Figlio d’arte, ma autore a pieno titolo: il regista trasforma il cinema in un’esperienza sensoriale e spirituale, sospesa tra dolore, silenzio e redenzione. Un gran bell'esordio
Figlio d’arte, ma autore a pieno titolo: il regista trasforma il cinema in un’esperienza sensoriale e spirituale, sospesa tra dolore, silenzio e redenzione. #RoFF20. Alice nella Città
Il remake di Silent Hill 2 è ora disponibile. Espansione delle aree esplorabili, sistema di combattimento ancor più fluido e visuale in formato over-the-shoulder.
C’è un nuovo immaginario desunto (da Tolkien) ma rielaborato secondo la tecnologia. Ma dell’ultimo episodio del kolossal del nuovo millennio deludono un paio di scelte squisitamente narrative.
L’impresa di una riduzione cinematografica era titanica, ma il cineasta neozelandese non si è fatto intimidire da Tolkien. Spettacolare, emozionante e pensa in grande come la Hollywood anni '40.
Tradisce deliberatamente il celebre manga di Kurumada, per inseguire il sogno di una narrazione mitica. Del racconto epico però riprende solo la forma, senza riuscire a riflettere il suo reale spirit
Un film di puro movimento, pieno di invenzioni, che non si ferma mai, neanche quando si rende conto di aver lasciato troppo spazio alla forma e, forse, meno ai temi su cui avrebbe voluto ragionare
Brandon Cronenberg s'impossessa del cinema del padre David per un thriller fantascientifico che stagna tra blanda ultraviolenza e sorvegliati richiami all'attuale capitalismo dei Big Data. Su MUBI
Attualizza la figura di Caravaggio e con un barocchismo aderente alla materia rende la sua estrema laicità e il suo antagonismo contro il pensiero uniforme. Il film di Jarman torna in sala
Racconto sulla tracciabilità perenne dei nostri giorni. testo definitivo sulla proliferazione dei circuiti chiusi nella nostra quotidianità digitale: il reality inconsapevole diventa sit-com
Pronto per un altro massacro critico, il film crea un un universo liquido dove l'ultima frontiera del visibile è clonare le illusioni melesiane come scarto di Cinema puro in un tempo sempre uguale.
I registicontinuano a esplorare la loro personalissima formula di connessioni tra fantascienza, suggestioni steampunk, distopia, resistenza delle minoranze oppresse, romanticismo e percorsi sotterran
Lo sceneggiatore Jamie Vanderbilt (Zodiac, The Amazing Spider-Man) potrebbe lavorare a un remake Sony/Columbia della Red Riding Trilogy, splendido adattamento della quadrilogia di romanzi noir del br
Per il suo 20° compleanno Empire ha fotografato 27 grandi volti del cinema, ciascuna con un particolare simbolico di un suo ruolo particolarmente rappresentativo in due decenni di cinema
Il grande contenitore omerico visto secondo i dettami del moderno cinema spettacolare hollywoodiano, più vicino al "Signore degli anelli" e "Matrix" che non ai peplum di un
C'è un nuovo immaginario desunto (da Tolkien) ma rielaborato secondo la tecnologia. Ma dell'ultimo episodio del kolossal del nuovo millennio deludono un paio di scelte squisitamente narrative.
Alla terza guerra mondiale il mondo risponde con il vuoto, oggetto di teoria e non di esperienza. L'anestesia emozionale che domina i sopravvissuti si espande nei dedali delle architetture mentali
Gary Fleder è un buon director, sa manovrare la macchina da presa e creare tensione, ma non sembra possedere il dono, indispensabile, della misura. Infarcisce la pellicola di citazioni, ma senz
L'impresa di una riduzione cinematografica era titanica, ma il cineasta neozelandese non si è fatto intimidire da Tolkien e ha rappresentato sullo schermo un fantasma personale.