SCONFINAMENTI

Tre indizi. (per una teoria del cinema secondo Fincher) (di Daniele Dottorini, del 07/02/2012)


Il film di Fincher non solo si inserisce in un percorso di messa in gioco delle forme fondanti del cinema che il regista americano sta portando avanti da tempo, ma stimola gli interpreti ad indagare – attraverso le sue immagini o, meglio, attraverso gli indizi da esse disseminati – le zone di confine del cinema contemporaneo

BLOG - S.O.P.A., Wikipedia e Copyright, la battaglia culturale del XXI secolo (di Federico Chiacchiari, del 19/01/2012)


Gli Stati Uniti sono di fatto la “patria” di Internet, dove la rete è nata e dove ci sono le principali aziende mondiali del web (Google, Facebook, Twitter, Wikipedia, Yahoo, ecc…), e quindi quello che lì accade si ripercuote inevitabilmente sull’intero panorama mondiale. Continua sul BLOG Digimon(di) di Federico Chiacchiari

 

BLOG - La versione Gatsby di Buz: ‘new intimacy’ in 3D (di Francesco Maggi, del 18/01/2012)

Si ricomincia. Lasciamoci alle spalle la rivoluzione dello sguardo di Avatar. Ora la nuova profezia della tridimensionalità cinematografica andrebbe cercata nell’aura filmica degli attori. In una nuova ritrovata intimità. A rilanciare il dibattito sul peso, il ruolo e l’identità del 3D nel cinema ‘mainstream’ è il regista Buz Luhrmann in un’intervista al New York Times. L’autore di Moulin Rouge e Australia tornerà a fine 2012 sul grande schermo con l’adattamento in tre dimensioni del romanzo “Il grande Gatsby’ di F.S. Fitzgerald. Continua sul blog "SOLDOUT" di Frank Maggi

 

Box Office 2011 (di Emanuele Di Porto, del 12/01/2012)


La proposta hollywoodiana del 2011 non ha voluto correre rischi e ha puntato tutto su marchi già consolidati. La politica del franchise non ha reso sulla scena nazionale, in cui il numero di biglietti venduti è precipiato fino ai livelli del 1995 ma ha pagato sulla scena worldwide, in cui i blockbuster hanno retto l'urto della crisi e si sono fatti strada. E' la conferma di come la quota americana sia sempre più minoritaria e di come gli studios puntino più ad altri mercati... Il vincitore indiscusso è stato Harry Potter and the Deathly Hallows Part II, ma la saga di J. K. Rowling è arrivata al capolinea e i ricambi tardano a farsi largo

Werner Herzog tra gli artisti della Whitney Biennial 2012 (di Margherita Palazzo, del 09/01/2012)


Non solo "artisti" in senso stretto alla Whitney Biennal 2012: anche registi, danzatori, scrittori, attori... Werner Herzog con un'installazione sul pittore olandese Seghers, Vincent Gallo, Kelly Reichardt, Frederick Wiseman, Dennis Cooper, Michael Clark e la band Red Krayola

BLOG - Quello che la (nostra) TV non racconta (di Francesco Maggi, del 21/11/2011)


Perchè oggi le serie televisive americane raccontano i nostri tempi sostituendosi al ruolo che un tempo fu del romanzo e di un certo cinema? E perchè questa ‘rivoluzione’ è avvenuta sola dall’altra parte dell’Atlantico? E qui nello stivale siamo ancora fermi a linguaggi e contenuti ormai davvero depressi in un’effimera e comica rappresentazione del Paese. Continua sul blog SOLDOUT di Francesco Maggi

BLOG - L’occhio e l’aria, dove va il cinema… (di Federico Chiacchiari, del 15/11/2011)


Montare in aria, nell’aria, sembra essere la “naturale” deriva della leggerezza verso cui tende, sempre più l’immagine elettronica. Dalla “pesantezza” delle centraline di montaggio analogico, sì è passati alla possibilità di poter effettuare post-produzioni con i notebook, e ora con lo sviluppo dei tablet e degli smartphone. Continua sul Blog Digimon(di) di Federico Chiacchiari

BLOG - Zombie, dinosauri e la New Family (di Francesco Maggi, del 09/11/2011)


Da una parte la solidaristica speranza di un nuovo mondo da colonizzare. Dall’altra lo spirito di conservazione per salvarsi da un mondo perduto. Il primo è il tema della nuova serie tv Terra Nova, l’altra è la seconda serie di  The Walking Dead.Continua sul blog SOLDOUT di Francesco Maggi

Pierre Clémenti: gli inediti. I film-diario di un visionario (1967-1978) (di Margherita Palazzo, del 07/11/2011)


Tre inediti di Pierre Clémenti sonorizzati dal vivo : La Deuxième femme, Souvenir Souvenir… e Positano, immagini di abbagliante bellezza in 16mm girate e montate tra il 1967 e il 1978 dall'attore di Garrel, Buñuel, Pasolini, Makavejev, Rocha. Un flusso di coscienza spudoratamente affamato e vorace, un viaggio alchemico che svela l'occhio di un cineasta irregimentato, anarchico, un cinema tanto intimo che fa fisicamente male

West Memphis Three: di Atom Egoyan, Eddie Vedder, Peter Jackson e della caccia alle streghe (di Margherita Palazzo, del 14/09/2011)


 I "tre di West Memphis" avevano 18, 17 e 16 anni nel '94, quando vennero accusati di aver ucciso tre bambini in un fantomatico "rituale satanista": tre adolescenti diventano il capro espiatorio ideale di una piccola cittadina conformista dell'Arkansas. Lo scorso 19 agosto sono stati finalmente liberati. Ne parlano Atom Egoyan e Peter Jackson; ne hanno parlato durante tutti questi lunghi 18 anni i documentaristi JoeBerlinger e Bruce Sinofsky con i tre Paradise Lost.

BLOG - L’aura digitale (la visione senza sguardo…) (di Federico Chiacchiari, del 25/08/2011)

Dove sono i nostri occhi? Cosa vedono le nostre emozioni? Il brivido della rappresentazione (collettiva), di un’esperienza. Non più l’arte in sè, ma l’arte come esperienza mediatica. Noi siamo dentro la rappresentazione degli altri. Gli altri nella nostra. Guardiamo i quadri attraverso l’occhio digitale e passiamo a quello successivo. L’esperienza della visione diviene un clic. Terminator ha vinto, siamo diventati, definitivamente, macchine per vedere. Dal BLOG DIGIMON(DI) di Federico Chiacchiari

3D: La profondità del Tempo (di Grazia Paganelli, del 11/08/2011)


E' sul livello della temporalità che il 3D dei film più “illuminati” segna la differenza. Guadagnare spazio nella prospettiva impone un’organizzazione temporale del tutto diversa, impone, cioè, allo sguardo, non solo di soffermarsi sulle cose da vedere, ma apre nuove strade verso quello che è il desiderio più importante del cinema: vedere di più e più in profondità. Ecco spiegato il teorema: il 3D dovrebbe essere quella lente magica che svela le cose invisibili e carica le cose semplici di mille possibili sensi

3D: La giusta distanza (di Davide Di Giorgio, del 08/08/2011)


Abbiamo davvero a disposizione tutti gli elementi utili a riflettere compiutamente sul ruolo del 3D nel cinema contemporaneo? Nonostante le continue proposte non saremo forse nel mezzo di una fase di passaggio verso uno standard ancora in divenire? Oltre la mole di film già distribuiti, le logiche sugli incassi e le dicotomie fra stereoscopia nativa e frutto di post-produzione, forse una storia critica del 3D è ancora tutta da scrivere...

NO TRESPASSING (di Massimo Causo, del 05/08/2011)


Il Cinema è un'immagine e possiede la sua profondità, la sua dimensionalità, il suo mondo, a prescindere dall'inganno ottico di una tridimensionalità che sbava i contorni, sagoma le figure, stratifica gli sfondi... Se tolgo gli occhiali mentre vedo un film in 3D mi ritrovo in compagnia di spettatori prigionieri, dietro i loro occhiali scuri, di un'immagine che ognuno di loro vede separatamente dagli altri

Lo spettatore americano si sta stancando del 3D? (di Emanuele Di Porto, del 02/08/2011)


Dopo i fasti del 2010, i film in 3D continuano a riempire il catalogo delle major. Le sale attrezzate proliferano, ma negli Stati Uniti un numero sempre maggiore di spettatori preferisce la visione tradizionale all'alternativa degli occhiali. Nel 2011, i film stereoscopici hanno bruciato quasi trecento milioni sul mercato a stelle e strisce. Gli incassi overseas danno ancora ragione agli studios, ma i numeri in patria fanno sorgere una domanda: lo spettatore americano si sta stancando del 3D?

 

BLOG - L’industria culturale contro i suoi clienti/consumatori (del 31/07/2011)

Una legge per limitare al 15% gli sconti sui libri, uno studio “ufficiale” (che sarebbe dovuto rimaner nascosto) che dichiara che la pirateria non solo non danneggia l’industria cinematografica ma che anzi favorisce i consumi.... Si possono vendere prodotti culturali con l'aiuto della Pirateria? Una riflessione sul primo grande conflitto del XXI secolo sui consumi culturali. Dal BLOG DIGIMON(DI), di Federico Chiacchiari

ZAUM - andare a parare (una cosa di enrico ghezzi) (del 27/07/2011)


Nella seconda puntata della ‘cosa in sei parti’ solcata tutta da una sorta di ‘elegìa della catastrofe’ (La catatrofe che viviamo e quella che ci ha prodotti, e da cui proveniamo,  che tutte insieme formano la catastrofe che/cui attendiamo), il tema emerge catastrionfalmente. Giovedì 28 luglio, ore 23.45. Raitre

Dov’è finito il futuro? (di Federico Chiacchiari, del 24/07/2011)

"Una moltitudine di immagini, emozioni. Sembra che il mondo non dia ormai più tregua. E non si sta mai “in tempo”. Volevo scrivere qualcosa su questa notizia, forse neppure una notizia, ma insomma il fatto che il dating (ovvero i siti di incontri) abbia superato, per volume di affari e traffico, il porno, non mi pareva così neutrale...."  continua nel Blog

Dal Dating System Globale passando per il G8 di Genova, la strage in Norvegia, Amy Winehouse e gli aggregatori social... un pout pourri di piccole riflessioni dal BLOG DIGIMON(DI), di Federico Chiacchiari.

MARSIGLIA (1) dissolvenzeincrociate (di Massimo Causo, del 18/07/2011)


La settimana scorsa ero a Marsiglia per il FIDMarseille, 22ma edizione. Sarà una coincidenza, o un riflesso – questo sì… – condizionato, ma l’idea della dissolvenza mi assale prepotentemente. Materializzandosi (prima ancora che nella distorsione di antropologie visuali, finzioni documentate, testimonianze filmate, storie immaginate che traboccano dagli schermi del FID) sulle pagine di Libération: è mercoledì 6 luglio e nel “Grand Angle” che fa da epilogo all’edizione odierna campeggia plein page una storia che parla di Storia, persone vere, immagini e dissolvenze. Vedilo sul Blog VISIONI

Corso (di Massimo Causo, del 16/06/2011)

Riecheggia il desiderio di Corso Salani. Lo pensiamo nella distanza di questo anno che è già passato da quando è altrove. Lo teniamo nella presenza del nostro presente, non potendo fare a meno di lui e del suo cinema. Con Grazia Paganelli e Giuseppe Gariazzo. “Radio Balaton”  il corto presentato al Torino Film Festival, vedilo sul blog VISIONI

Pa Negre, il cinema oscuro di Agustì Villaronga (di Margherita Palazzo, del 15/05/2011)

 
In Pa Negre di Agustí Villaronga (12 premi Gaudì, 9 premi Goya) tratto dal romanzo di Emili Texidor, c'è un mistero da svelare e un solo indizio, l'ultima parola magica sussurrata da un bambino colpito a morte: Pitorliua, che è il nome di un uccello, il soprannome di un fantasma della Resistenza, la foto di un angelo di carnevale. Il suo è un cinema umanista, politico, di profondissimo rigore morale, proprio solo di pochi grandi autori del passato, eppure sempre “sporcato” dalla contemporaneità. UNKNOWN PLEASURES 4 - Il cinema di Agustì Villaronga. Venerdì 20 maggio ore 20.30

"Spider-Man: Turn Off the Dark", di Julie Taymor (di Emanuele Di Porto, del 12/04/2011)


Turn Off the Dark
dimostra come la storia di Peter Parker si sia trasformata in un'epopea contemporanea. I suoi tratti distintivi resistono persino all'invadente attacco e ai personalismi di Julie Taymor. Gli sforzi della regista non riescono a smorzare l'autosufficienza archetipica della lezione di scienze, del conflitto con Goblin, della lotta sul ponte di Brooklyn e dell'amore di Mary Jane

Sucker Punch – Chiudi gli occhi, apri la mente (di Roberto Rosa, del 04/04/2011)


Mai come in questo film si viene messi in guardia sui pericoli della visione, dell’atto stesso del guardare. L’occhio diviene, con evidenza, la porta fra conscio e inconscio, ma non (solo) in senso metaforico, bensì reale (fisico). Tutto quello che lo attraversa da dentro a fuori e da fuori a dentro è reale

SUCKER PUNCH – Zack Snyder, Cinema Ti con Zero (di Sergio Sozzo, del 28/03/2011)


La Storia del Cinema può essere attraversata solo trasversalmente, ponendosi in maniera obliqua in confronto all’idea di Passato, Presente, Futuro, dimensioni che in ogni inquadratura convivono nello stesso attimo ti con zero. Come una Genesi che si rinnova, questo Cinema racconta se stesso come unico mondo possibile, e non il Mondo come Cinema possibile: dalla rappresentazione del Mondo, ad una Idea di Mondo. Da questo attimo ti con zero, punto fermo rappresentato da Baby Doll danzante e immobile su se stessa, si diramano e si incrociano tutte le Storie possibili

Nemici pubblici (di Aldo Spiniello, del 27/01/2011)


Vallanzasca di Michele Placido, Mesrine di Jean-François Richet (e Abdel Raouf Dafri), Dillinger di Michael Mann, Carlos di Olivier Assayas. Sembra che il cinema abbia bisogno di nemici pubblici. E nella strana coincidenza, nei rimandi interni, volontari o meno, tra questi ultimi grandi film, aldilà delle differenze di intenti e toni, si riconosce l’incontenibile esigenza ‘politica’ di un assalto armato all’immaginario contemporaneo, che mandi in frantumi i generi e rivoluzioni, almeno per un attimo, le logiche del cinema e del mondo

Europunk. La cultura visiva punk in Europa, 1976-1980 (di Valentina Gentile, del 22/01/2011)

Parte da Roma la mostra, curata da Eric de Chassey e Fabrice Stroun, dedicata all’iconografia punk europea. Per la prima volta il fenomeno punk esce dalla dimensione prettamente musicale per essere considerato a tutti gli effetti forma d’arte. Oltre 500 opere da tutta Europa. A Villa Medici fino al 20 marzo

3D - "Il cinema è un fenomeno idealista..." (di Emanuele Di Porto, del 01/12/2010)


Nell'attesa di Avatar come compimento del sogno baziniano di un cinema totale, ripercorriamo i passi di quella ricerca pionieristica in cui la tecnologia non era mai stata abbastanza al passo con la febbrile visività dei cineasti. Il 3D è il caso emblematico di un'ambizione spettacolare sempre cercata, che non è mai stata possibile - almeno fino ad oggi - per i limiti oggettivi degli strumenti. Il suo fallimento negli anni passati non è dovuto al rifiuto del pubblico, ma alla scarsa malleabilità dei mezzi a disposizione

I 5 migliori film sul Poker (del 18/10/2010)


Un divertissement. Cinque film che celebrano il gioco del Poker secondo un ordine casuale (ma non troppo). Cinque grandi sequenze tratte dal "nostro" Pupi Avati, il sottovalutato John Dahl de Il giocatore, e ancora Celentano, Guy Ritchie. Articolo realizzato in collaborazione con ItaliaPoker

Charlie Brown, lo sapevo che non ce l'avresti fatta... (di Leonardo Lardieri, del 02/10/2010)

I Peanuts compiono il 2 ottobre sessant'anni. Non troveranno però mai pace, fin quando finalmente quel pallone Charlie Brown riuscirà a calciarlo senza cadere nel solito tranello di Lucy, fin quando la bambina dai capelli rossi ricambi l'amore del bambino tira-e-molla, Snoopy possa levarsi in volo e bombardare il Barone Rosso, il bambino dalla testa rotonda arrivi a vincere la prima partita di baseball dall'alto di quella insormontabile montagna/casa/base, l'aquilone non si attorcigli inesorabilmente e la coperta di Linus si ritiri in un fazzoletto. Coperta di sicurezza. “Come si cura la disillusione, Charlie Brown?”; “Con un cioccolatino e una pacca sulla spalla”; “Buon vecchio Charlie Brown!”

Breve storia del Poker nel cinema Western (del 24/09/2010)


Capace di esaltare la suspense e allo stesso tempo ideale espediente utilizzato per giustificare repentini cambi di trama o forzate caratterizzazioni dei personaggi, il poker al cinema si rivela un topos straordinariamente aperto a una grammatica cinematografica classicista: diventa così il terreno perfetto per una narrazione visiva spesso giocata semplicemente sul campo-controcampo, sulla geometrica alternanza di primi piani e dettagli. Articolo realizzato in collaborazione con ItaliaPoker

Teheran cede alle lacrime? Finalmente rilasciato Jafar Panahi (del 25/05/2010)

Il regista iraniano, tra i più fieri oppositori al regime di Ahmadinejad, era agli arresti dal 2 marzo scorso. Chissà che non abbiano influito, nella decisione dei magistrati che lo hanno rilasciato dietro cauzione, le lacrime di Juliette Binoche, forse il momento più vero ed emozionante del Festival di Cannes 63.

Le lacrime di Mexes (di Federico Chiacchiari, del 27/04/2010)


Quello della partita Roma-Sampdoria è davvero un dettaglio cinematografico: dopo aver giocato forse la più bella partita dell’anno, la squadra di Claudio Ranieri sta incredibilmente perdendo, vedendo così vanificare i sogni di scudetto. La regia televisiva moderna riesce a restituire allo spettatore (televisivo) qualcosa di estremamente cinematografico: l’estetica del dettaglio. Le lacrime scorrono in Alta Definizione sul volto del calciatore.

Kaczynski e Kieslowski: il doppio e il destino. (di Roberto Rosa, del 20/04/2010)

La tragica fine del Presidente polacco riporta subito alla mente la fine (e l’inizio) di Destino Cieco di Kieslowski. A guardare con più attenzione, però, questa tragica vicenda contiene molti degli elementi caratteristici di tutto il cinema di Kieslowski: a cominciare dal tema del doppio che, in modi diversi, è una costante del suo cinema, fino al ruolo determinate giocato dal caso nelle vite degli uomini.

Metamorfosi di un genere (di Giacomo Calzoni, del 25/03/2010)


Il polar francese riesce laddove il cinema di genere americano non è più lo stesso: nel raccontare cioè il mondo visto dalla cinepresa, nell'instaurare con il pubblico un dialogo sullo stato delle cose della propria Nazione. Il profeta rilegge gli stilemi del genere carcerario per trasformarsi in poema sulla Francia contemporanea, per rappresentare un freddo processo di formazione in un mondo/carcere che estende le proprie regole ben al di là delle sbarre

Un profeta dell'identità perduta (di Francesco Maggi, del 22/03/2010)


Il profeta
attraversa il suo inferno parlando tutte le lingue e vestendosi dell'anima mulitetnica delle banlieue. La regia di Audiard impressiona di fotogramma in fotogramma, ma solo dopo due terzi della pellicola ha finalmente deciso: Malik è l'unico assoluto protagonista di questo microcosmo appestato di violenza dove còrsi, musulmani africani e neri caraibici, sono disperati Caino nella babilonia che sputa fuoco e vomita vendetta.

DOSSIER "THE HURT LOCKER" - Ordigno III. Kaneda, che cosa esplodi? (di Margherita Palazzo, del 05/03/2010)


Oggi ho dovuto assistere a un'applicazione di realtà aumentata (augmented reality) a scopo marketing, ovviamente. Non traduciamola realtà amplificata, per favore: non è amplificata, e tantomeno lo diventa la nostra percezione; è massa dilatata, gonfiata, assecondata per creare ancora nuove forme di consenso. Il contrario di ciò che chiediamo al cinema. L'opposto di ciò che la macchina da presa della Bigelow, come uno spaziale corpo-bomba lanciato fin dentro il sole nero della violenza, ci aiuta a guardare con occhi apertichiusi.

 

DOSSIER "THE HURT LOCKER" - Ordigno II. Il corpo-bomba (di Carlo Valeri, del 05/03/2010)


È forse l’unico episodio del film della Bigelow dove anziché dominare la tensione adrenalinica per il possibile fallimento dell’operazione, emerge il disagio di un’invasione dello sguardo nel privato della morte. Pornografia di un’ossessione-sentimento. Il corpo-bomba, folle degenerazione post-umana di una guerra raccontata attraverso la schizofrenia di un documentarismo virtuale, viene profanato per ridare senso alla vita, mantenere dignità alla morte. Perchè la guerra di oggi non uccide semplicemente l'uomo, lo annienta come immagine

DOSSIER "THE HURT LOCKER" - Incidente nel deserto. Attacco da sinistra (di Aldo Spiniello, del 04/03/2010)


The Hurt Locker
è un film sugli incidenti, sull’intralcio che distorce la Storia e gli uomini. Non a caso, allora, è il film stesso che sembra incepparsi, procedere per salti. Scopre tutta la propria schizofrenia, in una serie innumerevole di concatenazioni antinomiche, di ossimori esplosivi. Tra il reale e l’irreale, il dentro e il fuori, l’occhio di chi spara e l’occhio di chi osserva a distanza di sicurezza

DOSSIER "THE HURT LOCKER" - I materiali (del 03/03/2010)


A distanza di un anno e mezzo dalla sua uscita in sala ritorniamo suThe Hurt Locker, l'ultimo capolavoro di Kathryn Bigelow, candidato a 9 premi Oscar. Per noi di Sentieri selvaggi è l'occasione per  ridiscutere e analizzare un'opera sottovalutata, claustrofobica e lucidissima, figlia del talento di una cineasta da sempre amata

Hopper, il testimone silenzioso (di Sara Orazi, del 02/03/2010)


"Perché scelga certi soggetti piuttosto che altri, non lo so neanche io con precisione". Uno degli artisti che più ha segnato l’immaginario contemporaneo riuscendo a trarre valenze metafisiche dai soggetti meno nobili e solenni è in mostra al Museo del Corso di Roma. Un’esposizione non ricchissima di tele famose ma che ha il merito di rinunciare alla dimostrazione di una tesi, offrendo piuttosto nuove possibili suggestioni e chiavi di lettura attraverso i lavori giovanili di Hopper e il confronto tra i complessi disegni preparatori e le opere finali

3D - 2010, un anno a tre dimensioni (di Fabrizio Attisani, del 14/01/2010)

Nell'ultimo anno abbiamo assistito a una vera e propria invasione del mercato cinematografico da parte di pellicole in 3D, ma da venerdì in poi non si faranno più prigionieri: non ci resta, allora, che immergerci nel liquido amniotico tridimensionale di Avatar, in attesa della stagione che verrà. Si parte con un docudrama sulla vita negli oceani prodotto dalla Disney, Océans di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud, e si chiude/riapre con Tron Legacy, seguito del film-culto della fantascienza anni '80

3D - "Il cinema è un fenomeno idealista..." (di Emanuele Di Porto, del 11/01/2010)

Nell'attesa di Avatar come compimento del sogno baziniano di un cinema totale, ripercorriamo i passi di quella ricerca pionieristica in cui la tecnologia non era mai stata abbastanza al passo con la febbrile visività dei cineasti. Il 3D è il caso emblematico di un'ambizione spettacolare sempre cercata, che non è mai stata possibile - almeno fino ad oggi - per i limiti oggettivi degli strumenti. Il suo fallimento negli anni passati non è dovuto al rifiuto del pubblico, ma alla scarsa malleabilità dei mezzi a disposizione

Roman(ce) Polanski (di Carlo Valeri, del 30/12/2009)

La notizia di alcuni giorni fa della partecipazione dell’ultimo film di Polanski al prossimo Festival di Berlino è l’ennesimo colpo di scena di una carriera ossessionata dalla performance, dove i confini tra arte e vita, successo e tragedia vengono spazzati via per essere rimasticati da una sola identità astratta che si chiama… POLANSKI

Dei ricordi e delle ombre (Ritorno su Il grande sogno di Michele Placido) (di Michele Moccia, del 08/10/2009)


Ne Il grande sogno il respiro individuale e intimo del regista continua a coniugarsi a quello discordante del tempo “storico”, in una rilettura degli eventi che scardina, ancora una volta, la realtà e intensifica la vita, riconoscendole, con la delicatezza di una dichiarazione d’amore, la dolcezza della ribellione: la fragilità del corpo messo a nudo nell’atto stesso della simulazione

Arriva Nick(olini), l'uomo ombra dal ritmo giusto (del 22/07/2009)

Renato Nicolini ha deciso di candidarsi alla segreteria del Partito Democratico. In questo intervento, l’ex assessore alla Cultura dell’indimenticabile stagione dell’Estate Romana (di cui ancora oggi i romani beneficiano senza quasi più sapere a chi dire grazie per l’invenzione dell’Effimero…), spiega le sue ragioni per questa improvvisa ridiscesa in campo, dopo che nel 1993 si era candidato a Sindaco di Roma contro Rutelli e Fini. Con un cambio di prospettiva: L’uomo ombra contro 007!

Una notte a Tehran (del 29/06/2009)


"La prima volta che ho sentito dell’arresto di mio figlio è stato martedì verso le dieci di sera. Sono rimasta scioccata e sono piombata nella disperazione. Amin ha solo diciassette anni, e si impegna molto a scuola. Ho iniziato a cercarlo immediatamente e ho passato momenti molto difficili e pieni di ansia. Momenti che né il cinema, né nessuna forma d’arte sarebbero in grado di esprimere" . Il racconto arrivato anche a Sentieri Selvaggi della regista e artista iraniana Mania Akbari, che è andata alla ricerca di suo figlio Amin, arrestato dai Pasdaran con l'unica accusa di essere un attivista di Moussavi, il candidato uscito sconfitto alle elezioni. 

Neda was an iranian girl (di Emanuele Di Porto, del 25/06/2009)

Il breve filmato della morte di Neda ha fatto il giro del mondo e ha scosso le coscienze di tutti quelli che lo hanno visto. E' la prima volta che un video di YouTube riesce a rendere universale un esempio ed un sacrificio, e soprattutto è la prima volta che internet si impone come il solo veicolo per la formazione dell'immaginario collettivo. Inevitabilmente il cinema - che fino ad oggi ha attinto al serbatoio iconografico della televisione - dovrà fare i conti con questa nuova prospettiva. Per raccontare le storie degli Jan Palach di questa epoca.

Omar Mukhtar - Il leone del deserto, dov'è finito il film? (di Giuseppe Gariazzo, del 12/06/2009)

Una nota di Giuseppe Gariazzo sulla prima proiezione televisiva, del  kolossal storico-politico che il siriano Mustapha Akkad realizzò nel 1981 sulle nefandezze del fascismo e della colonizzazione italiana in Libia. Mai distribuito in Italia per una censura durata quasi trent'anni. E mandato in onda da Sky in un formato sbagliato! - VIDEO

SCONFINAMENTI - Chi fermerà la musica? (di Davide Di Giorgio, del 21/04/2009)

La finale di XFactor porta a parziale compimento un percorso di mutazione delle trasmissioni musicali nella tv italiana che coinvolge anche il Festival di Sanremo e apre nuovi scenari su un genere finora in evidente affanno. Un cambiamento che rinnova e contemporaneamente prosegue un percorso già abbozzato nella storia della tv-spettacolo, ma finora rimasto sempre in fase embrionale

SCONFINAMENTI - XFactor 2009, la nostalgia dopo l'euforia (di Simone Emiliani, del 21/04/2009)

Dopo l’ultima puntata di domenica 19 aprile, si chiudono i riflettori su una delle trasmissioni migliori e più coinvolgenti, insieme di teatro e cinema e in cui, al di là degli inevitabili teatrini, si è recuperata quella forza didattico-educativa della migliore televisione degli anni ’60. Ci mancherà XFactor. Dopo il successo commerciale dell’anno scorso di Giusy si aprono altri nuovi orizzonti, musicali ma soprattutto spettacolari

German Films: il modello tedesco (di Giulia Sepe, del 10/04/2009)

Dagli ultimi 10 anni si sta assistendo a una rinascita del cinema tedesco, confermata a livello internazionale da film come Le vite degli altri, La sposa turca, Lola corre. In questo contesto riveste una grande importanza l’attività svolta dalla German Films, società nazionale per la promozione del cinema tedesco nel mondo della cui attività ne parla Alessia Ratzemberger, responsabile per l’Italia

CORPI E ANIME (di Demetrio Salvi, del 25/03/2009)

Le teorizzazioni degli anni Ottanta sono giunte a compimento: il corpo resiste, compare fra le sue pieghe l’anima e un concetto nuovo di famiglia. Per capirci qualcosa, provate a mettere assieme Gran Torino e The Wrestler…

Magical Mistery (Alan) Moore (di Roberto Rosa, del 15/03/2009)

Sono passati oltre vent’anni da quando Alan Moore realizzò Watchmen e non si può certo dire che la sua creatività si sia esaurita lì. Da allora, anzi, le sue opere si sono sviluppate in innumerevoli direzioni, uscendo anche dall’ambito esclusivamente fumettistico e contaminandosi direttamente (cioè per scelta dell’autore) con il teatro e la musica o indirettamente (per scelta di Hollywood) con il cinema.

Richard Nixon, "slumdog millionaire" (di Emanuele Di Porto, del 09/02/2009)


E' quasi impossibile tracciare la vita cinematografica di Richard Nixon: perchè la sua stessa carriera politica è la favola hollywoodiana dell'outsider che arriva al successo contro ogni difficoltà. La sua è stata la parabola in negativo del mito del successo americano, una specie di versione malsana di Barack Obama, il lato oscuro - e non per questo privo di fascino - del sogno jeffersoniano.

Richard Yates. Sempre sia disturbata la nostra quiete (di Margherita Palazzo, del 03/02/2009)

Quella civile, urbana simulazione di coerenza che in parte viene messa in scena tutti i giorni dagli ingranaggi che rendono possibile una società civile, una sorta di curiosa loggia massonica multiforme, tentacolare, la cui protervia è potenzialmente senza fine. La sua ossessiva celebrazione di una possibilità ordinatrice dell’universo, la sua incapacità di farsi carico dei tumulti del cuore umano, più nero e selvaggio proprio quando si sforza di strapparsi dalla gabbia toracica e volare alto, è proprio quella la quiete pubblica che Yates viene a turbare. La nostra illusione di quiete – la nostra acquiescenza. Il nostro cuore di bestia ingorda. Un profilo dell'autore di Revolutionary Road (1961)

Bodies Of Lies - Lampi che assomigliano a delle Idee (di Sergio Sozzo, del 29/12/2008)

Mark Wahlberg è uno degli esponenti maggiormente interessanti di un muoversi comune, un atteggiamento che dimostra in tutta una “generazione” di attori una consapevolezza del tutto istintiva, quasi animalesca, primordiale, genetica delle possibilità infinite e concettuali della propria essenza divistica, “giocata” come modo di essere immutabile sia davanti che al di fuori della mdp: totalmente al di là di parametri recitativi, penetrando la macchina con precisione chirurgica, intuendo gli sguardi dei registi, marchiando indelebilmente i film, diventandone il tendine, che come un muscolo si muove e si rilassa al ritmo del respiro del Cinema. GALLERIA FOTOGRAFICA.

YOUMAN, l'insostenibile leggerezza del cinema (di Federico Chiacchiari, del 29/07/2008)

Youman, nel suo tourbillon di storie sussurrate e urlate, ci parla di quando il cinema arrivava da lontano, e sorprendeva tutti, il cinematografo. Lasciando allibiti gli spettatori e trasformando i giocolieri, gli imbonitori, i clown, i cantori e tutti gli artisti degli spettacoli dell’epoca in un qualcosa di immediatamente superato, andato, morto. Youman, è il titolo di questo strampalato, delizioso e spiazzante spettacolo, scritto da Antonio Farisi. Ed è proprio in questo suo mettere l’accento sull’uomo, che sta il cuore della storia, delle storie che Farisi racconta, facendole interpretare dal corpo “alieno” di Olek Mincer e raccontate dalla fisarmonica, sottile e sinuosa, di Roberta Montisci. GALLERIA FOTOGRAFICA

SCONFINAMENTI - Se dal nord la mondezza scende, al sud la mondezza sale... (di Leonardo Lardieri, del 14/07/2008)

Stamattina lascia trasversalmente questo mondo, Esterino, che Truman non ha mai conosciuto perché mai nella sua vita si è dato come ignaro spettatore della propria e della vita altrui. Truman, se mi permette, illustrissimo Marco Travaglio, dalle pagine de “L’Unità” del 10 luglio 2008, il giorno dopo che una piazza di Roma s’è fatta ideale e terribile, non siamo tutti noi, di Truman al mondo e in Italia, ce ne sono pochi, pochissimi. Truman è comunque un protagonista e noi quando mai siamo stati tali

SCONFINAMENTI - Nanni, i girotondi e la realtà dai tanti, diversi, punti di vista (del 12/07/2008)

E’ un periodo difficile per tutti, e nonostante la nostra adesione “emozionale” non abbiamo parlato della manifestazione di Piazza Navona dello scorso 8 luglio. Cosa che invece avevamo fatto nell’ormai lontano 2002, quando sulla spinta dei “girotondini” e le invettive di Nanni Moretti, avevamo raccontato un felice ritorno in piazza delle idee. Il periodo è diverso e la fiducia nei politici sotto zero. Per cui per questa volta abbiamo preferito evitare lo “sconfinamento” politico, limitandoci a proseguire il nostro “racconto di cinema”.  Poi però nella foto del giorno dell’11 luglio, abbiamo riportato, a titolo di cronaca, le parole di Nanni Moretti, molto critiche sulla manifestazione. Stimiamo e apprezziamo tanto Nanni Moretti, ma per una volta non siamo d’accordo con lui. E la pluralità di punti di vista e di “stili” visti e ascoltati a Piazza Navona, ci appare piuttosto una “ricchezza” che non una riduzione dell’esperienza dei "girotondi” del 2002. Per questo, volentieri, pubblichiamo la lettera che Marco Travaglio, tra i protagonisti della manifestazione, ha scritto l’altro giorno all’Unità. Un resoconto che ci pare più in sintonia con quanto sta accadendo oggi in Italia.

SCONFINAMENTI - L'incredibile Hulk, il re dei mostri (di Davide Di Giorgio, del 01/07/2008)

Attraverso un lavoro all’insegna dell’intelligente rielaborazione di modelli, la nuova incarnazione del Golia Verde creato dalla Marvel Comics intraprende un rapporto fecondo con la tradizione delle creature fantastiche del cinema e della letteratura, da Frankenstein ai duelli tra King Kong e Godzilla

Pochi poveri... (di Leonardo Lardieri, del 23/04/2008)

“… Però, ecco, a Taormina ci stanno, almeno dove sto io nell'albergo, pochi poveri…”. Magari la povertà soverchiasse la miseria, ormai sempre più galoppante. I poveri cooperano, hanno anche tanto tempo libero, sono ragionevolmente razionali, adorano il bello e non sono ossessionati dall’efficiente, riutilizzano e non sprecano, recuperano gli scarti e decrescono felicemente… domenica, dopo aver votato, qualcuno sarà andato al cinema per Tutta la vita davanti e... per Non pensarci

SCONFINAMENTI - Cinema che ha bisogno di un gesto e di un pensiero (di Michele Moccia, del 21/04/2008)

Ciò che colpisce in un cinema che ha bisogno di un gesto e di un pensiero è l’intimità di una percezione raggrumata in una cellula di sensazioni e stati d’animo, espressione alta della fantasia che si fa amore per chiarire la certezza dell’essere nella contemplazione delle cose, nelle immagini e nei pensieri; un cinema capace di porre al confine con se stessi, che faccia, così poi sempre, della sostanza dell’immagine un intreccio di vicino e lontano

"Chiamami SALOME'", o La testa di Elio Germano su di un piatto d'argento pronta da due anni (di Sergio Sozzo, del 30/03/2008)

Nel weekend che vede assoluto protagonista in sala l’attore di Il mattino ha l’oro in bocca, e dei ‘freschi’ Nessuna qualità agli eroi e Tutta la vita davanti, diamo uno sguardo al film di Claudio Sestieri (Dolce assenza, Barocco) che, come già capitato ad altre pellicole, pare scomparso nel nulla dopo il fuggevole passaggio alla prima Festa del Cinema di Roma: riuscirà ad essere distribuita in sala prima o poi questa rilettura di Wilde con Germano nella parte di Giovanni Battista?

"Non saper fare niente in un mondo che sa tutto" (di Roberto Rosa, del 18/02/2008)

Da “Ciao amore ciao” ad “Into the wild”. Possono un film ed una canzone (e dietro di loro due vite) così distanti (temporalmente, geograficamente, culturalmente) mostrare una stessa identica anima? Un azzardato accostamento tra una canzone di quaranta anni fa e un film di oggi… Una particolare rilettura dell’ultimo film di Sean Penn, in un gioco/confronto con l’ultimo successo del cantautore scomparso nel 1967

SCONFINAMENTI - "Encounters at the End of the World", di Werner Herzog (Usa, 2007) (di Rinaldo Censi, del 18/01/2008)

 Altro viaggio estremo del cinema di Herzog, giunto sull’isola di Ross, fantomatico punto zero sulla crosta terrestre. Ma cosa spinge degli essere umani al Polo? Cosa li spinge sui bordi della terra, ai limiti della fine del mondo? E’ questo che si è chiesto Werner Herzog, giungendo in questo campo base. Ci sono momenti unici in questo film sublime (rovinato purtroppo da una scelta musicale davvero fuori luogo, che appesantisce e rende “grave” il tutto). Un piccolo difetto che non cancellerà certamente lo stupore di essere stati catapultati di fronte alla vita dispiegata sui bordi della terra

SCONFINAMENTI - Il cinema della cronaca vera (di Matteo Di Giulio, del 16/09/2007)

Note a margine sul nuovo docudramma programmatico in Corea e Stati Uniti: confronto a tre tra gialli veri senza colpevole. Memories of Murder, Zodiac e Voice of a Murderer nascono dalla cronaca, che suggestiona la finzione e da questa, a sua volta, è influenzata per risvegliare ansie collettive che si credevano sopite.

Sconfinamenti - Il feticismo nel cinema di Tarantino (di Emiliano Bertocchi, del 08/08/2007)

Tra la passione per i piedi femminili e quella per i film, suoi come di altri, in Grindhouse-Death Proof Tarantino mette a nudo tutti i suoi feticci, costruendo, ancora una volta, un mondo di pura finzione così ben delineato da sembrare vero. Uno spazio-tempo, prima di tutto filmico, dove gli anni settanta non sembrano mai essere finiti.

"Napoli! Napoli! Napoli!" di Carlo Lizzani, Francesca Pirani (di Emiliano Bertocchi, del 27/07/2007)

La provincia di Napoli per festeggiare il bicentenario della sua fondazione si affida a Carlo Lizzani (e Francesca Pirani) per la realizzazione di un documentario che parli del capoluogo campano e del territorio che lo circonda. Un viaggio tra le bellezze artistiche e naturali di queste terre, dove ogni problema è lasciato, però, fuori campo.

SCONFINAMENTI - Il cinema che non muore (Ritorno su Grindhouse - A prova di morte) (di Giacomo Calzoni, del 24/06/2007)

Se davvero il cinema è morto, Tarantino non si limita certo a deporre fiori o a metterne in bella mostra il cadavere: piuttosto ci si accanisce e lo violenta, per ribadirne l’inguaribile vitalità. A prova di morte lavora e pensa a partire dal proprio stesso tessuto filmico, racchiudendo generi e idee non per imprigionarli sotto il pretesto della cinefilia, ma per liberarli, qui e ora

SCONFINAMENTI - Edo Bertoglio: la magia e la perdita (di Sergio Sozzo, del 15/05/2007)

Jarmusch all'Auditorium, Basquiat al Detour, Edo Bertoglio al Cinema Farnese, Julian Schnabel a Palazzo Venezia. Nell'ultima settimana, a Roma è stato come fare i conti con una generazione, un intero 'movimento', con diversi rappresentanti di una 'scena' che è sicuramente mutata, trasfigurata, magari dissolta: la new wave dei primi anni '80 a New York

SCONFINAMENTI - Cinema al singolare femminile (di Michele Moccia, del 03/05/2007)

... Essere catturati dall'elemento femminile, in un desiderio infinito sempre rinnovato. E' questa relazione che nasce con ciò che (sempre...) si sottrae a rendere la femminilità il "luogo" di uno sguardo esule e a dare testimonianza di una presenza pervasiva e ad un tempo inaccessibile. Sempre a venire

SCONFINAMENTI - Tra due corpi che si incontrano (Ritorno su "Miami vice") (di Michele Moccia, del 04/03/2007)

Non possiamo che guardare la danza dei corpi di Michael Mann in silenzio. Sfiorare con gli occhi i loro incarnati, la loro consistenza, la loro lontananza. Seguire il ritmo, l'onda, la curva del loro completarsi. Essere tra due corpi che si incontrano, che reclamano di essere toccati, di essere premuti con le mani, di non essere lasciati andare

Rocky Balboa, vecchia america... (di Giona A. Nazzaro, del 11/01/2007)

Rocky Balboa è il racconto di un fantasma che sogna per l'ultima volta la sua carne. Una figura autunnale un ex million dollar baby che scompare come un revenant, che giorno dopo giorno dialoga con le ombre e la morte. Ma il mondo, il suo, il nostro, non scompare. Un'articolo di Giona A. Nazzaro, anticipazione dall'ultimo numero di "Rumore"

SCONFINAMENTI - Film in cerca di sale: "L'estate di mio fratello" (di Simone Emiliani, del 07/01/2007)

Diretta da Pietro Reggiani, la pellicola ha già ottenuto numerosi riconoscimenti in diversi festival. Il suo faticoso percorso distributivo sembra seguire lo stesso di quello fatto da "Tu devi essere il lupo" di Vittorio Moroni. Lo spettatore, in questo caso, diventa distributore.

"Siamo in deserto e volete lettere da noi?" * (di Michele Moccia, del 06/01/2007)

Leggendo lo sconfinamento di Federico Chiacchiari "Apocalypto, now..." ci accorgiamo quanto una riflessione di questo tipo oggi ci riguarda da vicino e ci sprona a fare i conti con ciò di cui pesiamo reggere le briglie, ossia l'immaginario, e con esso l'immagine stessa che come un moderno "velo di Maya" occorre invece lacerare

SCONFINAMENTI - Apocalypto, now... (di Federico Chiacchiari, del 05/01/2007)

Mentre muta il concetto di minoranza in un paese dove l'opinione pubblica combatte le istituzioni/burocrazie, il dibattito sul divieto al film di Gibson mette in scena la "modernità che avanza", che invoca una barriera protettiva per i nostri figli. E allora, da The Village al Giovane Holden fino a Mel Gibson.. dove stiamo andando? Verso un'apocalisse...

Una scomoda verità: il clima mondiale al punto di non-ritorno (di Fabio Tasso, del 19/12/2006)

Il riscaldamento globale ha raggiunto livelli ormai insostenibili, la minaccia climatica è più vicina di quanto possiamo pensare; un documentario con protagonista Al Gore cerca di sensibilizzare governi e opinione pubblica a problematiche ormai non più procrastinabili

SCONFINAMENTI - Madonna che silenzio c'è stasera (di Michele Moccia, del 02/12/2006)

Perché quest'articolo? Perché noi il cinema lo amiamo nella sua essenzialità (Rossellini), nella volontà di chi desidera affondare con esso (Cimino), nella forza di chi ha saputo ritrarre la carne delle immagini (Cassavetes), ma anche nella sua imperfezione che in Francesco Nuti ha saputo regalarci alcune tracce da ricomporre in un personale montaggio...

SCONFINAMENTI - Il risveglio dell'esistenza (ritorno su "Lady in the Water") (di Michele Moccia, del 24/10/2006)

E poi si è lì con lo sguardo fisso, assenti e assorti nel silenzio, mentre tutt'intorno un rumorio indistinto e incomprensibile: l'annaspare intimo dell'esistenza che chiede di essere compresa, afferrata, toccata e non solamente ascoltata, come nel cinema di Shyamalan che filma il risveglio dell'esistenza attraverso la lacerazione del vivere

Daniele Silvestri: il vento dei mondiali ad Arezzo Wave (di Simone Emiliani, del 15/07/2006)

Echi dalla Germania durante la sua esibizione al festival

SCONFINAMENTI - Face/Off. Berlusconi-Prodi, round 1 (di Umberto Martino, del 14/03/2006)

Artificiale, noioso, ingessato ma necessario. Per non vedere ancora una volta la politica ridotta a combattimenti tra galli. Berlusconi non centra l'obiettivo "indecisi", Prodi azzarda qualche contenuto in più. Cronaca/riflessione su politica, comunicazione e "spettacolo".

L'ultimo Kong. Ora siamo noi la Grande Scimmia (del 02/01/2006)

Un'opera archeologica sul Mito antisociale per eccellenza. Per chi abita il post-umano, tra play-station, alta cultura e merci pazze. Un film che traduce l'originale, che sradica e trasferisce, cattura e tradisce la grande scimmia, è sempre l'ultimo film, quello in cui l'infanzia muore. Un articolo di Alberto Abruzzese, autore de "La grande scimmia"

Vietato ai maggiorenni (di Giovanni Rossi, del 28/12/2005)

Viaggio allucinante attraverso i meandri di un business coi giorni contati: il cinema dell'infanzia da Shirley Temple a "Le Cronache di Narnia". Contro e oltre le frontiere del Tempo

Le Trompe d'oeil del cinema di Jarmusch ovvero "l'ossimoro jarmusciano". (di Roberto Rosa, del 18/12/2005)

Il cinema di Jarmusch è disorientante perché basato sull'impossibile incontro fra personaggi che vivono in universi paralleli e dunque incapaci di trasmettersi alcunché. Ritorno su "Broken Flowers"

L'orgoglio del leone (di Simone Emiliani, del 22/10/2005)

Curioso sconfinamento questo, che arriva dentro "L'Isola dei famosi", una delle trasmissioni televisive più seguite dai telespettatori, in cui si rintracciano, forse strabicamente, "squarci di cinema".

SCONFINAMENTI - Il giorno degli incappucciati... (di Federico Chiacchiari, del 27/09/2005)

Cortocircuiti della comunicazione globale, della rappresentazione simbolica si intrecciano nella rete. Immagini, video che in tv e in rete ci "acchiappano" letteralmente l'immaginario visivo, catapultandoci in un'icona-mondo che tale è per tutti, ovunque. Come il cinema...

Il ritorno di Sentieri selvaggi... (del 28/04/2005)

A sette anni dalle "monografie" e dalla rivista mensile in edicola, Sentieri selvaggi ritorna "cartacea", con una nuova collana di libri di cinema. "Takeshi Kitano" e "Scrivere e girare un cortometraggio" sono in vendita solo qui, on line. Un esperimento per offrire qualcosa di diverso ai nostri lettori. Magari regalando anche un DVD...

Hitchcock televisivo su Studio Universal (di Simone Emiliani, del 01/04/2005)

In occasione del 25° anniversario della morte, il canale satellitare propone per il mese di aprile 30 serie-tv inedite, di mezz'ora in bianco e nero e in versione originale sottotitolata. Si comincia oggi con due episodi. Inoltre saranno trasmessi anche 14 dei suoi lungometraggi più famosi e tre documentari.

Il Papa FuoriOrario della RAI (di Enrico Ghezzi, del 11/03/2005)

"È nel non-visto, ancora una volta e sempre, che sta il nodo politico di un senso del vedersi televisivo". enrico ghezzi ci parla - in questo articolo scritto una settimana fa e che è"già una sorta di "reperto" - delle possibilità, oggi, di una "politica editoriale", in RAI e nella TV in generale. Dopo il blackout dello scorso week-end di Fuori orario

IL FESTIVAL DI SANREMO: Entità mutante ...ma non troppo (di Davide Di Giorgio, del 05/03/2005)

La 55a edizione della manifestazione canora "nazional popolare" trova il punto di equilibrio fra una tensione al cambiamento che aveva tenuto banco negli scorsi anni e le necessità imposte da una formula molto classica. Un dualismo incarnato dalla figura di Bonolis, ex discolo televisivo e ora presentatore che raccoglie il consenso delle masse

"La foresta dei pugnali volanti" e "Hero": il wuxiapian come chiave per comprendere le geometrie dei sentimenti (di Davide Di Giorgio, del 30/01/2005)

Zhang Yimou sfrutta i topoi del "cappa e spada cinese" per raccontare due storie di anime prigioniere e sfrutta le traiettorie descritte dai combattimenti per riflettere l'imprevedibile e cangiante spettro delle passioni

"Farecinema": enrico ghezzi e Sentieri selvaggi (del 31/12/2004)

Che fine ha fatto l’Autore? Incontro al Detour con “l‘indefinibile” padre di Blob: voli pindarici a cavallo dei confini – e degli sconfinamenti – tra tutti i ‘fare’ del cinema, illuminazioni e nuove porte socchiuse sul mistero dell’Opera filmica. Un resoconto dell’ultimo degli “incontri di Sentieri selvaggi” del 2004

Maremoto in Asia - Gli articoli più significativi (del 29/12/2004)

La tragedia dell'Oceano Indiano assume sempre più dei caratteri "biblici" e si parla di oltre 100.000 morti. In questo spazio proviamo a raccogliere le notizie e i commenti più significativi sparse in giro per la rete.

L'Esorcista: la saga cinematografica dello spiritualismo a tinte forti (di Armando Chianese, del 14/12/2004)

Paul Schrader aveva diretto il capitolo 4 di questa saga con grande ispirazione traendone un film metafisico, con poco sangue e molta paura. Ciò non è stato gradito dalla produzione che ha deciso di far interamente rigirare il film da Renny Harlin. La nascita di questa saga cinematografica ha, però, radici lontane. Le ripercorriamo in questo articolo

SCONFINAMENTI - Da "Gli Incredibili" a Watchmen - Il darwinismo applicato ai supereroi (di Roberto Rosa, del 11/12/2004)

Qual è l’etica del supereroe? Se ne Gli Incredibili i supereroi ci liberano dalla minaccia e ci riaffidano il nostro futuro, Alan Moore ci libera anche di questo fardello affidandolo una volta per tutte ai supereroi mettendoli di fronte alle loro responsabilità

SCONFINAMENTI - La fine del mondo (del 15/06/2004)

"La bellezza e il suo godimento richiedono curiosità, cultura, amore per la diversità. Questo mondo dell'occidente tutto è basato sulla moltiplicazione di standard, di format tv, di gipponi inquinanti, di catene commerciali, di monopolio totale. Ma la felicità è un'altra cosa". Non perdetevi questo magnifico editoriale del 14/6 di Mariuccia Ciotta

Il D-Day "sbarca" a Studio Universal (di Andrea Ravagli, del 06/06/2004)

Una marcia filmica che "profuma" di guerra quella che domenica 6 giugno terrà incollati al teleschermo, poco dopo l'alba appassionati del genere. A 60 anni esatti dallo sbarco in Normandia, Studio Universal propone, infatti, otto sentieri marziali dedicati al cinema bellico a stelle e striscie

SCONFINAMENTI - Al confine con se stessi (*) (di Massimo Causo, del 01/06/2004)

La consapevolezza che il "perdono" è il solo vero atto critico che resta possibile alla nostra sapienza di amanti (della vita, dunque del cinema, dunque dell'uomo...) appare l'utopia più impropria a questo tempo, eppure la più necessaria. Di sicuro anche per immaginare di poter "perdere" per una volta se stessi e ritrovarsi altrove. O magari anche altrui

Del perdono, del cinema e della vita... (di Federico Chiacchiari, del 28/05/2004)

Perché un film come "In My Country" oggi rappresenta una perla straordinaria che nessuno sa vedere, sa cogliere, in quel mare profondo del cinema contemporaneo? Forse perché viviamo in un mondo dove regnano ormai altri valori, altre discipline morali, altri sguardi, e dove "perdersi" sembra essere la peggiore malattia del mondo. Figuriamoci perdonare!

BLOB15 - nota (pen)ultima di un (ri)autore (di Enrico Ghezzi, del 16/04/2004)

Lo 'diciamo' dal 1989, che la tv è tutta blob. Che solo una differenza di scala e la follia anarchica l'accanimento la resistenza di un gruppo di persone da allora a oggi, differenziano un blob quotidiano di 15 minuti dall'immagine mentale o ipotetica o virtuale di 'tutta la tv del mondo'. Un intervento di Enrico Ghezzi sui 15 anni di Blob
 

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