Una rassegna su Mathieu Amalric al Massimo di Torino

Dal 13 al 23 aprile, una rassegna organizzata dal Museo Del Cinema di Torino per raccontare il cinema da regista di Mathieu Amalric, tra biopic esorbitanti e thriller borghesi

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Il Museo Nazionale Del Cinema di Torino ha organizzato Vite che non sono la mia, una retrospettiva dedicata ai film diretti dall’attore francese Mathieu Amalric, che si svolgerà dal 13 al 23 aprile al cinema Massimo.

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Attore feticcio di Arnaud Desplechin, negli anni Amalric si è però confrontato anche con il cinema di altri grandi autori europei, da Roman Polanski (L’ufficiale e la spiaad Alain Resnais (Gli amori folli), passando per Olivier Assayas e Jean Francois Richet (la dilogia sul bandito Mesrine con Vincent Cassel).

Sempre più spesso lo si è ritrovato anche in contesti lontani dall’Europa: ha lavorato con Spielberg in Munich, con Wes Anderson in The French Dispatch ed è il villain del Bond Movie Quantum Of Solace, diretto da Marc Forster.

Mathieu Amalric non ha però disdegnato di confrontarsi anche con contesti diversi dal cinema propriamente detto: ha lavorato nel film Netflix Oxygène di Alexander Aja ma anche nella serie thriller francese Le bureau des légendes.

Dopo aver lavorato come aiuto alla regia e sceneggiatore, nel 1997 debutta alla regia con Mange ta soupe. In poco più di vent’anni di attività ha diretto otto film, l’ultimo dei quali è Stringimi fortepresentato al Festival di Cannes 2021.

In dieci giorni, la rassegna presenterà quasi tutti i film diretti da Amalric (a eccezione de L’illusion comique, del 2010). Molti di questi non sono mai usciti in Italia. Tra gli inediti, Barbara, biopic esorbitante, dedicato alla celebre cantante francese ma pensato come un film nel film alla maniera della Nouvelle Vague, Le stade de Wimbledon, tratto dall’omonimo romanzo di Daniele Del Giudice e Le chose publique.

Questi si affiancheranno ovviamente a film già distribuiti come Tournée, storia di un impresario (lo stesso Almaric) che vuole portare in Francia una compagnia di bourlesque californiana, il bellissimo thriller tratto da Simenon La camera azzurra e, ovviamente l’ultimo Stringimi Forte.

Vite che non sono la mia si propone di tracciare una panoramica il più possibile completa delle traiettorie del suo percorso da regista di Amalric, raccontando, sera dopo sera, il suo cinema, retto da una straordinaria delicatezza nell’approcciare le sue storie e da una fascinazione per la frammentazione della narrazione.

 

Di seguito, il programma completo della rassegna.

Stringimi forte (Serre moi fort)

(Francia 2021, 97’, DCP, col., v.o. sott. it.)

Clarisse se ne va una mattina presto. Davanti la strada, dietro due figli e un marito, Marc, che prepara un’altra colazione e cerca un senso per aiutare i ragazzi a continuare. Lucie col suo piano, Paul con le sue domande. Clarisse guida, vuole vedere il mare mentre immagina i suoi figli crescere e Marc invecchiare. Ma niente è come appare. Adattato liberamente da una pièce teatrale di Claudine Galéa.

Mer 13, h. 20.30/Mar 19, h. 18.15 

Barbara

(Francia 2017, 98’, DCP, col., v.o. sott. it.)

Strano biopic sopra le righe, perché al centro di questa storia non c’è la Barbara cantautrice francese scomparsa vent’anni fa, dopo una vita di successi e palcoscenici, di viaggi in auto e teatri affollati, ma quella dell’attrice che deve interpretare un film su di lei. Il classico film nel film nel film, con frammenti che si allargano come in un caleidoscopio, con lo sguardo di Amalric ancora una volta a bordo palco, dietro le quinte, ai margini delle inquadrature, nei panni doppi del regista del film e nel film, proprio come Truffaut in Effetto notte.

Ven 15, h. 16.00/Lun 18, h. 18.15 

La camera azzurra (La chambre bleu)

(Francia 2014, 71’, DCP, col., v.o. sott. it.)

Julien ed Esther s’incontrano in una camera d’hotel tappezzata di azzurro, per amarsi appassionatamente e scambiare qualche parola dopo l’amplesso. Un dialogo senza impegno, o almeno così crede Julien. Di fronte alle domande del commissario di polizia, però, non ne è più sicuro. Arrestato per l’omicidio del marito di Delphine, che forse non ha mai commesso, Julien scopre che ricordare può essere un’azione complessa, che le immagini affiorano prepotenti, si accavallano, si ripetono e possono farsi rapidamente materia di ossessione.

Ven 15, h. 18.15/Lun 18, h. 16.00

 

Tournée

(Francia 2010, 110’, DCP, col., v.o. sott. it.)

Un impresario francese porta per la Francia una compagnia di new burlesque californiana. Amalric stesso interpreta Joachim, che una volta era un produttore televisivo, ma il cui carattere negli anni lo ha portato a essere inviso a quel mondo, relegandolo agli spettacoli di provincia, sempre sognando di tornare nella capitale da vincitore.

Sab 16, h. 16.00/Dom 17, h. 18.15

 

Le Stade de Wimbledon

(Francia 2001, 70’, 35mm, col., v.o. sott. it.)

Il secondo lungometraggio da regista di Mathieu Amalric è un fedele adattamento del romanzo dello scrittore Daniele Del Giudice, pubblicato nel 1983. La storia è quella di una ricerca personale e letteraria nella città di Trieste. Il film è interpretato principalmente dall’attrice Jeanne Balibar, che è anche il narratore.

Sab 16, h. 18.15/Mar 19, h. 20.30

 

La chose publique

(Francia 2003, 83’, 35mm, col., v.o. sott. it.)

A un regista viene affidata la realizzazione di un film per la nuova serie “Maschile-Femminile” della rete televisiva culturale Arte. Partendo dalla legge sulla parità dei sessi, l’uomo decide di ambientare il suo film nel mondo politico, molto lontano dal suo. Tre settimane prima di iniziare le riprese, sua moglie gli dice di aver incontrato un altro uomo.

Sab 16, h. 20.30/Sab 23, h. 16.00

 

Mange ta soupe

(Francia 1997, 75’, 35mm, col., v.o. sott. it.)

Dopo molti anni di assenza, un figlio torna a casa per far visita alla madre, egocentrica critica letteraria consumata dal mondo dei libri. Sua sorella è completamente chiusa in se stessa, suo padre è un giornalista un po’ sognatore. Nessuno nella sua famiglia è disposto ad aiutarlo ad affrontare il grande trauma della sua infanzia: il suicidio del fratello.

Dom 17, h. 16.00/Ven 22, h. 20.30

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