BERLINALE 61
BERLINALE 61 – “Sleepless Night Stories”, di Jonas Mekas (Forum) (di Massimo Causo, del 20/02/2011)
In prima mondiale il nuovo lavoro del grande filmmaker americano: venticinque storie dalle notti insonni di un uomo che fa cinema, tra incontri importanti (Ken e Flo Jacobs, Patti Smith, Yoko Ono, Harmony Korine) e brindisi con vino italiano. Una spiritualità immanente per un regista che dispone il suo sguardo alla narrazione delle sue personalissime “mille e una notte”
BERLINALE 61 – “Twenty Cigarettes”, di James Benning (Forum) (di Massimo Causo, del 20/02/2011)
96 minuti e 15 secondi per 20 fumatori, ripresi in primo piano fisso dal filmmaker americano per il suo nuovo lavoro, visto in prima mondiale a Berlino. La durata prevale sul gesto, così come l’atto sulla possibile distrazione/astrazione delle figure in campo. James Benning, che è un notevole scenografo del Tempo, ovviamente non ha chiamato questo suo nuovo lavoro “Twenty Smokers”: (metonimicamente) preferisce illustrare ciò che non c’è perché dev’esserci altro, il pretesto che lascia spazio al testo
BERLINALE 61 - "Unknown", di Jaume Collet-Serra (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 19/02/2011)
Dal romanzo di Didier Van Cauwelaert, il film lascia precipitare sin da subito in un incubo con una Berlino innevata che sembra replicare la Parigi di Frantic di Polanski. Dopo La maschera di cera e Orphan, ritorna dagli horror la figura del doppio inserita in un thriller che ha la materia della realtà ma la dimensione del sogno, dal ritmo vertiginoso tra inseguimenti, incidenti ed esplosioni. E Liam Neeson funziona alla grande
BERLINALE 61- "Amadores", di Fernando Léon de Aranoa (Panorama) (di Simone Emiliani, del 18/02/2011)
Film pieno di suggestioni, magari non pienamente controllato, molto riuscito nella parte iniziale con la spontanea intimità tra i due protagonisti, più costruito nei giochi di voyeurismo e nella messinscena soggettiva. Il regista spagnolo sa però bilanciare dramma e commedia, superando il rischio di un pericoloso cinismo nel momento in cui la beffa diventa gioco condiviso
BERLINALE 61 - Separazioni tra passato e presente (di Simone Emiliani, del 17/02/2011)
Il tempo e la Storia, con distanze provvisorie però in cui il tempo si dilata, sono rispettivamente al centro di Un mundo misterioso dell'argentino Rodrigo Moreno e Mein Bester Feind del tedesco Wolfgang Murnberger. Il primo a tratti indugia eccessivamente ma riesce a catturare spontaneamente frammenti di vita. Il secondo invece mostra di avere la mano pesante nel tratteggiare gli eventi tragici. Poi, quando si trasforma in commedia degli equivoci, se ha ironia è solo involontaria
BERLINALE 61 - "Nader and Simin. A Separation", di Asghar Farhadi (Concorso) (di Simone Emiliani, del 16/02/2011)
Dopo About Elly il cineasta iraniano realizza ancora un film di brevi ma consistenti fratture in cui il conflitto esplode all'improvviso. Un semplice avvenimento quotidiano che si ribalta nel giudizio quando muta l'angolazione da dove viene guardato. Un cinema di sceneggiatura, certo, ma anche capace di raccontare il presente e il privato con stile modernissimo. Al momento, il migliore della competizione
BERLINALE 61 - "Volevo parlare dell'amore in modo nuovo". Incontro con Miranda July (di Davide Basile, del 15/02/2011)
Dopo il successo di Me and You and Everyone We Know, la July torna alla regia di un film di cui è anche la sceneggiatrice e l’attrice protagonista, The Future. Ad accompagnarla Hamish Linklater e David Warshofsky, che recitano rispettivamente la parte del ragazzo e dell’amante di Miranda
BERLINALE 61 - "Coriolanus", di Ralph Fiennes (Concorso) (di Simone Emiliani, del 15/02/2011)
Per il suo primo film come regista l'attore inglese ha voluto giocare sul sicuro. Solo che questo suo adattamento della tragedia di Shakespeare del 1607 appare come un'attualizzazione di maniera il cui risultato è solo un brutto war-movie oppure un'opera divisa a metà tra teatro e cinema che non ha inventato nulla da un punto di vista visivo. Anzi, per giocare sui controcampi dei volti ha tranciato i corpi
BERLINALE 61 – “Cave of Forgotten Dreams”, di Werner Herzog (Concorso) (di Massimo Causo, del 14/02/2011)
Non poteva essere che Hergog il regista prescelto per filmare l’immagine più antica tracciata da una mano e più a lungo negata all’occhio: con una camera 3D, il grande regista di Monaco è sceso nella grotta Chauvet, nel Sud della Francia, scoperta solo nel 1994, dove qualcuno 30.000 anni fa ha disegnato i graffiti più antichi a tutt’oggi rinvenuti
BERLINALE 61 - "Da 10 anni volevo fare un film su Coriolano". Incontro con Ralph Fiennes, Vanessa Redgrave e Gerard Butler (di Davide Basile, del 14/02/2011)
“Da dieci anni volevo girare un film su Coriolano. Oggi ci sono finalmente riuscito”. Così Ralph Fiennes commenta il suo primo lavoro da regista, presentato in concorso al 61° Festival Internazionale del Cinema di Berlino, Coriolanus. Erano presenti alla conferenza stampa anche Vanessa Redgrave e Gerard Butler
BERLINALE 61 - La terza videogiornata (di Simone Emiliani, del 14/02/2011)
Terza videogiornata del nostro Simone Emiliani dalla 61esima edizione del Festival di Berlino. Grande protagonista della giornata è il 3D, con le opere di Michel Ocelot, Wim Wenders e Werner Herzog
BERLINALE 61 - "Les contes de la nuit" di Michel Ocelot (Concorso) (di Simone Emiliani, del 14/02/2011)
Un 'voyage fantastique' nel cinema del francese Michel Ocelot, un cinema che diventa luogo di creazione dove nascono personaggi e luoghi. Un labirinto ritmico luce-colore-suono, felice equilibrio classico-moderno, animazione delle origini e 3D, un cinema pieno di percorsi nascosti dove all'interno della stessa immagine può esserci un'improvvisa metamorfosi
BERLINALE 61 - "The Devil's Double" di Lee Tamahori (Panorama Special) (di Simone Emiliani, del 13/02/2011)
Il regista neozelandese porta sullo schermo la vicenda del figlio di Saddam Hussein che si è procurato un doppio per preservare la propria incolumità. Le traiettorie del cinema d'azione vengono malamente disperse a favore di un biopic caricaturale tra luci soffocanti e insistiti ralenti in cui il respiro del diavolo si sente appena e dove Ludivine Sagnier è totalmente sprecata
BERLINALE 61 – “Crescere talvolta può essere un processo anche doloroso”. Incontro con Victoria Mahoney e il cast di Yelling the Sky (di Andrea Giordano, del 13/02/2011)
Con Yelling to the sky, presentato oggi in concorso, altro debutto dietro alla macchina da presa qui a Berlino, quello della regista e sceneggiatrice americana Victoria Mahoney. Con lei e il produttore Billy Mulligan, presenti in conferenza anche le due attrici principali, Zoë Kravitz (figlia d’arte di Lenni Kravitz e dell’attrice Lisa Bonet) e la rivelazione Gabourey Sidibe, che l’anno scorso con Precious ricevette la nomination all’Oscar come miglior attrice
BERLINALE 61 - La prima giornata (di Simone Emiliani, del 12/02/2011)
Simone Emiliani racconta la prima giornata della 61esima Berlinale, con le proiezioni di True Grit, i film del concorso Margin Call e El Premio, e le reazioni al film italiano Qualunquemente.
BERLINALE 61 – La crisi finanziaria statunitense e la memoria argentina (di Simone Emiliani, del 12/02/2011)
Presentati in concorso due esordi nel lungometraggio. Lo statunitense Margin Call è un thriller basato sulla grave crisi finanziaria del 2008 dove la parola non riesce quasi mai ad innescare il motore della tensione, mentre El premio appare troppo sovraccarico di simbolismi che finiscono per attenuare le paure infantili messe in scena dal film
BERLINALE 61 - "Il cinema ha bisogno di una sua moralità". Incontro con il cast di Margin Call (di Andrea Giordano, del 12/02/2011)
Secondo giorno alla Berlinale, ma primo per quanto riguarda il concorso che assegnerà il 20 febbraio i premi più importanti. La giornata si apre con Margin Call, diretto dal giovane documentarista americano J.C. Chandor, qui all’opera prima. Insieme a lui, e ad uno dei produttori Neal Dodson, presente buona parte del cast “stellare” della pellicola, da Kevin Spacey a Jeremy Irons, da Paul Bettany a Zachary Quinto
BERLINALE 61 – “True Grit”, di Joel e Ethan Coen (Fuori concorso) (di Carlo Valeri, del 11/02/2011)
Raggelato nei perfezionismi formali di una confezione impeccabile – 10 nomination agli Oscar – l’ultimo film dei Coen riesce a liberarsi dai consueti gangli di un cinema prevalentemente fatto di testa solo nella seconda parte, dove l’avventura sposa il racconto fiabesco finendo la sua corsa sui vuoti malinconici di un tempo che scorre inesorabile
BERLINALE 61: la sedia vuota di Panahi (del 11/02/2011)
Oggi omaggio al regista iraniano con Offside
BERLINALE 61: L'Italia esordisce con "Qualunquemente" (del 11/02/2011)
Il film con Antonio Albanese presentato oggi alle 19.00
BERLINALE 61 – “I Coen sono i migliori”. Incontro Jeff Bridges e i fratelli Coen (di Andrea Giordano, del 10/02/2011)
Assenti dal 1998, quando furono in concorso con Il grande Lebowski, i fratelli Joel ed Ethan Coen tornano a Berlino, questa volta per inaugurare la kermesse, con True Grit, tratto dalla novella di Charles Portis, candidato a ben 10 nomination all’Oscar. Oltre ai registi, erano presenti alla conferenza stampa anche l’attore principale Jeff Bridges Josh Brolin e la quattordicenne debuttante Hailee Steinfeld
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