In vacanza su Marte, di Neri Parenti

Disponibile in streaming on demand il cinepanettone spaziale è una sorta di parco a tema del genere, la sua definitiva sospensione sotto la cupola sanificata del 360 Led Wall e del pianeta virtuale

Il cinepanettone spaziale chiarisce in maniera ancora più abissale come i suoi personaggi siano perseguitati da sempre, vittime di una maledizione per cui non importa quanto lontano potranno scappare, la commedia scatologica li scoverà ogni volta, ci sarà sempre una stritolata sui testicoli ad attenderli, finanche su Marte: in questo, l’ultimo Parenti è davvero lo svelamento definitivo, con il parco a tema marziano che replica location significative della storia dell’umanità, dall’Antica Roma in su, che sembra davvero la dimensione-cinepanettone nella sua forma più pura, il Nilo uguale all’India uguale a New York – potrebbe quasi sembrare il terzo episodio di A spasso nel tempo, ma il 360 Led Wall che ha permesso al film di essere girato in tempo di pandemia è più semplicemente utilizzato per recuperare suggestioni che il nostro cinema leggero ha già visitato in titoli come Totò sulla Luna di Steno o lo sketch finale di Superfantozzi (per restare sempre a Neri Parenti).

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L’hotel in cui si dipanano i soliti canovacci di bigamie, equivoci e scambi di persona potrebbe dunque essere dovunque, e l’intero espediente del viaggio nello spazio serve alla fine per riuscire ad isolare Boldi & De Sica per una nuova occasione nello stesso letto, a reiterare ancora una volta come l’unico amore davvero fedele (nonostante gli screzi di qualche tempo fa) in questi film sia insomma quello tra i due mattatori: qui la “copertura” è letteralmente quella degli amanti omosessuali per un paio di gag, peccato però che la coppia stavolta mostri da subito di non funzionare davvero nemmeno per un istante. Il più disperato è inequivocabilmente Christian De Sica, tragicamente spompato e fuori tono in un film che tenta più volte la carta della tenerezza boldiana, recuperando di fatto la situazione di Cucciolo, ancora Neri Parenti – il mood da autocelebrazione attraversa un po’ tutta l’opera (ma era già in parte così negli ultimi De Sica da regista), con la trama parallela degli influencer e della blogger che deve svelarne la relazione costruita a tavolino da Herbert Ballerina, che rimanda apertamente al furibondo Paparazzi.

Come Lockdown all’italiana, si tratta a conti fatti di una produzione che ricorderemo soprattutto per averci indicato la via del set in epoca di distanziamento: da questo punto di vista la caratterizzazione di Milena Vukotic in cerca di attempati spasimanti sotto la cupola liofilizzata della scenografia virtuale ricorda da vicino una delle arzille vecchiette strampalate dei troni over di Uomini & Donne. Il programma di Maria De Filippi, vero e proprio cinepanettone catodico che non conosce Natali o vacanze, dovrà prima o poi essere studiato per la maniera in cui si è ri-settato all’istante in modalità sanificata, prima con la villetta in cui Gemma, la versione “reale” del personaggio di Vukotic, rispondeva ai pretendenti via chat aizzata dalla voce acusmatica di Maria; e poi con l’attuale setting di plexiglass, balli sul posto e mascherine trasparenti. Ecco, In vacanza su Marte mostra le stesse dinamiche dei pomeriggi di canale5, con gli amori tra le coppie intergenerazionali, la spaziotemporalità completamente sospesa, e l’uso strumentale della comunicazione social: è la rivelazione della fine annunciata del genere tutto, quello di essersi trasformato nella versione meno volgare di una esterna di Uomini & Donne.

 

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Regia: Neri Parenti
Interpreti: Massimo Boldi, Christian De Sica, Lucia Mascino, Paola Monaccioni, Luigi Luciano (Herbert Ballerina), Milena Vukotic, Denise Tantucci
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata:
Origine: Italia, 2020

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.76 (46 voti)
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