#Venezia76 – The New Pope, l’iperbole sorrentiniana torna a Venezia

L’egocentrica chiesa cattolica di Paolo Sorrentino (Il Divo, Le Conseguenze dell’amore) ritorna alla mostra del cinema di Venezia con due episodi in proiezione speciale, nello specifico il secondo e il settimo, mostrandoci non più uno, ma ben due papi americani: il già visto Jude Law, nei panni di Lenny Belardo, e il nuovo testimone John Malkovich.

Inizialmente annunciata come seconda stagione di The Young Pope (partecipante fuori concorso alla mostra di Venezia nel 2016), la serie tv, composta da 8 episodi, scritta insieme a Umberto Contarello, nata dalla collaborazione tra Sky Atlantic e HBO, e prodotta da Wildeside e Mediapro, sarà in realtà una miniserie che racconta una nuova storia con, probabilmente, un nuovo papa, seppur ripresentando personaggi già conosciuti e mantenendo la stessa ambientazione. Nel cast figurano ancora una volta Silvio Orlando, Cecile De France, Javier Camara, Ludivine Sagnier, affiancati da già annunciate nuove apparizioni, come Sharon Stone e Marilyn Manson. Ancora non si conosce il motivo dietro quest’insolita scelta strutturale, forse legata alla dichiarazione fatta alla stampa da Sorrentino, secondo cui The Young Pope andrebbe considerato come un film di 10 ore più che una serie tv, oppure potrebbe essere che l’autore voglia staccarsi dal modello antologico americano, sebbene sembri un sequel a tutti gli effetti.

The New Pope è una serie avvolta nel mistero: si erge sulle spalle del successo di The Young Pope, che si era concluso non con pochi enigmi, eppure non vuole esserne un seguito diretto. Queste due opere vantano della fotografia di Luca Bigazzi (La Grande Bellezza, Sicilian Ghost Story, Pane e Tulipani), uno dei più celebri direttori della fotografia italiani, vincitore di ben 7 David di Donatello tra cui 4 di questi sotto la regia dello stesso Sorrentino. Bigazzi quest’anno riceverà proprio al Lido il premio Passion for Film, dedicato agli artisti che collaborano strettamente con il regista contribuendo in modo determinante al compimento dell’opera.

The Young Pope si è concluso con una carrellata e zoom out della camera che, partendo da piazza San Marco, mostra l’Italia, l’Europa e infine la Terra, come a rappresentare lo sguardo di Dio sugli uomini, intento ad osservare la sua creazione, indicazione del fatto che, almeno per quanto riguarda Lenny, Dio esiste. Non ci è dato però sapere cosa pensi, dica o faccia. Nel suo mostrarci il silenzio del creatore, il finale conferma l’attitudine di Sorrentino a fare continui riferimenti a figure invisibili: citando più volte artisti che, proprio come Dio, come il papa, come i registi, e come la trama stessa di The New Pope, preferiscono non mostrarsi.

The Young Pope, così come probabilmente farà anche il suo supposto seguito o spin-off, è forse il lavoro più personale dell’autore, raccontando della solitudine di un personaggio impressionabile ma al tempo stesso pieno di sé. Questo rappresenta un po’ il suo modo di fare cinema. Sorrentino guarda all’eredità di Federico Fellini e a quella lasciata da Ingmar Bergman, al loro bisogno di credere nella fede, aggiungendo un velo di satira e ironia su di un apparato che rappresenta sia il sacro che il profano, creando un mondo ricco di personaggi bizzarri ma intriganti e doloranti, e di monologhi surreali, che si pone a metà strada tra il cinema italiano del passato e il nuovo mondo televisivo americano.

 

Sorrentino ha dato vita al suo profilo Instagram proprio quando ha rilasciato la prima foto ufficiale di The New Pope, liberando nel cyber spazio diversi indizi stravaganti che hanno fatto scalpore. La prima immagine di The New Pope ritrae Jude Law e John Malkovich, il primo davanti all’altro, e il secondo con metà del volto coperta, mostrati entrambi con indosso le vesti papali. L’ambivalenza della rappresentazione è stata fin da subito palpabile. A seguire, una foto inaspettata: Jude Law, con indosso solo un paio di slip bianchi, probabilmente sempre nelle vesti del papa Lenny Belardo, che attraversa una spiaggia, con intorno a lui delle ragazze intente a giocare a pallavolo. Cosa possiamo dedurre da quest’immagine? Lenny Belardo è ancora in carica al momento in cui avviene la scena? Si passa dalla vestizione di Lenny in The Young Pope, prima del discorso ai cardinali sulle note di “Sexy and I know it”, alla sua svestizione in “The New Pope”. Questo scenario potrebbe essere l’ennesimo omaggio di Sorrentino al film “Morte a Venezia” di Luchino Visconti.

C’è quindi molta attesa, anche per scoprire quali musiche saranno utilizzate nel corso della serie (ricordando ‘Senza un perché‘ di Nada, ‘All Along the Watchtower‘, scritta da Bob Dylan e ri-arrangiata da Jimi Hendrix, Jeff Buckley, Béla Bartók, i Jefferson Airplane), e soprattutto per sentire la colonna sonora che verrà utilizzata per la nuova sigla. Sorrentino ha sempre fatto delle scelte musicali singolari, come nell’intro di The Young Pope. Se The New Pope seguirà le orme di The Young Pope, probabilmente continuerà a portare sugli schermi di tutto il mondo il rapporto tra chiesa e fede, uomo e Dio, contraddizioni e verità, ma soprattutto elementi di cultura pop e tradizione.

Le domande che richiedono risposte sono molteplici, ma la più importante rimane una: “Che cosa è successo a Tonino Pettola?”.