Felicità, di Micaela Ramazzotti

Sono evidenti i limiti nella scrittura dei personaggi, che scadono spesso in inutili volgarità, ma il film è mosso anche da grande sincerità. VENEZIA80. Orizzonti Extra

--------------------------------------------------------------
MASTERCLASS DI REGIA ONLINE CON MIMMO CALOPRESTI DAL 5 MARZO

--------------------------------------------------------------

L’esordio alla regia di Micaela Ramazzotti è la storia drammatica di una famiglia disfunzionale in cui i due figli sono costretti a scontrarsi con dei genitori egoisti e manipolatori. Desirè (Micaela Ramazzotti) lavora come parrucchiera sui set cinematografici, è dolce ma ingenua e chi le sta intorno tende ad approfittarsene. Il padre (Max Tortora) la sfrutta economicamente con ricatti morali, il fidanzato (Sergio Rubini) è un professore universitario snob più anziano di lei che la sminuisce in continuazione ma resta con lei per il sesso. Claudio (Matteo Olivetti), il fratello di Desirè, è depresso, abusa di psicofarmaci e non ha alcuna prospettiva futura. In tutto questo Desirè tenta di destreggiarsi tra un guaio e l’altro, mentre continua a inseguire quella Felicità che cerca da tutta la vita.

--------------------------------------------------------------
10 ANNI SENZA PHILIP SEYMOUR HOFFMAN 2014/2024

--------------------------------------------------------------

Scritto dalla regista insieme ad Isabella Cecchi e Alessandra Guidi, Felicità ci presenta fin da subito la condizione subordinata e di continua violazione che Desirè vive nella sua quotidianità. Mentre la donna si trova all’interno di una roulotte di un set cinematografico per sistemare l’acconciatura dell’attore protagonista, questo non esita a palparla per tentare di rimediare una sveltina prima di andare in scena. Nel giro dei set la chiamano la “bicicletta”, perché “tutti ci hanno fatto un giro”. Anche a casa Desirè risolve ogni litigio e discussione col fidanzato allo stesso modo, forse l’unico che conosce per farsi apprezzare. È nella profonda malinconia che si intravede nel suo sguardo che prende vita Desirè, un personaggio che ricorda tanti altri già interpretati dalla stessa Ramazzotti, come se fosse un sunto della sua carriera di attrice. Donne disperate, di animo buono e spesso vessate da uomini che si approfittano della loro bontà. Desirè si trova tra due uomini che la  sfruttano per motivi diversi e a loro modo sono uno l’opposto dell’altro. Max Tortora interpreta un padre molto simile a quello già visto nel film La terra dell’abbastanza: ignorante, razzista, sguaiato e soprattutto ipocrita. Molto caricato nella sua interpretazione, probabilmente nel modo voluto dalla regista, tanto da sembrare una macchietta proveniente da un film anni ’60. Sergio Rubini calza a pennello nel ruolo del professore narcisista frustrato che logora Desirè assorbendone vitalità e freschezza. Entrambi sono tratteggiati in maniera piuttosto superficiale ma si percepisce sempre la sincerità del racconto dell’autrice. Per quanto riguarda il fratello si cade ancora di più nel clichè. Matteo Olivetti interpreta al meglio delle sue possibilità un altro ragazzo della periferia romana “perso” tra psicofarmaci, depressione e una famiglia tossica. Si tenta di entrare più in profondità senza soffermarsi agli aspetti apparenti del tema salute mentale ma il profondo disagio del ragazzo non ci viene mai restituito davvero.

Alla sua opera prima da regista, Ramazzotti si affianca a un veterano come il direttore della fotografia Luca Bigazzi, che riesce a raccontare i personaggi anche con le inquadrature dei loro ambienti, da Piazza Vittorio a Fiumicino, e a un ottimo montatore come Jacopo Quadri, che dona buon ritmo e dinamismo al film. Oltre a questo sono evidenti grandi limiti di scrittura nella descrizione dei personaggi che scadono spesso e volentieri in banalità e scenette inutilmente volgari, come nel caso delle ripetute e gratuite scene di sesso o i diversi sproloqui di Tortora. Felicità è un film mosso da una grande sincerità, un lavoro in cui la regista si mette a nudo con umiltà e dimostra di voler bene ai suoi personaggi, proprio per questo motivo si potrebbe provare a dimenticare certe manchevolezze e volergli bene a nostra volta.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5
Sending
Il voto dei lettori
2.14 (7 voti)
----------------------------
AUTORI E STILI DI REGIA, UN CORSO ONLINE DELLA REDAZIONE DI SENTIERI SELVAGGI, DAL 27 FEBBRAIO

----------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative