EDITORIALI

BLOG - «Raoul!» Sonnambulismi (im)perfetti da festival (di Massimo Causo, del 07/02/2012)


Chiamatelo “trailer”, o “leader”, o italicamente “sigla”: sta lì a ogni abbassarsi di luci in sala, a volte diverso per ogni sezione del festival, biglietto da visita che gioca con le tue attese reiterando sempre la stessa promessa, refrain o tormentone che sia…Un po’ come il tormentone che storicamente a Cannes accompagna in Sala Debussy l’eterno “leader” (o “trailer”… o “sigla”…) che dagli abissi porta la scala verso le altezze stellate: «Raoul!» urla la voce in sala, a rompere il buio con un richiamo che è ormai tradizione. Continua sul Blog VISIONI di Massimo Causo

OSCAR 2012 - La Restaurazione ai tempi del Muto (di Carlo Valeri, del 24/01/2012)


Le nomination dell'Academy  vedono Hollywood autocelebrarsi, giocare in difesa, riflettere sul suo passato per esorcizzare un presente che forse preferisce non raccontare o riconoscere come tale. Il grande favorito è il "muto" The Artist (10 candidature) contro Malick, Scorsese, Woody Allen e Spielberg

BLOG - BACK TO BLACK (Aldo Tambellini) (di Massimo Causo, del 22/01/2012)


La suggestione (nel senso di suggerimento) viene dal Back to Black dell’omaggio ad Aldo Tambellini organizzato un paio di settimane fa al Centre Pompidou di Parigi da Giulio Bursi e Pia Bolognesi. Tre giorni – dal 6 all’8 gennaio scorsi – per (ri)trovare un filmmaker sperimentale italoamericano (Syracuse, 1930; Lucca, 1931; Syracuse, 1946; New York, Lower East Side, 1959). Dal BLOG "VISIONI" di Massimo Causo

Lo sciopero di Wikipedia per una Rete libera (del 18/01/2012)

Imagine a World Without Free Knowledge (Immaginate un mondo senza libera conoscenza): così con questa frase e una schermata nera oggi Wikipedia protesta contro le leggi note come Stop Online Piracy Act e PROTECT IP Act in discussione alla Commissione di Giustizia statunitense in questi giorni. Pubblichiamo il comunicato di solidarietà con la protesta di Wikipedia Italia perchè tali proposte di legge, se approvate dal Congresso degli Stati Uniti, limiterebbero la libertà del web e la sopravvivenza stessa di Wikipedia.

Festival di Roma, la discussione continua (del 06/01/2012)

Sulla polemica tra politici sulla Direzione del festival intervengono Il Comitato dei 100 autori, il giornalista ed europarlamentare David Sassoli e il critico e giornalista Alberto Crespi.

La bella addormentata…ovvero la cultura cinematografica italiana (del 04/01/2012)


Festival di Cinema – Li lasciamo in mano ai politici? Oppure possiamo immaginare un Paese dove ancora ci siano operatori della cultura in grado di esprimere e proporre un vero Progetto? Riapriamo il dibattito, perché mai come sulla questione cinema c’è davvero da essere indignati!

IL PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO DEL 2011: Occupy Wall Street (del 30/12/2011)

Ne abbiamo discusso a lungo ma alla fine per la redazione di Sentieri selvaggi l’occupazione del cuore della finanza mondiale è il nostro personaggio dell’anno. Cinematografico? Certo. Dalle maschere/icone di V for Vendetta (film straordinario su cui bisognerà ritornare…), alle star di Hollywood che partecipano, a quel Michael Moore che due anni fa, a Venezia, presentò Capitalism: a love story, che prefigurava gli scenari odierni con una lucidità imbarazzante, fino ad Inside Job, di Charles Ferguson, che nel 2010 vinse l’Oscar con il suo doc sull’industria finanziaria ormai fuori controllo. Il Comunismo, dopo il 1989, è caduto nel giro di pochi anni, accadrà lo stesso al Capitalismo? Buon 2012 a tutti!

Strange Days…(Forza Bellocchio!) (del 30/12/2011)


Dopo la vicenda SIAE arriva quella dell’Ordine dei Giornalisti, enti inutili che sembrano voler suicidarsi…mentre Baratta richiama Barbera alla Mostra di Venezia cacciando Marco Muller dopo le promesse (false?) di luglio. E la destra romana ne fa un improvviso salvatore del Festival di Roma, arringandone la venuta nella Capitale. In tutto questo la regione friulana censura preventivamente il film di Bellocchio bloccando i finanziamenti sul film su Eluana Englaro

BLOG - Ancora, “encore”, “un corp”, “en corp” (del 08/09/2011)


Ancòra/àncora: un andare avanti che si contrappone a un fermarsi, a un restare, a un trovare pace rispetto a un’inquietudine che si confonde con l’irrequietezza. Gli sceneggiatori arrivano a Jung secondo una linea facile facile: si parte da Vogler (Il viaggio dell’eroe), si passa per Campbell (L’eroe dai mille volti) e si approda comodamente a Jung (Gli archetipi dell’inconscio collettivo). Dal BLOG Story di Demetrio Salvi

BLOG - Pastorale americana (11/9/2001) (del 02/09/2011)

Solo le immagini possono raccontare come è cambiato il mondo da quella mattina di fine estate del 2001. Un cielo blu cobalto splendeva su New York. Lo stesso che a migliaia di chilometri di distanza riscaldava un primo pomeriggio italiano. Ricordo gli impegni di quella giornata. Le pagine sfogliate, un pranzo veloce. E poi nulla. Solo i frame irremovibili impressi nel terrore e nell’illusione di una folle messa in scena. La diretta della Cnn, lo schianto, il fumo, la folla per strada, i corpi che precipitano. Il caos delle prime ore. Frastuono e disordine. Morte e devastazione nella ‘Grande Mela’. Click! Dal BLOG Soldout di Frank Maggi

Sentieri selvaggi 2011: Bilanci e nuovi stimolanti progetti! (di Federico Chiacchiari, del 23/07/2011)

A chiusura di stagione vi diamo alcuni dati sull'andamento di Sentieri selvaggi, e vi informiamo sui nuovi progetti in arrivo. Dai 5.200 articoli prodotti nel corso dell'anno (oltre 434 al mese, più di 17 al giorno!), ai dati delle visite degli utenti, alla newsletter. E vi invitiamo a seguire tutta la nostra storia social degli ultimi cinque anni... e a ragionare assieme su cosa sta accadendo al 3D. In attesa di Sentieri in tempo reale e mensile, che vi daremo in app, per mobile e tablet in autunno.... seguiteci!

Sandro Ravagnani difende Dreamland (del 18/07/2011)


Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera-monologo del regista Sandro Ravagnani, in difesa del suo ultimo film Dreamland, sul nostro sito polemicamente "attaccato" dai commenti dei lettori

Democrazia 2.0 (Lady Gaga for President ?) (di Federico Chiacchiari, del 14/06/2011)

E, al VII anno del Web 2.0, il mondo cambiò. Forse definitivamente. Ci sono momenti simbolici che, come d’incanto, rivelano all’improvviso quello che sotterraneamente stava lavorando da tempo. Per il nostro Paese il momento simbolico ha la data del 13 giugno 2011, appunto anno settimo del web 2.0 ...... prosegue nel BLOG DIGIMON(DI)

DUE SETTIMANE DI INCONTRI ED EVENTI CON SENTIERI SELVAGGI (del 16/05/2011)


Xavier Beauvois, William Friedkin, Agusstì Villagonga, HDSLR CINEMA, Michel Gondry, Demetrio Salvi, Giovanni Bruno, Gianluca Arcopinto, Luca Confortini, Alfredo Felaco The Jackal, omaggio a Corso Salani, Videofestival sulla salute mentale "Lo spiraglio"... Sono davvero tanti gli appuntamenti delle prossime settimane di Sentieri selvaggi. dal 18 al 27 maggio, tra Roma ed Arezzo, otto EVENTI da non mancare!

OSCAR 2011 - Quel "discorso" lungo una vita (di Carlo Valeri, del 28/02/2011)


Come in molti avevano previsto Il discorso del re pur senza stravincere è stato il trionafatore della serata con i quattro riconoscimenti più importanti (Film, Regia, Attore, Sceneggiatura originale). Un passo indietro rispetto al coraggio con cui l'anno scorso l'Academy decise di incoronare Kathryn Bigelow. La sconfitta di David Fincher fa intanto entrare The Social Network nella grande famiglia dei capolavori incompresi
 

Oscar 2011 – Il Re, il Grinta e… i vestiti di Guadagnino (di Carlo Valeri, del 26/01/2011)


C'è un ricambio generazionale che si sta compiendo a Hollywood. Vale sia per i registi che per gli attori che a fine febbraio si contenderanno le prestigiose statuette. Tra Il discorso del re (10 candidature) e The Social Network (8) spunta Il Grinta dei fratelli Coen. E l'Italia? In attesa di una fortuna maggiore nella scelta dei cavalli vincenti, non resta che accontentarci dei.... vestiti di Guadagnino

EDITORIALE – Golden Facebook (di Carlo Valeri, del 17/01/2011)

Con i quattro Golden Globe vinti la scorsa notte da The Social Network (Film, Regia, Sceneggiatura, Colonna sonora), Hollywood molto probabilmente si appresta a rendere omaggio a uno degli istant movie più importanti e “perfetti” degli ultimi anni. Un'operazione che per caratteristiche generazionali e artistiche suggella una simbiosi linguistica tra cinema e (certa) Tv, inestricabile e clamorosamente avanzata

 

IL PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO DEL 2010: Jafar Panahi (del 29/12/2010)

"Siamo stati colpiti dalla censura ma è la prima volta che un regista viene condannato per impedirgli di fare il suo film", ha detto al processo, Jafar Panahi. 
Quest’anno più che scegliere un personaggio per quel che ha fatto, la scelta ricade su quello che gli stanno facendo… E’ Jafar Panahi, 50 anni, regista di film come Il cerchio, Offside, Oro rosso e sostenitore del Green Movement che aveva appoggiato il candidato Mir Hossein Mousavi, vincitore reale delle elezioni di giugno in Iran, di fatto rese nulle dal “golpe dei pasdaran” del regime di Ahmadinejad, che ha represso nel sangue le rivolte popolari.  Arrestato più volte, poi scarcerato dopo una mobilitazione internazionale e una cauzione di 200.000 dollari, Panahi è stato condannato a 6 anni di carcere e al divieto di dirigere, scrivere e produrre film, viaggiare e rilasciare interviste sia all'estero che all'interno dell'Iran per 20 anni.

EDITORIALE: Bruno Plastico (di Leonardo Lardieri, del 27/10/2010)

L’osservatore Bruno Plastico così si trasforma nel primo nemico: un mostro gigante del genere cinematografico catastrofico-fantascientifico: lucertolone, insetto gigante, mostro preistorico. Mostro sproporzionato che imperversa nella città, in un quartiere, nella strada sottostante. Dal fiato radioattivo emerge improvvisamente dagli abissi e si affaccia sulla baia di Avetrana. Tutto è nel plastico e nullo esiste fuori di esso: verità e mondo esterno risultano ormai così concetti insostenibili

I Cento autori e la Casa del Cinema occupata (di Fabiana Proietti, del 23/10/2010)


Il movimento dei Cento Autori da venerdì notte ha preso possesso del palazzetto di Villa Borghese per redigere un nuovo manifesto che dibatte questioni urgenti come il ripristino di Fus e Tax Credit e obiettivi morali come il recupero storico di Cinecittà quale industria del cinema. GALLERIA FOTOGRAFICA

EDITORIALE – Nel ventre della balena (di Aldo Spiniello, del 21/10/2010)

La storia dei minatori di San José sembra davvero l’altro 11 settembre cileno, l’avvenimento spartiacque che sconvolge la coscienza collettiva fin quasi ad affondarla, per poi farla rinascere. Ed è proprio su questo desiderio di rinascita che si fonda il racconto del ‘potere’, l’agente del miracolo. Tutto, in questa vicenda, risponde a un discorso spettacolare costruito ad arte dall’apparato istituzionale. Ma scrostata la patina del visibile ‘più esterno’, del riflesso che acceca, rimane un’incredibile storia che è già cinema

Tracce verdi per Sentieri selvaggi…? (del 05/10/2010)

 

Un piccolo test “commerciale” per Sentieri selvaggi, i Tooltip/Link. Vedremo se daranno dei risultati interessanti. Non vi diciamo di cliccarci per “sostenere Sentieri selvaggi”, ma solo se li trovate interessanti. Se così non sarà, li saluteremo presto. Mentre ci abituiamo a leggere le nostre pagine con queste scie verdi un po’ marziane, cogliamo l’occasione per una piccola riflessione sul mercato pubblicitario del web.

EDITORIALE - Moralismi e figli di papà (del 30/09/2010)


Il Leone d'Oro a Somewhere della Coppola ha scatenato moltissime polemiche. Più che le argomentazioni nelle stroncature sono emersi essenzialmente due motivi perché questo film non doveva vincere: lei è una figlia di papà ed è la ex-di Tarantino. Strano questo giudizio per un paese che nel conflitto d'interesse ci sguazza per natura. Per non parlare poi del 'maleducato' Gallo che con il suo Promises Written in Water ha offeso il buon senso e l'educazione della stampa, molto arguta nelle domande alla Portman e che ha invitato Rodriguez a togliersi il cappello. Ora però ci pensa il nostro ministro a fare le giurie e a scegliere i film. Basta intanto farsi vedere al Lido...

"La prima cosa bella", di Paolo Virzì (di Simone Emiliani, del 29/09/2010)


Ha più vite e più anime, forse è il “C’eravamo tanto amati” del regista in cui Livorno diventa luogo magico e fantastico come nelle fiabe nere di Gilliam. Nel film sono presenti ombre di morte sin dall’inizio ma in realtà è un continuo inno alla vita, passionale, devastante, con attori che vivono i loro personaggi con sorprendente intensità e in cui Virzì sembra aver dato tutto se stesso. Siamo dalle parti di Pietrangeli e del miglior Scola

In occasione della candidatura agli Oscar del film di Virzì, ripubblichiamo la recensione di Simone Emiliani.

EDITORIALE – Quentin Bondi (di Leonardo Lardieri, del 23/09/2010)

Siccome quest'anno i milioni per Venezia non erano più 12 bensì 7, siccome le cifre di quest'anno, nonostante gli evidenti e pesanti limiti logistici che mortificano la Mostra, sono tutt'altro che negative (biglietti venduti, numeri di accreditati), come va sventolando il “supposto”, allora ci si chiede se questa mostruosa ingerenza sia proprio inevitabile. Ma come potrebbero andare d'accordo Quentin (e) Bondi: il primo è sempre in preda alla fantasia dei contrasti. Ciò che è “comico” in lui è “spaventoso”, ciò che è “satira” è “spavento”, ciò che è “lato bestiale” è umanità per eccellenza

EDITORIALE - Gag Law (di Leonardo Lardieri, del 11/07/2010)

Il Governo vuole salvaguardare la nostra privacy con limitazioni “draconiane” per alcuni, di altissima responsabilità democratica per altri. Ma dall'Italia, ultimamente, proprio come in una “gag chapliniana” e parafrasando una meravigliosa battuta di Massimo Troisi, l'italiano non può viaggiare, oggi può solo emigrare, con la valigia in mano, carica degli oggetti più cari, da cui non potrà mai separarsi. La legge bavaglio e quella valigia ricordano tanto un altro storico tragico esilio, di settanta anni fa...

EDITORIALE - Tutte contro Kristen Stewart (di Simone Emiliani, del 06/07/2010)

Mandrie di adolescenti imbufalite boicottano la Bella della saga Twilight. Sui forum si scatenano, dentro la sala fanno sentire a chiare lettere la propria disapprovazione. Nel rifiuto non c'è stavolta inconscia identificazione. Sono loro che vorrebbero stare al posto della protagonista assieme ad Edward e/o Jacob. Inoltre la storia d'amore "forse vera" con Robert Pattinson è la goccia che ha fatto traboccare il vaso

EDITORIALE - Il curioso caso di Gary Coleman (di Leonardo Lardieri, del 28/06/2010)


Gary Coleman, alias Arnold, il bambino che ha vissuto alla rovescia, un pò come Benjamin Button, ricco sfondato fino all'adolescenza e poi derubato dai genitori adottivi, sbattuto fuori dallo show-biz perché aveva perso lo sguardo accattivante della sua giovinezza e non ha mai trovato il languore della vecchiaia, non ha mai potuto imboccare spensieratamente il viale del tramonto. Gary Coleman, l'uomo condannato a morire bambino

Un lugar en el mundo... Un ricordo di Corso Salani (di Giuseppe Gariazzo, del 22/06/2010)

Il freddo, il rugby, la Pausini, un festival di Cinema a Gibilterra, e ancora Roma Tunisi Torino Alba Taranto Biella… Il ricordo di un’amicizia davvero “fuori dai confini”, quella tra Corso Salani e Giuseppe Gariazzo

Ostinatamente marginale: un ricordo di Corso Salani (del 18/06/2010)

Riceviamo da Giovanni Bogani, e volentieri pubblichiamo, questo ricordo del cineasta scomparso prematuramente il 16 giugno,  I funerali di  Corso Salani saranno celebrati sabato 19 giugno, alle ore 11, alla Chiesa di Santa Lucia a Firenze.

L'unico cineasta felice, addio Corso Salani... (di Federico Chiacchiari, del 17/06/2010)


Magnifico cineasta analogico, stupendamente inattuale e pertanto assolutamente necessario, indispensabile, per capire come siamo (diventati) oggi.  Ora, chi racconterà più queste storie? Ecco un cineasta insostituibile, che non ha emuli, troppo vero e sincero e umanamente rivoluzionario per essere apprezzato e goduto dal grande pubblico. Per il cinema questa è una perdita infinita. Per noi che lo abbiamo conosciuto, un dolore fortissimo.

EDITORIALE - Le vite degli altri (di Leonardo Lardieri, del 15/06/2010)

Forse a Daniele Luttazzi, accusato di plagio, tutto il film della sua vita sarà passato davanti agli occhi in un istante. E magari non era nel cast. Amabili resti: Fare un passo indietro e osservare noi stessi dall'esterno. Forse quel passo indietro andrebbe fatto per assistere ad una puntata di La pupa e il secchione. Le vite degli altri: prima o poi viene il momento di inforcare gli occhiali (magari da secchione), per non pensare che nel mondo ci sia solo quello che riusciamo a immaginarci, e per non illuderci che ci sia tutto quello che ci immaginiamo noi

EDITORIALE - Offside (del 08/06/2010)


Dall'ultimo Panahi di Offside un drammatico rapporto tra potere e cultura in cui si può essere incarcerati solo per un film oppure ci possono essere manette immaginarie con pesanti tagli economici e offese da parte delle alte stanze del potere del nostro governo. Mentre intanto il calciatore Borriello se la prende con Saviano o la rassegna Cannes a Roma mostra uno dei programmi puù poveri degli ultimi anni

EDITORIALE - Vola Basso (di Leonardo Lardieri, del 31/05/2010)


Come "sale Grosso", frase che rese famoso, anche tra i neofiti, il laterale sinistro della nazionale di calcio nel 2006, spunta da una curva del monte Grappa del Giro d'Italia, un altro meraviglioso incitamento nostrano, per il ciclista più forte che abbiamo attualmente: Vola Basso! . Ricorda un film socialista, o meglio Film Socialisme di Godard che per problemi di tipo greco ha saltato la conferenza stampa a Cannes...  

EDITORIALE - La politica degli Autori (di Leonardo Lardieri, del 11/05/2010)

Scioperano i teatri, protesta il cinema italiano dal palco dei David di Donatello, il clima è quello di sempre, anche se inasprito dal “Decreto Legge Bondi su fondazioni lirico sinfoniche e Cinema”. È un’ossessione, ma meravigliosa speranza, perdersi (tra uno sciopero e l’altro) in un fondale che ha ben poco di realistico, magari di indefinite distese, a parte qualche scorcio urbano

EDITORIALE - I mostri (di Leonardo Lardieri, del 04/05/2010)


Di Furio Scarpelli, meraviglioso sceneggiatore e soprattutto vignettista dei suoi scritti, scomparso alcuni giorni fa, si dovranno cominciare ad utilizzare anche le scorie. Il mondo messo a “fuoco”, potrebbe essere l'ultima sua grande opera: antirealista e non idealista, equilibrista che a volte faticava a superare le allucinazioni in cui si vedevano più cose rispetto a quelle che esistevano, a volte però preferiva le miopie, che ne facevano vedere troppo poche. Da Ridere! Ridere! Ridere!

EDITORIALE - Casa Vianello... quella della libertà (di Leonardo Lardieri, del 26/04/2010)

La retorica si spreca su un uomo che in vita l’ha sempre combattuta, e allora catapultiamoci nella sit-com di “Casa Vianello… quella della libertà”, dell’outing politico, in cui la seduzione è sempre riferita al male e non riguarda mai la natura, ma l’artificio. Il berlusconiano Vianello è tra i simboli nazionali più estremi della “civiltà dell’immagine”, che si scopre essere invece l’epoca del furto dell’immaginario

EDITORIALE - Grey Zone e La banda degli onesti (di Leonardo Lardieri, del 19/04/2010)


La cenere è ormai nei nostri cieli (disastro economico superiore all'11 settembre), colpa dell'eruzione che ci impedisce di volare e di vederci chiaro. Certo non ci aiuta Paul Greengrass, con il suo bellissimo Green Zone (ancora in sala), che ci riconsegna una realtà sempre più indecifrabile e paurosamente destabilizzante. Emergency covo di terroristi e nascondiglio di armi di distruzione di massa, le stesse che cercava Bush con l'aiuto di Matt Damon...

EDITORIALE - La crisi irreversibile di Blockbuster e dell'home-video (di Simone Emiliani, del 12/04/2010)

Molte sedi del colosso stanno scomparendo sempre più rapidamente, segno di una crisi che da tempo sta investendo tutto il mercato rental. Ma puntare il dito contro lo streaming e la condivisione di file on-line è troppo semplice e riduttivo. Per Paul Uniacke, responsabile delle catene Video Ezy e Blockbuster, non è tanto la pirateria a danneggiare l'industria dell'home-video ma la risposta carente data dalle majors alla rivoluzione su internet. Quali soluzioni all'orizzonte?

EDITORIALE - Terribili montature (di Leonardo Lardieri, del 04/04/2010)

A Mourinho non piace questa Italia del calcio e quelle manette mimate a bordo campo, durante Inter-Sampdoria di campionato, è una meravigliosa dimostrazione di estetica del gesto: Mou evidentemente sa benissimo che l'uso del gesto corporeo ubbidisce sempre al verificarsi di una modalità comportamentale, che potrà essere soltanto locale, o nazionale, ma sempre condivisa dalla popolazione. Arbitri corrotti, magari anche di sinistra, esercenti contro oculisti, Il grande sogno di Placido in Francia ridotto a Le rêve italien...

EDITORIALE - Che tempo fa? (di Simone Emiliani, del 28/03/2010)

Il tempo può prevalere sul cinema. Proprio quello metereologico. Senza troppe riflessioni contorte, attribuzioni di schieramento politico banali, forum astiosi e riflessioni che confermano come il confine tra il troppo e il nulla sia davvero labile. Su quei siti ci sono veri appassionati. E alcuni di questi, come www.tempoitalia.it sono una gioia per gli occhi

EDITORIALE - Folgorante "lungo addio" dall'Isola dei famosi (di Simone Emiliani, del 22/03/2010)


Con la partenza (e la radiazione dalla televisione di stato) di Busi dall'Isola il talento viene messo sempre più da parte. E di conseguenza, anche quella grazia dell'improvvisazione che ha sempre fatto grande ogni arte (anche la tv) e ci ha fatto vedere il volto della Ventura mai così terrorizzato. Il nuovo motto è "grigiore è rigore". Adeguamoci ed esaltiamoci

OSCAR 2010 - Hurt Locker, mon amour! (di Carlo Valeri, del 08/03/2010)

L'edizione degli Oscar 2010 è stata un vero trionfo per The Hurt Locker, con ben sei riconoscimenti (Film, Regia, Sceneggiatura originale, Montaggio, Suono, Effetti sonori) a celebrarne le indiscutibili qualità cinematografiche e "politiche". E' stato sopratutto un grandissimo successo per Kathryn Bigelow, straordinaria cineasta, autrice di capolavori fondamentali per la cinematografia americana degli anni Ottanta e Novanta (Il buio si avvicina, Point Break, Strange Days) meritatamente tornata in auge con un film comunque scomodo, personale, lontano dai parametri hollywoodiani

OSCAR 2010 - Davide, Golia, la fantascienza e l'Italia (di Carlo Valeri, del 02/03/2010)


Questa edizione dei premi Oscar, contraddistinta – sia nel numero di nomination che in quello dei premi vinti nei mesi precedenti – dal binomio The Hurt Locker / Avatar, sancisce anche la vittoria di un genere, la fantascienza, spesso trascurato dai riconoscimenti ufficiali e oggi vincente grazie ad Avatar e District 9 . Molti italiani nelle categorie tecniche

Il Torino Film Festival torna alle origini (del 25/11/2009)

“Gianni Amelio, anche se non l’ha voluto dichiarare, si è rifatto alle edizioni che precedettero quelle dirette da Moretti, e forse avrebbe dovuto ringraziare la D’Agnolo Vallan e Turigliatto di avere reimpostato il festival su basi serie e seriamente perseguite. Si deve dare atto ad Amelio di essere tornato, in larga misura, ai contenuti del progetto iniziale. Di fare cioè un festival con una sua propria fisionomia, non legato alla sua persona, ma aperto alle istanze del nuovo cinema, curioso nelle scoperte, disposto al dialogo.”

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un commento alla 27° Edizione del Torino Film Festival di Gianni Rondolino, già Presidente del Festival dal 1982  al 2006.

FORUM: la folle libertà delle parole (di Aldo Spiniello, del 29/09/2009)

Finalmente apre il forum di Sentieri selvaggi. Una svolta necessaria per una testata come la nostra che ha scelto il web come ‘campo di combattimento’. spazio aperto di discussione, confronto e, perché no, scontro tra utenti, redattori, collaboratori, internauti ossessionati dal cinema o semplicemente curiosi. Attendiamo proposte e stimoli. E’ l’inizio di una nuova avventura. Noi siamo pronti a metterci in gioco. Da veri selvaggi. Ma adesso tocca anche a voi…

 

Luciano Emmer, l'eccentricità ritrovata (del 16/09/2009)

Per lungo tempo e ancora oggi trafitto dalla definizione di ‘neorealista rosa'’, Luciano Emmer resta una delle figure più limpidamente isolate e ‘a sé’ del cinema italiano, una delle più singolari e eccentriche. Eccentricità non (ri)cercata, ma (ri)trovata infine grazie o a causa delle sue orgogliose qualità.

Ci ha lasciati, all'età di 91 anni, Luciano Emmer, uno dei più grandi cineasti (ma forse dovremmo dire "creatori di immaginario") del '900 italiano. Regista, sceneggiatore, documentarista, straordinario pubblicitario, Emmer è stato tra i più innovativi e geniali animatori del nostro cinema, che non gli ha mai tributato il giusto riconoscimento. Lo ricordiamo ripubblicando un testo di enrico ghezzi, scritto per il Torino Film Festival.

BLOG: brutti sporchi e... cattivi? (del 02/09/2009)

Partiamo con i blog, a quanto pare... ancora tutto allo stato sperimentale, grafica ed editor da completare, ma intanto le parole cominciano a prender corpo nella rete, anche se siamo ai lavori in corso. E non sanno, non vogliono aspettare che la tecnica, le tecnologie, si assestino per bene. Va bene così, del resto siamo una rivista mutante... Parte Demetrio Salvi, con il suo STORY, in attesa degli altri, che al momento han solo titoli improbabili (ma originali), di Massimo Causo, Simone Emiliani, Federico Chiacchiari

L'oro di (B)Hollywood - LA NOTTE DEGLI OSCAR 2009 (di Carlo Valeri, del 23/02/2009)

The Millionaire, il melting pot firmato Danny Boyle, regista discutibile con qualche discreto film alle spalle, pur essendo una delle prove più ruffiane e sopravvalutate della stagione, ha convinto una giuria incantata dal folklore politically correct e multiculturale di un'operazione new global. Sconfitto Mickey Rourke. Due Oscar per Milk di Van Sant

Con Brian De Palma nel 10.000 A.C. (di Annarita Guidi, del 18/03/2008)

Redacted forse non sarebbe diventato il film di cassetta della stagione, ma è difficile credere che sia di natura economica la motivazione che ne ha impedito l’uscita. Perché n. 1: i soldi. Quanta gente sarebbe andata a vedere Redacted solo perché il regista si chiama De Palma? Perché n. 2: la violenza. Credere di far credere le persone a questo sarebbe un insulto all’intelligenza di chiunque. Perché n. 3. Ce lo spiega Giorgio Gaber…

REDACTED, ovvero il cinema nell'epoca di YouTube (di Federico Chiacchiari, del 14/03/2008)

Per un “curioso destino” il film di Brian De Palma, premiato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia – e miglior film secondo Sentieri selvaggi -  non ha trovato una distribuzione nelle sale cinematografiche ed approda direttamente sulla tv satellitare, ovvero Sky. Dal 14 marzo al 17 aprile sarà programmato in anteprima assoluta su SKY Prima Fila, sarà acquistabile 24 ore su 24 con partenze ogni 30 minuti. Censura di mercato o stato avanzato della visione post-cinematografica?.... Intervista a De Palma - La recensione di Redacted

Vent'anni per.... Sfiorarsi! (di Federico Chiacchiari, del 13/03/2008)

Il 19 aprile, con una festa che faremo al Makenoise, Sentieri selvaggi compie 20 anni. E per regalo di compleanno ci siamo regalati, e vogliamo regalare a tutti i nostri lettori, un film, Sfiorarsi, di Angelo Orlando, che uscirà in sala a Roma, al Filmstudio, a partire dall’8 maggio. Sembra una piccola cosa, e forse lo è, eppure è una piccola/grande “rivoluzione culturale”: invece di piangerci addosso sulla crisi del cinema, della distribuzione, delle sale che non ci sono, o che non prendono i film indipendenti, ecc… abbiamo fatto una piccola partnership: una rivista di cinema, SENTIERI SELVAGGI, una distribuzione indipendente, l’ATALANTE FILM, un cineclub indipendente, il FILMSTUDIO: e insieme portiamo finalmente questo bel film al cinema.

Con tre iniziative collaterali: un concorso per filmmakers, una prevendita dei biglietti, una festa!

Sosteneteci e raccontateci la “vostra” Sentieri selvaggi.

Non una parola. Lo sciopero degli sceneggiatori negli Stati Uniti (di Umberto Martino, del 11/11/2007)

Vent’anni dopo i cinque mesi di sciopero del 1988, e all’esatta scadenza del loro contratto, gli sceneggiatori americani posano di nuovo la penna. Lo fanno per soldi, naturalmente: ma non solo. E mentre i produttori confidano nel fattore tempo, registi ed attori pensano soprattutto alla scadenza contrattuale di metà 2008. Un breve viaggio dentro la protesta, per capire cosa c’entra il Mississippi e cosa succede a chi viola lo sciopero

ITALIA BLACK OUT: LA FINE DELLA LIBERTÀ DELLA RETE? (del 20/10/2007)

 

C’è un progetto di Legge pazzesco e “fuori dal mondo”, approvato dal Consiglio dei ministri il 12 ottobre.

“La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.”

E’ una legge ipocrita (“mira all’arricchimento della produzione e della circolazione dei prodotti editoriali, allo sviluppo delle imprese e del settore editoriale in conformità ai principi della concorrenza e del pluralismo…” recita nel testo) e liberticida, ma che prevede ancora dei fondi ai partiti, questa volta indirizzati a finanziare i siti dei partiti (“contributi diretti a favore di imprese editrici di quotidiani e periodici, anche su internet, che siano riconosciuti come propria espressione, anche per esplicita menzione riportata in testata, da forze politiche che, nell’anno di riferimento dei contributi, abbiano il proprio gruppo parlamentare

in una delle Camere o almeno due rappresentanti eletti nelle proprie liste al Parlamento europeo.”), piena di indicazioni sulla distribuzione editoriale e la pubblicità di una banalità sconcertante.

Sentieri selvaggi è una rivista on line regolarmente registrata al tribunale e con un direttore responsabile ai fini di legge, quindi non avrebbe svantaggi particolari da questa legge, anzi avrebbe il “vantaggio” di vedere eliminata la “concorrenza” delle centinaia, migliaia di siti e blog che vivono e si esprimono grazie alla libertà della rete. Ma ci opponiamo con tutte le nostre forze e risorse perché questa mostruosità “tutta italiana” non venga MAI approvata dal nostro Parlamento.

Pubblichiamo gli interventi CONTRO di Beppe Grillo e del ministro Antonio Di Pietro, gli unici personaggi pubblici e politici che finora si sono DISSOCIATI da questa legge.  Il disegno di legge è scaricabile qui. La mail del sottosegretario Ricardo Franco Levi che ha ideato questo progetto è levi_r@camera.it: scrivetegli pure cordialmente le vostre opinioni in merito. E’ questo il nuovo progetto sulla libertà di informazione e di espressione del neonato Partito Democratico?

Caro Quentin Tarantino, sul cinema italiano hai completamente ragione, ma vieni a vedere "Cemento Armato" di Marco Martani... scommettiamo che cambierai idea? (di Federico Chiacchiari, del 06/10/2007)

Cemento armato è una sorta di “ultima spiaggia” per il cinema italiano di genere, se non, forse, addirittura, per il cinema italiano tout court. Perché è esattamente il contrario di quel cinema “deprimente”, di cui abbiamo avuto una “magnifica” conferma con i film italiani visti a Venezia.

Lettera aperta sul cinema italiano a Quentin Tarantino, che è anche un viaggio nel cinema della coppia Brizzi/Martani, perché forse è il momento di cominciare ad urlare i nostri NO a questa “casta” (giornalisti, critici e ministeri in primis) che sta uccidendo il nostro cinema e a difendere con i denti quei pochi cineasti diversi che meritano il pubblico. E che il pubblico si merita.

Il più brutto del mondo? Alla scoperta del cinema italiano da salvare... (di Federico Chiacchiari, del 27/09/2007)

Le ultime visioni dei film italiani alla Mostra del Cinema di Venezia hanno evidenziato tutti i soliti limiti e problemi del nostro cinema, incapace di proporre uno sguardo nuovo e originale come aveva, tra mille polemiche, provocatoriamente denunciato il buon Quentin Tarantino. Ma nel groviglio del cinema italiano ci sono comunque film e cineasti che vale la pena seguire. Alcuni nomi?: Fausto Brizzi e Marco Martani, Pietro Reggiani, Vittorio Moroni, Corso Salani, Angelo Orlando, Alessandro Angelini, Libero De Rienzo, Mimmo Calopresti…

Non è che ci sarebbe bisogno di un V-Day anche per il cinema italiano?...

VENEZIA 64: Sentieri Selvaggi...in ritardo ? (di Simone Emiliani, del 02/09/2007)

Preoccupanti ritardi hanno condizionato le nostre corrispondenze da Venezia rispetto ad atri quotidiani e siti on-line. In realtà, su precise disposizioni della Mostra, non si può scrivere la critica di un film fino al giorno successivo alla proiezione pubblica. Disposizione che non tutti hanno rispettato. Le testate che se ne sono fregate delle regole hanno avuto aggiornamenti più rapidi e puntuali.

(alla fine) del cinema di Antonioni e Bergman (di Andrea Caramanna, del 31/07/2007)

Sono morti nel giro di ventiquattr'ore Bergman e Antonioni. Due pezzi di cinema della nostra vita di spettatori. Un cinema a dimensione umana. Cineasti che filmavano uomini e donne, anzi dovremmo dire donne e uomini, perché Bergman e Antonioni hanno davvero scombussolato le coordinate dell'immaginario maschile, laddove hanno figurato donne caparbie in grado di ribellarsi all'ottusità di uno sguardo dominatore.

Quali novità, prossimamente, su Sentieri selvaggi? (del 21/07/2007)

Stiamo facendo dei piccoli cambiamenti per adeguarci ad una realtà, come quella del web, in continua velocissima trasformazione. E’ nella natura di Sentieri selvaggi la mutazione, pertanto questo è un luogo dove non possiamo che trovarci benissimo. E, nel mese di giungo, sono stati 498.000 gli utenti unici registrati sul nostro sito… Ora abbiamo in progetto di far partire, un po’ alla volta, diversi nuovi servizi. Diteci voi quali preferireste attivare presto! Un nuovo sondaggio per i nostri lettori

AI LETTORI (del 19/06/2007)

Sentieri selvaggi ha cambiato il "motore", perdonateci alcuni problemi tecnici che si potranno verificare in questi giorni. Stiamo lavorando per un sito sempre migliore, ricco e aggiornato. Segnalateci eventuali anomalie o problemi, ma anche se il sito corre più veloce e funzionale di prima, con una mail a redazione@sentieriselvaggi.info

Million Dollar Baby, il film (s)troncato (di Simone Emiliani, del 09/03/2007)

Ieri sera il capolavoro di Eastwood è stato 'trasmesso' su Rai 1. Ma la visione è stata disturbata dall'intervento di Bruno Vespa che, prima dell'incontro di boxe, ha già anticipato il finale. Il servizio pubblico riprende così 'rossellinianamente' il suo ruolo educativo. Ne avevamo proprio bisogno?

L'urlo disperato del cinema italiano (di Federico Chiacchiari, del 09/01/2007)

Tra dispute locali/nazionali, polemiche e interventi censori, appelli per salvare Festival, settimanali di cinema, cineasti sperimentatori in gravi condizioni di salute e di vita, film pre-pagati dagli spettatori, il cinema italiano sembra sull'orlo di un'esplosione. Da dove cominciare per salvare il salvabile? Da "Una casa per Alberto Grifi"

"Forse mi avete confuso con qualcun altro". La rinuncia di Moretti (del 31/12/2006)

"Si è creata subito un'atmosfera di tensione, polemiche e accuse reciproche...qualcuno ha accennato a mancanza di etica, si è anche detto che io sarei stato lo strumento dei politici per soffocare l'indipendenza del festival. No, non ci siamo capiti". Il testo del comunicato di Nanni Moretti

Black Out! (di Federico Chiacchiari, del 30/12/2006)

Mentre Sentieri selvaggi riemerge dopo giorni di oscuramento, nel più lungo blackout della nostra storia online, a Torino si sta consumando una piccola tragedia politico/ culturale: si è sgretolato in un conflitto insanabile il più vitale dei nostri Festival. Nanni Moretti prima accetta, poi di fronte alle divisioni fa il "gran rifiuto". E ora?

GOMORRA E BASTA (di Demetrio Salvi, del 16/10/2006)

La nostra scrittura nasce dalle emergenze, positive, come l'amore, o negative, come la violenza e il dolore. Questa volta è una città a scatenare tutto questo: si parte da Napoli e si va giù, fino a Gomorra. Ci accompagna, per un pezzo, Roberto Saviano che comincia il suo libro (Gomorra, appunto) con una dedica: "a S., maledizione".

EDITORIALI E COMMENTI - Cambia il tuo giudizio con un click (di Paolo Tenca, del 30/09/2006)

Impossibile? Beh, a volte basta perfino leggere un articolo di Sentieri. Mettiamo il caso che trovassimo il film diretto da Coraci un gioiello e Adam Sandler un fenomeno contemporaneo, cosa clickare? Prima di tutto bisogna passare alla voce MARIA GRAZIA MANCUSO...

Sentieri selvaggi 15000... (del 17/05/2006)

Poco meno di un anno fa segnalavamo il nostro articolo n. 10.000. Era il 21 marzo del 2005 e i diecimila articoli pubblicati nei 4 anni precedenti ci erano sembrati un ottimo risultato per un sito autonomo e libero come il nostro. Oggi, 14 mesi dopo, siamo arrivati, con l'articolo "FBI: Operazione Tata", di John Whitesell , al numero 15.000.

SENTIERI SELVAGGI AL VERDE? ai lettori... (del 15/05/2006)

Siamo così liberi da poterci permettere di dare spazio a tutti i politici che, pagando, vogliono usare il nostro sito per comunicare le loro idee e proposte. Anche se dovessimo, per questa libertà, esser costretti a rimanere sempre...al verde!

Sentieri selvaggi 10, 1000, 10000. Diamo i numeri? (del 21/03/2005)

Sono arrivati a diecimila gli articoli presenti sul nostro sito. L'occasione per raccontarvi alcune cose di Sentieri selvaggi e fare il punto su di noi....

Risi vs. Vitali - Un problema di contesto e approcci (di Paolo Tenca, del 28/02/2005)

Non è possibile affrontare certi film in Italia senza liberarsi da questi mostruosi pregiudizi. Né sondare i territori della commedia all'italiana, senza celebrarla in stanchi rituali, mostrandone anche i limiti. Ben venga allora la Cinematheque col suo sguardo disinteressato a gettare luce sugli angoli più bui ed impresentabili del nostro passato.

Risi vs. Vitali - "Risi vitali o Vitali risi" (di Leonardo Lardieri, del 23/02/2005)

È un fatto di percezione e chiaramente quando si tratta di cinema (?) lo è ulteriormente. Lazzi, peti, pernacchie, docce, culi e tette si "rifanno" in Francia tanto per riderci addosso. Il "sorpasso" è compiuto: al volante Alvaro cornifica la commedia all'italiana. L'oltraggio di Vitali è figlio della (pre)ipertensione intellettualistica

DIBATTITO Risi vs. Vitali: a proposito della commedia all'italiana, del trash, della critica e di Sentieri selvaggi... (del 16/02/2005)

Prosegue il dibattito sul trash nel gruppo di discussione della redazione di Sentieri selvaggi. Eccovi un sunto, riorganizzato per temi e voci. Per riprendere il filo di una discussione complessa, che ha preso spunto dall'intervista a Dino Risi sul recupero del cinema di Alvaro Vitali.

RISI VS VITALI - Una polemica inutile (di Umberto Martino, del 07/02/2005)

Alvaro Vitali è innocente. Lasciamo in pace lui, Dino Risi e la Cinémathèque. Non riempiamo le pagine di parole inutili, e riflettiamo invece sulla difficoltà di fare film di genere in Italia. Perché la "Legge Cinema" c'entra qualcosa.

«Pierino e il trash? Basta con le celebrazioni» (del 06/02/2005)

Dino Risi contro la rivalutazione parigina di Alvaro Vitali. Il regista: "la critica snob lo ha trasformato in un intellettuale." Riportiamo integralmente l'intervista di Maurizio Porro a Dino Risi apparsa sul "Corriere della Sera" del 5 febbraio 2005.

"Trovo insopportabile questo conformismo secondo il quale tutto quello che riguarda l'handicap deve essere trattato con i guanti bianchi ed è bello e buono per forza." - Una lettrice interviene sul film di Gianni Amelio (del 16/09/2004)

Nel film il vero personaggio è il dolore del padre che deve essere capito e assolto a tutti i costi, il figlio è solo la causa di tanto disagio. Ma forse mi devo rassegnare al cambiamento dei tempi: una volta noi portatori di handicap venivamo nascosti, non stava bene parlarne in pubblico, ora veniamo esibiti, ci trovano anche "simpatici".

Colpevoli! (di Simone Emiliani, del 16/07/2004)

Bisogna ammettere che il ricco e valido pezzo di Maria Grazia Mancuso sul Foglio dovrà necessariamente portare Sentieri Selvaggi a rimettersi in discussione. "Popcorn" non è soltanto un'invidiabile lezione di scrittura giornalistica ma soprattutto una straordinaria lezione di vita. Ma da oggi cambieremo. Salteranno molte teste. E si ritornerà a scuola

Popcorn. "Il Foglio" e Sentieri selvaggi. (del 14/07/2004)

Pubblichiamo integralmente l'articolo apparso su "Il Foglio" del 26 giugno 2004 scritto dalla critica cinematografica Maria Grazia Mancuso, nel quale si occupa in maniera approfondita delle attività di Sentieri Selvaggi, dal sito ai corsi in agriturismo...

BENVENUTI NEL REGNO DEL "TUTTO GRATIS"... (di Federico Chiacchiari, del 01/04/2004)

un primo d'aprile con Sentieri selvaggi: l'editoriale di Federico Chiacchiari che ha lanciato il dibattito sulla Internet a pagamento

L'Amico Immaginario ha chiuso gli occhi (di Massimo Causo, del 24/12/2003)

Si è spento a Roma Nico D'Alessandria, il regista di "L'imperatore di Roma" e "Regina Coeli". Della sua vita ha fatto cinema, liberamente, per ragione e necessità interiore: cinema militante, cinema verità, cinema immaginario, cinema in fuga

POLEMICHE - Fellini, Fellini... (5) (del 11/11/2003)

Non si placa il dibattito sul cinema del regista romagnolo. Redattori e lettori proseguono un confronto aspro ma esplicito e felicemente "libero". Fellini come "Museo" o come "luogo delle libertà" del cinema? E qual è la funzione (e il limite) della critica? E davvero Sentieri selvaggi è un luogo "intimo" e "profondo? La polemica continua...

POLEMICHE - Fellini, Fellini... (4) (del 05/11/2003)

Continua a suscitare reazioni la commemorazione "controcorrente" su Fellini del nostro Ruggeri. Arrivano messaggi ironici... dal futuro e lettere di altri lettori, alcuni che argomentano le loro critiche, altri che bacchettano, altri ancora - su altri siti - che insultano. Che sia vero che Fellini rimane un "intoccabile"? Il dibattito prosegue...

POLEMICHE - Fellini, Fellini... (3) (del 03/11/2003)

Da un articolo "provocazione" anticommemorativo è nato un dibattito che, da Fellini all'idea di cinema che vogliamo raccontare, si allarga a come "Sentieri selvaggi" si propone di farlo... e tra i redattori la polemica esplode con veemenza. Continua il diario "in tempo reale" del dibattito interno/esterno a Sentieri selvaggi.

POLEMICHE - Fellini, Fellini... (2) (del 02/11/2003)

Un lettore, contrariato dalla rilettura di Francesco Ruggeri, si cancella sdegnato dalla newsletter. Un altro invece lo esalta. Stimolati, fioccano interventi nel gruppo di discussione redazionale. Ne viene fuori un dibattito intenso, su Fellini, certo, ma soprattutto sul cinema, la critica e sul ruolo di Sentieri selvaggi. Il dibattito prosegue...

POLEMICHE - Fellini, Fellini... (1) (del 02/11/2003)

Un lettore, contrariato dalla rilettura di Francesco Ruggeri, si cancella sdegnato dalla newsletter. Un altro invece lo esalta. Stimolati, fioccano interventi nel gruppo di discussione redazionale. Ne viene fuori un dibattito intenso, su Fellini, certo, ma soprattutto sul cinema, la critica e sul ruolo di Sentieri selvaggi. Il dibattito prosegue...

Luce sempre più al buio.... Riflessioni sparse su sindacati, critici D.O.C. e accordi di "regime". (di Federico Chiacchiari, del 10/07/2003)

L'accordo tra l'Istituto Luce e il SNCCI sancisce la distinzione tra chi è critico D.O.C. e chi non lo è. Lo Stato e le corporazioni private si accordano denigrando chi non appartiene alle loro "parrocchie". Sotto il sole d'estate piccoli accordi di burocrazie definiscono che il libero mercato è finito e che i Sindacati sostituiscono le imprese

L'America che ci piace (del 22/03/2003)

"Artists United To Win Without War": Michael Moore, Meryl Streep, Jake e Maggie Gyllenhaal, Jim Carrey, Julian Moore, Dustin Hoffman, Salma Hayek, Kirsten Dunst, Ben Afflek, Jessica Lange e altri attori hollywoodiani dichiarano pubblicamente il loro NO alla guerra in Iraq. Domenica agli Oscar, sarà il momento giusto per farlo sapere al mondo intero

"Per favore, caro presidente mandi in Kuwait le sue figlie" (del 21/03/2003)

Michael Moore, il regista di "Bowling for Columbine" scrive a George W. Bush

L'elmetto sugli occhi: la guerra lampo fa fuori "Fuoriorario" (di Enrico Ghezzi, del 19/03/2003)

Lo scorso week-end sono saltate le notti di Fuori orario per far posto alle notizie di RAI News 24 sulla "guerra imminente". Un intervento di Enrico Ghezzi

Banche armate alla Guerra. Il Gruppo Carlyle (del 14/02/2003)

Supponete che i profitti di un appalto dell'esercito finiscano sui conti di un ex presidente degli Stati Uniti e quindi al figlio suo erede. Un articolo di Simone Falanca da www.rekombinant.org del 14 giugno 2002

«E' una guerra illegale, contro l'Onu» (del 14/02/2003)

INTERVISTA - L'ex capo ispettore Scott Ritter accusa l'Amministrazione americana. da il manifesto del 14 febbraio 2003

Né un soldo Né un uomo (del 14/02/2003)

Un articolo di Gino Strada, Chirurgo di guerra, fondatore di Emergency dal Corriere della sera del 7 Febbraio 03

POLEMICHE (Nouvelle Vague) - Per una critica "umorale" (di Fulvio Baglivi, del 13/12/2002)

Non ci piace muoverci nella solidità, i movimenti sono limitati e per cambiare è necessario demolire; preferiamo gli umori che ci permettano un "dolce su e giù", nuotando, sguazzando, rischiando di affogare nel fluido. E' un atteggiamento "vitapoietico", quei film con i loro "umori", ci costruiscono la vita che muta come la nostra visione di essa

POLEMICHE (Nouvelle Vague) - Per una riflessione spassionata (del 07/12/2002)

Aldo Tassone interviene nel dibattito: "nessuna operazione di bieco revisionismo ma, a 45 anni di distanza non si può più affrontare un movimento glorioso, stimolante, complesso e anche contraddittorio come la NV mettendosi degli occhiali mitopoietici. Sono pronto al confronto purché si muova su basi storiche solide, non su scatti umorali."

POLEMICHE (Nouvelle vague) - La Nouvelle Vague: due o tre cose che so di lei. (del 07/12/2002)

Prosegue il dibattito sulla Nouvelle Vague "esploso" sulla nostra rivista a partire dal Convegno di Firenze a "France Cinema". Riceviamo dai curatori la presentazione del Festival presente sul sito della rassegna, e volentieri la pubblichiamo mettendola a disposizione dei nostri lettori per un miglior approfondimento.

POLEMICHE (Nouvelle Vague) - Onda d'urto (del 28/11/2002)

A France Cinéma un'assise sulla Nouvelle Vague. Mitizzazione e (tentativo di) ridimensionamento di un movimento che cambiò il cinema e portò i ventenni dietro la macchina da presa Un intervento di Goffredo De Pascale sull'ultimo numero de "Il Diario"

POLEMICHE (Nouvelle Vague) - Il cinema come museo (di Simone Ciaruffoli, del 21/11/2002)

Si vuole musealizzare il cinema prima possibile perché tra noi "vivi" e il museo passa la distanza giusta per sputtanare, o ancora peggio per celebrarsi portatori di verità sino ad ora mai sentite. Perché un convegno sulla Nouvelle Vague è l'anticamera del suo museo e quest'ultimo il suo cimitero. Il cimitero fa comodo perché è rimozione e distacco

Il "tradimento" dei generi - note su alcune recensioni di Sentieri selvaggi (di Simone Emiliani, del 21/11/2002)

"Insomnia", "One Hour Photo", "Red Dragon", "El-Alamein". Le tappe successive e diverse di un cinema ingannatore, che affronta I generi per depistarli, dove l'esibita cinefilia si trasforma in uno sguardo invasivo che nega vita propria ai corpi.

POLEMICHE (Nouvelle Vague)- Polli, Fringuelli, volatili e volanti (di Fulvio Baglivi, del 20/11/2002)

Ci voleva un articolo informativo come tanti per scatenare le penne dei "nostri padri", neanche i film di Spielberg o altri erano riusciti in quest'impresa. Speriamo che "rabbia, vergogna, furore" si trasformino in energia costruttiva, per affermare ancora una volta "Ho ucciso mio padre e mangiata carne umana. E sto tremando di gioia"

POLEMICHE (Nouvelle Vague)- Dai "giovani turchi" ai "giovani fringuelli", ma anche i Cahiers si sbagliavano... (del 19/11/2002)

Amo la Nouvelle Vague ma mi sento libero di sottolineare le cazzate 'critiche' che ha favorito con il suo furore iconoclasta. Ogni movimento rivoluzionario con l'acqua sporca ha spesso buttato via il bambino, ma nel nostro caso sono stati cancellati quindici anni di cinema francese. Una risposta di Mauro Gervasini alla polemica di Giona A. Nazzaro

POLEMICHE (Nouvelle Vague)- L'ora dei vigliacchi (a proposito di revisionismo storico-culturale) (del 19/11/2002)

Se oggi parliamo di cinema lo dobbiamo alla Nouvelle Vague che ha ucciso padri ingombranti scegliendone altri leggerissimi (Rossellini, Renoir). In Truffaut e Godard si attacca una tradizione testuale ancora viva che oggi è l'unica forma di resistenza cinematografica praticabile. Una polemica di Giona A. Nazzaro sul convegno fiorentino
 

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