Senza Rimorso, di Stefano Sollima

Sollima e Taylor Sheridan pongono le basi per la saga di Rainbow Six tra le maglie di Amazon Prime Video: una lezione di messinscena pura anche in un territorio governato da brand e interconnessioni

Su Prime Video, la stessa piattaforma che ha rimesso in sesto l’acciaccato Jack Ryan di Tom Clancy per le due notevoli stagioni con John Krasinski, spunta la “storia di origini” dedicata allo storico nemicoamico di Ryan nelle storie di Clancy, John Clark nato John Kelly, già visto ad esempio nello strepitoso Sotto il segno del pericolo di Noyce/Milius, dov’era interpretato da Willem Dafoe ed era molto più cattivo che qui, dove comunque Michael B. Jordan non si tira indietro in quanto a spietatezza. John Clark è soprattutto però il leader dei Rainbow Six, la squadra militare para-governativa su cui Clancy ha costruito il proprio impero nel mondo del videogame bellico (poi ampliato con franchise altrettanto seguiti come Splinter Cell e The Division).
Ciò significa che sulle spalle di Stefano Sollima pesa l’operazione di costruzione di una saga cinematografica che vedrà la definitiva deflagrazione proprio con l’eventuale sequel dedicato alla nascita del team Rainbow: per fare questo, il regista porta con sé quel Taylor Sheridan che gli aveva fornito lo script per il sorprendente Soldado, il lungo precedente di Sollima – entrambi nel frattempo si sono dedicati alla serialità, il regista con l’ambizioso affresco di ZeroZeroZero, e Sheridan con le vette di Yellowstone. Anche stavolta le tematiche sono quelle care allo sceneggiatore, la zona d’ombra del potere dove gli interessi privati si mischiano a quelli nazionali, i contractors con gli eserciti, i cattivi con le agenzie del governo, in quel limbo di confine dove ogni coordinata scompare in una sospensione assoluta, una nebbia percettiva che Sheridan sottolinea già al primo dialogo, in cui il personaggio di Jamie Bell fornisce informazioni risicatissime sulla missione. “Bella chiacchierata”, gli fa Kelly. “Cosa sei, un comico?”, ribatte l’uomo della CIA. “No, lui è quello cazzuto”, chiosa un compagno di squadra.

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La riduzione all’essenziale di sinossi e personaggi è un processo che avanza in parallelo con l’ossessione nascosta del film per il non lasciare traccia, la pulsione di morte neanche tanto celata dalle azioni del protagonista. Se i cadaveri servono solo per scatenare rappresaglie, mantenere la pace significa scomparire anche da morti. La messinscena di Stefano Sollima segue questo assunto – quasi greengrassiano – con un senso pazzesco per la geometria di sequenze, corpi e inquadrature, affinando di film in film la sua capacità di costruzione di una nettezza di sguardo davvero angolare: la lotta tra buio e luce qui si incarna in momenti action in cui l’oscurità è rischiarata solo dalle torce e dai lampi delle armi (l’agguato a casa di Kelly, l’incredibile sezione col doppio cecchino nel palazzo in Russia, quella sì veramente prelevata da una missione del videogame), e le traiettorie raggiungono l’essenzialità degli elementi primari, l’acqua (tanta: dall’acqua emerge MB Jordan nell’incipit, con l’acqua si difende dall’assalto in cella, e poi c’è la resa dei conti finale…), e il fuoco, anch’esso quasi onnipresente.
Il risultato non mantiene forse lo stesso livello di tensione sino alla fine: per restare all’action “di guerra” contemporaneo, il film non è granitico come Mosul ma neanche così esplicitamente arcade come Tyler Rake, nonostante l’azione sia incentrata su modalità apertamente videoludiche tra sezioni stealth e recupero di materiale (la “quest secondaria” totalmente accessoria del recupero dell’attrezzatura dopo l’ammaraggio dell’aereo, di nuovo tra acqua, luce e fuoco che brilla a galla). È una piccola ma lucidissima lezione di messinscena pura anche in un territorio governato da brand e interconnessioni progressive: tra qualche giorno i David premieranno tutt’altro orizzonte cinematografico “ufficiale” per l’Italia, ma per fortuna Stefano Sollima continua a guidare le nostre black ops in territorio straniero.

 

Titolo originale: Without Remorse, o Tom Clancy’s Without Remorse
Regia: Stefano Sollima
Interpreti: Michael B. Jordan, Jodie Turner-Smith, Jamie Bell, Guy Pearce, Todd Lasance, Jack Kesy, Cam Gigandet, Lauren London
Distribuzione: Prime Video
Durata: 109′
Origine: USA 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4.5 (2 voti)
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