PROFILI

Gregory Peck, il volto leale dell’America (di Tonino De Pace, del 12/06/2013)

Un volto leale e rassicurante e il senso di civile e leale convivenza ne hanno fatto un’icona preziosa. La forza segreta della sua limpida e sincera espressione si è trasformato in un divismo che trasmetteva fiducia al pubblico aprendo nuove speranze pur nella mediocrità del presente. Ricordo dell'attore a 10 anni della scomparsa

Come Undone: Robbie Williams, l'ultimo divo pop (di Fabiana Proietti, del 12/06/2013)

Sembra aver sempre saputo che essere la pecora nera l’avrebbe portato lontano. Forse per questo il figliol prodigo della Gran Bretagna ha spesso gridato la propria inadeguatezza al mondo del pop, che l'ha eletto suo Re. Cronistoria di un personaggio iconico capace di coniugare un’indole controversa a una vocazione all'immagine. In sala solo il 12 giugno

Barry Levinson - Lo stile del mestiere (di Carlo Valeri, del 07/06/2013)


Si è sempre contraddistinto per una multiformità stilistica che si concretizza in un’aderenza tra forma e contenuto perfettamente equilibrata in ogni suo singolo caso filmografico. Uno stile spesso invisibile, sfumato, che cerca soprattutto l’allestimento in immagini delle potenzialità del testo. Un cinema scritto ma mai letterario, incline alla commedia umanistica,

MERDE!!! Leos Carax, l'inno del corpo sciolto (di Leonardo Lardieri, del 04/06/2013)

Il poeta punk del cinema francese,, per molti ormai, ex enfant prodige, che sembra trovare nella deriva l’unica strada percorribile, deviando nel nichilismo della marginalità e della frustrazione creativa. Ripubblichiamo per l'occasione il profilo dedicatogli su Sentieri Selvaggi Magazine n.2 in occasione dell'uscita in sala di Holy Motors il 6 giugno

Bradley Cooper. This is “The Guy” (di Francesca Bea, del 31/05/2013)


Per Bradley Cooper è sempre più chiaro, il Cinema è una materia fatta di varchi, piegature, connessioni che ogni volta ridisegnano nuovi orizzonti affettivi, proprio per questo con i suoi scarti spiazzanti si libera di ogni struttura e oppone il suo definitivo rifiuto di diventare icona per farsi corpo espressivo della vita

Aleksei Balabanov: del mostro nell'uomo. Dell'uomo nel mostro (di Margherita Palazzo, del 27/05/2013)

Interessato al lato oscuro nel comportamento dell'essere umano, come del resto i più grandi narratori russi, il regista, noto come il cantore dell'era post-sovietica e delle sue ferite, ha fatto un cinema che può intendersi collocato in modo più universale al margine estremo dell'umanità e delle sue contraddizioni. Ricordo del cineasta scomparso lo scorso 18 maggio

Carlo Monni, Firenze e Benigni (di Giovanni Bogani, del 20/05/2013)

se n’è andato in silenzio. Era amato da tutti, nella sua città. Aveva iniziato con Roberto Benigni, poteva sfruttare il successo del suo amico per ritagliarsi una nicchia di denaro, di comodità, di benessere. Non lo ha mai fatto. Ha preferito vivere come voleva lui, nella sua Firenze, un bicchiere di vino, un piatto di spaghetti la sera. 

Baz Luhrmann - Spectacular, spectacular (di Fabiana Proietti, del 15/05/2013)


Ha un cuore il cinema di Baz Luhrmann? È il dubbio che da sempre accompagna una filmografia cheprivilegia lo scintillio della superficie. Il mantra dei bohémien di Moulin Rouge è anche il  credo di un autore che, senza timore di sfidare Shakespeare e Fitzgerald de Il grande Gatsby, sembra vedere il mondo solo attraverso la lente dello spettacolo e quella debordante, ma a suo modo pudica

Leonardo Di Caprio: escape from Candyland (di Pietro Masciullo, del 14/05/2013)

Dal fatidico incontro con il padre/De Niro in This Boy's Life a Il Grande Gatsby, ha incarnato la parabola del figlio americano fragile e insicuro in un corpo che riflette l’immagine di perfezione, stupefazione e mutevolezza identitaria: l’ultimo vero divo partorito dalla Hollywood novecentesca e il primo body of lies di quella del nuovo millennio…

EFFETTO SODERBERGH - Scott Z. Burns: La giusta distanza (di Luca Marchetti, del 13/05/2013)

Lo sceneggiatore, supportato da un regista che gli lascia carta bianca ed è così che si diverte a guardare, e ad annotare, comportamenti di elementi borderline (The Informant!), derive sociali di una comunità sotto attacco (Contagion) o  feroci applicazioni pratiche del classico “homo homini lupus” (Effetti collaterali), senza mai considerare, nemmeno per un secondo, l'importanza del fattore umano.

Bruce Willis: il tempo (non) inganna (di Chiara Bruno, del 10/05/2013)

Padre putativo di una generazione testosteronica eppure ancora troppo sottomessa all’impero del corpo, ha aderito a centinaia di combattimenti veicolando un’idea vintage ed evergreen: contro il dominio intrusivo e spocchioso della tecnologia, lanciare la prima cosa che capita a tiro può diventare un’arte. In sala con Fire with Fire

Sergio Rubini - Tutto l'amore per il Sud (di Davide Di Giorgio, del 09/05/2013)

Mentre arriva nelle sale il suo nuovo Mi rifaccio vivo, iniziamo a pensare a quanto “epico” sia il cinema del Sergio Rubini regista: perché racconta storie di uomini, ma anche di una forza magica che sembra compenetrarsi profondamente agli spazi del meridione e che permette a un singolo gesto di fondare una dimensione propria, sospesa, “mitica”

Ray Harryhausen: Fuori dal tempo (di Davide Di Giorgio, del 08/05/2013)

Scompare il mago degli effetti speciali in stop-motion: ricordarlo equivale tornare ancora una volta a confrontarsi con la particolarissima miscela di un cinema che era già classico quando ancora rappresentava la novità, e per questo non è mai apparso nostalgico, ma sempre fieramente cosciente delle proprie possibilità

EFFETTO SODERBERGH - Il Filmaker del nostro tempo (di Carlo Valeri, del 06/05/2013)


L'autore di Effetti collaterali non è mai stato regista nell'accezione classica e novecentesca del termine. E' un filmaker. C'è del resto un aspetto che molti critici e addetti ai lavori fingono di non ricordare ed è il fatto che non è soltanto un cineasta "centrale", ma anche, se non soprattutto, un grande direttore della Fotografia e montatore.

Jeremy Renner - Like Steve McQueen (di Luca Marchetti, del 05/05/2013)

 

Il momento preciso in cui si è capito chi fosse veramente è facile da stabilire. Con The Hurt Locker e The Town l’attore californiano,impersona personaggi segnati da una rabbia immensa che viene mal trattenuta da un’impassibile glacialità. Uomini talmente esplosivi da essere costretti a forza in un mondo chiuso ermeticamente (l’Iraq, Boston)

Hayao Miyazaki, un ponte tra due mondi (di Giacomo Calzoni, del 24/04/2013)

Le sue opere possiedono la capacità di unire mondi e culture talmente differenti con una leggerezza che è propria solamente dei grandi; tutto il cinema del maestro giapponese è infatti da sempre impegnato nel collegare tra loro il mondo orientale e quello occidentale, costruendo una sorta di ponte tra questi due universi così lontani eppure così vicini.

Rob Zombie: "Io sono il diavolo e sono qui per fare il lavoro del diavolo" (di Valeria Brucoli, del 23/04/2013)

Approdato nel cinema horror dal panorama musicale heavy metal, ha coniugato sangue e rock in una miscela infernale, dai cruenti  La casa dei 1000 corpi e La casa del diavolo, al sadismo crudele di Michael Myers in Halloween – The BeginningHalloween 2, per finire con il disturbante e blasfemo Le streghe di Salem

Jacques Demy. La naturale grazia dei sentimenti (di Tonino De Pace, del 21/04/2013)


Jacques Demy è stato un autore appartato e dimesso che attraverso il musical ha sempre messo in scena i sentimenti, guardando benevolmente alla vita e alle donne, attraverso un cinema sofisticato e caratterizzato da uno spontaneo amore per i suoi personaggi. Un ritratto del cineasta omaggiato dai Rendez-vous del cinema francese

La città che esplode: Antoine Fuqua (di Aldo Spiniello, del 20/04/2013)


I suoi personaggi sembrano figli di una sporca dozzina, bastardi nati per caso dalle gozzoviglie dei ragazzi del coro. Soli per scelta o per necessità, sono assolutamente veri, nostri, perché sempre colti nel punto di frizione tra l'esigenza insopprimibile di un'autonomia individuale e i meccanismi perversi e asfissianti di un sistema sull'orlo dell'impasse

AARON ECKHART - Le mille facce dell'America (di Riccardo Moglioni, del 18/04/2013)

Può essere considerato uno dei simboli attoriali del cinema americano contemporaneo. Proprio perché degli Stati Uniti è stato ed è, sullo schermo, incarnazione poliedrica. O anche  lo scapolo d'oro. E invece usa quel suo viso familiare, rasserenante per incarnare l'ambivalenza morale del genere umano. Ora in sala con Attacco al potere.

Claudia Cardinale – Il fascino malinconico della diva (di Tonino De Pace, del 15/04/2013)

Ha compiuto 75 anni il 15 aprile un’attrice come poche, contrassegnata da una originaria e indomita forza espressiva che riversa nei suoi personaggi. La sua bellezza selvaggia ha incantato Pasolini e altri autori italiani. La sua serietà professionale l’ha fatta diventare una diva

Jean-Paul Belmondo e una faccia in prestito (di Leonardo Lardieri, del 09/04/2013)

80 anni oggi, è una faccia in prestito, praticamente scolpita, come quella di un pugile fallito. Potrebbe essere un gigolò, forse un mostro, non immorale, colmo di una impudicizia provocatoria, caldo e affascinante, ma non bello. Molieriano, essenzialmente tragico nella sua teatrale ambizione trattenuta; espressionista nel peso dei gesti e dei simboli.

Tra thriller ed eros: addio a Bigas Luna (del 07/04/2013)


Il regista, malato da tempo di cancro, aveva 67 anni. Dalle sperimentazione design degli esordi, al cinema come desiderio e ossessione, è stato dall'inizio degli anni '90 il cineasta spagnolo più famoso dopo Pedro Almodóvar. Ha rivelato Francesca Neri, scoperto Penélope Cruz, affrontato le diverse forme della dipendenza del sesso 

STALLONE/HILL - Proiettili vaganti (di Carlo Valeri, del 05/04/2013)


In un cinema come è quello di Walter Hill oggi non può esserci corpo migliore che quello segnato dagli anni e dalla fatica ma eroicamente resistente di Sylvester Stallone, che nelle immagini del regista di 48 Ore e Danko diventa cartografia di un vissuto che fonde cinema e vita. Forse la (loro) dissolvenza incrociata è appena iniziata

"Un colpo solo": i 70 anni di Christopher Walken (di Giacomo Calzoni, del 30/03/2013)


Compie 70 anni uno dei volti più rappresentativi della New Hollywood: Christopher Walken ha attraversato trasversalmente la storia del cinema americano degli ultimi 40 anni, scegliendo consapevolmente un profilo nascosto e dimesso. Il sodalizio con Abel Ferrara, i progetti indipendenti, la passione per il teatro e il ballo

Come una dissolvenza tra corpo e musica: Enzo Jannacci (di Simone Emiliani, del 30/03/2013)

E' scomparso a 77 anni un artista totale, sempre sul filo dell'equilibrio, un trasformista della seconda metà del '900 anche nel cinema tra interpretazioni come attore e colonne sonore, da Marco Ferreri a Mario Monicelli che meglio degli altri avevano capito le sue potenzialità proprio nella sua inafferrabilità.

Channing Tatum, il reduce (di Chiara Bruno, del 28/03/2013)

Corpo ottuso o contundente, la velocità di percorrenza è la stessa:  è uno che corre e si spacca la faccia, la mette nei ruoli elementari & alimentari ed è uno a cui affideresti il destino del mondo proprio perché non lo spaccherebbe mai in due come una noce di cocco. Piuttosto lo userebbe come palla da bowling per strappare un sorriso ai bambini

L'uomo nell'ombra: Ewan McGregor (di Fabiana Proietti, del 27/03/2013)


A conti fatti, il vero sopravvissuto alla lust for life di Trainspotting non è Mark Renton quanto il suo interprete, ché chiunque altro sarebbe stato schiacciato da un simile personaggio. Invece Ewan McGregor ha consolidato la sua carriera senza assurgere alla scomoda posizione del divo. Un profilo dell'attore in sala con Il cacciatore di giganti

Fallo ancora, Tinto! (di Aldo Spiniello, del 26/03/2013)

In fondo, il buon vecchio Brass è un nostalgico, uno zio che ci intrattiene con le battute salaci, le avventure di gioventù. Un gran viveur, un regista di gran mestiere, ma che dopo un po' ha preferito rifugiarsi nell'artigianato liberty(no). Ci piacerebbe vederlo girare un vero Spring Breakers, acido e videoclipparo. Il nostro miglior augurio per i suoi 80 anni

EMMA STONE - La diva della porta accanto (di Riccardo Moglioni, del 21/03/2013)


Nonostante la giovane età, Emma ha già dimostrato talento e versatilità. Creandosi una figura pubblica positiva. Un connubio ben calibrato fra bellezza, umiltà, riservatezza e senso dell'umorismo. La sua recitazione è camaleontica. Riesce a donare con la stessa naturalezza goffaggine e femminilità ai suoi personaggi. Dolce ma sarcastica e pungente

Pedro Almodóvar. Di ostinati desideri (di Margherita Palazzo, del 20/03/2013)

Le figlie e i figli del cinema di Almodóvar si muovono in un mondo irregolare: eppure ogni violenza porta con sè un nucleo di sorprendente innocenza; ogni scelta comporta una reazione a catena che vedrà ciascuno dei protagonisti fare un passo in avanti, se non verso l'illuminazione, verso una consapevolezza triste e allegra

La 'piovra' nei generi: Damiano Damiani (di Simone Emiliani, del 08/03/2013)

E' scomparso a 90 anni uno dei registi che hanno segnato indelebili traiettorie nel cinema italiano dagli anni '50 in poi e che non hanno avuto la considerazione critica meritata, evidenti nell'impianto robusto del cinema di genere tra poliziesco e noir e negli intensi ritratti femminili. Fino al suo capolavoro nascosto, La rimpatriata

La caduta e le stelle: Jennifer Lawrence (di Simone Emiliani, del 08/03/2013)

Tra le più brave attrici della sua generazione, fresca vincitrice dell'Oscar come miglior attrice protagonista per Il lato positivo, si è subito messa in luce con una recitazione dove precale l'istinto selvaggio e animalesco e si avverte spesso il divario tra la sua bellezza e l'esigenza invece di sporcarsi del suo personaggio

La ribellione programmata della compagna Vanessa Hudgens (di Aldo Spiniello, del 06/03/2013)

A un certo punto scopre che la sua immagine da Gabriella Montez carina e innamorata è cresciuta fin troppo bene. E invece di continuare a replicare consapevolmente il sogno dell'adolescenza, si vende anima e corpo alla ribellione programmata e senza pelo di Harmony Korine. Ma in realtà si cambia semplicemente fabbrica e padrone.

Alberto Sordi, la nostra continua autobiografia (di Tonino De Pace, del 25/02/2013)

A dieci anni dalla morte Alberto Sordi ci manca. Pur consapevoli che avremmo voluto un’altra storia da raccontare, in fondo lui ha raccontato la nostra, quella reale, accompagnandoci dentro un’Italia in mutamento con invidiabile lungimiranza e il piglio di un attore che aveva innato il senso dello spettacolo. 

Rosemarie DeWitt. La verità dietro l’immagine (di Francesca Bea, del 20/02/2013)

Rosemarie DeWitt è (in) ogni personaggio che interpreta. Personaggi che, andando a ripercorrere una carriera che dice di preferire la libertà del cinema indipendente alle restrizioni delle grandi produzioni, hanno una coerenza incredibile nel portare tutti avanti la stessa idea, quella di un Cinema capace che crede nella verità dei corpi

Jennifer Jason Leigh, single white female (di Fabiana Proietti, del 06/02/2013)


Ha compiuto da poco 51 anni Jennifer Jason Leigh. Niente cifra tonda per l’anniversary party di un’attrice che ha sempre rifiutato gli stereotipi andandosi a cercare ruoli scomodi, disattendendo le aspettative con un’immagine poco rassicurante in linea con la ricerca espressiva del grande cinema americano anni Novanta, raccontato da Altman e Cronenberg.

Amanda Seyfried. La maschera e il volto (di Simone Emiliani, del 30/01/2013)

Decide di fare l'attrice dopo aver visto Leonardo Di Caprio e Claire Danes in Romeo + Giulietta e da qui forse esce la tipologia dell'eroina romantica che si vede anche nel personaggio di Cosette in Les Misérables. Poi c'è l'altra faccia, ambigua e pericolosa, spiazzante come si potrà vedere presto in Lovelace o nella mutazione in In Time

Daniel Day-Lewis, un attore per il Nuovo Mondo (di Francesco Maggi, del 22/01/2013)

Lincoln è la conferma del legame tra Daniel Day-Lewis e il racconto 'mainstream' del Nuovo Mondo. Come i suoi personaggi che sembrano saldarsi, ora ancora di più alla luce nel film di Spielberg, in una storia cinematografica della fondazione degli Stati Uniti. Incontro in dissolevanza tra realtà e cinema mai così aderente con la filmografia di un attore.

Audrey Hepburn, dentro la favola della vita (di Tonino De Pace, del 20/01/2013)

A vent’anni dalla morte, il fascino di Audrey Hepburn è rimasto immutato. È stata una diva che ha annunciato il mutamento del costume a cominciare dalle sue misure “controcorrente” nell’era dell’opulenza femminile. Con un’aria distaccata dalle cose ha raccontato l’ingenuità e nessuno potrà dimenticarla nei tratti essenziali di quella leggiadria innata 

Keira Knightley, un'attrice per la fine del mondo (di Fabiana Proietti, del 15/01/2013)

È davvero un'attrice per la fine del mondo Keira Knightley, imponendosi tra le interpreti della sua generazione innanzitutto per la sua fisicità. Una presenza androgina che attualizza i classici e adatta il mélo e la commedia romantica a un nuovo modello di donna, meno morbido e più sfuggente

Nagisa Ōshima, l'agitatore politico-erotico (di Margherita Palazzo, del 15/01/2013)

Dopo Kōji Wakamatsu ci lascia purtroppo anche il grande cineasta e agitatore politico-erotico giapponese Nagisa Ōshima. Già nel nel 1958 affermava la necessità di un cinema libero, di un' espressione artistica rivoluzionaria come lotta persistente. Tutto il suo cinema racconta la forza passionale inarrestabile del piacere (e del dolore) di amore e morte

Sempre sulla scena: Mariangela Melato (di Simone Emiliani, del 11/01/2013)

L'attrice milanese è morta a 71 anni dopo una lunga malattia. Una delle figure più importanti del cinema italiano degli anni '70, ma anche un'equilibrista sospesa anche tra teatro e  tv. Difficile cercare dei modelli vista la sua unicità; forse l'eredità di Franca Valeri e quel timore suscitato dalla presenza sulla scena di Volonté

Ai nostri amori. Per Maurice Pialat (di Daniele Dottorini, del 11/01/2013)

C’è in Pialat una sorta di equivalenza tra amore e cinema. Entrambi hanno la forma dell’evento che per eccellenza non può essere determinata prima. Il film è così il risultato di una lotta e di una passione, fatto di salti improvvisi, di scansioni temporali proprie. A 10 anni dalla scomparsa, un ritratto del grande regista

Sandrine Bonnaire, la casa-cinema (di Fabiana Proietti, del 07/12/2012)

Guardare oggi Sandrine Bonnaire e rivederla adolescente diretta dall’indimenticato Maurice Pialat dà la stessa affettuosa malinconia che assale in Amour di fronte ai volti invecchiati di Trintignant e della Riva. Un percorso che dall'adolescente ribelle di Ai nostri amori trova nel passaggio alla regia una inevitabile quadratura del cerchio

Wes Anderson - Incendi nella stanza dei giochi (di Francesco Giulioli, del 05/12/2012)

Il cinema di Wes Anderson sembra  una casa di bambole in cui i personaggi si mettono in posa. Ma più di ogni altra cosa lo stile dell’autore texano è una  sofisticata gabbia per contenere le pulsioni ribollenti che emergono negli scatti di violenza, nei segni sul corpo che gli stravaganti costumi non possono nascondere del tutto.

AMY ADAMS - She's not a girl who misses much (di Emanuele Di Porto, del 30/11/2012)

L'eterogenea filmografia di Amy Adams, in sala con Di nuovo in gioco, ha alcuni denominatori comuni: la tenacia con cui affronta sempre nuove sfide, il desiderio di non essere intrappolata in una caratterizzazione precisa, una professionalità che le permette di essere credibile nei ruoli più disparati. Se solo imparasse a perdere il controllo di se stessa

Ben Affleck, lo storyteller (di Francesca Bea, del 08/11/2012)

Prima del Cinema, le storie. Prima del regista, lo storyteller. Classe 1972, Ben Affleck sembra ossessionato dalla stessa domanda: come si può oggi raccontare una storia (di Cinema)? L’unica via d’uscita per immaginar(la) passa attraverso una riflessione sulla scrittura che inizia con Will Hunting per diventare l’elemento centrale dei suoi tre lungometraggi da regista

Valerio Zurlini, regista delle immagini perdute (di Fabiana Proietti, del 26/10/2012)


Moriva 30 anni fa Valerio Zurlini, regista delle "immagini perdute", dalla parabola registica segnata dai fallimenti produttivi in un panorama cinematografico che lo ha sempre sottostimato. I suoi film colpiscono oggi per l'eleganza formale e per l'estrema modernità che il tempo non ha scalfito, ma semmai rinvigorito

Isla Fisher, il corpo slapstick (di Fabiana Proietti, del 18/10/2012)

Isla Fisher, con una sola performance da protagonista al suo attivo, è un'anomalia nel panorama hollywoodiano, più a suo agio nei piccoli ruoli, a fare la spalla, permettendosi il lusso di scomparire nei personaggi. E di buttarsi nella commedia con un impatto fisico che rivela un corpo insospettabilmente slapstick

 

L'abitudine a SASHA GREY (di Sergio Sozzo, del 16/10/2012)


Quello di cui Sasha Grey ci vuole illudere è che si possa sopravvivere al viaggio tra i mondi senza perdere l’integrità. Può lavorare al suo primo romanzo, The Juliette Society, così potrebbe tornare sul set di un video hard domattina, prima di andare a registrare Entourage o a suonare con la sua band.

Ritornare agli anni '70: Harris Savides (di Simone Emiliani, del 12/10/2012)

Il grande direttore della fotografia statunitense è scomparso il 9 ottobre a 55 anni. Aveva appena finito di girare l'ultimo film di Sofia Coppola. Ma oltre a  Fincher, Baumbauch, Scott e Gray, il suo nome resta legato a Gus Van Sant, con cui ha lavorato quasi  ininterrottamente da Scoprendo Forrester. Cosa sarà il cinema del regista di Portland senza il suo apporto?

Juno Temple: Wild Cinderella (di Margherita Palazzo, del 11/10/2012)


Disinibita ma angelica, carnale ma astratta come un avatar o la Campanellino di Peter Pan, Juno Violet Temple è una giovane attrice a suo agio in esordi indipendenti e ruoli provocatori, ma gestiti con mestiere. Britannica che ha trovato la perfetta incarnazione nella Dottie di Killer Joe, una Cenerentola ammaccata profondamente americana

BLOG - Harry ti presento Nora (di Demetrio Salvi, del 08/10/2012)


Forse mi sbaglio: nel retro di copertina di un suo libro (Il collo mi fa impazzire, Feltrinelli), Nora Ephron mantiene i lineamenti piacevoli di una donna matura, più che sessantenne, che ancora si mantiene in splendida forma. Sguardo spudoratamente maschile, il mio.  Continua sul Blog STORY di Demetrio Salvi

Addio al 'tempo delle mele'. Ci lascia Claude Pinoteau (di Simone Emiliani, del 07/10/2012)

E' morto l'altro ieri a 87 anni il regista che ha lanciato Sophie Marceau e che è stato il film-chiave di una generazione. Aveva anche scoperto Isabelle Adjani e instaurato una proficua collaborazione con Lino Ventura, che lo ha diretto in quattro film 

"Bye Bye Blackbird". Marion Cotillard: l'attrice contemporanea (di Pietro Masciullo, del 07/10/2012)


Se la contemporaneità è un sentimento più che una categoria, una coalescenza tra istanze passate e sentire futuro che sfugge a ogni classificazione per entrare nel regno della percezione…allora Marion Cotillard è l’attrice contemporanea per eccellenza. Eterea, ferina, struggente nell'ultimo splendido film di Jaques Audiard

Dall'Ucraina ad Hollywood: Mila Kunis (del 06/10/2012)


Tra commedia e cinema d'azione, l'attrice di origini ucraine che si è trasferita negli States a 7 anni fa spesso della scelte non scontate e Ted è un'altra scommessa vinta. Già voce di Meg Griffin nella serie animata de I Griffin, ha detto "Non chiedo di meglio che recitare con degli amici" quando MacFarlane le ha proposto il ruolo

Seth MacFarlane mi è passato di mente (di Sergio Sozzo, del 05/10/2012)


Lo slancio di MacFarlane è davvero quello di voler tenere in scacco i giorni, la memoria (come in Ted), sperando che distraendoci noi si possa far finta di non notare la turpe cospirazione contro la nostra vita. Ecce Homo. Un'eventuale difesa di MacFarlane potrebbe risultare alla fine non troppo lontana da quella pronunciata da Cecilia Gimenez“Chiunque ha messo piede nella chiesa mi ha visto dipingere, non ho fatto nulla per nascondermi”

Il cinema di ZHANG YIMOU (di Stefano Locati, del 03/10/2012)


Dall'apprendistato alla Beijing Film Academy a The Flowers of War, un blockbuster commovente, tra i film più costosi della storia del cinema cinese, che ha il vantaggio di avere come protagonista Christian Bale: Zhang Yimou torna a mostrare un'attenzione predominante per le sofferenze della donna, come nei film di inizio carriera, ma con uno stile rinnovato che è passato tramite la ricerca estetica di Hero e le semplificazioni narrative di Non uno di meno

Verso VENEZIA 69 - Il cinema di Ramin Bahrani (del 27/08/2012)


In attesa del suo quarto lungometraggio prossimamente in concorso a Venezia (At Any Price, che già si preannuncia anomalo per via del budget considerevole e del cast hollywoodiano), ritroviamo nelle prime tre prove registiche di Bahrani tre film-finestra, aperti su mondi che accettano di essere esplorati e narrati (ma mai colti nella loro pienezza) dallo sguardo autoriale. Tra le strade di Manhattan, nei sobborghi del Queens o lungo le vie del North Carolina, Bahrani pedina con discrezione i suoi personaggi, restando fedele ad un'estetica precisa, fondata sulla spontanea mobilità della macchina a mano e sull'immediatezza di una fotografia ruvida

Tony Scott. Il più veloce del Tempo (di Carlo Valeri, del 25/08/2012)


Se n’è andato con la stessa velocità dei suoi film Tony Scott. Il regista inglese ha creduto fino al dogmatismo che l’unico cinema possibile fosse fatto di movimento e velocità. Lo ha fatto spremendo lo stile come pochi altri e raccontando l’uomo con lo sguardo laico di chi è soprattutto innamorato nell’assemblare un’immagine dopo l’altra. E dietro le immagini sbilenche, i travelling aerei, le zoomate e un montaggio rapidissimo, si intravedono i contorni sfumati di un racconto ossessivo sul rapporto uomo-macchina

UNKNOWN PLEASURES (6) - Il cinema di MONTE HELLMAN (di Margherita Palazzo, del 16/05/2012)


"Mi sono costruito una reputazione di anticonformista, “uno che non si svende”, “contro il sistema”ma in realtà, ho sempre lavorato come un killer prezzolato. Ho accettato qualunque lavoro,  a patto che fosse in linea con le mie idee". Omaggio al grande cineasta americano autore di The Shooting e Le colline blu. Stasera h 20.30 ingresso gratuito a Sentieri selvaggi

 

John Belushi, Una dolcissima "ape da una tonnellata" (del 05/03/2012)


Ricordiamo John Belushi ristampando la nostra biografia del 1996, che sarà disponibile a giorni. A chi lo prenota/ordina entro marzo regaleremo il primo storico numero di Sentieri selvaggi 1988, che nacque proprio sotto il segno di John Belushi

Rooney Mara. Di Lisbeth, Harriet e dell'arte della sopravvivenza (di Margherita Palazzo, del 06/02/2012)


La ragazza punk e l'adolescente benvestita e incasinata degli anni '60 con un segreto non detto sono due facce della stessa misteriosa medaglia: quella di una giovane donna che non riusciamo a capire mai fino in fondo

Prima del glamorama. Pier Vittorio Tondelli (di Fabiana Proietti, del 21/12/2011)


Quando nel 1980 Pier Vittorio Tondelli irrompe nella scena letteraria italiana con i suoi Altri libertini, la critica ha il suo da fare nel ritrovare fonti e modelli d’ispirazione: lui non ne disconosce nessuno, consapevole di come il decennio in cui scrive sia giunto alla celebrazione della propria inautenticità e come la sopravvivanza sia legata alla possibilità di ripercorrere il passato e i suoi fantasmi

La realtà secondo SION SONO (di Davide Di Giorgio, del 15/12/2011)


Rapporto Confidenziale, la sezione del Torino Film Festival attenta alle nuove tendenze e ai talenti emergenti ha reso omaggio quest'anno al regista giapponese, da molti subito confinato all'estetica del suicidio e dei toni accesi, ma che si è rivelato invece un attento osservatore della realtà e un fine critico dell'omologazione culturale, sociale e commerciale del suo mondo e dei nostri tempi

La finzione è l’unico modo per esprimere la verità, il cinema di Eugene Green (Onde/Torino 29) – parte seconda (di Tonino De Pace, del 09/12/2011)

La ricerca che Eugène Green conduce quale vero e proprio demiurgo oscuro è quello attraverso un cinema che resti fuori (dal) tempo e fuori da ogni e qualsiasi possibile classificazione, un cinema suggestivo, di profonde e mai espresse emozioni, tutte trattenute sotto una forma di apparente staticità, ma che muove, scuote e rilancia il senso profondo dell’arte come strumento di interpretazione della vita.

Il cinema di Eugene Green (di Tonino De Pace, del 09/12/2011)


La retrospettiva che la sezione “Onde”, curata da Massimo Causo e Roberto Manassero, ha dedicato a Eugène Green, conferma la caratteristica principale di questa sezione che è quella dell’estremo rigore filologico, con l’invenzione di percorsi per ritrovare tracce perdute, sconvolgere la classicità programmata attraverso invenzioni visive. LA SECONDA PARTE

L’inattualità necessaria: Vittorio De Seta (di Daniele Dottorini, del 08/12/2011)


Quello di Vittorio De Seta è uno sguardo che fino all’ultimo è rimasto stabile, preciso nella volontà di vedere, nella capacità di proporsi e di reinventarsi:«Lo sguardo neutrale è una menzogna, specie nel mio lavoro, dove basta spostare la macchina da presa di pochi centimetri perché tutto cambi». È in questo che De Seta è stato e continua ad essere un maestro

La scomparsa di Andy Serkis (di Aldo Spiniello, del 09/11/2011)

II corpo di Serkis, che si sottrae e si nasconde, per tramutarsi già nell’immagine digitale in cui ci stiamo trasformando, è proprio al centro di tutto. Immagine estratta dal divenire della materia, dalla sostanza mobile e inafferrabile della realtà. Al centro del cinema. Al centro del futuro

Ryan Gosling, l'interprete autore (di Fabiana Proietti, del 05/10/2011)


Se c’è un tratto che distingue Ryan Gosling da altri grandi attori della sua generazione è l’irrequietezza che lo porta, anche all’interno della stessa pellicola, a vivere più personaggi contemporaneamente in un unico ruolo. Copilota di autori emergenti, lavora se necessario in direzione contraria alla messa in scena: non solo attore, ma autore dei propri personaggi, supera così i difetti dei film che interpreta, raccontando, con sguardi che fanno persino male, altri mondi e altre storie

L’immagine che non si ferma. Per Raul Rúiz (di Daniele Dottorini, del 21/08/2011)


La notizia colpisce improvvisa, inaspettata. Raul Rúiz è morto nella sua casa di Parigi, il 19 agosto. Notizia inaspettata, e ingiusta, come quella di ogni morte. Di ogni morte, certo. Soprattutto della morte intesa come interruzione di uno sguardo, come ciò che interrompe il flusso delle immagini, che ne blocca la produzione (potenzialmente infinita). Lo sguardo si è interrotto, lo sguardo del mago, del giocoliere barocco e rinascimentale insieme che faceva vivere (che inventava le immagini). Ma le immagini e le parole disseminate in quasi cinquanta anni di cinema, rimangono senza fermarsi

Peter Falk, Undisputed (di Aldo Spiniello, del 13/07/2011)

Peter Falk è stato uno degli attori più completi e consapevoli della sua generazione, uno dei volti più riconoscibili e incisivi del cinema americano a cavallo degli ’70. A dispetto delle mille difficoltà affrontate nella vita e nella carriera, soprattutto per il suo celebre occhio di vetro. A dispetto del suo fisico minuto ed esplosivo, di quel volto segnato e indimenticabile, che sembravano condannarlo a ruoli di comprimario in commedie o gangster movie. A dispetto anche del suo personaggio più noto al grande pubblico, quel Tenente Colombo dall’impermeabile fin troppo stretto per trattenere tutta la complessità di una recitazione controllata, eppure capace di intense e minime sfumature. Un ricordo del grande attore, scomparso lo scorso 23 giugno, a 83 anni

Non sono le ali che fanno l'angelo. Mélanie Laurent (di Margherita Palazzo, del 11/05/2011)


A noi l'ha restituita appena lo scorso anno Tarantino in Inglorious Basterds, facendone Shosanna Dreyfus, incendiaria vestale del cinema, custode che brucia con l'amata pellicola, e Emmanuelle Mimieux volto d'epoca, pellerossa senza cedimenti, Monello sotto mentite spoglie costretta a tenere testa all'invadente passione di un eroe per caso della propaganda nazista. Omaggio a Mélanie Laurent. Venerdì 13 maggio alle 20:30 per il secondo appuntamento con UNKNOWN PLEASURES. Ingresso gratuito

Gli Sguardi di SUCKER PUNCH: Emily Browning, Jena Malone, Abbie Cornish (di Pietro Masciullo, del 30/03/2011)


In Sucker Punch lo sguardo creatore di mondi di Baby Doll filtrato dalla consapevolezza del martirio di Rocket arriva a destinazione poggiandosi sulla predestinata Sweet Pea, che da lì in poi ne sarà la depositaria. Emily Browning, Jena Malone e Abbie Cornish incarnano pertanto le perfette artefici di quella “terroristica” riformulazione dell’immaginario odierno all’interno del Luna Park Sucker Punch. E dimostrano evidentemente che a Zack Snyder interessa ancora l’utopia avanguardista dello sguardo 

She sends me blue valentines. Michelle Williams (di Margherita Palazzo, del 10/03/2011)


...Eppure, questa qualità “orfana” e abbandonata della Williams, il suo trattenere una specie di dolore muto nei tratti delicati, la sua capacità di aderire alla gestualità anche un po' trasandata, ma gentile, di una ragazza qualunque, già in incubazione a quei tempi, sarebbero stati scoperti molto più tardi e tirati fuori nel migliore dei modi dalla straordinaria sensibilità di Kelly Reichardt e dall'onestà di Derek Cianfrance

Joaquin Phoenix: quando il cinema brucia l'anima (di Aldo Spiniello, del 03/03/2011)

E' nel finale di Two Lovers che si coglie tutta la portata rivoluzionaria del corpo e dello sguardo di Phoenix, quel suo essere contemporanemente dentro e fuori l'immagine, dentro e fuori dal set. Phoenix, corpo e sguardo ubiqui, è completamente nella parte, al punto da annullare qualsiasi distanza tra sé, noi e il personaggio, ma al tempo stesso già oltre, nell'immaginario e dietro la macchina da presa, davanti lo schermo, già spettatore di sè stesso. Mette in campo, come forse mai nessun altro, la propria statura d'attore e i limiti stessi di questa grandezza. Venerdì 4  novembre ore 20.30, UNKNOWN PLEASURES (3). Il cinema è... Joaquin Phoenix

S.O.B. – SONS OF BLAKE (di Sergio Sozzo, del 01/01/2011)

Per conferma, e allo stesso tempo per smentire, Edwards progredendo si è saputo rivelare il figlio più portato e devoto di se stesso. Più che cannibalizzare il proprio immaginario, Blake Edwards continuava a sbattere contro gli stessi muri, frantumandoli e passandoci attraverso. Il grande Blake con la sua opera ci ha spiegato come il cinema nasca dal desiderio inceppato tra le pulegge del dispositivo. Ora quella risata non c’è più, ma la lacrima rossa sgorgata dalla puntura del dito nell’occhio rimane

John C. Reilly, the "All American Actor" (di Pietro Masciullo, del 12/12/2010)


Se la vera differenza tra gli attori americani e quelli europei risiede proprio nell’aver compreso a fondo la natura “minimale” della recitazione cinematografica - al cospetto della tonitruante tradizione teatrale del vecchio continente - allora John C. Reilly è l’incarnazione perfetta dell’attore americano che “non recita”. Vive in scena. Dal debutto sul grande schermo nel depalmiano Vittime di guerra sino al recente Cyrus dei fratelli Duplass: lo straordinario percorso di uno dei corpi attoriali più “scrivibili” degli ultimi decenni

Ugo Tognazzi, un magnifico uomo ridicolo (del 26/10/2010)

Vent'anni fa, il 27 ottobre del 1990, moriva Ugo Tognazzi. In occasione del ventennale della scomparsa, la figlia Maria Sole Tognazzi presentera' nei prossimi giorni alla Festa del Cinema di Roma un documentario per ricordarlo intitolato 'Ritratto di mio padre'.

Sentieri selvaggi rende omaggio a Ugo Tognazzi ripubblicando un brano (di Federico Chiacchiari) dal libro “Tognazzi l’alterugo del cinema italiano” a cura di Massimo Causo (Besa Edizioni)

James Allen Mangold, nel tempo e nello spazio (di Michele Moccia, del 11/10/2010)


CopLand
, Kate & Leopold, Walk the Line, Quel treno per Yuma e ora Innocenti bugie.... traiettorie fisiche e intime, segno di un continuo movimento nel tempo e nello spazio, di un continuo rappresentarsi il mondo visibile, per vivere in esso, nel gioco infinito e fragile dei ritorni e del passare del tempo. Nel cinema di Mangold l’immagine è la superficie che ci restituisce quella che Lukács definiva l’immanenza del senso

Due o tre cose che so di Arthur Penn (di Aldo Spiniello, del 10/10/2010)

Penn è scomparso lo scorso 28 settembre. Di fronte ai suoi film si ha sempre l’impressione di trovarsi di fronte a un regista precario, incapace di sentirsi davvero a casa nello spazio troppo limitato dell’inquadratura, uno sguardo senza un posto in cui andare. Per questo spesso le sue inquadrature sembrano oscillare, sfocano e vibrano, fin quasi a distorcersi, come i personaggi che le attraversano, mai davvero pacificati

 

LINDSAY LOHAN: Days of Being Wild (di Fabiana Proietti, del 06/10/2010)


Da qualche anno è la capofila delle junkies griffate della Young Hollywood, che hanno sostituito il rito di passaggio della foto di diploma con quella segnaletica per l'immancabile arresto in stato d'ebbrezza. Ma il percorso umano e artistico di Lindsay Lohan è anche il simbolo della smaterializzazione della star, che finisce per esistere solo come nutrimento per l'occhio della videocamera, in una progressiva vampirizzazione della persona raccontata con disagio anche da Britney Spears o Asia Argento

Vittorio Cottafavi, un cineasta immenso (del 16/09/2010)


Oggi non abbiamo difficoltà a riconoscere che la scandalosa elezione di Cottafavi tra i massimi cineasti assoluti è stata semplicemente giusta. Nell'amore verso molto cinema italiano dagli anni '20 agli anni '80 i film di Cottafavi ci arrivano come il massimo faro dopo il cinema di Rossellini. Paradossalmente oggi si può davvero amare De Sica proprio abbracciando l'amore che Cottafavi (come Rossellini d'altronde) gli aveva sempre rivolto, sia come attore che come regista. In occasione dell'uscita in dvd per Ripley's Home Video dei capolavori di Vittorio Cottafavi, pubblichiamo un saggio di Sergio Grmek Germani

Claude Chabrol, inafferrabile e misterioso (di Tonino De Pace, del 12/09/2010)


Interessato al crimine, al delitto come tensione con lo scopo di dimostrare la fragilità umana, il cinema di Claude Chabrol, in questa prospettiva, fa del rifiuto dell'intreccio la ragione per costruire un variegato catalogo di profili e animi umani. Ripubblichiamo l'ampio profilo su Claude Chabrol dedicato da Sentieri selvaggi al regista francese in occasione della bellissima retrospettiva "doppia" del Torino Film Festival 2005/2006

Wes Anderson, il cinema del nuovo sguardo (di Pietro Masciullo, del 24/08/2010)

Il mondo di Anderson è un perfetto nido dell’imperfetto. Popolato da personaggi eccentrici e fuori dal comune, candidi ed assetati di vita, ma nel contempo depressi e bloccati. Che sembrano da un lato usciti dalle strisce dei peanuts di Charles Schultz e dall’altro ricalcati su personaggi realmente vissuti. L’autore texano, nato a Houston quarantuno anni fa, è uno dei massimi esponenti di quella new wave del giovane cinema americano che in pochi anni, e con una manciata di film, sta riscrivendo i canoni estetici del cinema a stelle e strisce

America oggi: l'umanesimo di Jason Reitman (di Eleonora Sammartino, del 17/08/2010)


Ritratto di un giovane talento che, con soli tre lungometraggi all'attivo, s'è dimostrato capace di essere sempre a stretto contatto con la società americana, tra ipocrisie della middle-class, temi scottanti e rapporti affettivi come ancora di salvezza

Michael C. Hall, mutazioni d'attore (di Riccardo Moglioni, del 31/07/2010)


Una carriera in ascesa, la storia di un attore capace sempre di reinventare sé stesso e mantenersi grande. Nell'anno del primo Golden Globe, arriva il debutto in un ruolo importante al cinema, nel film Gamer. Gli inizi, la lotta contro il cancro e il talento di Michael C. Hall.

Dennis Hopper, The Frisco Kid (di Aldo Spiniello, del 03/06/2010)

Hopper se ne è andato. Settantaquattro anni e il quinto divorzio da poco compiuti. E’ morto consumato da un cancro alla prostata, che lo aveva ridotto a poco più di quaranta chili. Ma, con molta probabilità, ha finito i suoi giorni senza rimpianti. Perché la vita l’ha consumata da sé. E, finalmente, era riuscito a mettere la sua firma sul Walk of Fame. Una star per sempre

Russell Crowe, Rusty Never Sleeps (di Fabrizio Attisani, del 12/05/2010)


Pistolero, poliziotto, gladiatore, matematico, peso massimo, capitano e ladro gentiluomo: Russell Crowe (7 aprile 1964, Wellington, Nuova Zelanda) è sempre lì, braccia da muratore, sorriso rubacuori e spirito selvaggio, corpo-cinema in miracoloso equilibrio fra divismo e Metodo, intuito e studio del personaggio. Nei cinema e a Cannes 63 con Robin Hood di Ridley Scott, al suo quinto film con l'attore neozelandese

Rachel Weisz, l'attrice Houdini (di Valentina Gentile, del 26/04/2010)


Ancora una figura femminile forte e controcorrente per l’attrice inglese (premiata con l'Oscar nel 2005 come non protagonista in The Constant Gardener di Mereilles), che è Ipazia, la straordinaria filosofa vissuta nel 400 d.C., in Agorà di Alessandro Amenabar

Raimondo Vianello: l'eclettismo nello spettacolo (di Tonino De Pace, del 23/04/2010)

Raimondo Vianello è stato uno dei pionieri dello spettacolo televisivo italiano. Il suo esordio è avvenuto nel 1954, con l’indimenticabile Ugo Tognazzi. Con la compagna della vita Sandra Mondaini è stato attore, sceneggiatore, presentatore e sempre vivace interprete del mondo della televisione. Raimondo Vianello lascia il pubblico che ricorda la sua eleganza e la sua ironia che gli ha permesso di mettere in scena anche la sua vita matrimoniale.

SCHROETER, amore e morte (di Marco Grosoli, del 21/04/2010)

Pervaso dalla morte (e dall’amore) fin dagli inizi, il cinema di Schroeter è la disperata, appassionatissima rincorsa al melodramma fuori tempo massimo, dentro e con le sue rovine. Un estetismo sfrenato che cerca l’armonia nella dissonanza, l’assoluto lirico dentro il caos dei frammenti

Jacques Audiard e la mano negra (di Leonardo Lardieri, del 21/03/2010)

La “mano negra” (o noir?) di Jacques Audiard ricopre eccessi di immagini e parole, le troppe e fragorose luci, il troppo e sconfinato “campo” e l’inquadratura si riduce e si oscura. La redenzione nel suo cinema sembra precedere la creazione, come nell’ultima scena de Il Profeta: uscito di prigione, al fianco Malik ha una donna e un bambino, dietro l’esercito del male blindato. Possente narratore realista moderno e di facce in prestito, concesse ai teatranti, servi dei nuovi padroni, per preservarne il viso dai tiramenti della passione, dalla sferza della rabbia 

Olivier Assayas: sublimazione e obliquità (di Massimo Causo, del 10/03/2010)


In occasione della presentazione alla presenza dell'autore de L'eau froide che si terrà oggi alle 21.15 al cinema Eden di Arezzo, nell'ambito della rassegna cinematografica "Cuori ribelli" organizzata da Sentieri selvaggi e Cineforum 2, ripubblichiamo un profilo dedicato a Olivier Assayas, scritto da Massimo Causo nel 2005

Stephen Lang, un Terminator su Pandora (di Giacomo Calzoni, del 21/01/2010)


Uno dei (tanti e possibili) comuni denominatori di Avatar e Nemico pubblico è lui: Stephen Lang, caratterista di razza solitamente relegato a ruoli di contorno, ma dalla solida carriera teatrale. Faccia da bastardo e fisicità unica e inconfondibile, talento innegabile ma  finora sottovalutato: paradigma perfetto della componente di carne e sangue in un cinema sempre più proiettato verso il futuro

Eric il pomeriggio (omaggio/ricordo di Rohmer) (di Leonardo Lardieri, del 15/01/2010)


Di mattina professore di scuola, credeva la madre, dopo Jean-Marie Maurice Sherer era Eric Rohmer, un po' Murnau per l'idea dello spazio, un po' Mizoguchi per il racconto del quotidiano. Ma quando cala la notte si fa anche più moralista, ma non per trovare la strada di un'eguaglianza o di una libertà astratte, ma per esaltare piuttosto l'eccezione, che solo la regola rende possibile, e, in qualche modo la diseguaglianza di ognuno davanti al destino, se non addirittura davanti alla salvezza

Rohmer ovvero "il legno storto dell'umanità". (di Guglielmo Siniscalchi, del 12/01/2010)


Oggi
– diceva Rohmer - si rinuncia a parlare di metafisica, di ontologia, di filosofia trascendentale, si prediligono le cosiddette scienze umane, la sociologia, la semiotica, la psicanalisi. Mi sembra che sia arrivato il momento di ritornare alla metafisica, di ritornare a Kant”.  Nella retrospettiva completa dedicata ad uno dei padri della Nouvelle Vague si celebrano l’amore, il corpo, l’etica ed uno strano ed inatteso ritorno a Kant…

In occasione della dolorosa scomparsa di uno dei più grandi cineasti di sempre, riproponiamo un profilo di Guglielmo Siniscalchi, corrispondenza dalla bellissima retrospettiva che France Cinema e Aldo Tassone gli dedicarono nel 2005.

Un mosaico di immagini, suoni, luci e forme - Il cinema di Michael Mann (di Michele Moccia, del 10/11/2009)


Il cinema di Mann è percorso da velature che ci dicono del loro esserci in una meravigliosa poetica della sinestesia: le immagini, i suoni, la luce radente, la forma dei corpi. E ancora, i balzi improvvisi delle macchie di colore contrassegnanti il suo cinema: tracce ematiche di un palpitante soffrire riscattante la fissità del vivere. Versione Up To Date del profilo di Michael Mann curato da Michele Moccia nel 2004 in occasione dell'uscita di Collateral, che vi riproponiamo per celebrare Nemico Pubblico

Unchained melody. Patrick Swayze (di Valentina Gentile, del 17/09/2009)

Il 14 settembre, nella sua casa di Los Angeles, l’attore è morto a soli 57 anni. Da oltre un anno gli era stato diagnosticato un tumore al pancreas, contro il quale ha combattuto fino alla fine. Personaggio schivo, poco incline ai fasti hollywoodiani, ex-alcolista e fumatore incallito, resterà per sempre cristallizzato nell’immaginario collettivo per i suoi tre grandi successi, Dirty Dancing, Ghost e Point Break

 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

La Paramount si aggiudica i diritti internazionali di "La dolce vita"
Tranne che in Italia e in Francia
Bagno di folla per Russell Crowe al Taormina Film Festival
L'attore premiato con il Taormina Arte
"Dream Team" in anteprima al Taormina Film Festival
In sala dal 20 giugno con 230 copie
Sentieriselvaggi.it negli ultimi mesi…vola!
Dati in crescita per il sito da ottobre a maggio
Storm Surfers 3D al cinema
ispirato alla serie TV di Discovery Channel
La Ford Mustang in Need for Speed
La leggendaria macchina protagonista del film tratto dal videogioco 
Tom Hanks interepreterà A Hologram for the King
tratto da un romanzo di Dave Eggers
Milano sarà ancora la città dei cinema?
L’incontro si terrà il 17 giugno al Carroponte, Sesto San Giovanni
Killing Kennedy in onda su National Geographic Channel
prodotto da Ridley Scott
Michael Mann torna finalmente sul set
Iniziate le riprese del nuovo film
"La migliore offerta" miglior film e regia ai David di Donatello
Doppio premio per Valerio Mastrandrea
Monsters & Co. in sala fino al 26 giugno
 I Classici Disney ritornano al cinema in versione restaurata
Tulpa di Federico Zampaglione chiude il Fantafestival a Roma
Domenica 26 al Cinema Barberini
Marina Comandini e Ari Folman in memoria di Andrea Pazienza
a venticinque anni della morte del celebre fumettista
La Nouvelle Vague per Prada
Tra i testimonial della nota firma Christoph Waltz, Ezra Miller e Ben Wishaw
Springsteen & I: un documentario racconta la rockstar
il 22 luglio in esclusiva The Space Extra
U.S.A. vs JOHN LENNON al cinema
di David Leaf e John Scheinfeld
"This is the End" sbanca il box office Usa
La commedia firmata Rogen/Golberg parte con 8 milioni in un giorno
Jim Carrey e Owen Wilson insieme sul set
Nell'ultimo film di Jared Hess
The Killing Season in anteprima mondiale al Taorminafilmfest
con John Travolta e Robert De Niro
Omaggio a Corso Salani il 15 giugno a Roma
proiezione di Altrove e Materia Oscura
Leonardo Di Caprio sarà Rasputin
Biopic firmato Warner Bros
“Un’ Estate al Cinema” a Torino
31 appuntamenti per 54 film fino al 9 agosto
Tutto Dante 2013
Benigni torna a Firenze
Omaggio a Piero De Bernardi e Leo Benvenuti
L’evento al Castello dell’Imperatore di Prato