Downton Abbey II – Una nuova era, di Simon Curtis

Il nuovo capitolo cinematografico della fortunata serie britannica mescola la vita dei membri della famiglia Crawley e della loro servitù con il cinema, in una combinazione perfettamente riuscita.

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La narrazione familiare della famiglia Crawley continua con Downton Abbey II – Una nuova era che, oltre a presentarsi come un prodotto godibile e divertente, svolge un’operazione metacinematografica ben articolata. Interessante è infatti la disamina che il film di Curtis propone per quanto riguarda il passaggio, intorno agli anni ’30, dal muto al sonoro. E qui il privato si mescola alla storia, la vita di una famiglia si intreccia con quello che si è rivelato essere uno dei punti di snodo della storia del cinema. L’aspetto estremamente riuscito di Downton Abbey II. Una nuova era è proprio la scelta di mostrare le reazioni degli abitanti del luogo all’arrivo della troupe cinematografica nel loro territorio. La troupe in questione è composta da attori esterni al nucleo che da anni costituisce la serie (e che ha dato vita anche al primo film, Downton Abbey – Il film del 2014). Questi “estranei”, che utilizzeranno la residenza della famiglia Crowley come set (sotto lauto compenso), sono Hugh Dancy, nei panni del regista Jack Barber, Domenic West, in quelli dell’attore Guy Dexter e Laura Haddock che interpreta Myrna Dalgleish, attrice tanto bella quanto incapace di recitare dal punto di vista vocale. L’avvento del cinema sonoro si rivelerà infatti un problema enorme per la giovane, trovatasi inaspettatamente di fronte a quella che sembrerebbe la fine della sua carriera. Il film insinua qui un’interessantissima riflessione sul cinema in quanto industria e su quale effetto abbia avuto il passaggio da muto a sonoro, il tutto condito dai numerosi insulti rivolti alla troupe (e al cinema in generale) da parte dei Crowley. Gli unici ad apprezzare la vita del set, sono la talentuosa Lady Mary Talbot (Michelle Dockery) e i membri della servitù, i quali idolatrano sfrenatamente i divi del cinema che possono finalmente vedere dal vivo. Anche qui il film mostra un’evidente attenzione al concetto di “star”, con le conferme e allo stesso tempo i ribaltamenti dei più comuni stereotipi sul tema.

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Ed è proprio su questa linea in cui si inserisce la narrazione che rende Downton Abbey II- Una nuova era un film indipendente dalla serie da cui proviene. Se da un lato risulta infatti inevitabilmente legato ai suoi personaggi e al suo ambiente, dall’altro questo secondo capitolo sembrerebbe essere meno ancorato alle sue origini rispetto al primo: il salto di qualità è evidente. Il film di Curtis è infatti apprezzabile anche da parte di un pubblico completamente estraneo all’universo di Downton. E questo è un grande pregio del lungometraggio e anche una freccia in più nell’arco distributivo, perché significa senza dubbio conquistare una fetta di pubblico maggiore e un livello di apprezzamento  più alto. L’altra linea narrativa che il film segue, oltre a quella della produzione cinematografica, è quella dell’acquisizione da parte della famiglia di una villa nel sud della Francia. Questo è l’altro elemento a rendere il film contemporaneamente dentro e fuori dalla serie, visto che fa riferimento al passato di Lady Violet (Maggie Smith sempre in gran forma), ma allo stesso tempo nasconde una storia che si conclude con compiutezza all’interno del film. Alcuni dei protagonisti si recheranno infatti a visitare la villa, spostando la location di parte del film nella bellissima riviera francese. L’insieme di questi elementi e del caratteristico british humour (nello stile di Un matrimonio all’inglese) permette a Downton Abbey II- Una nuova era di risultare un prodotto ben confezionato e ammiccante al mercato internazionale, andando ben oltre i confini rappresentati dai fan della serie originale. Che “la nuova era” sia un’apertura ad un cambio generazionale all’interno della serie (oltre a far riferimento al momento storico che i personaggi si trovano ad affrontare), oppure la chiusura di un cerchio?

Il film ha subito un’agonia distributiva tipica di molti suoi “colleghi” negli ultimi due anni e la sua uscita era inizialmente prevista per dicembre 2021 (e poi per marzo 2022). Incredibile ma vero, la proiezione in Italia anticiperà quella nel Regno Unito (29 aprile) e quella in Nord America (20 maggio).

 

Titolo originale: Downton Abbey: A New Era
Regia: Simon Curtis
Attori: Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern, Michelle Dockery, Hugh Dancy, Dominic West, Maggie Smith, Jim Carter
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 125′
Origine: UK, USA, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.7
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Il voto dei lettori
2 (1 voto)
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