36° Toronto Film Festival, uno sguardo sul futuro. Trailer e immagini

36° Toronto Film Festival, Uno sguardo sul futuro

La 36° edizione del Toronto International Film Festival (8-18 settembre) propone una ricchissima selezione, guidata dal fil rouge di un'umanità proiettata verso un futuro incerto, concentrata nella sfida: alle leggi della fisica e della biologia, alla malattia e alla morte. Forse anche a una nozione di "progresso" che sta conducendo al collasso un mondo preda del capitalismo sfrenato. 

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Oltre 300 film, tra cui le grandi anteprime: Pearl Jam Twenty di Cameron Crowe, Twixt di Francis Ford Coppola, ma anche Werner Herzog, Guy Maddin, Sarah Polley, Frederick Wiseman e il ritorno di Terence Davies.

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"Quest'anno molti registi canadesi si sono concentrati su una serie di pressanti questioni sociali, tra cui le conseguenze del progresso, i concetti di privacy e identità in un mondo hi-tech sempre più alienato, la vita durante e dopo le guerre passate e presenti" ha dichiarato il responsabile della selezione Steve Gravestock.

In alto, KEYHOLE di Guy Maddin. In basso, LOVE & BRUISES di Lou YeMolti film sono già in anteprima mondiale a Venezia 68Killer Joe di William Friedkin, Shame di Steve McQueen, The Ides of March di Clooney, Dark Horse di Todd Solondz, The Moth Diaries di Mary Harron, W.E. di Madonna, A Dangerous Method di David Cronenberg, A Simple Life di Ann Hui, Alps di Yorgos Lanthimos, Cut di Amir Naderi, Kotoko di Shinya Tsukamoto, La Folie Almayer di Chantal Akerman, Faust di Alexander Sokurov, Un été brûlant di Philippe Garrel, Wuthering Heights di Andrea Arnold.

Altri rappresentano l'occasione per il pubblico nordamericano di vedere i film della 61° Berlinale (Coriolanus, Pina di Wim Wenders, Nader and Simini. A Separation) e Cannes 64 (Hors Satan, Las Acacias, Restless, We need to talk about Kevin, Drive, La piel que habito, Arirang, Melancholia, Martha Marcy May Marlene, The Artist, This is not a film di Jafar Panahi, The Artist, Volcano  di Rúnar Rúnarsson, Take Shelter, di Jeff Nichols, vincitore della Settimana della Critica).

In un omaggio a Pablo Trapero verrà riproposto Mundo grúa, esordio del regista argentino di Familia Rodante, Nacido y criado, Leonera, Carancho e del nuovo film collettivo 7 días en La Habana).

Vediamo alcuni dei titoli più attesi:

Keyhole (info e foto) ultimo film di Guy Maddin, gangster story visionaria, ancora con la sua Musa Isabella Rossellini, Udo Kier e Jason Patric; Oslo, 31. August di Joachim Trier (info, foto e tre clip, la recensione da Cannes 64, videointervista al regista) ispirato a Fuoco Fatuo di Pierre Drieu la Rochelle.

Come anteprime assolute, segnaliamo Poulet aux prunes (info, prima foto) di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, con Mathieu Amalric, 50/50 (primo trailer e foto, secondo trailer) di Jonathan Levine, con Joseph Gordon-Levitt e Seth Rogen, tentativo di affrontare una storia (vera) di un ragazzo che si ammala improvvisamente di tumore senza rinunciare all'humor, Take This Waltz (info e foto dal set, tre clip video e foto) secondo lungometraggio da regista di Sarah Polley, sempre con Rogen, Michelle Williams e Luke Kirby. 

Mathieu Amalric in Poulet aux prunes -  al 36° Toronto Film FestivalAnteprima anche per The Hunter di Daniel Nettheim, tratto dal romanzo dell'australiana Julia Leigh (regista di Sleeping Beauty, presentato a Cannes) drammatica storia di un mercenario  in cerca della leggendaria Tigre della Tasmania: protagonista Willem Dafoe, affiancato da Frances O'Connor e Sam Neill (trailer).

L'evento canadese segna il ritorno alla regia del britannico Terence Davies, con The Deep Blue Sea, tratto dalla pièce di Terence Rattigan Il profondo mare azzurro, con Tom Hiddleston e Rachel Weisz. L'attrice sarà a Toronto anche con 360, nuovo film di Fernando Meirelles ispirato a La Ronde di Arthur Schnitzler, accanto a Jude Law, Ben Foster e  Anthony Hopkins.
Cédric Khan porta al Festival A Better Life, con Guillaume Canet, mentre Bruce McDonald (The Tracey Fragments, Pontypool, This movie is broken) presenta Hard Core Logo II, sequel del suo film culto degli anni '90.

Particolarmente interessante la scelta dei documentari:

Documentari al 36°Toronto Film FestivalIn The Patron Saints (teaser trailer) Brian M. Cassidy e Melanie Shatzky tentano il ritratto di una clinica per anziani e disabili con un linguaggio anticonvenzionale, iperrealista e ricco di humor nero e momenti di imprevisto lirismo.

Surviving Progress, di Mathieu Roy e Harold Crooks, esplora le trappola del "progresso" attraverso le voci di Stephen Hawking e Margaret Atwood, tra gli altri. Il documentario pone un quesito mai così attuale, in tempi di crisi globale: siamo abituati a misurare l'evoluzione del genere umano dagli sviluppi delle tecnologie, ma che succede se lo sviluppo in realtà si dimostra una cavalcata verso il collasso? Martin Scorsese è produttore esecutivo.

Accanto a Into the Abyss (info, tre clip video e foto) documentario sulla pena di morte diretto da Werner Herzog, un altro sguardo sul sistema di giustizia americano è offerto da Paradise Lost 3: Purgatory (trailer) produzione HBO, terzo di una trilogia di Joe Berlinger e Bruce Sinofsky, cronaca dell'odissea durata 18 anni di tre teenager  frettolosamente accusati di un orribile crimine mai commesso – caso noto come quello dei “West Memphis Three". L'unica "colpa" dei tre era di indossare magliette di gruppi rock e metal… Proprio il 19 agosto di quest'anno i tre, dopo 18 anni di ingiusta prigionia, hanno finalmente riacquistato la libertà.

Ancora, Crazy Horse (trailer) nuovo del grande Frederick Wiseman, alle prese con le notti del leggendario night parigino (anche nella sezione Venice Days al Lido); Comic-Con Episode IV – A Fan’s Hope, lo sguardo di Morgan Spurlock sulla famosa convention di San Diego, vero e proprio catalizzatore di cultura pop contemporanea, e I’m Carolyn Parker: The Good, the Mad, and the Beautiful (teaser trailer, due clip) di Jonathan Demme, già in anteprima a Venezia 68). Léa Pool, già autrice di Emporte moi e L'altra metà dell'amore, presenta Pink Ribbons, Inc. (una clip) documentario sulle reali destinazioni del denaro raccolto in nome della lotta contro il cancro al seno.
I'M CAROLYN PARKER (Demme) e SAMSARA (Fricke) - TORONTO 36Whore's Glory (trailer) di Michael Glawogger (che vedremo anche a Venezia 68 nella sezione Orizzonti) è il film conclusivo di un trittico sulla prostituzione: tre paesi, Thailandia, Bangladesh e Messico, tre lingue, tre religioni, donne diverse accomunate da una condizione durissima.

Il britannico Mark Cousins presenta The Story of Film: An Odyssey, monumentale documentario di 15 ore (trailer) che si sviluppa lungo tutta la storia del cinema. Compaiono Wim Wenders, Stanley Donen, Kyoko Kagawa, Lars Von Trier, Bernardo Bertolucci, Jane Campion, Robert Towne, Claire Denis, Amitabh Bachchan, Gus Van Sant e moltissimi altri: si tratta di un progetto nato come serie in 15 episodi per Channel4.

Corinna Belz porta a Toronto l'esito di una lunga permanenza nello studio di un importante artista contemporaneo, Gerhard Richter, mentre Ron Fricke, direttore della fotografia di Koyaanisqatsi e già regista di Chronos e Baraka, presenta un suggestivo lavoro girato in 70mm, Samsara (su Facebook, il sito ufficiale) collage lirico sui ritmi della vita e il ciclo del pianeta. Alla colonna sonora ha partecipato Lisa Gerrard dei Dead Can Dance. L'ungherese Andrey Paounov, autore dello stralunato The Mosquito problem, torna con The Boy Who Was A King.

Tra i film di mezzanotte c'è il postapocalittico The Day (info, foto e trailer) di Douglas Aarniokoski, già al lavoro sul nuovo Nurse 3D. Altra chicca per gli appassionati di film di genere, il secondo lungometraggio diretto da Julien Maury e Alexandre Bustillo dopo A l'intérieur: Livid (info e foto). Sul fronte horror, torna al TIFF Adam Wingard (lo scorso anno ha presentato A Horrible Way To Die) con You’re Next.

HEADSHOT - Pen-ek Ratanaruang al 36° TIFFNella sezione Special Presentations, è molto atteso Afghan Luke (trailer) diretto dallo scrittore e filmaker Mike Clattenburg (Trailer Park Boys). Racconta la storia di un giornalista freelance (Nick Sthal) che torna in Afghanistan dopo aver suscitato scandalo e forse censura con una storia scomoda sugli abusi dei cecchini canadesi.

Tra gli orientali, Headshot di Pen-ek Ratanaruang, storia di un killer che dopo un incidente vede il mondo letteralmente al contrario; Love and Bruises (presente anche a Venezia 68) con Tahar Rahim (Un profeta), Jalil Lespert e Lika Minamoto, diretto da Lou Ye e impreziosito dalla fotografia di Nelson Yu-Lik Wai; Countdown, esordio del coreano Huh Jung-ho; Smuggler (trailer) del giapponese Katsuhito Ishii (Shark Skin Man and Peach Hip Girl), e nella sezione Special Presentations, 11 Flowers di Wang Xiaoshuai.
Da Venezia 68 arrivano Life Without Principle (trailer) di Johnnie To e Himizu di Sion Sono. Ci sarà anche Wish (Kiseki) di  Hirokazu Kore-Eda (trailer).
Non manca, in anteprima mondiale, un probabile capolavoro animato: A letter to Momo (trailer) di Hiroyuki Okiura (Jin Roh).

Tra i cortometraggi ne segnaliamo solo uno, molto promettente: Hope (trailer) di Pedro Pires (franco-portoghese, collaboratore per uno spettacolo del Cirque du Soleil, filmaker a tutto tondo già autore di Danse Macabre, corto vincitore del TIFF 2009): "la violenza della guerra vista attraverso gli occhi di un generale sul letto di morte".

James Franco, che sarà a Venezia con Sal e l'installazione Rebel, nonchè in veste di presentatore del film restaurato di Nicholas Ray,  We can't go home away, a Toronto porta una colaborazione artistica con Gus Van Sant, Memories of Idaho.

Film italiani: oltre a Terraferma di Crialese, Il villaggio di cartone di Olmi e Habemus Papam di Nanni Moretti, Il primo uomo di Gianni Amelio sarà presentato in anteprima mondiale.

Infine, saranno proiettati Carré Blanc (trailer) di Jean-Baptiste Léonetti, interessante sci-fi presentato sul mercato a Cannes 64, Tyrannosaur di Paddy Considine, Woman in the Fifth di Pawel Pawlikowski, Jeff, Who Lives at Home, dei fratelli Jay e Mark Duplass (Cyrus), The Descendants di Alexander Payne (Sideways) viaggio tragicomico di un George Clooney costretto a riesaminare il proprio passato e il proprio futuro, Rampart di Oren Moverman, con Woody HWoody Harrelson in RAMPART di Oren Movermanarrelson poliziotto corrotto, Albert Nobbs di Rodrigo Garcia, con Glenn Close e Mia Wasikowska, Machine Gun Preacher di Marc Forster, Sarah Palin – You Betcha!, attesa performance di Julianne Moore.
 
In Café de Flore (trailer) anche a Venezia 68 nella sezione Venice Days, Jean-Marc Vallée (che al Lido presentò già CRAZY) dirige Vanessa Paradis in una storia ambientata nella parigi degli anni '70. L'australiano Fred Schepisi torna con una coppia di ottimi veterani, Geoffrey Rush e Charlotte Rampling, in The Eye of the Storm (trailer) tratto dal romanzo del premio Nobel Patrick White.

Un commento

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    Hope trailer –

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