Il montaggio visto con gli occhi di Affonso Gonçalves

Ripercorriamo insieme la carriera di uno dei più importanti montatori del momento, collaboratore stretto di grandi registi come Jarmusch, Haynes, Carpignano e molti altri

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E’ risaputo ormai che i registi coprano un ruolo essenziale all’interno del progetto cinematografico, perché sono coloro che pongono la firma al film. Ma tra i mestieri del cinema meno raccontati, seppur di grande rilevanza, si trovano invece i montatori, che con le loro capacità e uno stil ben delineato sono in grado di elevare di qualità un’opera già degna di nota.

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Ha acquistato uno spazio rilevante nella scena contemporanea il montatore brasiliano naturalizzato statunitense Affonso Gonçalves. Nato a San Paolo, Gonçalves ha studiato montaggio per tre anni alla London Film School e successivamente per due anni e mezzo presso l’American Film Institute. La sua carriera ingrana nel 1998 con The adventures of Sebastian Cole e poi con The door in the Floor, entrambi di Tod Williams (poi regista di Paranormal Activity 2).

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Il sodalizio lavorativo che è destinato a ripersi più volte è quello con Tod Haynes, avendoci collaborato nella miniserie Mildred Pierce, in Carol, La stanza delle meraviglie, Cattive acque e nell recente May December, attualmente in sala. Riguardo a May December il montatore rivela su Cinemontage: “Penso attraverso la nitidezza del montaggio. Negli altri film di Haynes c’è sempre una sorta di qualità persistente: i momenti che puoi vivere e assaporare. Qui è un po’ diverso. Abbiamo così tante scene in una sola inquadratura e le cose accadono all’interno dell’inquadratura, dobbiamo solo stare attenti quando entriamo e quando usciamo. Tutto il resto ha un po’ più ritmo, un po’ più nitidezza”.  Si rincorre la stilistica del true crime dove l’elemento dialogante della musica non fa altro che estraniare lo spettatore, poichè posta e rimossa nei momenti meno “opportuni”. Su ogni tramonto sul mare, su ogni sguardo intenso e addirittura quando la protagonista apre il frigo rendendosi conto che non vi sono più hot dogs. 

Il montaggio risulta sempre interessante: continui giochi di stacchi, numerosi volti e dettagli di animali e insetti. Questi ultimi sono un elemento presente in maniera insistente, donando un tratto documentaristico alla sequenza

Un’altra collaborazione importante di Gonçalves è quella con Jim Jarmusch, cominciata con Solo gli amanti sopravvivono del 2013. Presentato alla 66° edizione del Festival di Cannes e che segue le vicende dei due protagonisti Adam ed Eve, due vampiri amanti e immortali. Tra i lavori realizzati insieme ricordiamo inoltre Gimme Danger, Paterson e I morti non muoiono.
Nel 2014 Affonso Gonçalves prende parte al montaggio della quarta puntata della prima stagione di True Detective, la serie tv creata da Nic Pizzolatto e diretta nella prima stagione da Cary Joji Fukunaga. Le prime tre puntate hanno un ritmo lento e hanno come obiettivo quello di introdurre il carattere dei personaggi, ma la quarta puntata Cani Sciolti si discosta dalle altre per il ritmo davvero incalzante. Infatti, sono presenti ben 6 minuti totali di piano sequenza che immergono lo spettatore nell’azione, tendendo alta la tensione. Un piano sequenza che ha fatto senz’altro la storia della televisione.
Come dichiara lo stesso Gonçalves, in un’intervista pubblicata su youtubeil bello è che è tutto sembra abbastanza astratto quando scrivi la sceneggiatura o quando dirigi gli attori, ma quando sei solo nella tua stanza a montare, beh è lì che vedi veramente la storia”. 

A Ciambra (2018)

Due anni dopo lavora a Little man di Ira Sachs (col quale aveva tra l’altro esordito nel 1996) e nel 2017 monta A Ciambra di Jonas Carpignano e prodotto da Martin Scorsese. A Ciambra narra le vicende di una comunità rom di Gioia Tauro dove il protagonista Pio, tra alcol, fumo e furti, decide di seguire le orme di suo fratello Cosimo. Aldo Spiniello nel suo articolo lo definisce “un film secco, tagliente, violento e puro al tempo stesso”, dunque, il montatore segue anche quello che è lo stile autoriale di Carpignano. Il montaggio sembra seguire lo stato d’animo del protagonista, infatti, in una delle scene in cui Pio è costretto a sistemare controvoglia i rottami in villaggio il ritmo della pellicola è lento e lo osserviamo anche nei gesti più futili del “lavoro”. Al contrario, quando nella scena della festa il desiderio di frequentare e lavorare con persone più grandi si realizza, vi sono numerosi tagli e il ritmo da lento diviene più frenetico unendosi alle forti risate dei personaggi che lo circondano.

Nel 2022 è la volta del thriller Don’t Worry Darling di Olivia Wilde. In concomitanza con l’uscita del film, viene chiesto a Gonçalves come funziona la mente di un montatore a livello di organizzazione e scelte. Si tratta, secondo lui, di tentativi e che si tratta di un processo interno solitario. “Provo personalmente a fare in un modo tecnicamente e meccanicamente e quando funziona attuo. Inoltre la mente funziona continuamente, hai sempre idee che ti frullano per la mente e sta a te equilibrare queste idee per non andare fuori di testa.”

L’ultima opera a cui ha messo mano è Cassandro di Roger Ross Williams, del 2023. Ambientato nei primi anni ottanta, la storia narra la carriera del giovane wrestler Saúl Armendáriz, che decolla con il nome d’arte exótico. Il dialogo con i registi è sempre stato importante per Affonso Gonçalves tanto che in una intervista per Film Courage esalta l’importanza della comunicazione, prima di mettere mano al film. Quando gli viene chiesto se sceglie uno stile di montaggio prima o è qualcosa che si evolve durante il lavoro, egli risponde: “Assolutamente è importante prima il dialogo con il regista, perché all’inizio non avrei proprio idea di come montare. Prima voglio essere informato, è davvero importante il dialogo”.

Il montaggio è comunicazione e di conseguenza anche socialità. “Si, spero ancora di eccellere ma non so se sono ancora stato eccellente. Amo montare come il primo giorno e trovo che con ogni film che faccio e ogni regista con cui lavoro imparo qualcosa. Sono aperto e questa è una cosa che mi alimenta. Il montaggio non sono solo cose tecniche ma è un’attività sociale che ti porta a stare con una persona 10-12 ore al giorno per mesi. C’è un momento che qualcuno parla di film e io sto lì con il mio blocco note a prendere appunti e questo è un altro aspetto del montaggio che io amo”.

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