Detour ad aprile

Programma di Aprile 2010
Cinema Detour / Oasi Urbana – Via Urbana 107 (NUOVA SEDE) 00184 Roma
www.cinedetour.it cinedetour@tiscali.it
Ingresso riservato ai soci. tessera annuale 7 € + sottoscrizione
 
VEN 9 APRILE
ACROSS VIDEO e DETOUR CINEMA presentano
ROBERT CAHEN. L'ENTRAPERÇU
Video d’arte 1976 – 2003
Con una serata dedicata a Robert Cahen, uno degli autori più noti e importanti della ricerca video internazionale, torna ACROSS.VIDEO, progetto a cura di Cristina Nisticò. Le proiezioni saranno introdotte da Silvia Bordini, docente alla Sapienza Università di Roma, e dal M° Nicola Sani, compositore e Presidente della Fondazione Isabella Scelsi di Roma. Durante la serata verrà presentata la nuova edizione del libro “Il respiro del tempo. Cinema e video di Robert Cahen” di S. Lischi e del dvd allegato, ETS, Pisa 2009.
Attraverso la proiezione dei video di Robert Cahen si tratteranno i concetti, i temi e le caratteristiche tecniche del suo lavoro: la rarefazione, il passaggio, la mobilità e l’immobilità, i rallentamenti e le accelerazioni, il tempo sospeso dell’immagine elettronica, il viaggio, la percezione del suono, il colore reale ed elettronico, l’intravisto, il paesaggio sonoro e visivo e il rapporto che lo lega all’essere umano.
Robert Cahen nasce a Valence in Francia nel 1945 e si diploma a Parigi al Conservatoire National Supérieur de Musique nel 1971 con Pierre Schaeffer. Realizza oltre settanta opere dal 1973 a oggi: film, film fotografici, video, videoinstallazioni. Nei suoi lavori Cahen trasferisce all’immagine le sperimentazioni tecniche e linguistiche della scuola della musica concreta. I suoi lavori, presentati in festival e manifestazioni artistiche internazionali, sono stati spesso trasmessi da reti televisive. Molte sue opere sono state acquisite da musei, archivi e collezioni. Gli sono stati dedicati innumerevoli omaggi e retrospettive in tutto il mondo. Vive a Mulhouse in Alsazia e continua a viaggiare
20.30 Aperitivo + video di Robert Cahen nella NewTvGallery itinerante di A.V.
Estratti da: Cartes Postales Video, 1984 -1986, Cahen/Huter/Longuet – Sept visions fugitives, 1995-1997, 35’
Dalle 21.30 Introduzione alla serata e presentazione degli ospiti in sala
Intervento della Prof.Silvia Bordini “Il video d’arte di Robert Cahen”
Intervento del Presidente della Fondazione Scelsi M° Nicola Sani "Suono e immagine nei video d’arte di Robert Cahen”
a seguire proiezioni:
– videointervista a R.Cahen del collettivo ranElettriKe (10')
– video anni '70 e '80: – Karine, 1976, 8’ 19’’ – Juste le temps, 1983, 13’ – Hong Kong Song, 1989, 21’
– video anni '90 e del 2000 – Voyage d’hiver, 1993, 18’ 40’’ – L'étreinte, 2003, 8’
 
SAB 10 – DOM 11 APRILE INDIPENDENTI ITALIANI_Giovanni Pianigiani
21.00 LA CANZONE DELLA NOTTE di Giovanni Pianigiani (Italia 2008, 85 min.) Il film disegna un'affascinante storia d'amore nello stile del noir misterioso e sensuale. Una storia d'amore dolce e terribile, immersa nelle atmosfere palpitanti di una Roma notturna che si accende di tinte melodrammatiche, punteggiata dalle canzoni misteriose e avvolgenti di Frank Amore. Frank, che ogni sera suona il pianoforte e canta, nel night semibuio, perso nell'oscurità amica della notte di Roma. Lui che riesce a leggere nel futuro tramite la divinazione, che aiuta i tanti amici del night a risolvere problemi e angosce leggendo nei loro segni, dopo ogni concerto. Frank che non ricorda il proprio passato, che sa soltanto di essere stato soccorso, smemorato e confuso, anni prima, dal signor Altaj, il proprietario del night.Sara, che ogni sera balla aggraziata e coinvolgente per il pubblico affezionato del night. Sara che da bambina era così sola. Sara che adesso ha la nuova famiglia nel night del gentile signor Altaj. Alana misteriosa, indecifrabile. che arriva da un luogo lontano per ereditare il night alla morte del signor Altaj, suo zio e proprietario del club. Alana che sa perché il signor Altaj è stato sgozzato nel proprio letto, e probabilmente sa da chi è stato ucciso. Alana che diventerà presto la rivale di Sara, e che rischierà di distruggere tutto il mondo ovattato e protettivo del night. Quale terribile segreto si porta dietro la meravigliosa donna venuta dal Caucaso? Riuscirà a contrastare i propri istinti, combattendoli con la propria dolcezza e bontà?
 
GIO 15 APRILE VISIONI PRESENTA
21.00 LA MONTAGNA SACRA (Messico-Usa 1973, 114') di Alejandro Jodorowsky. In una emblematica nazione latinoamericana, repressa e sottosviluppata, un giovane ladro e nove potenti ricorrono a un alchimista perché li faccia partecipi del segreto dell'immortalità. Devono raggiungere nove saggi che da tremila anni vivono in cima a una mitica montagna… Frutto di una cultura sincretica in cui sembra di ravvisare le tracce lasciate da Buñuel, Dalí, Fellini, Topor e Arrabal insieme.
 
 
 
VEN 16 APRILE RO.MI. Arte Contemporanea e Studio RA Presentano:
VIDEOART- CONTAMINAZIONI
TERZA RASSEGNA. DALLE ORE 21.00
In questa terza rassegna VIDEOART-CONTAMINAZIONI continua a caratterizzarsi per la proposta di video dai contenuti e stili più disparati, come specchio della nostra complessa realtà contemporanea. Dopo le avanguardie storiche, le esperienze del secondo dopoguerra, con le neo-avanguardie, dopo happening, performance, installazioni, land art, body art, arte povera, le installazioni audio visive di Nam June Paik e Wolf Wostell esponenti del gruppo Fluxus, stiamo oggi vivendo in pieno una nuova, profonda metamorfosi nel campo delle arti in genere e dei nuovi media in particolare.
La classificazione in arte astratta o figurativa perde logicamente ogni significato e rimane una concezione obsoleta riferita al prodotto estetico. Le nuove tecnologie applicate all’espressione artistica hanno creato inedite sintesi espressive che vanno ben oltre vecchie ed inutili distinzioni. Siamo nel pieno sviluppo di un’arte multimediale dove la videoart sembra svolgere un ruolo di sintesi, collegandosi, facendo da collante e interagendo con i protagonisti delle più varie discipline.
Quando si parla di VIDEOART-CONTAMINAZIONI si vuole evidenziare con chiarezza il rapporto con altre forme espressive dove spesso la dinamica di interscambio diventa inestricabile. Il video può inglobare, sintetizzandoli e trasformandoli in un unico dispositivo sonoro-visuale, i “vecchi” linguaggi della pittura e scultura, del teatro e della danza, di installazioni e performance ma anche nutrirsi di tutta l’esperienza del cinema e di un ibrido rapporto di interscambio con la tv e il suo schermo. A loro volta ormai i vecchi e nuovi media espressivi usano le proiezioni video integrandole nella loro area specifica, prestandosi ad una contaminazione sempre più profonda. L’installazione, il teatro, la danza, la musica, la poesia interagiscono sempre più con immagini video, si completano, traendone un notevole potenziamento.
Con la scienza il rapporto è duplice: da un lato la videoart è figlia della più sofisticata ricerca scientifica applicata ed infatti non si può non sottolineare che il suo sviluppo è strettamente legato alle ricerche scientifiche, soprattutto alla fisica quantistica, che consentono di elaborare tecnologie sempre più avanzate creando una pressoché illimitata possibilità di sperimentazione. Mentre dall’altro lato la videoart può elaborare immagini che, in parallelo con le scienze, investigano la possibilità di costruire nuove coraggiose realtà.
L’arte e la scienza sono sicuramente i campi nei quali l’intelletto può operare ai più alti livelli per giungere alla conoscenza e proprio per questo motivo l’interazione tra di essi dovrà essere la regola per il futuro.
 
Partecipano alla rassegna video i seguenti Artisti:
Vincenzo Ceccato – L’ultima cena a 9 miliardi di anni luce
Giampiero Cerichelli – Icona d’assenza Carlo Leoni – Molecole di Luce2… La Grande Madre
Andrea Leoni – Maya
David Medalla – Urbi et Orbi Gruppo Sinestetico – Plastik
Leoni – Ceccato -La Trama Invisibile
 
romi.art@fastwebnet.it + 39 348 8097446
info@studiora.eu – www.studiora.eu + 39 3491597571
 
 
GIO 22 APRILE a cura di Cinematografo Poverania e BizzarroCinema.it
21.30 FALENE (Italia, 2009 – 65') di Andres Arce Maldonado. Con Paolo Sassanelli e Totò Onnis. Due amici quarantenni s'incontrano di sera, per strada. Parlano del più e del meno, della vita, parlano di niente in realtà e dalle loro chiacchiere traspare il vuoto di un'esistenza desiderata, sognata, immaginata, ma vissuta mai. Ma non è una sera come le altre questa. Hanno un appuntamento con qualcuno, un appuntamento che dovrebbe finalmente permettere loro di cambiare vita e realizzare il sogno mai celebrato: abbandonare la mediocre realtà che li circonda, nella quale da sempre sono invischiati e dalla quale mai hanno trovato la forza di uscire. Selezionato al: Raindance Film Festival 2009 Montpellier Film Festival 2009 Bari International Film Fest 2010.
Saranno presenti in sala: il regista Andres Arce Maldonado e il produttore Giovanni Costantino (Tauma).
Bizzarro Cinema (Recensione film + intervista al regista Andres Arce Maldonado): www.bizzarrocinema.it/recensioni/sottosuolo/falene/
Il Mucchio Selvaggio (Fuori Uscite): Sono i momenti di ordinaria disperazione che spingono a sognare, ma un sogno disperato può anche trasformarsi in incubo. Ne sanno qualcosa i due protagonisti di Falene: Enzo, gigante buono dall’anima apparentemente candida, e Sergio, uomo di mondo un po’ vanesio che, dietro un’ostentata sicurezza, nasconde tutta la sua inconsistenza. I due sembrano avere molto poco in comune, ma si conoscono da tempo e condividono lo stesso sogno: abbandonare Bari e le loro vite troppo provinciali, per recarsi a Parigi, dove vivono le donne migliori, dove circolano i soldi veri e dove passa la gente che conta. Il piano per raggiungere lo scopo è perfetto e la capitale francese sembra già più vicina. Scritto con eleganza da Andrej Longo – autore della pluripremiata raccolta di racconti Dieci – Falene si svolge quasi totalmente di notte, con la macchina da presa che, a parte qualche inserto “immaginato” e quindi coloratissimo e surreale, inquadra esclusivamente l’angolo di strada dove si incontrano i due protagonisti. Per tre quarti di film non accade assolutamente nulla, Enzo e Sergio parlano tra loro, raccontano, battibeccano ma non fanno annoiare chi osserva: c’è tensione drammatica e c’è un senso dello humour a cavallo tra il paradosso e la chiacchiera da bar. I loro discorsi – grazie anche alla bravura dei due interpreti, equilibrati e credibili – li rendono parenti stretti dei logorroici tipi tarantiniani. Il risultato di questo lungo chiacchierare è che, se sulle prime si ride dei due amici e del loro modo di intendere le cose, alla fine si familiarizza con loro e si rimane coinvolti nell’eterna attesa. Poi tutto esplode, s’infiamma e brucia. La quiete viene stravolta in un attimo: il regista Andres Arce ci scaraventa di punto in bianco nell’incubo, nella realtà. Spesso, a fare la differenza, non è cosa si racconta ma come lo si racconta. Andres Arce ha centrato il giusto tono. .
 
 
 
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VENERDI' 23, SABATO 24, DOMENICA 25 APRILE – CINEMA DETOUR
 
L’AssOCIAZIONE cultURALE IL RINOCERONTE
 in collaborazione con DETOUR CINEMA
presenta
Brancatiana
Il cinema secondo Vitaliano Brancati
 
"Nella prima metà del Novecento, Vitaliano Brancati fu l’intellettuale siciliano più fervido, fecondo e acuto nell’analizzare la società italiana: la tragedia del fascismo, la discontinuità ininterrotta della democrazia italiana, l’imperizia degli intellettuali travolti dalla loro ignavia esistenziale. Brancati fu autore di romanzi, racconti, saggi ed opere drammatiche a metà tra la satira e l’esistenzialismo, attenti a svelare, molto spesso sotto la lente deformante del sesso, l’ipocrisia ed i tabù morali della società italiana.
La strutturazione delle sue pagine si fa forte di un’icasticità senza pari tra gli autori a lui contemporanei: le piazze assolate, i bar nella controra, i vitelloni al caffè sono momenti entrati nell’immaginario collettivo, autentici fotogrammi già pronti a catalogarsi in una cineteca ideale. […]
Tra le altezze di uno Zampa e la furbizia di un Vicario, il rapporto di Brancati con il cinema fu qualcosa di notevole, che ancora oggi merita di essere discusso, analizzato, riscontrato. La rassegna Brancatiana propone, nell’arco di tre serate (dal 23 al 25 aprile), una piccola ricognizione dei rapporti tra Brancati ed il cinema italiano, tramite la proiezione di film preceduti dalla lettura di brani di romanzi e racconti dell’autore siciliano." (Andrea Pergolari)
Struttura dell’iniziativa: La serata d’apertura, in cui sarà proiettato il film Anni difficili (Luigi Zampa, 1948), sarà dedicata al lavoro di Brancati come sceneggiatore di un film tratto da un proprio testo letterario. La proiezione sarà preceduta dalla lettura di alcuni brani del racconto lungo Il vecchio con gli stivali, all’origine del film di Zampa.
Introdurrà l’incontro (e l’intera rassegna) la scrittrice Antonia Brancati, figlia di Vitaliano. Nella seconda serata, con la proiezione del film L’uomo, la bestia e la virtù (Steno, 1954), tratto dalla farsa di Pirandello, sarà discussa l’attività di Brancati come sceneggiatore di testi letterari altrui. Alla serata presenzierà Enrico Vanzina, figlio di Steno; prima della proiezione del film sarà letto il racconto La noia nel ‘937.
L’incontro conclusivo prevede la proiezione del film Il bell’Antonio (Mauro Bolognini, 1960), tratto dal romanzo omonimo di Brancati e sceneggiato da Pier Paolo Pasolini. Girato quando Brancati era ormai morto da sei anni, Il bell’Antonio offrirà lo spunto per discutere come il cinema italiano ha saputo sfruttare le risorse narrative di Brancati.
Prima della proiezione del film saranno letti brani del romanzo; dopo la proiezione, una tavola rotonda con esperti di letteratura e cinema italiano (Antonio De Benedetti, Guido Vitiello, Marco Onofrio), offrirà al pubblico un ritratto dello scrittore siciliano e concluderà la rassegna.
L’organizzazione dell’iniziativa è affidata a Francesca Biancat, che curerà personalmente la lettura dei racconti, mentre Andrea Pergolari curerà la rassegna cinematografica e la compilazione di schede storico-riepilogative che accompagneranno la proiezione dei film..
VEN 23 APRILE
21.00 DI NUOVO “ANNI DIFFICILI” (2008)
Regia, sogg. e scen. Tatti Sanguineti; dir.fot. Luigi Pasquale; mo. Arianna Carletti, Gabriella Scaglione; fo. Carlo Cialone; org. e ric. Rosellina D’Errico; ass.re. Germano Maccioni. Interpreti: Tatti Sanguineti, Giulio Andreotti, Goffredo Fofi, Tullio Kezich, Anna Proclemer, Turi Vasile. Produzione: Briguglio Film; durata: 28’. Attraverso testimonianze d’eccezione come quelle Andreotti, Vasile, Anna Proclemer, Fofi e Kezich, lo storico Tatti Sanguineti ricostruisce le vicende produttive e censorie di Anni difficili (1948), la prima storica collaborazione tra il regista Luigi Zampa e lo scrittore Vitaliano Brancati. A sessant’anni di distanza dall’uscita del film viene riproposta anche una nuova lettura critica dell’opera, rendendo ragione ad un titolo capitale del cinema italiano.
 
21.30 introduzione alla rassegna alla presenza della scrittrice Antonia Brancati, figlia di Vitaliano
a seguire lettura da: Il vecchio con gli stivali di V. Brancati
22.15 Anni difficili (1948) di Luigi Zampa
Regia di Luigi Zampa; sogg. dal racconto Il vecchio con gli stivali di Vitaliano Brancati; scen. Sergio Amidei, Vitaliano Brancati, Franco Evangelisti, Enrico Fulchignoni; dir.fot. Carlo Montuori; mus. Franco Casavola; mo. Eraldo Da Roma; scg. Ivo Battelli; co. Giuliana Bagni. Interpreti: Umberto Spadaro (Aldo Piscitello), Massimo Girotti (Giovanni), Ave Ninchi (Rosina), Milly Vitale (Maria), Odette Bedogni [poi Delia Scala] (Elena), Ernesto Almirante (il nonno), Enzo Biliotti (il podestà). Produzione: Briguglio Film; durata: 117’. Aldo Piscitello, impiegato nel comune di Modica, è costretto ad iscriversi al Partito Fascista a seguito delle insistenze del sindaco, per non perdere il proprio posto di lavoro. Nonostante questo, continua a frequentare l’ambiente di amici “resistenti”. Ma alla fine della guerra, dopo la caduta del fascismo, avrà un’amara sorpresa… Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 1948, suscitò grandi polemiche, presso la stampa e presso la politica: accusato di qualunquismo e, al contrario, di disfattismo, è ancora oggi un atto d’accusa morale potente e graffiante. Segnò l’inizio della collaborazione tra Vitaliano Brancati e Luigi Zampa, subentrato alla regia al posto di Carlo Ludovico Bragaglia, che aveva effettuato l’intera preparazione del film. Il mondo di Brancati, fatto di figure mediocri, meschine e grette, è ricreato in un piccolo cosmo di provincia che sa amplificarsi di significati universali. La satira impietosa del fascismo è anche la satira impietosa dell’Italia in ricostruzione, con un tono di racconto insieme antiretorico e sentimentale e con un finale che è il non plus ultra dei finali di Zampa.
 
SAB 24 APRILE

21.15 TRAGICO ROGO A ROMA – L’INCENDIO DELLA “MINERVA FILM” (1947) La Settimana Incom 00059 – 22.5.1947. Produzione: Istituto Luce; durata: 1’22”. In un servizio informativo dell’epoca, il tragico incendio della Minerva Film a Roma, che causò la morte di venti persone, tra i dipendenti della società. A seguire, Francesca Biancat leggerà una pagina del Diario romano (1947) di Vitaliano Brancati dedicata all’incendio della Minerva Film.

21.45 L’uomo, la bestia e la virtù(1954) di Steno Terzo
Regia Steno; sogg. dalla commedia omonima di Luigi Pirandello; scen. Vitaliano Brancati, Steno; dir.fot. Mario Damicelli; mus. Angelo Francesco Lavagnino, Pier Giorgio Levi; mo. Gisa Radicchi Levi; scg. Mario Chiari; arr. Piero Gherardi. Interpreti: Totò (prof. Paolino), Orson Welles (capitano Perella), Viviane Romance (Assunta Perella), Giancarlo Nicotra (Nonò), Clelia Matania (Graziella), Franca Faldini (Mariannina), Italia Marchesini (Rosaria), Mario Castellani (il dottore), Carlo Delle Piane (uno studente). Produzione: Antonio Altoviti per Rosa Film; durata: 87’.
 
Sposata ad un capitano di marina, Assunta Perella si innamora del maestro del figlio e ne rimane incinta. Per non confessare il tradimento, deve far sì che il nascituro sia figlio del marito capitano: ma prima deve convincerlo a fare l’amore con lei… Uno dei prodotti più insoliti del cinema italiano, un tentativo disperato di unire la cultura con il commercio. Per anni invedibile per problemi di diritti, ormai non più visibile nella copia originale (con un’accesa fotografia in Gevacolor), unisce i talenti di Totò ed Orson Welles, Steno e Brancati, tutti impegnati a tradurre in immagini cinematografiche la farsa grottesca di Pirandello. All’epoca fu considerato un film grassoccio e volgare, oggi può sembrare fin troppo corretto, quasi tarpato dalla paura di sbagliare. Quel che è certo è che Brancati trova nel mondo di Pirandello alcuni suoi tipici topoi narrativi (la mediocrità del protagonista, l’ossessione del sesso) e sa personalizzarli con un gusto acre di moralismo. Il finale è più beffardo che autocensorio (come voleva la critica del tempo) e Steno sa trarre da Totò sempre il meglio possibile, anche di fronte ad un pesce fuor d’acqua come Welles.
a seguire incontro con Enrico Vanzina, regista e figlio di Steno

DOM 25 APRILE
21.15 Lettura da Il bell’Antonio di V. Brancati
21.30 Il bell’Antonio (1959) di Mauro Bolognini
Regia Mauro Bolognini; sogg. dal romanzo omonimo di Vitaliano Brancati; scen. Pier Paolo Pasolini, Gino Visentini; dir.fot. Armando Nannuzzi; mus. Piero Piccioni; mo. Nino Baragli; scg. Carlo Egidi; arr. e co. Piero Tosi. Interpreti: Marcello Mastroianni (Antonio Magnano), Claudia Cardinale (Barbara Puglisi), Pierre Brasseur (Alfio Magnano), Rina Morelli (Rosaria Magnano), Tomas Milian (Edoardo Lentini), Fulvia Mammi (Elena Ardizzone), Jole Fierro (Mariuccia). Produzione: Cino Del Duca, Alfredo Bini per Arco Film (Roma), Lyre Film (Parigi); durata: 105’.
Il bellissimo Antonio Magnano è concupito da tutte le donne che conosce. Dopo un periodo passato a Roma, se ne ritorna a Catania e si sposa, dopo breve fidanzamento, con Barbara Puglisi. I guai arrivano quando si scopre che Antonio non riesce ad avere rapporti sessuali con la moglie e Barbara chiede l’annullamento del matrimonio per sposare un ricco nobile… A cinque anni dalla morte di Brancati, il regista Mauro Bolognini, alla ricerca di un modo per raccontare l’Italia tramite la letteratura di fine Ottocento-inizio Novecento, si dedica alla trasposizione del romanzo più celebre dello scrittore siciliano. Lo fa con l’aiuto dell’amico e collega Pier Paolo Pasolini, operando diversi cambiamenti, strutturali e di contenuto, rispetto all’opera di riferimento: l’impotenza del protagonista non è più un atto di accusa contro l’integralismo maschilista dell’universo fascista, anche perché la vicenda viene spostata agli anni ’50. Rifiutando il tono grottesco, l’umorismo impietoso di Brancati, Bolognini si attesta su un tono elegiaco e malinconico fitto di inquietudine che fa emergere allo stesso modo, con grande potenza, la “volgarità dell’immaginario siciliano (e, di riflesso, italiano tutto)” (Pezzotta, Bocchi).
 
a seguire tavola rotonda con esperti di letteratura e cinema italiano (Antonio De Benedetti, Guido Vitiello, Marco Onofrio), offrirà al pubblico un ritratto dello scrittore siciliano e concluderà la rassegna.
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MAR 27 APRILE VISIONI PRESENTA
21.00 4 minuti (Titolo originale Vier Minuten, 112 min. – Germania 2006) di Chris Kraus. Con Monica Bleibtreu, Hannah Herzsprung, Sven Pippig, Richy Müller, Jasmin Tabatabai. L'ottantenne Traude Krüger si reca ogni giorno presso il carcere femminile di Lickau dove insegna a suonare il pianoforte a un numero sempre più esiguo di allieve. Il corso rischia di essere chiuso ma la donna, grazie anche alla solidarietà di un guardiano, riesce a convincere il direttore. Un giorno però sarà la stessa guardia carceraria, massacrata di botte da una detenuta, Jenny, a cambiare idea. Jenny è infatti in carcere accusata di omicidio. Ha uno straordinario talento per il piano ma è preda di crisi di violenza che la gettano nello sconforto
 
GIO 29 APRILE INCONTRO CON GIORGIO DE CHIRICO
serata Omaggio Giorgio de Chirico a cura di Federico Febbo
21.15 UNA LEZIONE CON DE CHIRICO (13, italiano, 1958) Il grande pittore apre le porte del suo studio in piazza di Spagna 31 per una singolare lezione sui suoi stessi quadri ed un analisi comparativa con la grande tecnica della tradizione pittorica italiana e non dei secoli passati. I suoi d'apres, le false leggende, il suo costume, i suoi paradossi, il superomismo la sua impossibilità di vivere il proprio tempo ed il rifiuto di appartenervi. E poi il modernismo, il classicismo, il romanticismo ed il barocco nel suo vocabolario assumono il significato di una nostalgia etimologica ma anche sentimentale. Le sue origini greche nei suoi manichini come nei suoi cavalli dipinti, raccontate tra le rovine del'Appia antica e sulle spiagge del litorale romano, il suo essere beffardo e ironico nel concedersi al demone delle telecamere, paradigma della decadenza culturale del suo e del nostro impagabile mondo che fu.
21.30 INCONTRO CON GIORGIO DE CHIRICO a cura di Ettore della Giovanna realizzazione di Ubaldo Parenzo (42', italiano 1966).Per la prima volta proiettata integralmente l'eccezionale palabre nel salotto Rai organizzato da Ubaldo Parenzo. Il maestro si lascia coinvolgere in una strepitosa e provocatoria discussione con Alfredo Mezio, Carlo Bernari Virgilio Guzzi, tre noti e feroci critici della prima metà del XX secolo. De Chirico demolisce l'intero apparato artistico dell'epopea modernista e della filologica presunzione critica dei tre, condannando la grammatica degli impressionisti come dei contemporanei, sottolineando così la sua solitudine artistica nel panorama mondiale. L'accusa all'intera macchina dello spettacolo dell'arte pittorica e moderna, dai direttori dei musei ai facoltosi finanziatori museali come dei trapassati committenti. Nessuno sa adottare più la tecnica pittorica dei grandi maestri post tardo e rinascimentali, una tradizione conclusasi con i deprecabili, a detta del maestro, Cezanne e Manet, e la propaganda della stampa che ha sostituito alla critica la pubblicità ad un artista e alla sua opera. Bernari che invoca la verità sulla questione dei surrealisti, l'azzardato paragone dei suoi esordi con l'Arcimboldo ed il sospetto primato dei quadri metafisici con Carrà da parte di Mezio, la seguente replica di De Chirico all'intellettualismo surrogato dell'intelligenza ed il rifiuto delle accademie. E poi ancora le derive Schopenhauriane e quella Nitzschiana di Ecce Homo per le piazze di Torino, che diventeranno poi le sue famose piazze d'Italia, l'ipocrita innocenza nell'interporre la domanda al pittore se crede veramente che i critici ed i galleristi siano dei dittatori del mercato come egli asserrisce. La risposta a questo quesito i tre storici l'avrebbero trovata ai nostri giorni osservando impotenti lo strapotere che ha portato al declino dell'arte, depravata oggi in arte contemporanea. Quaranta incredibili minuti di rivelazioni e verità capovolte in cui De Chirico con la sua simpatica trascendenza domina e argina l'aggressione della retorica giornalistica di un atavica cultura ginnasiale tutta italiana.
22.15 IO, ALBERTO SAVINIO regia di Stefano Pomilia (28', italiano) Uno dei pochissimi documentari dedicati ad Andrea Alberto de Chirico, in arte Alberto Savinio fratello di Giorgio. Avremmo voluto riservare più spazio a questo fondamentale artista della nostra cultura ma la difficoltà nel reperire documenti video/sonori del grande intellettuale ha reso lo scopo vano. La sua totale assenza negli archivi e nelle discoteche rende questo documentario ancor più prezioso. L'interdisciplinarità di Savinio viene ripercorsa sin dai giorni dell'infanzia, dagli esordi musicali alla pittura, per finire nella sua immensa ed illuminante arte letteraria. La scaltrezza, la lucidità di un uomo abitato dall'ombra, tanto da assumerne i contorni ed il tratteggio, l'infanzia a Volos insieme al fratello ed il loro soggiorno in Germania dove conosceranno la pittura di Böcklin, che segnerà in diversi modo le loro vite. La conoscenza di Apollinaire e del mercante e collezionista Paul Guillaume, le recensioni di Soffici per i suoi concerti e poi la guerra e Dada, l'esperienza di direttore d'orchestra con Pirandello. Una versatilità impressionante e apparentemente impraticabile se non fosse per un innata e continua pulsione al gioco che è ricerca, e che caratterizza l'unicità di Savinio. Dalle sue impressionanti “Isole dei giocattoli” alle “Città invisibili”, i centauri e le metamorfosi, gli animali ermafroditi, le grandi intuizioni prestrutturaliste ed il successo pittorico in Francia e nelle biennali italiane. L'apogeo di un successo letterario raggiunto con “Tragedia dell'infanzia” e “Narrate uomini la vostra storia” e la conclamazione nell'antologia Bretoniana “L'Humor nero”, in cui Savinio figura come unico italiano assieme al fratello.
Verso la fine della sua carriera farà ritorno a teatro, alla Scala di Milano, per la colloborazione scenica con Stravinskij nell'Edipo Re e L'uccello di Fuoco, poi la sua Armida di Rossini per il Maggio Musicale Fiorentino del '52 con Serafin alla direzione e la Callas. Infinite esperienze oggi impensabili per un artista privo della grazia di un Savinio e dello sconvolgente superamento dei canoni artisti ed esistenziali. “Bisogna guardare nella tomba come si guarda in una culla”, diceva egli, per andare al di là della pittura come della vita

Detour ad aprile…

CINEMA DETOUR
APRILE 2009
via urbana 47/a roma – www.cinedetour.it  – cinedetour@tiscali.it
tessera sociale annuale 5€ – ingresso a sottoscrizione

Giovedì 2 Aprile
BUON COMPLEANNO NOUVELLE VAGUE
Giusto cinquant’anni fa nasceva in Francia la Nouvelle Vague e con essa il cinema moderno. Da allora lo spirito innovatore del movimento ha influenzato i cineasti di tutto il mondo. Detour e Sentieri Selvaggi presentano una serata in compagnia di Angelo Moscariello, autore del libro “Nouvelle Vague” (Ed. Audino, 2008), un percorso critico per provare a cogliere il segreto di una maniera di fare film che ha saputo unire al piacere del racconto il merito di far vedere l’invisibile attraverso l’evidenza del reale.
21.30 Incontro con Angelo Moscariello, autore del libro “NOUVELLE VAGUE” (Ed. Audino, Manuali di Script, 2008).
22.30 Desideri nel sole(Adieu Philippine, Francia 1962, 106’) Il film più fresco, giovane e libero di tutta la nouvelle vague, il film di cui s’innamorò Christian Metz non solo da critico ma anche da semplice spettatore. Desideri nel sole esprime al meglio lo spirito originario della “nuova ondata” del cinema francese per il modo felice in cui rende concreto in immagini en plein air la poetica della camera-stylo, posta al servizio di uno sguardo amorevole e partecipe sulla condizione giovanile. Siamo a Parigi nel 1960. Il giovane Michel lavora come addetto ai cavi in uno studio televisivo ma,per far colpo sulle ragazze, si fa passare per un indispensabile “addetto alle macchine”.Conosce due coetanee aspiranti attrici, Liliane e Juliette, e inizia a frequentarle in attesa di decidere su quale delle due far cadere la sua scelta. Le ragazze ,amiche inseparabili, accettano divertite la corte di Michel,aiutandolo anche a trovare lavoro presso un inaffidabile produttore che lo illude con la promessa di fargli fare il cinema. Giunge il mese delle vacanze estive e i tre giovani si ritrovano in un villaggio turistico in Corsica. Tra sole,mare e musica i giorni trascorrono spensierati all’insegna della vitalità e del gioioso cameratismo…
 
Venerdì 3 aprile 
AVANT-GARDE – storia dell’avanguardia anni 20’ e 30’
dalle 21.00, a seguire:
AUTUMN FIRE (USA 1931, 15’) di Herman G. Weinberg
MANHATTA (USA 1921, 10’) di Paul Strand e Charles Sheeler
LA COQUILLE ET LE CLERGYMAN (The Seashell and the Clergyman) (Francia 1926, 31’) di Germaine Dulac
REGEN (Rain) (Olanda 1929, 14’) di Joris Ivens
H20 (USA 1929, 12’) di Ralph Steiner
EVEN–AS YOU AND I (USA 1937, 12’) di Roger Barlow, Harry Hay and LeRoy Robbins
 
Sabato 4 aprile
THIS IS ENGLAND #1
Domenica 5 aprileFOLLOWING di Christopher Nolan (Gran Bretagna 1998, 70 min). Il giovane Bill ha una strana ma inoffensiva ossessione, alla quale non può resistere: passa il suo tempo a seguire degli sconosciuti. Un giorno, però, uno di questi – Cobb – lo scopre e decide di portarlo con sé nel suo giro quotidiano di intrusioni nelle case altrui, al solo scopo di carpire i loro segreti. Bill ha così trovato un compagno, un mentore e un confessore, ma anche un 'doppio' inaspettatamente malvagio…


THIS IS ENGLAND #2

21.00

Mercoledì 8 Aprile
VISIONI IN VOICE OVER
Il progetto nasce dall’incontro di alcuni testardi amanti del cinema e una socia dell’unione Italiana dei ciechi e ipovedenti, ed è finalizzato all’abbattimento totale delle barriere architettoniche. Il luogo del cinema assume il significato di arte accessibile, di arte che scende dal piedistallo dell’ottica commerciale della distribuzione per avvicinarsi alla gente, ed annullare ogni tipo di stereotipo. Per questo motivo sarà proiettato un film, al cui audio sarà unito un commento vocale, scritto da una persona non vedente, per aiutare la comprensione dei tempi muti. Una stimolante fusione di immagini e suoni. 
21.00 IL PRANZO DI FERRAGOSTO (Italia 2008, 75’, voice over per non vedenti) di Gianni Di Gregorio. Con Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza Gianni si occupa dell'anziana madre, una nobildonna decaduta. I due vivono soli in un appartamento fatiscente e sono pieni di debiti. L'amministratore, si presenta a riscuotere quanto gli è dovuto, e propone a Gianni l'estinzione di tutte le spese condominiali in cambio di un favore: ospitare la madre per la notte e il successivo pranzo di ferragosto in modo che lui possa partire per le terme… Una commedia sociale dai toni amari prodotta da Matteo Garrone, brillante esordio alla regia per lo sceneggiatore Di Gregorio.
 
Giovedì 9 Aprile
VISIONI presenta
21.00 EFFETTO NOTTE (La nuit américaine, Francia 1973, 115’) di Francois Truffaut, con Jacqueline Bisset, François Truffaut, Valentina Cortese, Jean-Pierre Aumont.   A Nizza, negli stabilimenti di La Vittorine, il regista Ferrand gira Je vous présent Pamela. Dal primo all'ultimo giorno delle riprese i problemi della lavorazione s'alternano con i rapporti personali tra i vari componenti della “troupe” e con la storia del film nel film. A livello aneddotico non risponde tanto alla domanda “come si gira un film?”, ma a quella “come gira Truffaut i suoi film?”. Traboccante di amore per il cinema – che nell'autore coincide con l'amore per la vita – è una sintesi felice dei temi e dei modi che attraversano i suoi 12 film precedenti. Pur costruito su incastri e incroci, ricco di citazioni, autocitazioni, allusioni, è un film che viaggia come un treno nella notte. Un successo internazionale. Oscar per il miglior film straniero e 3 nomination: sceneggiatura, regia e V. Cortese. Dedicato alle sorelle Dorothy e Lillian Gish.” Da mymovies.it
 
Mercoledì 15 Aprile
L’incredibile mondo di Kenneth Anger – Parte Prima
dalle 21.00, a seguire:
FIREWORKS (1947, 15’)
PUCE MOMENTS (1949, 6’)
RABBIT’S MOON (1950, 16’)
EAUX D’ARTIFICE (1953, 13’)
INAUGURATION OF THE PLEASURE DOME (1954, 38’)

Giovedì 16 Aprile
Soirée Deleuze:
depensare il cinema

(a cura di Federico Febbo; con la partecipazione di Francesca Rachele Oppedisano e con la collaborazione di Raffaele Ponzio)

La più grande macchina pensante del XX secolo. Gilles Deleuze nella storia del pensiero postmoderno del secolo passato ha lasciato ferite sul corpo, ormai senza vita, del sapere che oggi tocca a noi dover analizzare e valorizzare. Il giovane Gilles professore di liceo, dei primi testi da ritrattista su Kant, Spinoza, Proust, Bergson, delle riletture Nietzschiane, dell'imprescindibilità della rivoluzione di "Differenza e ripetizione" e della solarità della lezione di "Logica del senso" e ancora il tentativo encicopledico, alla Diderot e d'Alembert, di gettarsi insieme al suo amico Guattari in uno studio di reinterpretazione dello scibile e del sapere con Millepiani e l'Anti-Edipo. Il Deleuze dell'esegesi della lettura minoritaria in Kafka e della pittura "nella sensazione" di Francis Bacon, dell'omaggio a Foucault e Chatèlet. Uno scellerato bateau che a fine carriera arriva ad approdare alla più grande e depensata storia del cinema con l'Image temps e l'Image mouvement. E' con l'idea di cinema di Deluze che apriamo la serata dedicata al grande filosofo francese.Un convegno tenuto alla Femis per i martedì della fondazione il 17 marzo del 1987 con il titolo "Che cos’è l'atto di creazione?" ed a seguire alcuni estratti dall'Abécédaire, una lunga intervista testimonianza di Claire Parnet fortemente voluta da Deleuze nel 1987, che per volontà del filosofo doveva rimanere inedita ed essere pubblicata solo dopo la sua  morte, tristemente accaduta nel 1995 dopo aver commesso suicidio.

21.15Qu'est ce que l'acte de création?(Francia 1987, 46’) Conferenza tenuta alla Femis per i martedi della fondazione il 17 marzo del 1987 in cui il filosofo parte da una semplice domanda: "che cos'è l'idea nel cinema?", per arrivare  alla più intima nozione su ciò che è atto di creazione nel cinema, nelle arti figurative ed in filosofia. Lungi dal voler applicare intenti filosofici per esplicare il fenomeno cinema, Deleuze spiega come il concetto di idea, pur nascendo da una  singolarità, è universale nella sua corrispondenza nel campo della letteratura, dell'arte e delle scienze. La filosofia deve bastare a se stessa, non serve al matematico per le sue funzioni ne tantomeno al cinema per pensare al cinema. La filosofia come l'arte (in questo caso il cinema) è creazione e come la scienza è ricerca, e null'altro è preposta a fare se non, al limite di un inconoscibilità, a  creare la creazione.
22.00 Frammenti dall’AbBecedario(Fra 1987, 35’) di G. Deleuze. Estratti dalla videointervista concessa alla sua allieva e amica Claire Parnet con la clausola di pubblicarla postuma. A 14 anni dalla sua morte, è quindi doveroso ripercorrere il suo pensiero rizomatico facendolo affiorare in alcune voci-chiave estrapolate dalle 8 ore di conversazione. Un sentito omaggio a un creatore di "concetti", "percetti", "affetti". Come per tutti gli artisti-filosofi o i filosofi-artisti, "… non è la morte che li spezza, è bensì l'eccesso di vita che hanno vissuto, provato, pensato."
22.40 incontro con i curatori della serata
 
Venerdì 17 Aprile
21.00 CHAPTER 27 di J.P. Schaefer. (USA 2007, 84 min. V.o. sott. Italiano). Chapter 27 racconta i tre giorni che hanno preceduto l’assassinio di John Lennon, seguendo le azioni dell’uomo che arrivò a New York con l’esplicito obiettivo di uccidere l’ex Beatle, Mark David Chapman
 
Sabato 18 – Domenica 19 Aprile
Presentazione di SISTREN
E' in corso di pubblicazione la nuova edizione, riveduta e ampliata, di "Sistren": un'antologia che raccoglie testi, inediti per l'Italia, di femministe, lesbiche, queer e trans provenienti da migrazione forzata e schiavitù. Sabato 18 e domenica 19 aprile 2009, al cineclub Detour a Roma, si svolgerà la presentazione, cui parteciperanno alcune delle autrici e degli autori.

Nel corso delle due giornate si alterneranno letture, performance,

installazioni video, proiezioni di documentari, un workshop su "razza" e identità nelle comunità lesbiche e femministe bianche, una mostra fotografica, distribuzione di materiali informativi e, per finire, dj-set e concerto.
A breve riceverete il programma dettagliato. Per info: sistren@grrlz.net
 
Mercoledì 22 Aprile
Straniero? Ahiaiai! Non va proprio… Due serate sul tema dell'immigrazione organizzate da schermaglie.it
 
Al peggio non c'è mai fine per cui calma e sangue freddo il governo Berlusconi può ancora sorprenderci con la fobia antimmigrazione. Dalle ronde padane all'obbligo per i medici di denunciare gli stranieri senza un regolare permesso di soggiorno, con il contorno di media impazziti su fatti di cronaca che coinvolgono persone di altri paesi, sembra di vivere in un Italia da incubo, in preda all'irrazionalità. Chi è diverso da una immaginaria identità nazionale è indicato come pericolo pubblico. Nessuno crede che gestire i fenomeni migratori sia facile ma crediamo tuttavia che l'immigrato sia un portatore sano di ricchezza culturale e umana. Il cinema italiano di questi anni, pur con esiti alterni, ne è un esempio. Più o meno volantariamente è diventato un terreno di dialogo con chi viene da altrove. Per queste ragioni abbiamo voluto organizzare due serate dedicate a questi temi invitando Vittorio Moroni con Le Ferie di Licu e Paola Casella, autrice di Hollywood Italian.
 
21.00 Le ferie di Licu(Italia 2006, 93’) di Vittorio Moroni. Con Md Moazzem Hossain, Fancy Khanam, Giulia Di Quilio. “Licu è un immigrato del Bangladesh che lavora nella Capitale: nonostante i duri orari di lavoro, non si lamenta e vive da "romano", tifando la squadra di Totti e sforzandosi di parlare il migliore italiano possibile. D'un tratto però, si trova a dover tornare in Patria per celebrare un matrimonio "combinato", usanza tipica e radicata nella cultura e nelle tradizioni del suo paese natale […]
Più documentario che film, visto che tutto quello che vediamo scorrere sullo schermo è vera vita vissuta dai protagonisti, Le ferie di Licu è un valido strumento per permettere di analizzare, studiare e capire (forse) meglio il fenomeno dell'immigrazione e le problematiche che vi sono sottese. Anche questo film, come il precedente Tu devi essere il Lupo, è stato prodotto Da Vittorio Moroni con il coraggioso sistema dell'autofinanziamento.” da mymovies.it
 
A seguire: incontro con il regista Vittorio Moroni
 
Giovedì 23 Aprile
Straniero? Ahiaiai! Non va proprio… Due serate sul tema dell'immigrazione organizzate da schermaglie.it
 
21.00 Incontro con Paola Casella, autrice le libro “Hollywood Italian – Gli Italiani nell'America di celluloide” (Ed. Baldini&Castoldi, 1998)
 
22.00 ONCE WE WERE STRANGERS (Usa-Italia 2006, 96’) di Emanuele Crialese. Con Vincenzo Amato, Lynn Cohen, Anjalee Deshpande. “Antonio e Apu vivono a New York e inseguono il sogno americano. Antonio è siciliano e non ha il visto, così si arrangia a fare diversi lavori per mantenersi. Un giorno incontra Ellen, una conduttrice radiofonica, e se ne innamora ma tutto si complica quando a lei viene offerto un lavoro a Parigi. Apu invece vive da oltre vent'anni in America e anche lui si arrangia a fare diversi mestieri. All'arrivo di Devi, la sposa che i suoi genitori hanno scelto per lui quando era ancora bambino, si deve scontrare con una realtà che per lui è ormai lontana – gli usi e i costumi della sua patria di origine – e con il fatto che la sua compagna non riesce ad abituarsi al modo di vivere americano.” da mymovies.it
 
Mercoledì 29 Aprile
L’incredibile mondo di Kenneth Anger – Parte 2
dalle 21.00, a seguire:
SCORPIO RISING (1964, 28’)
KUSTOM KAR KOMMANDOS (1965 3’)
INVOCATION OF MY DEMON BROTHER (1969, 11’)
RABBIT’S MOON (1979, 7’)
LUCIFER RISING (1981, 28’)
THE MAN WE WANT TO HANG (2002, 14’)