Fantasy Island, di Jeff Wadlow

Jeff Wadlow riporta sullo schermo il ‘gioco maledetto’, ovvero quel divertimento apparente che ben presto si rivela una trappola mortale, iniziato con il suo primo film Nickname: enigmista e proseguito poi con Obbligo o verità. Il “gioco” negli horror viene usato per qualcosa di più che terrorizzare lo spettatore: è scelto come escamotage non solo per mettere in scena la tensione scaturita dal terrore dei personaggi, ma anche per mostrare il timore che il gioco faccia qualcosa di ben più grave che uccidere, che costringa alla verità (vedasi Saw).

Fantasy Island prende il concept della serie tv di successo degli anni ’80 Fantasilandia, trasformandone il genere di appartenenza. Riconvertire la narrazione in chiave horror è una strategia brillante, così come lo è stata il far diventare raccapricciante il ‘truth or dare’ in Obbligo o Verità. L’idea c’era, il concept iniziale pure; rimane però il problema non passabile del mal utilizzo del genere cinematografico, da cui ci si aspettano determinati canoni. Di horror c’è davvero poco, e a livello tecnico e narrativo il film fa molta fatica ad esprimersi; niente di memorabile nemmeno dal punto di vista degli effetti speciali non impressionanti. Inesistenti le sequenze che fanno sobbalzare lo spettatore dalla sedia, e quando il regista prova a impegnarsi fallisce finendo in una serie di cliché. È vero che l’intento dell’horror oggi non è più quello di spaventare seguendo i canoni convenzionali, ma il film non riesce a terrorizzare nemmeno a livello psicologico. Quello che vuole raccomandare al pubblico lo si ottiene parafrasando Oscar Wilde – attento a ciò che vuoi perché potresti anche ottenerlo – ma finisce qua.

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Insinuare che un progetto della Blumhouse fatichi a rientrare nel genere è forse un’azzardo, dal momento che la factory di Jason Blum produce prevalentemente horror, alcuni dei quali di successo (Paranormal Activity, Ouija) e altri anche di un certo spessore autoriale (Split, Get Out), ma il fatto che cerchi di tenere un prodotto low budget (solo sette milioni), destinandolo a un pubblico più numeroso – essendo il film adatto anche agli adolescenti – impedisce al film di andare oltre alle sue possibilità, ponendogli dei limiti e rimanendo così un prodotto mediocre.

Fantasy Island è un’isola sconosciuta che offre ai visitatori di esaudire i loro desideri più profondi. È qui che un gruppo di giovani adulti incontra Mr. Roarke, colui che gestisce il resort, personaggio inizialmente enigmatico e sfuggente, che si presta per accompagnarli all’inizio di un percorso onirico; ma mentre nella versione televisiva i desideri venivano realizzati con l’ausilio di attori, qui è l’isola stessa ad avere dei poteri sovrannaturali, capaci di garantire agli ospiti esperienze reali. L’unica speranza di salvezza è decifrare il segreto dell’isola e opporsi allo scorrere delle proprie fantasie.

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Ci sono solo due regole per la realizzazione dei desideri: ogni ospite ha il diritto di vedere realizzato un solo desiderio e il processo, una volta iniziato, dev’essere seguito fino alla sua conclusione naturale, senza poter essere fermato. Ma come spesso accade ciò che si pensa di desiderare non coincide con quello che si ottiene alla fine; due regole tanto semplici e limitanti, ma che si rivelano abbastanza per trasformare i sogni in incubi. Il genere horror che parla di sogni e fantasie è un’ottima trovata per esplorare i desideri umani più perversi e inconfessabili fino alle loro conseguenze più estreme, prestandosi all’analisi morale dei risvolti umani. Peccato però che i desideri espressi dai protagonisti si rivelino essere davvero poco intriganti e perversi: tra chi vuole vivere un’esperienza da nababbo e chi rimpiange un momento della vita, è la vendetta di una ragazza nei confronti della compagna che la bullizzava a scuola quello che più salta agli occhi, seppur non superando comunque la soglia d’interesse.

 

Titolo originale: id.
Regia: Jeff Wadlow
Interpreti: Michael Peña, Maggie Q, Portia Doubleday, Kim Coates, Michael Rooker, Lucy Hale
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 110′
Origine: USA, 2020

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4 (1 voto)

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