100 % Lupo, di Alexs Stadermann

Presentato ad Alice nella città, arriva un prodotto di animazione indipendente, la quale continua a riportare in auge le figure della mitologia fantastica in chiave comica per ragazzi

Il cinema d’animazione per ragazzi sta abituando il suo pubblico ad approcciarsi al genere horror per vie e meccanismi ben diversi da quelli classici: le sue iconiche figure sono, così come il terrore e gli orrori che li accompagnano, rappresentati in versioni ben più goffe e ironiche, parodizzando quegli incubi ormai fin troppo celebri per poter vantare della stessa atmosfera di paura che li accompagnava al principio. Basti pensare a Hotel Transylvania, che riporta in auge la figura di Dracula ma come padre buono e affabile, o a Bigfoot Junior, che sfrutta la leggenda della creatura per mandare un messaggio ecologico. Pellicole made in USA che non sono parte dell’universo Disneyano, o pellicole che rientrano nel CGI di matrice europea, che da tempo cercano di eguagliare le produzioni capostipiti con risultati quando buoni quando assolutamente mediocri: fin troppo spesso si assiste a reiterazioni di trope e situazioni classiche che di rado aggiungono qualcosa di significativo al filone conosciuto.

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Di produzione australiana, 100% Lupo a sua volta trae dalla mitologia horror, ripescando una delle creature più famose dell’immaginario horror-fantastico al fine di inscenare un percorso di formazione che si prefigge di insegnare il rispetto per sé stessi e per gli altri. Se la Disney si focalizza perlopiù sul raccontare storie di eroine (Frozen, Rapunzel e prossimamente Raya e l’ultimo drago), e la Pixar continua a elaborare personaggi e storie originali che fanno leva sull’interiorità emotiva (con gli ultimi Soul e Onward – Oltre la magia e i precedenti Coco e Inside Out), le altre case di produzione – come anche Laika, che spinge sull’esistenzialismo (Mister Link) – si sono orientate sul portare sullo schermo quegli animali provenienti dal regno naturale e abbelliti con elementi di fantasia che tanto piacciono ai bambini (Rango, Pets – Vita da animali) oppure, come in questo caso, si sono volte al passato per cercare i loro eccentrici protagonisti, portando così nell’animazione gli elementi più iconici della letteratura e del cinema horror. Tale intuizione ha permesso la nascita di storie in grado di far riflettere, cambiando la prospettiva sui personaggi fantastici usati come soggetto e rendendoli più accessibili ai più – tutto in un mix di comicità e mitologia. Le varie figure riportate in vita nel mondo animato sono peculiari, prendendo spunto dai loro omologhi classici per creare gag assurde e divertenti – un Bigfoot acculturato – pur cercando di mantenere la loro caratteristica atmosfera grazie a trovate talvolta intelligenti – un hotel per far sì che i mostri possano essere se stessi – e dettagli che consentono di creare riconoscibili i luoghi comuni (La famiglia Addams 2019). 100% Lupo fa lo stesso, riportando al cinema la leggenda dei licantropi ma trasformando lo spaventoso in qualcosa di più positivo: il loro aggirarsi furtivo nella notte è al fine di salvare le persone!
Il protagonista è Freddy Lupin, che discende da un’importante stirpe di lupi; arrivato alla maggiore età potrà trasformarsi per la prima volta, ereditando non solo la forza e il potere di un licantropo, ma anche l’incarico di leader del clan. Tuttavia, arrivato il giorno fatidico, la trasformazione di Freddy si rivela ben diversa dalle aspettative di tutti così come dalle sue: sotto la luce della luna piena assume le sembianze di un piccolo barboncino, il che da al suo perfido zio la possibilità di cacciarlo e avvalorare la sua pretesa al ruolo di leader, essendo i cani rappresentati come le nemesi dei lupi mannari, che li vedono come “diversi” e “inferiori”.
Diventato un randagio, Freddy avrà modo di imparare a conoscerli e apprezzarli, scoprendo di disprezzarli solo perché non li conosce realmente. Non dimentica però il suo obbiettivo di recuperare la pietra lunare, persa anni prima, così da poter dimostrare al branco di essere meritevole del ruolo di capo.
Questo percorso vedrà il giovane protagonista scontrarsi con una realtà a lui ignota, con i suoi pregiudizi e la sua ignoranza, imparando le dovute lezioni direttamente sulla sua pelle e scoprendo il valore della diversità e l’importanza dell’accettazione. Questo film per ragazzi si addice quindi alla perfezione al periodo attuale, mostrando la ribalta degli oppressi che per ottenere i propri diritti si vedono prima costretti a dimostrare di meritarli. L’opera insegna il rispetto per il prossimo, chiunque egli sia, ma anche e soprattutto per sé stessi, perché prima di comprendere gli altri bisogna conoscere il proprio io – o, viceversa, capire gli altri può portare a capire sé stessi.

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Il protagonista ha quattordici anni, e il film si rivolge proprio a un target ben mirato, inserendo tanti elementi del periodo adolescenziale: l’accettazione di sé, accompagnata dallo scoprire che ciascuno è diverso; il dover ancora trovare la propria strada; il senso di appartenenza a un gruppo, o in questo caso branco; e il valore dell’avere amici in cui confidare. Adattamento dell’omonimo libro dell’autrice di bestseller per ragazzi Jayne Lyons, 100% Lupo punta tutto sui giovani e sulle loro battaglie “moderne”, spingendole a superare le proprie paure, cosa di cui si ha gran bisogno nell’attuale mondo adolescenziale; al tempo stesso, però, la storia cade nella sua prevedibilità strutturale e narrativa, non aggiungendo niente a tutte le storie animate che l’hanno preceduta. La narrazione è leggera, ironica – anche troppo – e racchiusa in una action animation che “non si ferma mai”: ululati, scene perlopiù ambientate di notte e continui inseguimenti. Sono pochi i personaggi umani presenti al di fuori del clan, e sono tutti negativi: dal gelataio agli accalappiacani fino alla padrona del laboratorio passando per i cuginetti dispettosi, forse intralciando lo stesso messaggio che vuole impartire il film, visto che identifica gli sconosciuti come cattivi e i conosciuti come buoni – fatta eccezione per il prevedibile zio cospiratore e relativa prole. La diversità è analizzata solo sul fronte canino e mai su quello umano, nonostante Freddy sia prima di tutto una persona.

Le scene action godono di un impatto visivo non indifferente, soprattutto per un’opera indipendente, ricordando lo stile già visto ne Il castello magico ma anche, dal punto di vista narrativo, a film più classici quali Il re leone, La carica dei 101 o Lilli e il vagabondo, specie per quanto concerne la realizzazione di dettagli quali lo scontro iniziale, che vede lo zio lupo farsi uno “Scar” improvvisato così da riportare in vita frettolosamente l’iconica scena della rupe; o il voler trasformare i cani in parrucche. Infatti il regista, oltre ad aver lavorato nei principali studi di animazione di tutto il mondo, ha trascorso un decennio ai Walt Disney Studios di Sidney. Per 100% Lupo ha assemblato 1773 scene di animazione e seguito i 314 giorni di lavorazione per arrivare alla finalizzazione del design del protagonista. Ne è risultata un’opera certamente creativa, con un tocco più che pulp grazie a scene action riuscite e un design che su alcuni personaggi – specie il protagonista – fa la differenza, per quanto per la maggiore rimangono comunque dimenticabili. L’opera si perde poi in sketch grotteschi e pregni di banalità, cadendo nelle solite trappole: dalla prevedibilità della narrazione a una comicità piena di tormentoni ripetuti di continuo, da eccessi retorici evitabili, fino allo stremo delle scene action con cattivi che non indugiano mai, fughe e scontri continui senza respiro che portano a un climax che sembra infinito.

Titolo originale: 100% Wolf
Regia: Alexs Stadermann
Voci originali: Jai Courtney, Samara Weaving, Magda Szubanski, Rhys Darby, Akmal Saleh, Ilai Swindells, Rupert Degas, Jane Lynch
Voci italiane: Ninna, Matti e Captain Blazer
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 96′
Origine: Australia, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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