La befana vien di notte 2. Le origini, di Paola Randi

Un prequel poco ispirato che somiglia a un vecchio luna-park arrugginito in cui si sentono tutti i movimenti del set e dove l’invadenza di Zoe Massenti oscura anche Monica Bellucci.

Se in La befana vien di notte c’erano le ombre di Roald Dahl mescolate a intermittenti tracce horror, in questo prequel si vedono da lontano la saga di Harry Potter e Highlander. Nel prequel del film precedente si rintracciano i frammenti fantasy con i numeri di magia che richiamano gli otto film nati dalla serie di J. K. Rowling. Ma è anche un altro viaggio nel tempo con creature che potrebbero essere immortali. L’obiettivo, non riuscito, è stato forse quello di lasciar entrare in un universo onirico e favolistico con l’innocenza e ,la spontaneità dello sguardo infatile

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Parte come la più classica delle fiabe nere. Nel XVIII° secolo una bambina viene lasciata sul fiume da una madre disperata. Trascorrono diversi anni quando compare Paola, una ragazzina che vive alla giornata e cerca sempre di truffare il prossimo. Inavvertitamente però intralcia i piani del perfido Barone De Michelis, un uomo gobbo che odia a morte le streghe  dopo che secondo lui hanno ucciso la donna che amava e vuole raggiungere il potere con ogni mezzo, supportato dai suoi genitori. Paola non sembra avere scampo ed è destinata ad essere condannata al rogo. In suo soccoorso però arriva Dolores, una strega buona che vive in una casa nel bosco e ha già salvato molti bambini che vivono con lei. Il Barone però non si dà per vinto e continua a darle la caccia.

Scritto, come il precedente, da Nicola Guagianone e Menotti, La befana vien di notte 2. Le origini è un luna-park arrugginito dove si sente il peso di tutte le azioni e i movimenti del set come, per esempio, nel finale. Monica Bellucci parla in italiano e in francese e guarda forse a Gina Lollobrigida del Pinocchio televisivo di Comencini. Il limite più grosso però sono proprio le scene d’azione, con un il cattivo di Fabio De Luigi caricato a mille ancora più di Stefano  Fresi del film di Soavi. Non c’è reale paura o spavento e la stessa regia di Paola Randi perde l’affascinante dimensione astratta di Into Paradiso e Tito e gli alieni per essere semplicemente esecutiva. Dal quartiere srilankese di Napoli del primo film e il deserto del Nevada accanto all’Area 51 del secondo, La befana vien di notte 2. Le origini, smarrisce quella fascinazione dei luoghi e il loro rapporto con i personaggi. Resta solo qualche lampo isolato: la polvere colorata, la farfalla che vola dalla mano. In più Zoe Massenti nei panni di Paola, una delle tiktoker più seguite in Italia con circa tre milioni di followers, invade il film con ritornelli tipo “Accanna accanna Mario, te scongiuro”, mette in ombra gli altri bambini e rende ancora più isolata Monica Bellucci che, al contrario di Paola Cortellesi, appare piuttosto estranea alla storia. Al di là degli effetti, forse La befana vien di notte dovrebbe recuperare il piacere del racconto. Proprio Comencini potrebbe essere un affascinante punto di partenza per il terzo capitolo per ridare forza a una storia che al secondo film è già sfiatata.

 

Regia: Paola Randi
Interpreti: Monica Bellucci, Zoe Massenti, Fabio De Luigi, Alessandro Haber, Herbert Ballerina, Guia Jelo, Corrado Guzzanti
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 116′
Origine: Italia, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
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Il voto dei lettori
1.91 (11 voti)
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