'ultima di Frankestein. Dopo queste due opere l'icona-feticcio del divismo warholiano Joe Dallesandro non sarà mai più in un film di Morrissey. Come scrive giustamente Mauro Zonta, «Joe stava al cinema di Warhol/Morrissey esattamente come Topolino per la Disney» e qualsiasi film successivo da lui interpretato, specialmente i thriller all'italiana come Vacanze per un massacro (1980) di Di Leo, avranno un qualcosa di pop art. Grazie alla prestanza fisica e a una involontaria "recitazione" straniante, Joe Dallesandro rappresenta il fil rouge tra il cinema di Warhol e quello di genere nostrano. Joe Dallesandro… un bello senz'anima, casualmente caduto nel mondo del cinema.


 


domenica 25


ore 17.00


Vacanze per un massacro (1980)


Regia: Fernando Di Leo; soggetto: Mario Gariazzo; sceneggiatura: F. Di Leo; interpreti: Joe Dallesandro, Gianni Macchia, Lorraine De Selle, Patricia Behn; origine: Italia; durata: 86'


Uno spietato fuorilegge evade dal carcere di Volterra per tornare nella casa di campagna dove aveva nascosto il bottino. Trova tre borghesi viziosi e poco raccomandabili: marito, moglie e cognata che ha una tresca col primo. Ottimo esempio di low-budget, il film è un interessante connubio tra Ore disperate di Wyler e Teorema di Pasolini (l'estraneo portatore di eros e anarchia in un ambiente borghese).


 


ore 19.00


Il mostro è in tavola… Barone Frankestein (1974)


Regia: Paul Morrissey; soggetto e sceneggiatura: P. Morrissey; interpreti: Joe Dallesandro, Monique Van Vooren, Udo Kier, Arno Juerning, Srdjan Zelenovic, Dalila di Lazzaro; origine: Italia/Francia; durata: 95'


Il barone Frankestein vuole generare la razza perfetta accoppiando due esseri di sua creazione, ma loro non ne vogliono sapere. «Morrissey […] riscrive i miti dell'horror all'insegna di un gusto per l'assurdo e il grottesco che mescola sesso e morte, anticipando talune riflessioni cronenberghiane» (Mereghetti).


 


ore 21.00


Dracula cerca sangue di vergine e… morì di sete!! (1974)


Regia: Paul Morrissey; soggetto e sceneggiatura: P. Morrissey; interpreti: Joe Dallesandro, Udo Kier, Arno Juerning, Maxime McKendry, Vittorio De Sica, Roman Polanski, Milena Vukotić, Stefania Casini; origine: Italia/Francia; durata: 103'


Nella Romania degli anni Venti il Conte Dracula pretende sangue di vergine per rimanere in vita. Ma le ragazze cominciano ad avere rapporti sessuali ad un'età talmente giovanile che è costretto ad emigrare all'estero. Sceglie l'Italia, convinto che un Paese cattolico sia pieno di vergini. Niente di più sbagliato. Il vampiro dovrà fronteggiare un manovale comunista, nemico dell'aristocrazia. Ultima interpretazione di Vittorio De Sica.


 


lunedì 26 giugno


chiuso


 


27 giugno-2 luglio


 


Il Sesterzio d'argento – Premio Cinematografico Roma il Set nella Città a Le Jardin du Russie


Roma negli anni Cinquanta


 


Nato nel 2002, il premio cinematografico Sesterzio d'argento Roma il Set nella Città a Le Jardin du Russie è giunto con successo alla sua quinta edizione ed è diventato un appuntamento imprescindibile per Roma e per il mondo del cinema. Il Sesterzio d'argento viene assegnato al miglior film di produzione italiana o straniera che abbia la città di Roma come sua scenografia naturale e ha come scopo primario la promozione del cinema italiano e della Capitale. Per tale evento, la Cineteca Nazionale ha organizzato una retrospettiva dedicata alla Roma degli anni Cinquanta e volta a tracciare una toponomastica della memoria per comprendere – magari con un pizzico di nostalgia! – quanto quella strada, quella piazza siano cambiate. A tal proposito si proporranno film di grandi maestri (Germi, Antonioni, Fellini, Risi, Monicelli) e degli attori che meglio hanno caratterizzato un'epoca, uno stile, un modo di vivere la romanità (Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Maurizio Arena, Renato Salvatori, Franco Interlenghi). Il premio Sesterzio d'argento – Premio Cinematografico Roma il Set nella Città a Le Jardin du Russie verrà assegnato alla fine di giugno nella splendida cornice dell'Hotel de Russie a Roma.  


Il premio si svolge con il sostegno di Comune di Roma, Regione Lazio, APT di Roma, Rocco Forte Hotels, Gruppo Colaneri Automobili e con la collaborazione dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.


 


martedì 27


ore 17.00


La città si difende (1950)


Regia: Pietro Germi; soggetto: Federico Fellini, Tullio Pinelli, Luigi Comencini; sceneggiatura: F. Fellini, T. Pinelli; interpreti: Gina Lollobrigida, Renato Baldini, Cosetta Greco, Fausto Tozzi; origine: Italia; durata: 84'


Quattro banditi occasionali rapinano la cassa di uno stadio ma non riusciranno a farla franca. Quinto film di Germi, La città si difende tocca il tema della povertà metropolitana nella Roma del dopoguerra. Contrariamente al titolo la città ha ben poco da difendersi quando è corresponsabile nel creare le condizioni per cui quattro persone oneste diventano per disperazione incauti rapinatori.


 


ore 19.00


Prima comunione (1950)


Regia: Alessandro Blasetti; soggetto: Cesare Zavattini; sceneggiatura: C. Zavattini, A. Blasetti; interpreti: Aldo Fabrizi, Gaby Morlay, Ludmilla Dudarova, Lucien Baroux; origine: Italia/Francia; durata: 90'


Mattina di Pasqua, il giorno della prima comunione di sua figlia: il vestito tarda ad arrivare dalla sartoria e così il commendator Carloni deve affrontare imprevisti e contrattempi di ogni tempo, non ultimo quello dello smarrimento del prezioso indumento! Commedia spigliata, sceneggiata da Zavattini e Blasetti, con il commento fuori campo di Alberto Sordi e con protagonista un Aldo Fabrizi indimenticabile. Breve apparizione di Louis de Funès nel ruolo del prete.


 


ore 21.00


Mamma mia, che impressione! (1951)


Regia: Roberto Savarese; soggetto: Alberto Sordi; sceneggiatura: Cesare Zavattini, Vittorio De Sica, A. Sordi; interpreti: A. Sordi, Giovanna Pala, Carlo Giustini, Frank Colson, Fausto Guerzoni, Luigi Pavese; origine: Italia; durata: 98'


Alberto è un giovane che mette in atto gli stratagemmi più assurdi per conquistare una ragazza, finendo col cacciarsi nei guai. Da un soggetto di Sordi (sceneggiato con Cesare Zavattini e Vittorio De Sica), una commedia che punta tutto sulla verve del non ancora noto protagonista che per questa occasione riprende il personaggio radiofonico del boy scout e dei "compagnucci della parrocchietta".


 


mercoledì 28


ore 17.00


La famiglia Passaguai fa fortuna (1952)


Regia: Aldo Fabrizi; soggetto: da una commedia di Anton Germano Rossi; sceneggiatura: A. Fabrizi, Ruggero Maccari, Ettore Scola; interpreti: A. Fabrizi, Ave Ninchi, Macario, Giovanna Ralli, Carlo Delle Piane, Luigi Pavese; origine: Italia; durata: 90'


Seconda avventura della famiglia Passaguai, questa volta alle prese con una speculazione edilizia che dovrebbe risolvere ogni problema economico. Si fa sentire la presenza di Macario che con la sua comicità stralunata attenua il carattere popolaresco della saga.


 


ore 19.00


Le ragazze di Piazza di Spagna (1952)


Regia: Luciano Emmer; soggetto e sceneggiatura: Sergio Amidei; collaborazione alla sceneggiatura: Fausto Tozzi, Karin Valde; interpreti: Lucia Bosè, Cosetta Greco, Marcello Mastroianni, Ave Ninchi, Leda Gloria, Liliana Bonfatti; origine: Italia; durata: 100'


Piccole vicende quotidiane di tre ragazze che lavorano in una sartoria di piazza di Spagna, narrate in flashback da un professore che vive vicino a Trinità dei Monti e che le incontra tutti i giorni.


 


ore 21.00


Roma ore 11 (1952)


Regia: Giuseppe De Santis; soggetto e sceneggiatura: Cesare Zavattini, Basilio Franchina, G. De Santis, Rodolfo Sonego, Gianni Puccini; interpreti: Lucia Bosé, Carla Del Poggio, Maria Grazia Francia, Delia Scala, Elena Varzi, Lea Padovani; origine: Italia/Francia; durata: 98'


Il film si svolge nell'arco di una giornata invernale e si rifà a un fatto di cronaca realmente accaduto: il 14 gennaio 1951 crolla una rampa di scale sulle quali vi erano numerose ragazze disoccupate provocando la morte di una di loro e il ferimento di altre 77. Primo film urbano di De Santis, il regista affidò a un giovane Elio Petri, giornalista de «L'Unità», un'inchiesta tra le ragazze coinvolte nell'incidente.


 


giovedì 29


ore 17.00


La domenica della buona gente (1953)


Regia: Anton Giulio Majano; soggetto: dal radiodramma omonimo di Vasco Pratolini e Giandomenico Giagni; sceneggiatura: A. G. Majano, V. Pratolini, G. Giagni, Massimo Mida; interpreti: Maria Fiore, Sophia Loren, Renato Salvatori, Vittorio Sanipoli, Ave Ninchi, Alberto Talegalli; origine: Italia; durata: 95'


Si gioca la partita Roma-Napoli. Gruppi di tifosi vanno allo stadio. Sembra una domenica come tutte le altre… ma non per tutti: un pensionato spera di aver indovinato la schedina vincente; un ex calciatore cerca di trovare lavoro come allenatore nella squadra del Napoli; Giulio non pranza con la fidanzata per andare alla partita, ma, grazie al suo buon cuore, salva una donna venuta a Roma con propositi omicidi.


 


ore 19.00


Villa Borghese (1953)


Regia: Gianni Franciolini; soggetto e sceneggiatura: Ennio Flaiano, Giorgio Bassani, Ercole Patti, Sergio Amidei, da un'idea di S. Amidei; interpreti: Giulia Rubini, Antonio Cifariello, François Périer, Anna Maria Ferrero, Vittorio De Sica, Giovanna Ralli, Eduardo De Filippo, Franca Valeri; origine: Italia/Francia; durata: 94'


Uno dei primi film a episodi, tutti ambientati a Villa Borghese, con protagonisti diversissimi tra loro: dai soldati che corteggiano le cameriere alla studentessa che cerca di mettere nei guai l'insegnante. Sorridente campionario degli anni '50 ben fotografato da un giovane Mario Bava.


 


ore 21.00


Amore in città (1953)


Regia: Carlo Lizzani, Michelangelo Antonioni, Dino Risi, Federico Fellini, Francesco Maselli, Alberto Lattuada; soggetto e sceneggiatura: Cesare Zavattini, Aldo Buzzi, Luigi Chiarini, Luigi Malerba, Tullio Pinelli, Vittorio Veltroni, M. Antonioni, Marco Ferreri, F. Fellini; interpreti: Rita Josa, Rosanna Carta, Antonio Cifariello, Livia Venturelli, Mara Berni, Valeria Moriconi; origine: Italia; durata: 104'


Sei grandi registi riuniti da Zavattini per quello che doveva essere un "periodico filmato" su temi di attualità, affrontati secondo i canoni del neorealismo. «Il film voleva fornire degli appunti di prima mano diretti e impressionanti, curiosi o drammatici, sulla prostituzione, sui suicidi per amore, sulle mediazioni matrimoniali, sulle sale da ballo popolari» (Carlo Lizzani).


 


venerdì 30


ore 17.00


Peccato che sia una canaglia (1954)


Regia: Alessandro Blasetti; soggetto: da una novella di Alberto Moravia; sceneggiatura: Suso Cecchi D'Amico, Alessandro Continenza, Ennio Flaiano; interpreti: Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Vittorio De Sica, Umberto Melnati, Margherita Bagni; origine: Italia; durata: 100'


Nella Roma del dopoguerra un giovane tassista s'innamora della bella popolana che lo ha sedotto per rubargli l'autovettura. Brillante commedia diretta da un maestro del cinema italiano, tratto da una novella di Alberto Moravia, il film conserva ancora un ritmo vivacissimo grazie a tre grandi attori: una giovane e procace Sophia Loren, un Marcello Mastroianni nel suo primo ruolo da protagonista e un magistrale Vittorio De Sica.


 


ore 19.00


Amici per la pelle (1955)


Regia: Franco Rossi; soggetto e sceneggiatura: Ottavio Alessi, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Ugo Guerra, F. Rossi; interpreti: Andrea Scirè, Geronimo Meynier, Vera Carmi, Luigi Tosi, Carlo Tamberlani, Paolo Ferrara; origine: Italia; durata: 105'


Mario e Franco frequentano la stessa classe, la terza media, ma appartengono a famiglie di diversa estrazione sociale: il primo è figlio di lavoratori, il secondo di un diplomatico. I due diventano amici per la pelle, tanto che, quando Franco è costretto a lasciare la capitale, per un trasferimento del padre, Mario riesce a convincere i suoi genitori perché resti ospite della sua famiglia. Il regista mostra una delicatezza esemplare nel rappresentare il mondo degli adolescenti.


 


ore 21.00


Il bidone (1955)


Regia: Federico Fellini; soggetto e sceneggiatura: F. Fellini, Tullio Pinelli, Ennio Flaiano; interpreti: Broderick Crawford, Giulietta Masina, Richard Basehart, Franco Fabrizi, Lorella De Luca, Giacomo Gabrielli; origine: Italia; durata: 104'


Uno dei film più incompresi del maestro riminese: fallimento esistenziale di un bidonista di professione che vorrebbe mollare tutto, ma per uno sgarro ai suoi complici verrà pestato a sangue e ucciso. Anello di passaggio fondamentale tra il primo Fellini e i capolavori della maturità, Il bidone unisce spunti surreali con un crudo realismo.


 


sabato 1


ore 17.00


Un eroe dei nostri tempi (1955)


Regia: Mario Monicelli; soggetto: Rodolfo Sonego; sceneggiatura: R. Sonego, M. Monicelli; interpreti: Alberto Sordi, Franca Valeri, Giovanna Ralli, Mario Carotenuto, Leopoldo Trieste, Alberto Lattuada; origine: Italia; durata: 100'


L'impiegato Alberto Menichetti vive nel terrore che gli altri complottino contro di lui e finisce nei guai perché ritenuto responsabile di un attentato. Il cinema italiano lancia la coppia Sordi-Valeri (3 film nel 1955: Un eroe dei nostri tempi, Piccola posta e Il segno di Venere) con esiti straordinari. Carlo Pedersoli, il futuro Bud Spencer, interpreta il ruolo di Fernando.


 


ore 19.00


Gli innamorati (1955)


Regia: Mauro Bolognini; soggetto: Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Giuseppe Mangione, M. Bolognini, Giuseppe Berto, Sandro Continenza, Pasquale Puntieri; interpreti: Antonella Lualdi, Franco Interlenghi, Sergio Raimondi, Valeria Moriconi, Nino Manfredi; origine: Italia; durata: 95'


Piccole e intime vicende amorose di alcune giovani coppie nella Roma popolana teatralizzate dal regista in un'unica piazza (piazza Navona e dintorni, ma anche piazza Montevecchio). Il risultato è un esempio originale di "neorealismo rosa urbanizzato" interpretato da grandi attori.


 


ore 21.00


La bella di Roma (1955)


Regia: Luigi Comencini; soggetto: L. Comencini, Ettore M. Margadonna; sceneggiatura: Edoardo Anton, L. Comencini, E. M. Margadonna, Massimo Patrizi; interpreti: Alberto Sordi, Silvana Pampanini, Paolo Stoppa, Luisella Beghi, Betty Foà, Sergio Tofano; origine: Italia; durata: 98'


La "bella di Roma" è Nannina, una bella popolana che fa promesse all'anziano gestore di un bar e a un fabbricante di poltrone. In realtà l'unico uomo che ama veramente è Mario, un pugile bello ma squattrinato. Ottimo esempio di neorealismo rosa con un Sordi indimenticabile nella parte di un popolano libertino frenato dalla devozione religiosa.


 


domenica 2


ore 17.00


Le signorine dello 04 (1955)


Regia: Gianni Franciolini; soggetto: da un'idea di Sergio Amidei; sceneggiatura: Age e Scarpelli, S. Amidei; interpreti: Antonella Lualdi, Franca Valeri, Giovanna Ralli, Marisa Merlini, Giulia Rubini, Antonio Cifariello, Roberto Risso; origine: Italia; durata: 90'


Cinque donne. Cinque diversi problemi di cuore. Un unico mestiere infernale. Lavorano come centraliniste per la compagnia nazionale dei telefoni Stipel. I sogni. Le speranze. Ma anche le delusioni. Le aspettative sentimentali appese al filo di un telefono. Bellissima carrellata sull'universo femminile che ironizza amaramente sul perbenismo dilagante nella società di quegli anni.


 


ore 19.00


Poveri ma belli (1956)


Regia: Dino Risi; soggetto: D. Risi; sceneggiatura: D. Risi, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa; interpreti: Marisa Allasio, Maurizio Arena, Renato Salvatori, Memmo Carotenuto, Alessandra Panaro; origine: Italia; durata: 102'


Due bulli trasteverini litigano per la stessa ragazza, ma poi finiscono per interessarsi alle rispettive sorelle. Uno dei più fulgidi esempi del neorealismo rosa. La critica storse il naso, ma il pubblico affollò le sale. Caso abbastanza raro di successo al box office di un film interpretato da attori sconosciuti, Poveri ma belli è il prototipo del film dialettale, giovanile, proletario nell'estrazione, piccolo-borghese nello spirito.


 


ore 21.00


Arrangiatevi! (1959)


Regia: Mauro Bolognini; soggetto: dalla commedia Casa nova… vita nova di Matteo De Majo e Vinicio Gioli; sceneggiatura: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi; interpreti: Peppino De Filippo, Totò, Laura Adani, Maria Cristina Gajoni, Cathia Caro, Marcello Paolini; origine: Italia; durata: 105'


Peppino Armentano, alla disperata ricerca di una casa per la sua famiglia, si vede offrire uno splendido appartamento a prezzo irrisorio, ma ben presto si svela il mistero. Divertente commedia degli equivoci che unisce l'emergenza case con gli effetti della legge Merlin. Brevi parti per il trio Bonucci-Valeri-Caprioli e per un giovanissimo Giuliano Gemma.