Luciano Salce: la forza dell’ironia, omaggio al regista

Il 17 dicembre 1989 il mondo dello spettacolo italiano perdeva uno dei suoi esponenti più irriverenti e innovativi: Luciano Salce. A trent’anni dalla morte, Torino decide di ricordarlo con una rassegna di sette film tra i più famosi e importanti dell’autore, che saranno proiettati al Cinema Massimo dal 13 al 18 dicembre. A dare il via all’omaggio Luciano Salce: la forza dell’ironia, organizzato  dal Centro Studi Cinematografici e il Museo Nazionale del Cinema, sarà l’incontro (venerdì 13 alle 20:45) con il figlio del regista Emanuele Salce e lo studioso Andrea Pergolari che, insieme a Massimo Causo e a Giancarlo Zappoli (Presidente del Centro Studi Cinematografici), ripercorreranno la vita e la carriera dell’artista, anche attraverso le testimonianze di attori e registi che lo hanno affiancato in L’uomo dalla bocca storta (Emanuele Salce/Andrea Pergolari, 2009), che sarà proiettato a seguire.

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Iniziando la sua carriera in teatro nel primo dopoguerra, Luciano Salce ha saputo attraversare tutti i media dello spettacolo italiano, passando attraverso radio e cinema fino ad arrivare anche in televisione, dove la simpatia e l’ironia dei suoi interventi lo resero rapidamente popolare. Capace di comprendere e interpretare la fase di passaggio dal cosiddetto ‘neorealismo rosa’ alla ‘commedia all’italiana’, il regista è stato interprete e fautore dell’evoluzione del nostro cinema popolare sino agli anni ’80. Un titolo emblematico è Fantozzi (1975) che, nato dalla collaborazione con Paolo Villaggio, ha dato vita alla serie di commedie grottesche dedicate al ragioniere più famoso d’Italia.

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Altra collaborazione fruttuosa fu quella con Ugo Tognazzi che, infatti, è il protagonista di quattro dei film scelti per la rassegna, tra cui Il federale (1961): ritratto sfaccettato di un ambizioso miliziano fascista, portò il regista all’attenzione della critica e del pubblico. Gli altri titoli, ‘figli’ di questa accoppiata vincente, che saranno proiettati nel corso dell’omaggio sono: La voglia matta (1962) in cui un industriale milanese quarantenne insegue per un pomeriggio una gioventù che ormai non gli appartiene più; Le ore dell’amore (1963) storia di una coppia felicemente innamorata che entra in crisi nel momento in cui i due decidono di sposarsi; L’anatra all’arancia (1975) che, con coprotagonista Monica Vitti, racconta le tribolazioni di una coppia atipica ma ‘follemente’ innamorata.

La rassegna prevede anche la proiezione di uno dei film più controversi e anche meno visto di Salce (la pellicola fu ritirata dalle sale, perché considerata troppo ‘scomoda’), Colpo di Stato (1969): commedia satirica di ‘fantapolitica’ scritta da Ennio de Concini che ha spiazzato sia la critica di destra che quella di sinistra.

Infine, Vediamoci chiaro (1984), penultimo film dell’autore che vede protagonista Johnny Dorelli nei panni del proprietario di una tv privata che perde la vista e il controllo del suo piccolo impero.

Infine segnaliamo, a corredare l’omaggio torinese, che sabato 14 dicembre alle ore 18.00 Emanuele Salce sarà ospite del Circolo del Cinema Dino Risi (aderente al CSC), a Trani, in Puglia, per un incontro moderato dal critico Anton Giulio Mancino, che concluderà la retrospettiva Salce e martello. Un regista di stile curata da Lorenzo Procacci Leone.

Qui il programma completo della rassegna torinese.